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La maglietta delle donne

Ringraziamo l’ufficio stampa dell’associazione DON ORIONE di Milano per aversi inviato quest’articolo a firma del suo direttore Don Pierangelo Ondei. Uno scritto che prende spunto da una delle più celebri canzoni del “nostro” Claudio Baglioni.

Cogliamo l’occasione per invitarvi a visitare il loro sito CLICCANDO QUI e magari contribuire alle loro opere caritatevoli. Ringraziamo una nostra carissima e affezionata lettrice per averci portato a conosenza di questa “chicca”. La bontà non è mai abbastanza e quando è meno sbandierata ha ancora più valore.

BUONA LETTURA

LA MAGLIETTA DELLE DONNE

In un famoso brano di qualche anno fa, Claudio Baglioni cantava:

“Quella sua maglietta fina, tanto stretta fino al punto che immaginavo tutto”.

Caro Baglioni,
oggi ti hanno sollevato persino dalla fatica di “immaginare”. Se ti aggiri per il centro di una qualsiasi città vedrai, come vedo io, che le donne ormai ti mostrano quel che un tempo poteva essere solo una conquista della tua fantasia. Scollature sempre più ardite, ombelichi scoperti, natiche al vento.

È davvero finito il tempo in cui bisognava “immaginare tutto”.

Se davanti a questi spettacoli per caso ti azzardi a parlare di mancanza di modestia o di pudore perduto, stai tranquillo che sarai immediatamente zittito da una miriade di femministe acide ed agguerrite che rivendicheranno la libertà e l’autodeterminazione della donna.

Sono le stesse femministe che, in altri contesti, denunciano il maschilismo della società quando trasforma il corpo della donna in “oggetto”.

Insomma vedo da parte delle donne poco equilibrio nel vestire e poca coerenza nel pensare.

Naturalmente una riflessione così generalizzata non rende giustizia a quelle donne che sanno valorizzare la propria femminilità, di cui la bellezza del corpo è parte integrante, senza tuttavia ridurla a merce da esposizione.

Questo genere di donne fortunatamente esiste e … “resiste”.

Ma, aimè, oggi sembra ridotto ad una minoranza.

La nostra società è ormai diventata multietnica e multiculturale.

Così, accanto agli eccessi della donna occidentale, devi registrare anche quelli della donna islamica.

In questo caso tutto il corpo, anche in piena e caldissima estate, rimane coperto da capo a piedi, all’infuori del viso.

A meno che il burqa non copra anche quello.

È inutile abbassare gli occhi a terra per cercare di scorgere almeno le caviglie.

Anche quelle ti sono negate.

Questo è lo spettacolo a cui ogni anno assisto durante le passeggiate domenicali nella calda estate milanese.

Allora mi viene spontaneo ritornare col pensiero al grande Papa Paolo VI, devoto alla Madonna dell’Equilibrio.

Si tratta di un’immagine della Vergine venerata nell’abbazia trappista delle Frattocchie, a Roma.

Il Papa aveva a che fare, nei tempi del dopo Concilio, con due opposti estremismi: da una parte i progressisti che nella Chiesa volevano rinnovare tutto e subito, senza riflettere molto e senza troppa ponderazione.

Dall’altra parte c’erano i conservatori che faticavano oltre misura ad accettare le novità del Vaticano II e frenavano su ogni cambiamento.

Il Papa, preso tra due fuochi opposti ed estremi, consigliava saggiamente un sano affidamento alla Madonna dell’Equilibrio.

Credo che anche la donna di oggi abbia bisogno di più equilibrio, almeno nel modo di vestire. Tra il mostrare tutto e il coprire tutto, esiste pur sempre una via di mezzo… che è forse quella migliore.

Ma appunto… ci vuole equilibrio!

Una sentenza della filosofia scolastica medievale recitava: “In medio stat virtus”.

“La virtù sta nel mezzo”, ossia tra due estremi che sono ugualmente da evitare.

Assorto in questi pensieri mi accorgo che la passeggiata domenicale è finita.

Rientro al Piccolo Cottolengo.

Qui le forme dei corpi spesso non hanno nulla da ostentare, eppure le persone sono pur sempre belle con i loro sorrisi, la loro dolcezza, i loro abbracci.

Anche un corpo poco aggraziato può essere piacevole quando rivela la ricchezza di sentimenti e di affetti veri, genuini, non artefatti.

Un volto sorridente, una mano che accarezza, un bacio lanciato da lontano: che non sia questa la vera bellezza da mostrare senza pudore?

Don Pierangelo Ondei per donorionemilano.it

The Godfather

The Godfather [Il Padrino] - Dietro questo nickname si cela il nostro fondatore e amministratore unico TONY ASSANTE, più grigio ma MAI domo. Il logo (lo chiedono in molti) è il simbolo dei FANS di Elvis Presley (Cercate il significato in rete).

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1 Commento

  1. wilma.peraccini

    Veramente riflessivo e forse le donne dovrebbe riflettere un po’ di più a volte , essendo anch’io una donna e odio il maschilismo che ancora impera nel mondo in tutte le forme , penso che questo mostrarsi non è la risposta giusta al problema ….le donne hanno tanto da dare … Sempre grande Claudio ❤️

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