In evidenzaIn questa storia che è la mia

Cosa ne pensate del nuovo album di Claudio Baglioni?

Dopo tanta attesa è arrivato il nuovo album di Claudio Baglioni.

Lo avete già ascoltato? Diteci cosa ne pensate, nello spazio commenti di questo articolo.

Siamo ansiosi di “ascoltare” le vostre emozioni

Se non lo avete ancora fatto, cosa aspettare a comprarlo?


The Godfather

The Godfather [Il Padrino] - Dietro questo nickname si cela il nostro fondatore e amministratore unico TONY ASSANTE, più grigio ma MAI domo. Il logo (lo chiedono in molti) è il simbolo dei FANS di Elvis Presley (Cercate il significato in rete).

43 Commenti

  1. Tutte le volte che ho acquistato un nuovo album di Claudio, mi è successa la stessa cosa: l’ho ascoltato,e , riascoltato più volte,, poi, ho smesso. Ho lasciato passare del tempo, preso nel vortice delle mie faccende, ho ascoltato altra musica, non ci ho più pensato.
    Poi, in certi momenti delle mie giornate, mentre, mi prendevo una pausa, mentre parlavo con qualcuno, in qualsiasi momento in cui le mie azioni, si staccavano letteralmente, dalla mia razionalità, ecco che mi veniva in mente una frase, un passaggio musicale, un inizio di una canzone, come in un musical cinematografico, e, questo fatto, mi è sempre successo, con le canzoni di Claudio. Raramente, con altri cantautori, molto raramente.
    Anche di questo album, diversi momenti di tutte le canzoni, stanno facendo ” colonna sonora” del mio modus vivendi.
    Istanti, pensieri in musica, frasi che vengono a galla, da un abisso dell’inconscio.
    Poi, lo risvolto, e, mi accorgo di conoscere a memoria tutte le canzoni, o quasi.
    Per me, l’Artista Claudio Baglioni, ha fatto di nuovo “centro”.

  2. Bellissimo disco. Dai tempi di Oltre forse il migliore, nel suo complesso (gli altri avevano più alti e bassi). Nei commenti al post Pensieri e riflessioni ho messo le mie considerazioni.

    Mi permetto però di ribadire la mia preferenza.

    Il vertice creativo di Baglioni per me è in quel binomio Strada Facendo/La vita è adesso, in cui nei testi raccontava in modo poetico ma al tempo stesso molto concreto quello che c’era intorno (I vecchi, gli Uomini persi, E adesso la pubblicità, Le ragazze dell’est), accanto a riflessioni sulla vita (Strada facendo, La vita è adesso, Buona fortuna, Il sogno è sempre). Anche Avrai, è una serie di immagini concretissime, ma al tempo stesso estremamente poetiche.

    Successivamente c’è stato un avvitamento, di chi si chiude nel suo mondo.
    Le parole non sono più quelle del lessico quotidiano, e anzi le si seziona, ci si gioca, si usano vocaboli dotti che suonino bene e accostati ad altri diano suggestioni.
    E anche le immagini. Non più panchine e metrò, ma strapiombi, lagune e vulcani. Non più “che mi dai da fumare che io non ne ho più”, ma “la cineseria microchirugia dei tuoi sentimenti”: non sono parole vuote o a caso, anzi, sono precisissime e dense di significato, ma abitano in un mondo elevato e distante, profondissimo, che si ammira, ma di cui non ci si sente parte.

    Un artista vero, che ha seguito la sua strada, e non quella che chiunque altro, io compreso, avrebbero voluto. Però, confesso che un altro disco come Strada Facendo o La vita è adesso, mi sarebbe piaciuto ascoltarlo.

    1. Perfetta analisi. Semplice e senza termini mirabolanti visti in qualche recensione che spesso e volentieri non sono comprensibili dai più. La differenza tra il Claudio di Strada Facendo e quello di In questa storia, è tutta li. I testi. La sua grande forza era proprio quella di farti “vedere” la canzone, come se tu stessi guardando un film. Una su tutte come esempio; Tutto il calcio minuto per minuto. Anche esprimendo concetti importanti come in Uomini persi, dove non si parlava necessariamente d’amore. Ora invece
      “Non salteremo più tra quelle onde In un valzer di delfini Lungo orbite profonde Senza confini”. Dai…..
      Secondo me si è persa anche quella ricerca letterale che in un album come Oltre era presente. Per esempio nel contro canto di “Le donne sono”
      “Io con una
      Mi ricordo il primo bacio che le detti (miomao)
      Attento a dove il naso va
      E lei rimase tutto il tempo a denti stretti (cacao)
      I cow boys
      Che sparano
      (Là nell’alcova…)
      Tappi e stesse cazzate e all’occhiello
      (Quanti languor)
      Un sedano
      (Su quel visin finto candor di porcellin)”
      Qui non c’è nulla di tutto questo.
      Claudio sembra trovarsi in mezzo ad un guado. Tra essere quello di Le ragazze dell’Est oppure quello di “Io dal mare”. Tra la descrizione della scena ed un racconto per metafore della realtà. E allora vengono fuori i vulcani ed i delfini.
      Per questo secondo me questo album, come tutti gli ultimi, manca di personalità. Io ho ascoltato tantissime volte tutte le canzoni, per capire se ci potevo trovare qualche cosa che valesse la pena. Pur ammettendo che alcuni pezzi come Pioggia Blu, Lei Lei Lei, Mal d’Amore, possano essere canzoni degne di lui, per il resto di questo album secondo me resterà ben poco nel tempo. Se ci pensate, l’ultimo vero classico di Claudio è il brano Io sono Qui. 26 anni fa. A lui il merito, come dici tu Luca, di aver cercato di evolversi. Di non accontentarsi di ciò che era diventato ma provare a diventare un artista diverso. Non molti lo hanno fatto. Certo, un prezzo l’ha dovuto pagare. Ma ha fatto ciò in cui ha creduto. Per questo rimarrà sempre il più grande.

