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Claudio Baglioni UA’ – Le riflessioni di Federico

Chi si preoccupa dello share è abituato ai “vuoti con le facce da idioti”

è un esperimento innovativo. Lo si capisce già dal nome, che ha una genesi sensata, studiata, tipica di un artista che con il linguaggio ci ha sempre giocato. èun programma coraggioso. Nel linguaggio televisivo un format simile è infatti una novità. Èun lifeshow, così Baglioni l’ha definito, che molto si ispira ai primi varietà, con scenografia spartana, palco ampio, orchestra. è un’autobiografia televisiva che, vista la fame di eternità del suo autore e protagonista, è un unicum che mira ad essere un’opera quanto più possibile ricca, sostanziosa, completa. La vogliosità ardente di fare le cose in grande è nel Baglioni maturo tanto più galoppante quanto più mascherata da quella sua innata propensione all’umile e al modesto. Emersa con la geniale idea di rimettersi in gioco assumendo i gradi supremi di dittatore artistico di due edizioni del Festival di Sanremo tra le più belle dell’ultimo ventennio, la bramosia di lasciare il suo marchio in ogni anfratto della cultura popolare italiana è proseguita con il doppio tour Al centro, mastodontico per date e contenuti, con la superomistica opera-concerto dedicata a In questa storia che è la miae si è cristallizzata, per il momento, in questa nuova avventura.

C’è chi, nel giudicare questa prima (straordinaria) puntata, non è riuscito a tenere conto di tutto ciò. C’è chi, fortunatamente un numero esiguo, scrive e parla di Baglioni in maniera ingenua e inconsapevole, sbadata e negligente, non conoscendo quello che la mente e le mani di quest’uomo hanno creato in mezzo secolo di vita, non considerando che tutto ciò che gli ruota attorno ancor prima che quantità è qualità. Beninteso, questa non è un’apologia di e di Claudio Baglioni (figuriamoci se ha bisogno di paladini), bensì un invito a discuterne con l’acume e la profondità che merita.

Da un punto di vista di analisi televisiva prettamente quantitativa, è corretto ritenere il dato riguardante gli ascolti non soddisfacente.Si può sostenere, come il sottoscritto, che l’ampio utilizzo del montaggio, il susseguirsi di scene, esibizioni, sketch comicisenza soluzione di continuità abbia tolto spazio all’improvvisazione, abbia eliminato i momenti morti tipici della diretta, abbia nuovamente avvicinato questo prodotto al cinema, correndo quantomeno il rischio di spiazzare un pubblico non abituato a questo tipo di contenuti. La scelta della rete, infatti, si configura come un altro punto topico: gli affezionati di Canale 5 sono assuefatti, da un decennio almeno, a un nichilismo imperante travestito da svago e diversione. Pertanto è probabile che dinanzi a tanta elegante e delicata bellezza abbiano subito un contraccolpo notevole (basti pensare a cosa andava in onda sino a sabato scorso). Alla luce di quanto appena detto, c’è da chiedersi: tutti questi elementi sono da considerarsi necessariamente dei punti deboli, delle criticità? Io non penso. Magari se avesse fatto un più tradizionale spettacolo in diretta avrebbe raccolto anche meno, chi lo sa. Va poi evidenziato che, ad avviso di chi scrive, con buona probabilità l’obiettivo di Baglioni non fosse il pieno di ascolti, che non avesse enormi aspettative e che, venuto a conoscenza dei dati, non sia caduto vittima della disperazione.Concordo con quei recensori che hanno apprezzato lo spettacolo, definendolo di livello, attribuendo a Mediaset le responsabilità per uno share non all’altezza dei contenuti. Sono in totale disaccordo, invece, con quei pochi che hanno parlato di “flop” o con chi ha scritto: “Claudio Baglioni fa (solo) Claudio Baglioni”, perché è un’asserzione che evidentemente non corrisponde al vero.

