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Scriviamo la “Nostra” Storia con Claudio Baglioni

Il 4 Dicembre è uscito il tanto atteso nuovo album di Claudio Baglioni dal titolo “In questa storia che è la mia”

A noi questo titolo fa un pò arrabbiare 🙂

Caro Claudio Questa storia non è solo la tua ma è la storia di tutti noi, insieme a te.

DOREMIFASOL vi da la possibilità di raccontare la vostra storia accanto al Grande Mago.

La storia della vostra vita insieme alla musica di Claudio Baglioni.

Le più belle saranno pubblicate in una notizia a parte sul nostro sito ed inviate a Claudio.

Scriveteci la vostra esperienza nello spazio commenti qui sotto o inviateci lo scritto su wop@doremifasol.org (sarebbe bello anche una vostra foto foto ad un concerto o insieme a Claudio)

Prendete i vostri smartphone e iniziate a scriverci la vostra storia in modo da poter rivivere tutti insieme la “nostra storia”


The Godfather

The Godfather [Il Padrino] - Dietro questo nickname si cela il nostro fondatore e amministratore unico TONY ASSANTE, più grigio ma MAI domo. Il logo (lo chiedono in molti) è il simbolo dei FANS di Elvis Presley (Cercate il significato in rete).

63 Commenti

  1. La mia storia con Claudio comincia nel 1977 , sono con un ‘amichetta 13 anni entrambe, eravamo avanti noi , in quel periodo ascoltavamo Genesis, Pink Floyd e altri gruppi di quella portata , avevamo intorno ragazzi piu’ grandi che suonavano e noi ovviamente per sentirci grandi e stare al passo con loro eravamo sempre aggiornate sulla musica rock , non prendendo neanche in considerazione la musica italiana. Un giorno per radio passa “Solo” ,ah pero’ non male, il ritornello mi prende , la riascolto piu’ volte voglio sapere chi la canta, fino ad allora non conoscendo l’inglese non avevo mai dato peso ai testi, ho 13 anni comincio ad ascoltare con attenzione , scrive bene questo Signore, devo assolutamente sapere chi e’…… scopro che e’ lui Claudio Baglioni da quel momento mi documento vado alla ricerca di ogni suo brano, mi piace sempre di piu’, descrive la vita, quella vera , quella di tutti noi, credo che parecchie persone si riconoscono in un suo pezzo, penso che mi piacerebbe passare con lui una serata per confrontarci sul senso della vita. Il tempo passa , ho problemi a casa , mamma sta’ male , ci lascia che che ho appena compiuto 15 anni, mi consolo con Claudio , lo ascolto e riascolto, a seguirlo nei concerti ho cominciato solo piu’in la’ il primo fu’ nel 1994 allo stadio di Genova, Strada facendo album incredibile, da allora ne sono seguiti altri , mi sono iscritta al Clab (troppo tardi , dico sempre, mi sono persa gli anni migliori ,pero’ non avevo la possibilita’ di farlo.) Da qualche anno partecipo ai raduni , ho conosciuto persone meravigliose , persone come me con questa grande passione per Claudio, ho avuto il piacere di conoscere i suoi collaboratori, i musicisti, le coriste, grandi artisti, grandi persone. Dopo anni nel 2017, dopo il raduno ho avuto il piacere di abbracciarlo, e’ stato un sogno, a pensarci non mi sembra neanche vero, e’ stato un compagno fedele negli anni, gia’ immaginavo un firmacopie , finalmente avrei potuto anche parlagli, invece no, il mio confronto con lui, forse no ci sara’ mai, del resto forse rimarrei li’ imbambolata se mi rivolgesse la parola. Intanto attendo con ansia questo 4 dicembre, ho proprio bisogno di sapere come si evolve “la nostra storia”.

    Claudio sei stato e sarai sempre un amico prezioso, quello che anche se non mi conosce sa’ darmi buoni consigli , quello che mi insegna che ogni giorno va’ vissuto appieno, quello che e’ sempre presente in ogni attimo della mia vita, ti amo grande Maestro.
    Non smettere di trasmettere, Anna,

  2. Folgorata dal video “la vita è adesso”. Credo fosse la sigla di una trasmissione in prima serata su rai uno, io 18 anni …e da allora quante notti di note ci sono state….i concerti di Claudio dopo Assolo, sono diventati una passione più forte di me, una potente boccata di ossigeno per saltare sulla vita…non facile sempre in salita..ma con una voce di sottofondo di un amico, da ritrovare sempre per scaldare il cuore e che stupisce sempre. Trasferte, raduni, due volte la fortuna dell’incontro e dell’autografo.. E’ un regalo stupendo ci sia ancora un’attesa…un sabato del villaggio….ci sarà ancora un tempo con una nuova colonna sonora di Claudio….. e torneremo a cantare tutti insieme….Daniela Genova

  3. La mia storia con Claudio inizia nel Giugno 1998.Avevo 8 anni e in Tv passavano lo spot del Concerto Da Me A Te(Olimpico), e come sentii l’inciso di Da Me A Te rimasi folgorato e allora chiesi a mia Madre di registrare il Concerto(inizialmente ero interessato solo a Da Me A Te, ma chiesi comunque di registrarlo tutto, e per fortuna). Che dire da allora inizio la passione per Claudio, la voglia di fare anche io il cantate…ma col tempo persi l’interesse e la strada con Claudio si separò per quasi 10 anni, arriviamo al 2009 e una sera con un amico stavamo cantando al karaoke che avevo sul PC, in onore dei vecchi tempi andai a ricantare qualche canzone di Claudio e da lì ricominciò tutto, ricordo la prima volta che lo vidi dal vivo a Campovolo nel 2012,poi arrivò il primo concerto.. Dieci Dita, quella sera Claudio aveva contratto una laringite ma riuscì comunque a fare una grande serata..poi replicai nel 2013 e arrivo ConVoi dove finalmente riuscì (a Roccaraso) a stringergli la mano e a incintrarlo a fine serata.. Ma eravamo tutti coi telefoni scarichi e quindi non sono riuscito fare una foto insieme a lui (in effetti non sono mai riuscito a farla). Ma la mia storia con Claudio mi ha portato a tante avventure con il canto, arrivai a fare Lirica al Conservatorio e arrivai persino a cantare le sue canzoni con l’impostazione Lirica.. Questo mi porto a tante critiche.. Ma forse fu un bene che alla fine non riusci nella Lirica,perché cosi sono tornato alla mia vera passione che è il canto moderno, e anche se non sarà il mio mestiere grazie alla passione che ho per Claudio ho imparato tanto e avuto anche le mie soddisfazioni e continuerò a suonare e cantare levsue canzoni anche se non divessev essere il mio mestiere, e anche per il mio caro Nonno che amava quando cantavo “Da Me A Te” e “Poster” e ovviamente anche tutte le due altre canzoni che sono anche la mia storia, la storia di chi come me sogna ma vive soprattutto con le sue canzoni, Claudio canta che “una canzone neanche questa potrà mai cambiar la vita” a me l’hanno cambiata eccome.. Posso soli ringraziarlo perché “In Questa Storia” grazie a lui ho appreso tanto. Ora aspetto, insieme al resto del tuo pubblico, il 4 Dicembre!