    2. Concordo che dopo io sono qui abbiamo avuto due album deludenti e in con voi, tolto in un altra vita e va tutto bene resta il peggio di Baglioni. Molto fastidio mi ha dato la scelta degli ultimi anni di riciclarsi in tutti i modi in una serie di album e progetti da fine carriere..Ma fino al allora è stata un meravigliosa ricerca di rinnovarsi in vari modi. Ringrazio che il linguaggio sia cambiato perché 50 anni di carriera sono lunghi e fare le stesse cose come molti suoi colleghi coetanei mi avrebbe rattristato. Sono stupito per le perplessità su questo ultimo album da parte di alcuni fan. A me sembra di altissimo livello, perché nelle musiche e nei testi c’è ancora una ricerca con un anima. Trovo che mal d’amore e come ti dirò siano bellissime e che dodici note sia tra le più belle mai scritte di tutti i tempi. Sinceramente avevo perso la speranza e invece sono rimasto stupito.

      1. Ciao Cristian. Ti rispondo perchè in qualche maniera mi sono sentito chiamato in causa, essendo uno di quei fan che non ha trovato strepitoso questo album. Non a livello musicale dove ci sono ancora melodie che colpiscono, anche se molte volte ti riportano a brani già sentiti (non parlo di Reo Confesso, quello è un discorso a parte). Io mi riferisco ad altre cose. Intanto questo continuo essere autoreferenziale che in questi ultimi anni hanno caratterizzato molto la storia di Claudio. Il secondo San Remo ne è la prova più eclatante. Di lui mi manca ormai quel raccontare della vita che ci circonda, del raccontare delle vite di tutti, non solo della sua. E poi, sempre solo e secondo me, nei testi, c’è un tentativo di esprimere concetti usando termini che non sono espressione di ricerca letterale come in Oltre, dove le parole venivano usate come un vero e proprio strumento musicale. Bensì sembra essere quasi una forzatura nell’uso di metafore che non portano l’ascoltatore a poter immaginare la scena e come ho detto nell’altro post, vivere la canzone. La qualità più grande delle canzoni di Claudio. In Mal d’Amore, canzone con una splendida melodia le parole “Non bruceremo più in un firmamento Di occhi a dare luce al mondo Con gli sguardi di un tormento”. Avranno un significato per lui, ma non per chi ascolta. Dico solo questo. Mi manca in questo album, come negli ultimi, il sentire mia ogni canzone. E’ tutto molto lontano. E questo purtroppo per me è un grande limite.

  3. In questa storia che è la mia è sicuramente un ottimo album che riporta nuovamente in alto il nostro Claudio. I genitori a mio avviso sono di più La vita è adesso e Io sono qui e non, come detto dallo stesso autore, Strada facendo e Oltre.
    Si sente che è un disco molto curato nei dettagli, cosa che non era stata fatta ad esempio per ConVoi. John Giblin o Pino Palladino al basso e Danilo Rea al piano e tastiere in tutte le canzoni sarebbero stati quel valore aggiunto che avrebbe potuto fare la differenza. Questa volta Gianolio è stato meno disastroso del solito anche se avrei preferito che Celso Valli arrangiasse tutto L’album e non si capisce bene perché non l’abbia fatto.
    Il punto debole secondo me sono i testi. Per carità, in Italia nessuno scrive come Claudio ma aver affrontato e sviscerato l’amore in ben 12 pezzi su 14, mi è sembrato esagerato. Avrei preferito qualche brano più descrittivo che a mio parere sono quelli più efficaci (I vecchi, Ragazze dell’est, Uomini persi, E adesso la pubblicità).
    E non comprendo l’ostinazione per i concept album. Vorrei che ritornasse (sperando che questo non sia il suo ultimo lavoro) a scrivere canzoni sulla vita degli altri, da spettatore e non solo da protagonista. Un plauso invece alle musiche che sono veramente belle ed emozionanti. Ritengo che alcune citazioni del passato (vedi Reo confesso) siano volute ma ciò non scalfisce la preziosità dell’intera opera. Quindi un ottimo disco che si farà ascoltare a lungo. Grazie di cuore Claudio

  4. Di solito in un album di canzoni ce ne’ una che prevale su tutte. Quello che succede ogni volta che finisco di ascoltare questo album è che me ne rimane in testa sempre una diversa dalla volta precedente. Questo mi fa capire quanto ci sia stato riversato in termini di testi e musica in questo fantastico disco.