Ma la questione fondamentale è un’altra: siamo sicuri che lo spessore di uno spettacolo simile possa essere giudicato tramite un criterio quantitativo come lo share? Se fossimo pubblicitari, allora potremmo rispondere di sì. Ma siccome non lo siamo, possiamo anche affermare, con piglio sbarazzino, che dello share ce ne importa il giusto, cioè niente.Siamo persone generalmente votate al bello, altrimenti il nostro beniamino sarebbe qualcun altro. Come può turbarci, quindi, una cifra asettica? Come può una percentuale restituirci la vera sincerità di Renato Zero o l’ammirazione vagamente terrorizzata di Ultimo? E poi l’umorismo delicato già conosciuto nelle serate sanremesi, fatto quasi per sbaglio e sottovoce, le esibizioni magistrali, gli omaggi ai grandi dello spettacolo, del cinema, della comicità, la voce squillante spesso impegnata nel controcanto, gli arrangiamenti eccelsi (straordinario quello di Solo, tornato fedele all’originale ma al contempo arricchito di qualche accordo rivisitato), le coreografie, la scenografia, lo stupefacente monologo di Fotografie recitato da Pannofino. E ancora gli aneddoti e i racconti di una vita che si annodano inevitabilmente alla carriera artistica: il cilindro magico, il rifiuto di Milano, la leggenda della sua presunta morte e conseguente sostituzione. Può un numero essere emblematico di questo lucente affresco di arti e discipline? No, non può esserlo. Non cediamo alla riduzione dell’esistenza a numero, una delle grandi colpe dell’uomo post-moderno. Rendiamoci conto che sabato sera Claudio ci ha fatto l’ennesimo regalo, non quantificabile: ha fatto cantare quella tele che solitamente raglia.

Federico Laudizi


The Godfather

The Godfather [Il Padrino] - Dietro questo nickname si cela il nostro fondatore e amministratore unico TONY ASSANTE, più grigio ma MAI domo. Il logo (lo chiedono in molti) è il simbolo dei FANS di Elvis Presley (Cercate il significato in rete).

12 Commenti

  1. Sono d accordo con Federico, lo spettacolo è bellissimo, Claudio irraggiungibile e questo spettacolo è per tutti noi, suoi fans, grazie Claudio

  2. Sono d’accordo con Federico io vado ai concerti di Claudio e l’emozione che ci dà in quelle tre ore è UNICA….a me dello share non me ne frega niente Claudio è Claudio e BASTA..buon Natale e buona visione per sabato 11

  3. Grande Claudio continua così!! Certo la TV privata non ti rende merito…. ma tu sei sempre il numero 1.
    Rinbaglionita convinta 69

  4. Concordo con Federico, ha espresso benissimo anche i nostri pensieri.Claudio è ineguagliabile e una persona speciale , quindi sempre Chapeau ,buone feste Federico Un abbraccio dalla Sicilia

  5. Grande Federico!!! Appoggio in pieno le tue esatte riflessioni!! ….e concludo dicendo che non vedo l’ora che arrivi Sabato prossimo!!
    Grande grande grande Claudio!!!

  6. Le persone abituate a guardare il contenuto insulso dei programmi di canale 5 non possono capire la genialità di Baglioni

  7. Sono pienamente d’accordo! Uno spettacolo eccezionale che ha reso omaggio non solo al padrone di casa ma anche alla nostra stessa storia. Una storia musicale ricchissima di artisti che ci hanno fatto sognare, cantare, innamorare ! Complimenti a Claudio Baglioni che ha avuto il coraggio di andare controcorrente .

  8. A me è piaciuto tantissimo, benché io non ami particolarmente l’ ‘intero’ repertorio musicale dell’artista Baglioni ( le vecchie indubbiamente le preferisco alle più nuove) … ho tentato di farlo guardare anche ai miei coinquilini, che invece preferivano la Carlucci .
    Unico grande (a mio avviso) neo: non mandare i sottotitoli, a enorme svantaggio di chi ha problemi di udito e si è perso x forza gran parte delle battute. mi son chiesta perché una rete importante come Mediaset non abbia questo tipo di attenzioni verso i telespettatori (in questo dò preferenza assoluta a Rai 1) …. anzi vorrei tanto che facciate arrivare questo mio appunto a Claudio perché provveda all’inconveniente x sabato prossimo: davvero gradirei godermi un pò di più lo spettacolo!!