  4. La mia storia con Claudio inizia nel Giugno 1998.Avevo 8 anni e in Tv passavano lo spot del Concerto Da Me A Te(Olimpico), e come sentii l’inciso di Da Me A Te rimasi folgorato e allora chiesi a mia Madre di registrare il Concerto(inizialmente ero interessato solo a Da Me A Te, ma chiesi comunque di registrarlo tutto, e per fortuna). Che dire da allora inizio la passione per Claudio, la voglia di fare anche io il cantate…ma col tempo persi l’interesse e la strada con Claudio si separò per quasi 10 anni, arriviamo al 2009 e una sera con un amico stavamo cantando al karaoke che avevo sul PC, in onore dei vecchi tempi andai a ricantare qualche canzone di Claudio e da lì ricominciò tutto, ricordo la prima volta che lo vidi dal vivo a Campovolo nel 2012,poi arrivò il primo concerto.. Dieci Dita, quella sera Claudio aveva contratto una laringite ma riuscì comunque a fare una grande serata..poi replicai nel 2013 e arrivo ConVoi dove finalmente riuscì (a Roccaraso) a stringergli la mano e a incintrarlo a fine serata.. Ma eravamo tutti coi telefoni scarichi e quindi non sono riuscito fare una foto insieme a lui (in effetti non sono mai riuscito a farla). Ma la mia storia con Claudio mi ha portato a tante avventure con il canto, arrivai a fare Lirica al Conservatorio e arrivai persino a cantare le sue canzoni con l’impostazione Lirica.. Questo mi porto a tante critiche.. Ma forse fu un bene che alla fine non riusci nella Lirica,perché cosi sono tornato alla mia vera passione che è il canto moderno, e anche se sarà il mio mestiere grazie alla passione che ho per Claudio ho imparato tanto e avuto anche le mie soddisfazioni e continuerò a suonare e cantare levsue canzoni anche se non divessev essere il mio mestiere, e anche per il mio caro Nonno che amava quando cantavo “Da Me A Te” e “Poster” e ovviamente anche tutte le due altre canzoni che sono anche la mia storia, la storia di chi come me sogna ma vive soprattutto con le sue canzoni, Claudio canta che “una canzone neanche questa potrà mai cambiar la vita” a me l’hanno cambiata eccome.. Posso soli ringraziarlo perché “In Questa Storia” grazie a lui ho appreso tanto. Ora aspetto, insieme al resto del tuo pubblico, il 4 Dicembre!

  5. Me lo racconta sempre la mia mamma, fiera di avermi trasmesso la passione per il nostro grande Claudio: seduta sulle sue ginocchia mi coccolava cantandomi Poster, avevo sette anni. La mia storia: una narrazione o una mera cronologia? Ottobre 1981, il long playing Strada facendo, regalatomi da care compagne di scuola in occasione del mio onomastico. Da quel giorno questa passione è durata per tutta la vita e me l’ha cambiata per sempre, vibrando sotto la mia pelle incondizionatamente. Pareti della mia stanza tappezzate dalle gigantografie dei suoi grandi occhi scuri, ed io stavo diventando grande insieme a loro. Agosto 1982 ed il mio sogno di incontrarlo stava per avverarsi in quel delle Dolomiti, turista per una casuale vacanza. Ma Claudio in tournée faceva incursioni in chalet nei quali ci passavo esattamente 24 ore dopo. Disperata convinsi mio padre ad accompagnarmi ad Agordo e cercare la sua dimora estiva. Con il cuore in gola e i battiti e ribattiti a mille, mi accontentai -e che emozione indescrivibile, che gioia- di vedere Giovanni. Immortalai i miei 14 anni con i suoi pastori tedeschi Minnie e Mathias, mentre mia madre spupazzava Giovanni tra le sue braccia, emozionata tanto quanto me. Mio padre orgoglioso di essere riuscito in quella sua missione di cacciatore di star! Ad Agordo è così! E da quel momento in poi fu un susseguirsi di concerti, raduni, notti di note e nuovi giorni, con il grande Mago sempre più inavvicinabile ed irraggiungibile; ma le emozioni che mi donava con le sue canzoni e la sua carriera erano sempre più forti, anche quella di farlo arrabbiare alle prove generali e raduno del 1998 allo stadio Olimpico. E chi se lo dimentica! Ho perseverato per anni, ancora concerti, tanti e raduni, tanti, decine di incursioni fallite, e delusioni collezionate fino al 2018: grazie ad una “soffiata” lo aspettai al suo arrivo all’aeroporto di Bari, bramosa di avvicinarlo e l’emozione fu indescrivibile. Quell’andare lontano sulle ginocchia di mia madre mi aveva destinata ad una meta senza uguali. E’ il poster della mia vita con quel suo refrain beneaugurante, sempre attuale e chimerico. Buona vita Claudio, buona vita a tutti, buona vita a mamma Francesca!
    Grata, obbligata, fortunata, riconoscente e debitrice per sempre,
    Daniela Altieri

