Home / In evidenza / Cosa ne pensate del nuovo album di Claudio Baglioni?

The Godfather

The Godfather [Il Padrino] - Dietro questo nickname si cela il nostro fondatore e amministratore unico TONY ASSANTE, più grigio ma MAI domo. Il logo (lo chiedono in molti) è il simbolo dei FANS di Elvis Presley (Cercate il significato in rete).

Potrebbe interessarti anche:

 


42 commenti

  1. Bellissimo disco. Dai tempi di Oltre forse il migliore, nel suo complesso (gli altri avevano più alti e bassi). Nei commenti al post Pensieri e riflessioni ho messo le mie considerazioni.

    Mi permetto però di ribadire la mia preferenza.

    Il vertice creativo di Baglioni per me è in quel binomio Strada Facendo/La vita è adesso, in cui nei testi raccontava in modo poetico ma al tempo stesso molto concreto quello che c’era intorno (I vecchi, gli Uomini persi, E adesso la pubblicità, Le ragazze dell’est), accanto a riflessioni sulla vita (Strada facendo, La vita è adesso, Buona fortuna, Il sogno è sempre). Anche Avrai, è una serie di immagini concretissime, ma al tempo stesso estremamente poetiche.

    Successivamente c’è stato un avvitamento, di chi si chiude nel suo mondo.
    Le parole non sono più quelle del lessico quotidiano, e anzi le si seziona, ci si gioca, si usano vocaboli dotti che suonino bene e accostati ad altri diano suggestioni.
    E anche le immagini. Non più panchine e metrò, ma strapiombi, lagune e vulcani. Non più “che mi dai da fumare che io non ne ho più”, ma “la cineseria microchirugia dei tuoi sentimenti”: non sono parole vuote o a caso, anzi, sono precisissime e dense di significato, ma abitano in un mondo elevato e distante, profondissimo, che si ammira, ma di cui non ci si sente parte.

    Un artista vero, che ha seguito la sua strada, e non quella che chiunque altro, io compreso, avrebbero voluto. Però, confesso che un altro disco come Strada Facendo o La vita è adesso, mi sarebbe piaciuto ascoltarlo.

    • Perfetta analisi. Semplice e senza termini mirabolanti visti in qualche recensione che spesso e volentieri non sono comprensibili dai più. La differenza tra il Claudio di Strada Facendo e quello di In questa storia, è tutta li. I testi. La sua grande forza era proprio quella di farti “vedere” la canzone, come se tu stessi guardando un film. Una su tutte come esempio; Tutto il calcio minuto per minuto. Anche esprimendo concetti importanti come in Uomini persi, dove non si parlava necessariamente d’amore. Ora invece
      “Non salteremo più tra quelle onde In un valzer di delfini Lungo orbite profonde Senza confini”. Dai…..
      Secondo me si è persa anche quella ricerca letterale che in un album come Oltre era presente. Per esempio nel contro canto di “Le donne sono”
      “Io con una
      Mi ricordo il primo bacio che le detti (miomao)
      Attento a dove il naso va
      E lei rimase tutto il tempo a denti stretti (cacao)
      I cow boys
      Che sparano
      (Là nell’alcova…)
      Tappi e stesse cazzate e all’occhiello
      (Quanti languor)
      Un sedano
      (Su quel visin finto candor di porcellin)”
      Qui non c’è nulla di tutto questo.
      Claudio sembra trovarsi in mezzo ad un guado. Tra essere quello di Le ragazze dell’Est oppure quello di “Io dal mare”. Tra la descrizione della scena ed un racconto per metafore della realtà. E allora vengono fuori i vulcani ed i delfini.
      Per questo secondo me questo album, come tutti gli ultimi, manca di personalità. Io ho ascoltato tantissime volte tutte le canzoni, per capire se ci potevo trovare qualche cosa che valesse la pena. Pur ammettendo che alcuni pezzi come Pioggia Blu, Lei Lei Lei, Mal d’Amore, possano essere canzoni degne di lui, per il resto di questo album secondo me resterà ben poco nel tempo. Se ci pensate, l’ultimo vero classico di Claudio è il brano Io sono Qui. 26 anni fa. A lui il merito, come dici tu Luca, di aver cercato di evolversi. Di non accontentarsi di ciò che era diventato ma provare a diventare un artista diverso. Non molti lo hanno fatto. Certo, un prezzo l’ha dovuto pagare. Ma ha fatto ciò in cui ha creduto. Per questo rimarrà sempre il più grande.