  9. Ritengo che un prodotto televisivo vada sempre giudicato anche in base al numero dei suoi spettatori. Infinite volte proprio noi baglioniani abbiamo sciorinato dati, percentuali e numeroni per dare enfasi al successo delle sue esperienze sul piccolo schermo.
    Questa volta è quindi giusto chiedersi perché non sia andata bene. Non trovo giusto derubricare un risultato modesto in termini di ascolti con la considerazione: “il pubblico di Canale 5 non è abituato a certi show”.

    Provo a trovare qualche pecca di Uà, che rimane certamente uno spettacolo elegante, piacevole e colto, ad immagine del suo protagonista.
    In primis, non si vede il pubblico. E si sente poco. È evidente quanto sia scarsa la presenza di pubblico, e quanto incida sullo limitato riscontro alle gag, alle performance… per cantanti e attori è fondamentale e mi sorprendo che Claudio non l’abbia capito in fase ideativa degli spazi. Tutto risulta freddino, asettico, poco partecipato.
    La stessa scenografia, amplissima e per lo più vuota (musicisti e coristi per es. invisibili se non per inquadrature loro dedicate) lascia spesso i protagonisti spersi al centro della scena.
    In questi due difetti ritrovo gli errori che furono fatti per “L’ultimo valzer”, il secondo programma di Fazio e Baglioni. Col passare delle puntate si lavorò proprio sulla scenografia e sulla presenza del pubblico per “scaldare” maggiormente l’atmosfera.
    Tornando a Uà, l’assenza della diretta poi toglie spontaneità… il montaggio, seppur ben fatto, lascia l’idea di qualcosa di non del tutto autentico.
    Poi c’è Peparini, la cui cifra stilistica può piacere o meno, ma che sa un po’ di già visto, tra Al centro e Sanremo.
    Infine, il limite più grande rimane F&P… sempre la stessa compagnia di giro… Giorgia, Pio e Amedeo, Venditti, Bocelli, il Volo, Morandi… tutti già visti nei Sanremo e/o in dischi e concerti del nostro Claudio…
    Sogno un Jovanotti, un Cremonini… ma come si fa se la scuderie dei cantanti sono apparentemente a comparti stagni?
    Di certo su RAI1 lo show sarebbe andato meglio… su Mediaset solo la De Filippi fa grandi ascolti. Ma anche questo denota che l’entourage di Claudio non lo ha ben consigliato. Sarebbe stato meglio aspettare che la TV pubblica gli concedesse quello spazio con Favino di cui da tempo si vocifera.

    Se la rete non si può cambiare, qualcosa si può cmq aggiustare. Baglioni è anche uomo di varietà e saprà mettersi in discussione. Molto più di quanto noi fa, giustamente di parte, non facciamo.

    1. Ciao Aldo. Le tue considerazioni sono pienamente condivisibili. Circa il pubblico, penso che molto abbiano influito anche le normative imposte dalla situazione attuale. Forse Claudio desiderava un pubblico più folto e, non potendolo avere, ha preferito non mostrarlo proprio (mera ipotesi personale).
      Un saluto e buone feste

  10. Ciao, la questione è semplice. Assodato un Claudio in gran forma vocale e scenica, qualche scenetta simil ironica che potrebbe aver spiazzato il pubblico distratto, non noi truppe scelte baglionane. Nel complesso mi è piaciuto ho rivisto Claudio interpretare Claudio. Credibile in questo al 100%. La frenesia della prestazione di indice d’ascolto non mi preme e non dovrebbe neppure importare ai più. Ballando sconto le stelle ha chiamato più spettatori? Peggio per loro…Grande Claudio spero di riascoltare anche nelle altre puntate canzoni meno note, proposte.

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