  6. 1972 Avevo 12 anni alla radio trasmissione hit parade quando cominciava “quella sua maglietta fina” per me si fermava il mondo e naturalmente quando il grande Lelio Luttazzi annunciava il brano smadonnavo con lui sia perchè parlava sul brano, sia perché faceva ascoltare fino alla prima parte, per la verità ero incuriosito anche perché al momento della strofa “e la paura e la voglia di essere…..” pensavo ora dirà soli o nudi? Visto il grande successo ero curioso di vedere che faccia avesse questo Claudio Baglioni, ai tempi non c’era google e lo consideravo una specie di divinità, poi una volta in un bar mi capitò la copertina del settimanale “intrepido”, una faccia assonnata con due fondi di bottiglia al posto degli occhiali e sotto la scritta Claudio Baglioni questo piccolo grande amore; non rimasi particolarmente contento e mi sono detto tra me “ma chi è questo?”. Non ricordo quanto tempo rimase in testa alle classifiche, ricordo solo che quando cedette il posto a Bella senz’anima di Cocciante odiai il brano, neanche a farlo apposta mia madre mi regalò il 45 giri di Cocciante!!!!!!.
    Nel 1973 Amore bello prima delle canzoni mi colpì molto la copertina dell’album con Claudio seduto sul tetto della sua Camilla, mio padre aveva una 500 e volevo farmi una foto allo stesso modo, ma rovinai il tettuccio della macchina…. mio padre ancora adesso mi sta rincorrendo….mi toccava ascoltarlo a casa dei miei cugini visto che non disponevo di un registratore, immaginatevi la loro gioia…. comunque ho cominciato ad ascoltare anche gli altri brani, tra cui Ragazza di campagna che fu uno dei brani più ascoltati dall’album, parlavo di questo brano con una ragazza a cui piaceva molto per tentare di rimorchiare tentativo ovviamente andato a vuoto….
    Il brano E tu nel 1974 lo ascoltavo nell’estate al mare a Ostia e oltre aver arricchito il juke-box del bar dello stabilimento mi sono letteralmente bruciato le spalle anche perché a quell’età chi le conosceva le protezioni….
    Sabato pomeriggio fu l’occasione per litigare con un mio amico, mi incontrò per strada e mi disse: “Ahò hai saputo?” Gli risposi: ”Cosa?” “E’ morto Claudio Baglioni” Io con il mondo che mi cadeva addosso dissi “Non è possibile quando è successo?” E lui la carogna ridendo: “Sabato pomeriggio” Tirai fuori il meglio di tutte le parolacce del mio repertorio.
    A 21 anni nel 1981 andai via da Roma mi arruolai nell’Esercito usciva l’album Strada facendo e cominciai a considerarlo un augurio per la nuova vita che mi aspettavo a vivere indubbiamente fu l’album che a mio parere lo consacrò definitivamente dopo che compose anche Avrai e il concerto Alè oh oh dove purtroppo non potei partecipare visto che stavo in Lombardia.
    Il mio primo concerto di Claudio fu allo stadio Flaminio tour Notte di note 1985 e da allora quando ho potuto ho cominciato a assistere a tutti i concerti di Claudio dividendomi tra la Lombardia e Roma fino al tour 50 anni al centro visto qui al Palalottomatica a Roma sono stati tutti bellissimi e emozionanti ma quello che più mi ha emozionato è stato quello nei teatri forse perché lo vedevo da vicino, e quello che fece nel 2004 a Cantù vicino Como perché al termine del concerto toccando il cielo con un dito riuscii a farmi una foto con lui, per tutta la notte non ho dormito e ricordo che nel rullino potevo ancora scattare moltissime foto ma la voglia di avere la foto era troppo grande.. come avrebbero fatto comodo gli smartphone di oggi…. Penso di aver assistito almeno una ventina di concerti e ognuno mi ha regalato un’emozione diversa.
    Concludo con un pensiero dedicato a mia madre che purtroppo ora non c’è più, nel 2019 mentre andava in onda la trasmissione techetechete della rai mia madre che già stava male nonostante tutto mi chiama per dirmi “Vieni che stanno facendo vedere Baglioni in televisione!!!!” Un motivo in più per amare Claudio.
    Orlando Sacchetti