  5. Non vorrei che questo nuovo lavoro discografico non sia un’addio o arrivederci, o viceversa, discograficamente parlando.Fan ’74.

  6. Io lo trovo semplicemente meraviglioso! In questo periodo poi della nostra vita porta nelle nostre case un pizzico di magia e speranza! Speranza di poterlo rivedere dal vivo per ascoltarlo e applaudirlo.. Grazie Claudio sei davvero un poeta dei nostri tempi! Tutte belle .. Mal d’amore.. che romantica , non riesci a fare a meno di ascoltarla e riascoltarla, e poi che voce bellissima scalda il cuore! Grazie Claudio, ti voglio tanto bene! Patty

  7. Quando ho ascoltato questo nuovo disco ho capito subito di trovarmi d’avanti ad un Opera che ha avuto bisogno di molto cuore per far si che nascesse. Ebbene io non penso di proferire una bestemmia se dico che “In questa storia che è la mia” e’ il disco che in termini di qualità a equiparato “Oltre” e forse porta con se in più quella parte di cuore e di esperienza che la vita ha regalato a Claudio durante il suo percorso.
    In poche parole un disco altamente emozionante pieno di MUSICA e PAROLE che non smette di trasmettere e farsi ascoltare. Complimenti Claudio …………..sei andato Oltre anche questa volta.

  8. Ho sempre amato le poesie e le melodie di Claudio Baglioni. Con Oltre sono esplose emozioni così forti ed inaspettate che mi fanno tremare il cuore ogni volta che ascolto una traccia. Con In questa storia che è la mia, trema anche l’anima. Non riesco a smettere di ascoltarlo. Mi hanno colpito maggiormente altrove e qui, pioggia blu, mal d’amore, lei lei lei lei……tutte

  9. Pazzesco bellissimo e bravissimo. Per Oltre ero troppo piccolo ma tutti gli altri album li ho ascoltati con calma per non distruggere le emozioni in poco tempo. Ma proprio questa notte ho messo le cuffie e l’ho ascoltato seguendo i testi del fantastico libricino. Sono senza parole perché sono tutti pezzi profondi e curati come non si vedeva da tempo. Dopo Oltre ci sta questo album questa è la mia impressione. Ha scalzato la vita è adesso il sogno è sempre dal secondo posto nella mia personale classifica. Grazie Claudio. Adesso a cercare tutte le sfumature di ogni canzone. Capolavoro biblico una manna per professori d’italiano.

  10. Innanzitutto, ho aspettato a scrivervi perché volevo prima provare la gioia, dopo tanta attesa, di scartare, di guardare, di tenere in mano un nuovo album di Claudio, come a realizzare che adesso, finalmente, lui è qui… il disco cambia ma l’emozione di quel momento, da “Strada facendo” in poi, è la stessa.
    E che vi devo dire… immaginavo che dopo sette anni sarebbe tornato con qualcosa di importante, ma qui è andato ben Oltre, creando un’opera di altissimo livello artistico, un album raffinato, sincero, che profuma di fresco pur sapendo di antico… (ovviamente cercati e messi lì con un motivo ben preciso quei giri di alcuni brani del passato, non certo per autocelebrarsi come ho letto in un commento, non qui tranquilli…)
    Ogni canzone poi ha una sua propria “tessitura” e merita di essere ascoltata più volte per apprezzarne i particolari e per coglierne il messaggio… tutte molto belle secondo me, alcune un po’ di più… “Come ti dirò” ad esempio, una lacrima e mille brividi la prima volta che l’ho sentita, fantastiche le sonorità fine anni ’70 di “Pioggia blu” e le atmosfere retro’ in “Quello che sarà di noi”, un tocco di classe il pianoforte di Danilo Rea in “Mentre il fiume va” per non parlare della magia di “Io non sono lì” nella versione acustica. Ottimi anche gli arrangiamenti a mio parere, in un disco che arriva al cuore, lasciando solchi di indelebile bellezza…
    Caro Claudio, anche stavolta hai fatto centro. Eh ma tu sei tu… l’immenso sei…

  11. Sono due giorni che ascolto le nuove canzoni, le trovo semplicemente stupende, i testi, le melodie gli arrangiamenti hanno composto un album veramente bellissimo. Io ascolto Baglioni da più di 50 anni e riesce ancora e sempre ad emozionarmi.
    Per ora le canzoni che preferisco sono “dodici note” “altrove e qui” “io non sono qui”, ,”lei lei lei lei” e’ da brividi….grande Claudio, sei il numero uno! grazie!!

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