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La storia di Giacomo accanto a Claudio Baglioni

Brr, che freddo polare!!!

Temperature glaciali in tutta Italia, Arno trasformato in pista di pattinaggio e scie di scivolatori in festa, paesaggi siberiani guardando appena fuori dalla finestra, senza bisogno di essere sulla tratta Mosca-Vladivostok!!!

Il dolce risveglio di un piccolo mattino di gennaio 1985 si materializzò con le parole censurate del babbo (bestemmione galattico alla triade di soliti noti …) e quelle dolci della mamma (“Che fai in piedi con tutta questa neve?”): quanto bianco e quanta pace!!!

E non smetteva più, miriadi di fiocchi si rincorrevano atterrando lievi in ogni dove, coprendo di purezza e ingenuità ogni piccola parvenza di vita: era bellissimo imbacuccarsi ed uscire fuori a tirar pallate, riempirsi di neve la bocca, sentire il gelo scenderti fin dentro i polmoni, gettarsi a capofitto fino ad abbracciare quanto più bianco possibile!

Ad un inverno da elio liquido, non poteva che seguire un’estate torrida, un’estate che ricorderò per una musica nuova, strana, mai sentita prima, eppure (almeno per me) subito intrigante, e per una voce potente, profonda e sognante: Claudio Baglioni e “La vita è adesso”.

Una telefonata di mia cugina per chiedermi se ero interessato alle registrazioni di Claudio e Vasco Rossi, una risposta distratta (“Va bene!”) e una cassetta: così cominciò il mio lento processo di baglionizzazione, con una duplicazione “pirata”, io che poi avrei guardato con occhio torvo chi in seguito avesse pronunciato le parole “Mi doppi Baglioni?”.

Fino ad allora mi rimaneva indifferente, le ragazze a scuola non facevano altro che cantarlo, le solite storie di amori smozzicati e di frasi sul diario, sembrava roba esclusivamente da donne; e poi a chi avrei cantato “Senza te morirei”, visto che per una “te” a cui cantarlo sarebbero dovuti trascorrere tre lunghissimi anni?

Ma le prime note del nuovo disco mi rapirono improvvisamente, suoni chiari e timbri puliti, la voce squillante e piena di speranza, una storia solare vista con gli occhi di chi sa colorare un cielo un po’ più largo di futuro: quasi inconsapevolmente mi ritrovai a canticchiare le canzoni e a chiedere i testi a mia cugina.

C’era ancora molta strada da fare, ma il dado era tratto: anche i grandi viaggi cominciano con un piccolo passo, e questa era davvero la prima orma su un percorso che mi avrebbe radicalmente cambiato e abbellito la vita.

Con “Assolo” (il primo disco di Claudio acquistato con i miei soldini) il processo entrò in una fase decisiva, che ebbe un primo compimento nelle amicizie in parrocchia, nei concerti e nei piano-bar del mio amico Fabrizio e nel desiderio di imparare a suonare la chitarra, per cimentarmi con parole e accordi del mio cantante preferito (follia pura, ma benedetto il giorno in cui mi avvolse!!!): mi mancavano ancora, purtroppo, l’attesa spasmodica di un nuovo disco e il concerto dal vivo, vuoti che avrei colmato solo dopo un lunghissimo tempo di rinvii, paure e appuntamenti televisivi a sorpresa …

P.S. Ho conosciuto mia moglie grazie alla passione comune per Claudio, al nostro matrimonio 3 canzoni erano del repertorio di Claudio, uno dei nostri figli si chiama Claudio … in questa storia che è la mia gli anni più belli hanno la musica di Claudio come colonna sonora!

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The Godfather

The Godfather [Il Padrino] - Dietro questo nickname si cela il nostro fondatore e amministratore unico TONY ASSANTE, più grigio ma MAI domo. Il logo (lo chiedono in molti) è il simbolo dei FANS di Elvis Presley (Cercate il significato in rete).

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