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La storia di Anna Maria accanto a Claudio Baglioni

 Ciao Claudio,

Sono affetta da retinite pigmentosa e ipoacusia bilaterale (sindrome di Usher) e ormai sono arrivata a un bivio.

E’ una malattia genetica ed essendo stata adottata la sentenza e’ arrivata a 16 anni. Io e la mia famiglia ci siamo dati molte risposte ad accadimenti che i miei genitori imputavano alla mia esuberanza.

Sono stata e sono tutt’ora molto attiva. Amo la vita e allora scelsi di vivere.

E’ stata una strada difficile ma non ero sola.

Quell’anno al concerto all’Autodromo di Santa Monica, il mio primo concerto, piansi tutto il mio dolore, la mia paura del futuro insieme alle canzoni.

Non so cosa successe. Le note entrarono e li’ rimasero.

A darmi vita’, speranza e la spinta per rialzarmi.

Ancora oggi in concerto avviene questa magia.

Poi a 24 anni mi ammalai e dovetti essere ricoverata per ben due volte nell’arco di due anni.

In quei giorni di grande solitudine poiche’ l’ospedale era fuori citta’, lungo i corridoi vuoti mi ritrovavo a fare grandi camminate sempre cantando.

Ammetto che ci sono stati giorni in cui andavo a dormire sperando di non svegliarmi la mattina.

Guardavo fuori dalla finestra senza in realta’ vedere nulla ma solo ascoltando il mio dolore.

Ma anche questa volta la musica mi prese e mi porto’ al di sopra della mia sofferenza.

Ricominciai a risalire dal fondo e finalmente riuscii a dire anche io “IO SONO QUI”.

E’ la canzone che piu’ mi rappresenta perche’ nel 1996 mi sono chiesta dove ero stata in tutti questi anni.

Stefano fece coincidere la data delle dimissioni del mio secondo ricovero con la data del concerto a Forli’: era il 13 marzo, il giorno della mia rinascita.

Quando entrasti, con il cappellino, la tua chitarra intonando quelle note ritmate che tanto amo, anche io ritornai alla vita.

Io non posso fare a meno di vivere tutti i giorni cio’ che mi viene dato e anche tolto.

Nonostante la malattia mi sono laureata in Giurisprudenza a 23 anni. Era il mio traguardo.

Mi iscrissi alla Scuola di Magistratura perche’ da anni avevo scelto come missione, di essere un magistrato Antimafia.

Ma per troppo amore i miei genitori non vollero che mi trasferissi a Bologna in una citta’ che non sconoscevo.

Purtroppo rinunciai e rimpiango ancora oggi quella scelta.

Ma non smisi di studiare, di leggere, di informarmi e ora mi invitano nelle scuole a parlare con i ragazzi di Legalita’, di mafia, di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

Degli uomini della scorta e di tutti coloro che sono morti per un Paese migliore nell’esercizio del loro dovere.

Nel 2012 ho vinto il Premio Speciale del Presidente della Repubblica a un concorso letterario con “Lettera a Giovanni Falcone”: quello fu una sorta di riconoscimento per cio’ che avrei dovuto essere

Sai cos’e’ la cosa che piu’ mi manca? Il non poter essere indipendente

Ma io sono felice della mia vita e mi ritengo molto fortunata.

La disabilita’ e’ una caratteristica ed un punto di forza.

Non ho bisogno degli occhi per incontrare anime.

Ne’ per ritrovare coloro che hai amato, ami; coloro che sono passati un attimo un secondo e che hanno deciso di fermarsi nella tua vita.

Mi basta aprire il mio bagaglio della memoria e li’ ritrovo i suoni, le voci, i visi i colori del mio mondo cosi’ bello.

Incontro al Sole sempre.

Con la musica dentro e la vita addosso.

Ancora ho domande che si perdono nel cielo forse perché le risposte non ci sono.

Ci sono i rimpianti di quei treni passati da cui sono dovuta scendere subito.

Ci sono stati i giorni di solitudine infiniti ed io sollevata da fili invisibili come un burattino senza più anima.

C’è stato l’Amore infinito della mia famiglia in ogni mio perdermi e piegarmi.

Ho avuto la fortuna di potermi aggrappare ai rami di quella Grande Quercia che chiamo Amicizia per potermi rialzare.

Legami forti mai recisi ma cresciuti rigogliosi nel tempo alimentati dal rispetto, dalla lealta’ e da un dare e un avere reciproco senza pretese.

Sono sempre pronta per una strada in salita perché non sarò mai sola.

Ritornero’ in pista senza clamore, a lavorare senza averne mai abbastanza di correre e saltare.

E’ la mia linfa vitale.

Non mi fermano la pioggia, il vento, il freddo pungente. Ne’ il caldo soffocante d’estate.

Anche se ci sono giorni in cui avevo le gambe distrutte dalla fatica, i polpacci doloranti.

Ma il senso di liberta’ assoluta che provo correndo e’ impagabile e va oltre il sacrificio, la fatica e il sudore.

Corro perche’ mi sento viva, mi lancio nel vuoto e mi sorregge il venjto.

Corro contro i pregiudizi e i tabu’ che ancora annebbiano la mentalita’ ottusa delle persone.

Corro per gridare ai giovani che certo, vivere con un handicap non e’ semplice, anzi, molto dura. Ci sono giorni in cui vorresti urlare, piangere, tirare sassi lontano come a volersi scrollare di dosso “il problema”.

Ma e’ un valore aggiunto, un modo piu’ intenso di vivere la nostra esistenza, di amare..

Non ci si puo’ arrendere, mai.

LA VITA. Questa sconosciuta che ti accoglie, ti abbandona, ti riprende, ti affida, ti ama, ti sbatte contro il muro ma ti tende una mano e ti rialza guidandoti nel buio verso la luce.

Con il Sole in fronte per abbracciare la Vita che ogni giorno rinasce.

Perché non è mai finita.

Saltiamo oltre le paure, oltre quelle sensazioni di vuoto che che a tratti ci soffocano.

Saltiamo oltre quel senso di impotenza di fronte alla morte.

Saltiamo oltre tutto e puntiamo dritto al Sole per riprenderci il calore degli affetti che restano, dei ricordi che affiorano.

Saltiamo per afferrare di nuovo quella Vita che c’è ancora, che tende la mano.

Ci rialzerà e solleverà perché questo siamo noi.

Grazie ad ognuno di voi per esserci nella mia vita.

Spero di lasciarvi qualcosa di me.

Richiudo il bagaglio della mia vita, lo carico in spalla e sono di nuovo pronta a partire.

Buon Viaggio della Vita

Anna Maria Mencoboni

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The Godfather

The Godfather [Il Padrino] - Dietro questo nickname si cela il nostro fondatore e amministratore unico TONY ASSANTE, più grigio ma MAI domo. Il logo (lo chiedono in molti) è il simbolo dei FANS di Elvis Presley (Cercate il significato in rete).

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