    • Concordo che dopo io sono qui abbiamo avuto due album deludenti e in con voi, tolto in un altra vita e va tutto bene resta il peggio di Baglioni. Molto fastidio mi ha dato la scelta degli ultimi anni di riciclarsi in tutti i modi in una serie di album e progetti da fine carriere..Ma fino al allora è stata un meravigliosa ricerca di rinnovarsi in vari modi. Ringrazio che il linguaggio sia cambiato perché 50 anni di carriera sono lunghi e fare le stesse cose come molti suoi colleghi coetanei mi avrebbe rattristato. Sono stupito per le perplessità su questo ultimo album da parte di alcuni fan. A me sembra di altissimo livello, perché nelle musiche e nei testi c’è ancora una ricerca con un anima. Trovo che mal d’amore e come ti dirò siano bellissime e che dodici note sia tra le più belle mai scritte di tutti i tempi. Sinceramente avevo perso la speranza e invece sono rimasto stupito.

      • Ciao Cristian. Ti rispondo perchè in qualche maniera mi sono sentito chiamato in causa, essendo uno di quei fan che non ha trovato strepitoso questo album. Non a livello musicale dove ci sono ancora melodie che colpiscono, anche se molte volte ti riportano a brani già sentiti (non parlo di Reo Confesso, quello è un discorso a parte). Io mi riferisco ad altre cose. Intanto questo continuo essere autoreferenziale che in questi ultimi anni hanno caratterizzato molto la storia di Claudio. Il secondo San Remo ne è la prova più eclatante. Di lui mi manca ormai quel raccontare della vita che ci circonda, del raccontare delle vite di tutti, non solo della sua. E poi, sempre solo e secondo me, nei testi, c’è un tentativo di esprimere concetti usando termini che non sono espressione di ricerca letterale come in Oltre, dove le parole venivano usate come un vero e proprio strumento musicale. Bensì sembra essere quasi una forzatura nell’uso di metafore che non portano l’ascoltatore a poter immaginare la scena e come ho detto nell’altro post, vivere la canzone. La qualità più grande delle canzoni di Claudio. In Mal d’Amore, canzone con una splendida melodia le parole “Non bruceremo più in un firmamento Di occhi a dare luce al mondo Con gli sguardi di un tormento”. Avranno un significato per lui, ma non per chi ascolta. Dico solo questo. Mi manca in questo album, come negli ultimi, il sentire mia ogni canzone. E’ tutto molto lontano. E questo purtroppo per me è un grande limite.

  2. Spero che il prossimo lavoro discografico sia diverso da quest’ultimo cd.

  3. In questa storia che è la mia è sicuramente un ottimo album che riporta nuovamente in alto il nostro Claudio. I genitori a mio avviso sono di più La vita è adesso e Io sono qui e non, come detto dallo stesso autore, Strada facendo e Oltre.
    Si sente che è un disco molto curato nei dettagli, cosa che non era stata fatta ad esempio per ConVoi. John Giblin o Pino Palladino al basso e Danilo Rea al piano e tastiere in tutte le canzoni sarebbero stati quel valore aggiunto che avrebbe potuto fare la differenza. Questa volta Gianolio è stato meno disastroso del solito anche se avrei preferito che Celso Valli arrangiasse tutto L’album e non si capisce bene perché non l’abbia fatto.
    Il punto debole secondo me sono i testi. Per carità, in Italia nessuno scrive come Claudio ma aver affrontato e sviscerato l’amore in ben 12 pezzi su 14, mi è sembrato esagerato. Avrei preferito qualche brano più descrittivo che a mio parere sono quelli più efficaci (I vecchi, Ragazze dell’est, Uomini persi, E adesso la pubblicità).
    E non comprendo l’ostinazione per i concept album. Vorrei che ritornasse (sperando che questo non sia il suo ultimo lavoro) a scrivere canzoni sulla vita degli altri, da spettatore e non solo da protagonista. Un plauso invece alle musiche che sono veramente belle ed emozionanti. Ritengo che alcune citazioni del passato (vedi Reo confesso) siano volute ma ciò non scalfisce la preziosità dell’intera opera. Quindi un ottimo disco che si farà ascoltare a lungo. Grazie di cuore Claudio

  4. In questa storia che è la mia è un bellissimo album.
    Le sue canzoni parlano d’amore di vita, di dolcezza.
    Rita

  5. Di solito in un album di canzoni ce ne’ una che prevale su tutte. Quello che succede ogni volta che finisco di ascoltare questo album è che me ne rimane in testa sempre una diversa dalla volta precedente. Questo mi fa capire quanto ci sia stato riversato in termini di testi e musica in questo fantastico disco.

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.I campi obbligatori sono evidenziati *

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.