  7. Era l’autunno del 1974 e, come in tutti i giorni feriali, ero in tappezzeria a far finta di aiutare i miei genitori mentre inconsciamente assimilavo i segreti del mestiere. Fu dietro la spalliera posteriore della Fiat 500 a cui papà stava effettuando qualche riparazione, che ebbi il primo incontro “materiale” con Claudio. Da premettere che ogni sabato all’uscita di scuola correvo al negozio per ascoltare insieme a Pasqualino, il ragazzo di bottega fan di Lucio Battisti, la Hit Parade condotta da Lelio Luttazzi: in questo modo avevo già ascoltato “Questo piccolo grande amore” ed “E tu” che erano rimaste in cima alla classifica per svariati mesi. Ciononostante il mio preferito rimaneva Massimo Ranieri, napoletano come me, che era solito partecipare, insieme ai cantanti più conosciuti dell’epoca, al varietà televisivo del sabato sera, Canzonissima. Quel giorno, dietro la spalliera ribaltata della 500 rinvenni il 45 giri di “E tu”. D’istinto decisi subito di appropriarmene, visto anche il posto angusto dove l’avevo trovato, ma, ben consigliato dai miei, lo feci presente al proprietario quando venne a ritirare l’auto. Lui mi liquidò con un sorriso aggiungendo che il disco era un regalo di una sua ormai ex ragazza e che pertanto avrei potuto anche prenderlo. Con la curiosità che contraddistingueva i miei quasi dieci anni, me lo portai a casa e lo inserii nel “mangiadischi” che i miei usavano per ascoltare i loro pochi dischi. Con incredula gioia accompagnai Claudio nella difficile esecuzione di “E tu” poi, incuriosito e attratto dal titolo accattivante, passai al lato B. E lì rimasi folgorato. La melodia, le parole, l’orecchiabilità e anche la semplicità del messaggio (che percepivo benissimo malgrado fossi ancora un bambino) mi conquistarono a tal punto che decisi di condividere il mio viaggio della vita sotto la guida, astratta ma ferma, di quel giovane poeta musicista. E non me ne sono mai pentito. Da quel giorno di quarantasei anni fa è iniziata la mia storia accanto a Claudio costellata da centinaia di ricordi che vorrei inanellare in modo dettagliato ma che qui, per brevità, ne posso elencare solo alcuni in modo sparpagliato; in primis c’è il giorno in cui gli ho fatto da “assistente” presso la libreria Guida di P.zza S. Domenico Maggiore a Napoli (no, non sono diventato tappezziere ma un promotore editoriale), chiusi in pochi metri quadri mentre fuori erano accorse circa cinquemila persone. C’è poi il mio primo concerto al Palatenda al Rione Traiano (dopo l’annullamento di quello pomeridiano, nel 1981 se non erro) e la foto con dedica ricevuta tramite il contatto situato sul Lungotevere. A seguire, la tessera del CLAB e il primo raduno a Ficulle. I km percorsi e le curve per raggiungere la meravigliosa Castelluccio di Norcia e i tanti concerti nei Palasport, nei teatri, ngli stadi (inventandomi venditore dei suoi gadget all’interno del San Paolo, il 7 Luglio 1982) e in location inusuali come il camion presso la stazione Marittima, fino all’incredibile e commovente atmosfera dell’Arena di Verona di due anni fa. Il tutto intervallato da quella che chiamiamo Vita. Che spesso nei miei confronti non è stata clemente, ma che è stata sempre costellata dalle emozioni che Claudio mi ha donato, con il graffio della sua voce, la sua musica e la sua poetica (mia madre che piange ascoltando “I vecchi” è un ricordo indelebile della mia memoria di orfano). Grazie Claudio, davvero. Grazie per essere diventato, seppur inconsapevole, parte del mio essere e del mio vivere.

    Con sincera gratitudine,
    Salvatore Bonavita.

