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La musica di Claudio Baglioni per un mondo nuovo

La nostra società è fondata sull’immagine, tutti siamo informati in tempo reale su quello che succede nel mondo. Tutti siamo più visibili, tutti vediamo di tutto, perché vogliamo vedere ed essere visti. La pandemia prima e la guerra in Ucraina adesso hanno spezzato l’incantesimo di un mondo connesso e dorato, trasparente e lucente. Nel cuore dell’Occidente sono balzate forti le immagine della guerra, evento che ha ammutolito e silenziato le parole.

In questo scenario la musica cosa può fare?

Cosa può dire?

La musica è arte e spettacolo; è espressione culturale; svago ed impegno. Primariamente la musica è la grande simbologia dell’umano, perché mette in scena la verità dell’esistenza, come esperienza sempre in atto, anche quando racconta della sua opera, la vita non conosce mai stasi. L’esecuzione della musica è lo specchio dell’azione della vita, flusso e slancio. Allora la vita è corsa e cuore, volto e suono, l’arte di Claudio si innesta in questa onda di energia positiva che sempre ci sorprende e ci coinvolge.

La musica è rito collettivo, crea e fonda lo stare assieme della comunità, perché fa sentire sin dall’inizio che la voce dell’uomo è parola che danza e rimbalza, parola che è in sintonia con il ritmo del respiro e del pulsare del cuore. La musica ripete e rinnova nel suo gesto il mistero della vita, siamo esistenze di parole che cercano altre parole nella comunità della parola. La musica di Claudio con la sua delicata eleganza ci porta a cogliere la dimensione intima della vita come esperienza unica ma sempre legata ed attenta agli altri.

La musica ci insegna ad ascoltare la vita, ad aspettare ed accogliere il mondo che ogni giorno viene con nuovi nomi e volti nuovi. La musica ci fa capire che l’apertura è l’atteggiamento naturale dell’essere umano, ascoltare è la prima modalità di abitare il mondo, per questo la musica ha a che fare con la morale, perché ascoltare è aver cura dell’altro; ascoltare è dare la parola all’altro; ascoltare è fare attenzione alle parole dell’altro. Ecco perché quando si va incontro all’altro lo si fa secondo la misura delle parole di chi si va incontro, comunicare è accogliere le parole dell’altro, senza pretese di fagocitarlo ed inglobarlo o di parlare a nome di lui.

La musica mette in scena uno strano intrigo, qui le parole e il canto di un artista diventano il nostro In-canto, la sua voce la nostra. La musica illumina, toglie dal buio le vite oppresse, dà testimonianza a chi da solo non ha la forza. Questo è la meraviglia che ogni volta si ripete in modo nuovo, la musica diventa così azione etica e parola di resistenza. La musica di Claudio contiene la sensibilità di un’arte eccelsa rivolta sempre agli altri.

La musica è come la luce, fa vedere, illumina le vite fragili e i vissuti sofferenti; la musica è potenza di rivelazione che fa essere le parole come espressioni di storie viventi.

La musica accompagna e risana, dà la forza della parola a chi l’ha smarrita davanti alle avversità della vita. Questo lo possiamo vedere ogni volta che cantiamo un brano, ci troviamo a pronunciare parole che non sono state scritte da noi, eppure esprimono il nostro stato d’animo, sanno dire di noi. Questa è la magia che l’arte di Claudio sempre mette in opera.

La musica ci insegna che le parole sono di tutti e che tutti abbiamo diritto alla parola, perché la natura stessa delle parole è di cercare altre parole, di intrecciarsi e continuamente con le parole degli altri.

Siamo tutti dentro le parole, ogni nostro detto è dentro questo dire originario che dice la verità dell’uomo che è con-essere; parola dialogica; parola incarnata ed intonata; parola raccolta ed esposta; parola che raccontandosi si rilancia nel dire di tutte le parole.

La musica di Claudio è scritta con le parole del dire originario; parola che dice il sogno di un mondo nuovo; parola che canta un mondo senza crudeltà; parola che suona per un mondo senza furberia; parola che costruisce un mondo senza malvagità; arte che lotta per un mondo senza atrocità; musica che costruisce un mondo di polsi, senza prigionia. La musica di Claudio è il racconto delle nostre vite, segno di una parola che si fa dono nel nostro dire quotidiano, per questo assieme a lui non ci stanchiamo di lottare tutti per un mondo nuovo. Il sogno di Claudio è il nostro sogno.

SANDRO DE BONIS


The Godfather

The Godfather [Il Padrino] - Dietro questo nickname si cela il nostro fondatore e amministratore unico TONY ASSANTE, più grigio ma MAI domo. Il logo (lo chiedono in molti) è il simbolo dei FANS di Elvis Presley (Cercate il significato in rete).

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