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La storia di Massimo accanto a Claudio Baglioni

Maggio 1985 gita scolastica a Roma.

Al pomeriggio gita ai fori imperiali, con una mia compagna ci guardiamo negli occhi e giù dall’autobus verso un “sogno” andare a casa di Claudio.

L’indirizzo l’aveva trovato su “cioè” (rivista popolare degli anni ottanta) , ma era sbagliato.

Dopo diversi cambi di autobus e camminate eccoci in via Suvereto.

Ore 21,00 (ma vi sembra normale?) suoniamo : c’è Claudio? (si certo perché sarebbe sceso subito..) una voce maschile, forse il padre, risponde in modo gentile No è a Londra a registrare (la vita è adesso) .

Contenti scattiamo una foto al campanello (qualcosa dovevamo portare ai compagni di classe…) e torniamo in albergo.

Lascio alla fantasia dei lettori gli improperi dei prof che ci hanno visto scomparire da soli nella città eterna di sera.

E’ iniziata così l’avventura di Claudio, rivisto poi ad alcuni concerti dal vivo uno in ultima fila, l’altro interrotto dalla pioggia in quel di Reggio Emilia.

Lunghi appostamenti fino a quando arrivò nella mia città: un saluto che sembrava un tesoro raccolto.

Il tempo passava e la mia professione (inviato di un giornale locale) mi portava ad intervistarlo e a scrivere ben due pagine (che tengo ancora conservate)

Poi la conoscenza con Paolone Gianolio, le lezioni di piano da Savelli a Firenze e questo sentimento che col passare degli anni diventava sempre più maturo.

Dalle discoteche, a Castelluccio, diverse volte mi sono trovato a tu per tu, la magia di quella sera romana non c’era più, ma più avanti sarebbe arrivata quella più importante: la nascita di mia figlia Giulia.

Il primo concerto l’ha visto ad un anno nel passeggino in quel di Rimini, poi un raduno a Firenze e lei che scompare.

La ritrovo nel back stage con i Baraonna e Masini a chiacchierare e gustarsi il buffet (no comment) con Rossella. Il tempo passa e anche lei cresceva ascoltando le canzoni di Claudio mentre le sue amiche ascoltavano i cantanti più conosciuti della loro età.

Dopo un piccolo intervento eccola in sedie a rotelle con il suo cantante preferito a Verona (sotto la pioggia) per poi rivederlo dieci anni dopo sempre lì al centro sotto un diluvio di pioggia.(dicono che porti bene..sarà…)

Qualche partita del cuore e l’ultima volta a Firenze, anche lì assieme a lui, una foto una con il figlio ed ora in attesa del nuovo album.

Trentacinque anni con una melodia che accompagna i momenti della vita, musiche e parole.

Massimo

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