  8. Una storia in cui AL CENTRO vi è un concerto ed intorno emozioni…. e tanto altro.
    Vi racconto di un concerto, un concerto di musica leggera, visto anzi vissuto da spettatrice anonima quale sono, da una porzione di gradinata della parte alta dell’Arena di Verona, dove per mettere a fuoco il palco il cannocchiale è d’obbligo. Vi racconto di un concerto, per altro già visto in un altro luogo, dove ho potuto riascoltare la musica e le parole di una vita e dove ho potuto condividere quella storia con tante persone diverse e simili tra loro.
    Si potrebbe pensare ‘che sfigata vedere un concerto da così lontano ’. In realtà è stata un’esperienza coinvolgente, emozionante, grottesca, a tratti esilarante, fisicamente dolorosa.
    Emozionante perché, ancora una volta, ascolti dal vivo le canzoni, a volte poesie, che hai seguito per decenni ascoltandole alla radio, nella hit parade del venerdì seduta sull’autobus al ritorno da scuola. Ascoltandole da un 45 giri ingoiato dal mangiadischi color amaranto mentre studi e tenti di farti piacere la ragioneria sognando di studiare filosofia. Ascoltandole dal 33 giri facendo attenzione a non rovinare la puntina, mentre sposata da poco, aspetti le bambine che ti crescono dentro. Ascoltandole da una cassetta o da un CD infilato nella fessura dell’autoradio sempre, ogni volta che parti per una vacanza, per un week-end, cantandoci sopra, parola grossa a squarciagola con i finestrini abbassati. E ancora ascoltandole da DVD, da Youtube in tempi più recenti quando questa musica e queste parole sono di aiuto per continuare ad andare avanti…
    Grottesca perché dopo aver trascorso la giornata tra chiese, strade e meraviglie di Verona, prima del concerto ti sei cambiato in macchina, facendo mille acrobazie sgraziate tra un sedile e l’altro e finendo la vestizione sulla strada, tanto chi se ne frega!
    Si sulla strada perché non importa se hai speso soldi per 4 biglietti, compresi quelli già acquistati per lo stesso concerto di Assago, per il viaggio da Milano, per quel paradiso di B&B nascosto tra le vigne della Valpolicella nel quale hai passato la notte, per cene e pranzi.
    Ma il parcheggio è un punto fermo: il parcheggio non si paga! Quindi partenza di buonora dal B&B, dicendo addio alle vigne, come fossero ‘quel ramo del lago di Como…’ per trovare un posto in città non a pagamento! Un posto poi trovato, davanti ad un bar, con un discreto via vai, dove poi, la sera, il cambiarsi d’abito sarebbe stato un’impresa ma tant’è. Anzi, meglio così, perché dopo il cambio ci entriamo nel bar, beviamo un caffè e andiamo in bagno per darci una rinfrescata, stendere una striscia di rossetto sulle labbra e controllare se i pantaloni sono a posto, perché non puoi andare ad un concerto a settembre, senza indossare i pantaloni bianchi, che è già estate, anzi l’estate sta finendo, ma questo è tutt’altra musica.
    Grottesca perché, con una città meravigliosa da continuare a scoprire, quattro ore prima sei già davanti ai cancelli, perché su internet hai letto che se hai i biglietti della gradinata, all’Arena ognuno si siede dove vuole! Ovviamente non credi agli incaricati ai cancelli che ti dicono: ‘Signora basta che Lei arrivi per le 20 e vedrà che non avrà problemi, perché tutti i posti sono numerati’.
    Grottesca perché alle 18 non ce la fai più ad aspettare e ti metti in coda ai cancelli, in realtà non è un granché di coda, è veramente troppo presto. Giustamente ti devi sottoporre ai controlli all’accesso e lì il problema è l’acqua. E si perché vale lo stesso concetto del parcheggio, l’acqua si porta, non la si acquista dentro l’Arena ‘che lì ti pelano’. Durante i controlli casca l’asino, anzi l’acqua! Perché le bottigliette d’acqua devono essere senza tappo! Ovviamente il tappo non si butta, si nasconde e la fantasia galoppa, tappi di plastica tra i seni, nei taschini interni, nelle calze coperte dai pantaloni, tra la cintura ed i pantaloni, nel portafoglio. E nel frattempo che tu, vecchia volpe, nascondi il tappo, l’acqua, in equilibrio precario tra mani e denti, va a dissetare scarpe e abiti tuoi e dei tuoi vicini e nella bottiglietta, alla fine dei controlli, te ne ritrovi metà, se sei fortunato!
    Grottesca perché alla fine hai trovato il tuo posto ed è numerato, perbacco! Manca ancora tempo per il concerto ma va bene così, godiamoci l’Arena! Tanto bella ma anche tanto scomoda, per fortuna abbiamo preso il cuscino della Croce Rossa!
    Da grottesca la situazione diventa simpatica se non esilarante. Un po’ alla volta arrivano i nostri, gli altri fans e un po’ alla volta, prima timidamente e poi con scioltezza iniziamo a conoscerci, a parlarci. Da prima inizia la gara a chi ha visto più concerti. Poi la provenienza e lì scopri che hai fatto 200 km e sotto di te ci sono persone che abitano a 5 km da casa tua. Poi si passa a parlare di noi. C’è il ragazzo napoletano con la ragazza di Roma, entrambi lavorano e abitano a Trento ed il ragazzo ti vuol convincere che è molto più pericolosa la stazione di Trento che quella di Napoli. E ti racconta come sia triste abitare a Trento per il freddo e perché dopo una certa ora Trento è deserta. E lì ti viene da ridere perché pensi ai gialli di Manzini, al suo vicequestore romano Schiavone che pensa proprio le stesse cose di Aosta! Spontaneamente gli guardi le scarpe e quasi con delusione ti accorgi che lui non calza le Clark, sticazzi! E poi tante altre storie delle persone accanto che raccontano sicure di parlare a chi li può capire dato che tutti siamo lì per lo stesso idolo. E’ domenica, alcuni meditano di darsi malati il giorno dopo, ma leggi loro negli occhi che non lo faranno, anche perché il giorno dopo dovranno raccontare!
    Coinvolgente perché sei parte di un evento anche se tu sei solo uno dei 17000 fans lì in quel momento. Ragazze giovani in gruppo, ragazze accompagnate dal marito, dal compagno che tiene a precisare che ‘ovviamente Baglioni non è il mio genere, ma per farle piacere l’accompagno….’. Ci si stupisce un poco se poi, per caso, si volge lo sguardo verso questi generosi accompagnatori e li vedi che cantano a squarciagola tutte le canzoni, parola per parola, anche se non nota per nota e con stupore capisci fino a che punto arriva l’amore! Madri con figlie. Persone anziane che sono felici di essere lì all’Arena …‘ma se avessero fatto sti gradini un poco più bassi’! Tante, tante copie di sessantenni che ripercorrono attraverso parole e musica una vita insieme, ricordando, scambiandosi un bacio, cantando, asciugandosi un’emozione dal volto, battendo le mani a tempo di musica o intrecciandole tra di loro ‘che tanto al buio non si vede’.
    Coinvolgente perché, sotto quel cielo pieno di stelle, anche tu sei una piccola luce, la luce di un cellulare, non più di accendino comprato all’ultimo, che insieme a migliaia di altre si muove come un’onda. Ma i tuoi movimenti sono ampi perché, diventato bambino, speri che la tua stella si noti dal palco, e Lui noti che quella luce brilla più delle altre. E il manto stellato calatosi oramai sull’Arena che ti stringe il petto per l’emozione.
    Il palco prende vita alle 21. II mio concerto è ‘AL CENTRO’, di e con il generoso Claudio Baglioni, tenutosi all’Arena di Verona il 25 Settembre 2018. Una domenica sera da ricordare, un concerto che ha lasciato la sensazione di aver saziato l’udito, gli occhi, il cuore.
    Il concerto dura 3 ore. Tante canzoni che ripercorrono una vita, una carriera ma anche la vita delle migliaia di persone che le ascoltano. Ci sono le canzoni della giovinezza, giovinezza che abbiamo bruciato anche noi come è stata bruciata la Camilla. E poi, man mano, quelle che ci hanno accompagnato negli anni. Peccato che alcune, tante, non possano essere cantate, non si può riassumere una vita, tante vite in 3 ore! E Baglioni ha una sola voce per riempire una notte di note e 10 dita come tutti per suonare.
    Mio marito ed io ne abbiamo visti altri di concerti di Claudio Baglioni ma questo rimarrà ‘Il nostro concerto’. Il presentimento che questo sarebbe stato un Concerto particolare l’avevamo avuto il giorno prima.
    Il giorno prima avevamo gironzolando tra i paesi della Valpolicella. Avevamo seguito una guida che indicava i posti più suggestivi da visitare. Nel nostro girovagare, ci siamo trovati in una piazzetta imbiancata dinnanzi ad una chiesa, dove due signore spazzavano il riso rimasto dopo l’augurio festoso a due giovani sposi. A queste signore, con il riso ai piedi e il sorriso sulle labbra, abbiamo chiesto come raggiungere un punto panoramico che ci facesse stupire ammirando la valle dall’alto.
    Le scope si sono fermate e le due signore si sono attivate e con parole e gesti ci hanno indicato la strada per raggiungere un pianoro panoramico, da dove si potevano ammirare vigne e paesaggio e sul quale ci si poteva stupire visitando una piccola Pieve. Archiviamo sui sedili dietro le guide turistiche e percorriamo la striscia di asfalto indicata dalle nostre due nuove amiche.
    Ci arriviamo al pianoro. E’ veramente un piccolo angolo di paradiso, anche il piccolo cimitero che vi troviamo non turba la bellezza del luogo, seppure credo che chi ha il privilegio di credere, si possa stupire che proprio in paradiso ci siano ancora anime non risorte. La vista è fantastica! Dalla pieve escono delle note. Ci affacciamo timidamente e ci incantiamo guardando questa piccola chiesina luminosa. Sui banchi di legno sono appoggiati dei mazzolini di fiori secchi avvolti nella iuta ravvivati da un nastro colorato e profumati dall’aroma dello zucchero e della mandorla dei confetti. La chiesa è vuota in attesa di una promessa di vita insieme e di tanti che di questa promessa saranno testimoni. La Pieve è pronta per la celebrazione di un altro matrimonio settembrino.
    Da un pianoforte appoggiato al muro grezzo escono, sollecitate dalle dita esperte di un ragazzo, le note di una canzone a noi cara. Su quelle note due giovani ragazze, eleganti nei loro lunghi abiti rossi, cantano i versi della canzone. Il trio ignaro della nostra presenza continua la prova di quel canto, perfetto per la cerimonia. Il nostro applauso, alla fine, li sorprende, si voltano verso di noi e dopo un attimo di esitazione chiedono in coro: ‘come siamo andati?’ ‘Benissimo!’ rispondiamo.
    Siamo commossi! I motivi sono tanti! Perché l’atmosfera è di letizia, perché la chiesa è preparata per un matrimonio semplice e giovane che poteva essere celebrato per due ragazzi degli anni 70, che poteva essere il nostro. Siamo commossi perché abbiamo ascoltato in quell’angolo di paradiso dalla voce giovane di due ragazze la canzone ‘Fratello Sole e Sorella Luna’. Quella canzone non l’avremmo ascoltata nel nostro concerto, ma l’avevamo ascoltata in quel piccolo paradiso e se con noi ci fosse stato quel giovane ragazzo che l’aveva cantata decenni prima, si sarebbe commosso con noi.
    Perché la storia è fatta di grandi gesta ma anche di piccolissimi momenti di gioia e commozione, momenti che durano lo spazio di una canzone.

