Home / Resoconti / La storia di Cesare accanto a Claudio Baglioni

La storia di Cesare accanto a Claudio Baglioni

Caro Cla’, l’inizio pare una lettera ed invece é la mia storia che mi lega a te.
Avevo 10 anni, ero fidanzato, strana condizione per un decenne, e in vacanza giravano nel mangiadischi diversi 45 giri. Uno di questi era “E tu” instancabilmente sino al tramonto. Era il lontano ’74. Ero magrissimo, un filo di carne, ma un sentore di qualcosa di indefinito vibrava nell’aria. Cacciavo le mosche sui vetri con un elastico e la mia lei aveva due trecce lunghe e un viso coi fiocchi e le stelline e una scia di felicità che scodinzolava nell’aria come lustrini in sospensione quando mi passava davanti.

Un lungo salto di 4 anni sino a fine 1978 quando a discoring ti vedo al pianoforte con una giacca di renna marrone cantare “e tu come stai?”. Anche lì ho avvertito un richiamo non consapevole, un’affinitá senza nome che iniziava a crescere a farsi più matura e consistente.

Da lì forse é iniziata l’attesa.

La sorte mi aveva poi portato in regalo uno stereo del nuovo ottantennio e quei tre anni successivi li avevo fatti fruttare ripercorrendo la tua carriera. Gli album li comprai tutti, dal primo “un cantastorie dei giorni nostri” sino a “e tu come stai”, con i due pastori tedeschi a farti da paggetti sulla tua regale postura seduta.

L’attesa era frenetica. Un nuovo album a breve sarebbe uscito, dopo un lungo silenzio di tre anni. Era giugno o giù di lì, per radio cercavo il breve pezzo promo che ti anticipava. Lo beccai su radio “Non Mi Ricordo che Radio” e l’incipit era “Io e i miei occhi scuri siamo diventati grandi insieme”. Fu una folgorazione, poi a me, che amo la scrittura in prima persona, ti puoi immaginare l’effetto dirompente.

“Strada facendo” fu il vero primo inizio consapevole atteso cercato voluto e ufficializzato della mia passione musicale ed artistica per te. Da lì non mi sono più schiodato di un millimetro. Il singolo “Avrai” ne fu il seguito e ci laureammo campioni del mondo.

Poi “La vita è adesso” stessa frenesia, in piena esplosione ormonale universitaria. “Uomini persi” eletto da me il “mio personale tuo capolavoro”. Sembra un giro di parole ma si capisce che è tanta roba. Poi a me Cesare Pavese piace un sacco e sai bene a cosa mi riferisco nell’accostarlo a questo pezzo sublime e inarrivabile.
E qui siamo arrivati a fine 1990. Un attimo di silenzio, si apre il sipario. Entra in scena “Oltre” la tua opera prima, il capolavoro indiscusso.

Un’opera eletta dalla critica come il capolavoro della musica italiana, un lavoro musicale imparagonabile a qualsiasi altra produzione nota in Italia.

Poi altri cinque anni di attesa e “Io sono qui” per me la tua opera seconda.

Poi altri 4 anni di attesa e l’uscita di “Viaggiatore sulla coda del tempo”, forse il lavoro tuo più complesso e meno immediato, forse sin troppo ricercato. Dai suvvia, una piccola critica ci può stare, ben messa, leggera e comunque sempre con grande stima e affetto.

Poi gli ultimi due lavori nel nuovo millennio sino ad oggi, qui, in trepida attesa.
Sono pochi anni da quel lontano 1974, pochissimi Claudio, perché di attese ne vorrei vivere ancora e poi ancora. E mentre attendo che sia presto domani per poter abbracciare la mia fidanzata di quando ne avevo 10 e nel mangiadischi girava “E tu”, ti voglio pubblicamente ringraziare. Sono cresciuto con te, con te ho costruito, senza che tu lo potessi sapere, un mondo nuovo che si guarda ogni giorno come un nuovo mondo. Sono felice che tu ora lo possa sapere. E sono ancora innamorato, come a 10 anni, delle trecce lunghe e di un viso coi fiocchi e le stelline e una scia di felicità che scodinzola nell’aria come lustrini in sospensione quando passa. Ora più di allora perché é consapevole un’affinitá senza nome che é cresciuta e si è fatta matura e consistente. C’è sempre tanta strada da fare, ma con te è davvero bello dire quanta strada da fare, però quanta strada.

Ciao Cla’.

Cesare Sandoni

SCRIVICI ANCHE TU LA TUA STORIA “ACCANTO” A CLAUDIO – SCOPRI COME >>>

The Godfather

The Godfather [Il Padrino] - Dietro questo nickname si cela il nostro fondatore e amministratore unico TONY ASSANTE, più grigio ma MAI domo. Il logo (lo chiedono in molti) è il simbolo dei FANS di Elvis Presley (Cercate il significato in rete).

Potrebbe interessarti anche:

 


Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.I campi obbligatori sono evidenziati *

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.