    IN ATTESA DI ASCOLTARE LA TUA STORIA,

    Fiorenza
    (un’altra risposta che non c’è quando ci chiederemo se una amicizia unilaterale sia esistita per davvero)

  9. Caro Claudio non è la prima volta che ti scrivo però è la prima volta che ho l’occasione di scrivere la mia storia con te, e lo faccio con immenso piacere e con la speranza che tu la possa leggere….. In fondo questa”storia che è la tua ” è anche la nostra storia da molti anni….. Ho incominciato a seguirti appena ragazzina per merito dei miei genitori che ti hanno sempre ammirato e ascoltavano sempre volentieri Claudio Baglioni…” che belle parole “…..” che bella musica “….. Io sono rimasta subito incantata da te e con la canzone del secolo “Questo piccolo grande amore” che ha vissuto con me i miei 13 anni non ho più smesso di seguirti…. “È tu” mi ha fatto sognare con la mia prima “cotta” in vacanza al mare e “Sabato pomeriggio” mi ha portato a seguirti sempre di più con entusiasmo….. Passa il tempo e si cresce tutti e due “io e te” sempre insieme,…. Puoi immaginarti quali siano stati i regali puntuali e sempre molto graditi ho ricevuto da allora…. A partire dal tuo album “Solo” e poi “Strada facendo” e “La vita è adesso”….. (al punto tale che i miei amici mi chiedevano se volevo farmi tutta la tua discografia personale)…. Tutti consumati da quanto li ho ascoltati….. (quei bellissimi VINILE….) finalmente dopo tanto silenzio….. troppo per me, arriva il tuo album” Io sono qui “subito acquistato con grande gioia….. I ricordi sono così tanti non posso per il tempo dirli tutti, ma tutti meravigliosi Anche quando mi sono sposata non ti ho mai abbandonato….. Tanto è vero che mio marito si è arreso e mi ha regalato il bellissimo album “Oltre”.
    Sono venuta al tuo concerto “Da me a te” 1998 a Milano dove ho avuto il piacere e la fortuna di conoscerti personalmente e abbiamo parlato e scherzato insieme….. È stato il concerto più bello per me perché quando ha cantato il midley hai fatto il giro di tutto il palco e sei venuto vicino a tutti noi e ti sei fermato proprio davanti a me (io ero prima fila CLAB) e mi hai chiamato sul palco a cantare con te(allego qui la foto di quel momento indimenticabile……peccato che non esistevano ancora gli smartphone per farmi un video) conservo però il tuo autografo a cui tengo molto con molta cura…… Ho partecipato anche a raduni CLAB e a Viterbo ero proprio davanti a te ed è stato meraviglioso. Insomma Claudio sei la colonna sonora della mia vita da più di 47 anni
    Come dico sempre, siamo invecchiati insieme ed è una sensazione stupenda
    Aspetto con gioia il tuo nuovo album che senza ombra di dubbio sarà un ‘altra tua magia
    A presto Claudio grande amico mio da sempre….. Tu sei stato sempre “Un po’ di più” per me
    Un caro saluto con immenso affetto

  10. Salve,sono Joanna. A 14 anni vivevo in una piccola città della Puglia. In casa c’era solo la piccola radio a transistor nera del mio papà e serviva solo a sentire le partite la domenica. Ho ascoltato in televisione la mia prima canzone di Cla ed è stato amore a prima vista. A 16 il regalo inaspettato della mia prima radio con FM! Ma il periodo dell’acquisto delle prime cassette e dei primi dischi era ancora molto lontano. A 20 la vita mi ha portata a Firenze. Il matrimonio e i figli sono sempre stati accompagnati dalle note di Claudio. Poi a 40 anni la decisione:almeno una volta volevo vederlo in concerto ed è stato un sogno che si realizzava! Da allora sono passati 20 anni e nn ho più smesso di partecipare ai suoi concerti . È diventato parte di me e della mia vita realmente e nn più solo la voce virtuale di quando ero ragazzina. Grazie Claudio , per te per me e per tutti noi

  11. Giulia 10.28 27 ottobre
    La mia storia con Claudio inizia nel lontano 1972,ascoltando “questo piccolo grande amore”,avevo 13 anni e continua tuttora,come un filo impercettibile ma continuo,brillante,indelebile..Vado a tutti i suoi concerti ,sempre con lo stesso entusiasmo! Ho gi8 i biglietti per Caracalla!Grazie Claudio,per essere la colonna sonora della mia vita!

  12. 43 anni.. e già, il tempo corre inesorabile e lascia scie e ricordi più o meno vani..
    Non avrò lo stesso sguardo o lo stesso fisico di quando si è giovani ma certamente
    conserverò per sempre lo stesso sorriso. la stessa dolcezza e lo stesso “incanto” di
    quel ragazzo.
    Ed è proprio lì che nasce il mio incontro con Claudio..io forse 4 anni o giù di lì, Lui
    già uomo nei suoi concerti e nei suoi dischi.. Amore in un istante… non esisteva giorno
    che non giocassi per casa con le mie cuffie alle orecchie ad ascoltare quella voce,quelle
    canzoni che provacavano in me un misto di gioia,brividi ed emozione..Superflu dire che
    nulla è cambiato ancora oggi che sono uomo,padre e forse già andato con gli anni per
    quelle sensazioni… ma al cuor non si comanda..
    primi concerti e lacrime, urla sudure e tutte le canzoni( ma proprio tutte) a menoria
    e conoscere anche quei piccoli passi di un balletto che faceva per poi imitarlo a casa
    di fronte ad uno specchio….come se fossi io il vero attore di ogni canzone; e penso che
    sia proprio questo che ci accuma a noi “malati” di Baglioni, l essere e il sentirsi ancora
    oggi protagonista malgrado non lo siamo..
    e 30 anni fà e ancora oggi provare una sensazione di abbandono alla fine di ogni concerto,
    la sensazione di non sapere quando poter rivivere il mio “MAGO”.
    e allora negli anni 90 saltare molti giorni di scuola per seguirlo nelle tappe dei suoi
    concerti su un camion…il colore cambiava ma eravamo sempre insieme..
    e poi stadi, palazzetti o palasport….fortunato di vivere a Roma ma comunque ovunque
    fin dove era possibile fino all Arena di Verona con il bavero rialzato fiero di viverti per
    vivere.
    Non ci saranno mai parole o abbracci virtuali o lettere per farti capire cosa sei e quanto
    hai influito nella mia vita,nel mio carattere e nel mio modo di amare…ma a volte anche
    Tu, Claudio, quando chiudi gli occhi, sarai pervaso dal nostro immenso affetto e dalla
    nostra gratitudine.
    Simone 76

  13. In questa storia che è la mia…con lui,
    ci sta un pomeriggio a casa di Marta nel 1978, con la radio che passava “quante volte”, ed un poster in camera di sua sorella, Paola, un grande poster, di quelli che andavano allora, e tappezzavano una stanza e la vita intera. Una valanga di capelli, due labbra appena socchiuse, uno sguardo un poco sbieco, profondo come l’oceano. Fu amore! Ancora lo è.
    E domani sarà.
    In questa mia storia…con lui, ci sta un pomeriggio d’inverno, un vento tagliente da est, un urlo basso che saliva su da dentro, identico a quello di oggi, nell’ultima istantanea di un addio, in un pomeriggio a strisce, con le mie scarpe inglesi che schiacciavano un fango di cioccolata.
    Ci stanno sere accelerate, in macchine gonfie di musica,piene di amici ed un futuro a colori fluorescenti incollato alla mezzeria.
    Ci sta una casa senza tende, senza niente dentro ed al centro una sedia con il solo guaio, nella vita,di aver nubi a schermare il sole sulla pelle.
    Ci sta la tenerezza ed il miracolo della nascita e di quelle storie fotografate e rilegate per sempre in un album in pelle e le uova vuote di cioccolato ed una radio per sentire che la guerra è finita, cantate a ninna nanna in notti insonni.
    In questa mia storia…con lui, ci sta la nostalgia di un luna Park, ci sta l’esistenza che ci ammala e poi non ci sana più e gli anni che sono come un colpo d’ala.
    Senza di lui non sarei stata e non sarei questo.
    Ha dato musica e parola alle emozioni più recondite, gli ha dato voce, quando io non avrei saputo dargli neppure nome.
    Mi ha raccolto, sollevato tra le braccia e caricato sulle spalle e portato in salvo, oltre il dolore, milioni di volte.
    Anche stamattina.
    Grazie Clà!

  14. La mia storia con Claudio nasce in classe durante l’ora di religione. Si parlava di “Questo piccolo grande amore” chi diceva che a un certo punto il pezzo facesse così: “ed io, io non lo so quant’è che ho pianto” ma secondo me non aveva molto senso. “quant’è che Ha pianto” …cambiava tutto. L’estate successiva comprai una raccolta delle canzoni più belle per ascoltare e riascoltare la canzone e mi accorsi di avere ragione. Ascoltai “Bolero” e andai in estasi, poi “solo” e mi vedevo lì in una scena di questo bellissimo quadro, “tutt’ossa” e con il foulard. Da allora tutto ciò che faccio, che penso, che dico e anche le mie battute sono un po’ “Baglionesche”. Mi sono fatta il mio primo concerto tutta sola: salii su un pullman organizzato, con un tizio che prese il posto accanto al mio e che mi rubò tutte le barrette di cioccolato. Da allora non mi sono più fermata.
    E ora aspetto il mio prossimo concerto a Caracalla, con tanta ansia … e tante barrette di cioccolato.

  15. Salve sono Cinzia, la mia storia con Claudio inizia prestissimo avevo circa 10 anni quando ascoltavo i brani alla radio e quando c era lui mi emozionavo tantissimo xché già ritenevo Uniche le sue canzoni. Questo Amore poi è andato via via crescendo anche se mio padre non mi avrebbe mai permesso di assistere ad un suo concerto poiché 48 anni fa non si era così “liberi ” di uscire la sera come lo sono i giovani d oggi.;quindi mi limitavo ad acquistare i suoi 45 giri ed ad ascoltarli con il mangiadischi nella mia cameretta. Poi mi sono sposata ma le cose non sono cambiate gran ché perché mi sono dedicata a fare la mamma a tempo pieno. Finalmente nel 2000 sono riuscita ad assistere al mio primo concerto durante il tour Blu a Milano e ricordo ancora che mi batteva forte il cuore x l emozione di vederlo personalmente e catturare ogni tanto il suo sguardo essendo in 1 fila. Da allora non ho perso più un concerto , in quello stesso anno mi sono iscritta al fan clab , sono andata a Lampedusa diverse volte x assistere ad O scia e qualche volta ho avuto la fortuna di avere un suo autografo e qualche foto “rubata” che conservo gelosamente tra i miei ricordi più belli! Ora mi manca moltissimo ho vissuto un pessimo anno come credo molti di noi è non vedo l ora che ritorni tutto come prima , che ritornino quei momenti felici dove cantavo a squarciagola ai suoi concerti , dove riuscivo a catturarne lo sguardo x farlo mio x sempre nel mio cuore. Ti voglio bene Claudio.
    Cinzia S.

  16. La mia storia con Claudio?
    Parte da molto lontano, quando ballavo il lento sulle note di”Se casomai “….ero quasi una bambina…è stato veramente la colonna sonora della mia vita con le sue canzoni! Finché ho incontrato lui, l’amore della mia vita, senza sapere che anche lui era un rimbaglionito!!!!! Gin quando al suo compleanno, è ancora eravamo solo amici, regalò a me una musicassetta( eh, sì, non era ancora il tempo dei cd) che iniziava proprio ci “Se casomai “ è una canzone dopo l’altra raccontava la nostra storia…solo allora capii che era “lui, quello giusto”! Era il tempo de “La vita è adesso” è quell’Lp glielo regalai io, con la dedica “La vita è adesso…o da adesso in poi?” Un anno dopo ci siamo sposati proprio Il 3 luglio, il giorno il cui c’era il concerto di Claudio allo stadio Flaminio (siamo di Roma” è, ovviamente, non potemmo andare al concerto! Ma la nostra marcia nuziale, nella Basilica di Cosma e Damiano, fu proprio “La vita è adesso”! Ma quel concerto, il suo “Assolo” non lo perdemmo, lo inseguimmo durante il viaggio di nozze a Praia a Mare! E non abbiamo mai smesso di seguirlo nei suoi concerti oltre a Roma, Firenze, Perugia…..e tanti altri, tutti

  17. La mia storia con Cucaio inizia con “sabato pomeriggio”. All’epoca avevo 12 anni ed ero da poco rimasto orfano di mamma, ma il destino volle farmi incontrare una coetanea di cui mi innamorai, Alessandra, e fu lei a farmi conoscere il mago con questo bellissimo 45 giri che metteva ininterrottamente dal suo primo piano, e io che ascoltavo da sotto in sella alla mia bici… Da lì in poi Claudio mi ha accompagnato in tutti i momenti della mia vita, fino a che un sera del 1982 lo incontrai, stava mangiando in una trattoria a via Tiburtina con la moglie incinta di Giovanni, lo attesi all’esterno e quando uscí si fermó a chiaccherare con noi, era uscito qualche mese prima l’album secondo me più bello di sempre, “Strada facendo”, ed io ebbi la fortuna di conoscere quella sera l’uomo che mi fece da genitore con le sue storie di vita cantate.

  18. La mia storia con Claudio Baglioni.
    Mi chiamo Alessio, ho 19 anni e Claudio (lo chiamò per nome perché è come se fosse uno zio per me) lo ascolto e lo seguo praticamente da sempre. La mia mamma e la mia zia sono due grandissime fan, soprattutto mia zia che era una ragazzina quando uscirono “Questo piccolo grande amore”, “Gira che ti rigira amore bello” e “Sabato pomeriggio” e come una qualsiasi altra ragazzina degli anni settanta, i gusti musicali erano più tendenti al cantautorato, quindi oltre a Claudio vi erano, De Gregori, Venditti, Dalla, Zero, Guccini…
    La zia ha fatto appassionare mia mamma e, grazie a mia mamma, ho iniziato a conoscerlo e a studiarlo anch’io. Ricordo che da piccolo quando andavo da mia zia, spesso si sentiva Baglioni in casa o in auto…
    La svolta, però è avvenuta due anni fa, quando ho assistito per la prima volta ad un concerto di Claudio, a Firenze il 16 ottobre 2018. È stato magico, sensazionale, spaventosamente bello, uno dei concerti più belli che abbia mai visto (e ne ho visti parecchi). In quello spettacolo c’era tutto, ottima musica, grandi musicisti, scenografie ben fatte e coreografie magnifiche e poi c’era lui, il grande Claudio che si alternava la chitarra dal pianoforte e la sua voce meravigliosa. Caro zio Claudio, non sono certo che la mia storia ti arrivi, però di una cosa sono sicuro, il nuovo album sarà una bomba.

  19. La migliore amica di mia madre seguiva già da un po’ di anni Claudio e la sua musica . Io avevo dodici anni e una domenica eravamo a pranzo a casa sua .
    Io , che ero troppo grande per giocare con mia sorella e la figlia della padrona di casa, mi chiudevo nella stanzetta e mettevo la musicasetta de “La vita è adesso” di continuo e già allora mi immergevo in un mondo magico e straordinario.
    Poco dopo quella cassetta l’ho acquistata anche io! Non potevo aspettare di andare a casa sua per ascoltare quelle meraviglie !!! Da lì è stato un susseguirsi di cassette, lp , cd dvd libri e tanti tantissimi concerti e raduni .
    Claudio l’ho incontrato per la prima volta nel 2000 nella mia città Taranto e poi tante altre volte .
    Ciò che avevo idealizzato era in realtà l’uomo dolce e gentile che ho poi conosciuto.
    Ringrazio ogni volta Antonella per essere stata l’artefice di questa meravigliosa storia musicale d’amore e per dimostrarglielo, in un incontro preconcerto, Claudio mi fece l’onore di parlare al telefono con lei .
    Grazie Claudio .
    Grazie per essere stato, ed essere ancora ,il grande mago che incantato la mia vita ❤

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