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Il racconto del tempo nell’arte di Claudio Baglioni

Sandro De Bonis per doremifasol.org

Il racconto è imitazione del reale. Il narratore è come un artigiano, cesella le parole, lavora di fino per realizzare i suoi manufatti, e quando ci riesce bene, allora le sue opere vengono apprezzate e rinomate. Facendo questo,  il gesto si colloca ancora nell’ordinario, nel tempo meccanico, diversamente, quando un uomo scrive del mondo o parla di sè e lo fa in modo speciale, la sua opera contiene qualcosa di delicato e perturbante. Allora il prodotto o il racconto ha qualcosa di eterno, di trasparente ed universale. Qui siamo al cospetto dell’arte, che non è mai un gesto che produce un oggetto, seppur bello che sia, ma ci introduce all’incontro con qualcosa di straordinario, l’inaugurazione di un tempo nuovo nell’ordinario vita. Solo l’artista è capace di questo, ovvero creare, porre il nuovo, esprimere la purezza, mettere in luce ciò che non vediamo, dire con le parole o con il suono la vita che noi stessi siamo.

L’artista è, anche, colui che parlando di sè riesce a suscitare attenzione e fascinazione, perche il suo modo di vedere il mondo tocca e coinvolge il nostro tempo, in un modo unico e originale. La sua arte introduce alla meraviglia, esperienza che stupisce e rapisce, evento che non riusciamo a spiegare e a dominare, perchè va oltre ogni rappresentazione logica.

Claudio Baglioni è artista perchè è capace di porre in essere cose nuove, la sua musica ci regala prospettive inedite, la sua arte disegna significati umani che fanno stare bene. La sua musica riesce a cogliere elementi essenziali che esprimono il cuore della vita. Claudio raccontando di sè racconta degli altri, la sua arte dischiude un mondo, un nuovo modo di vedere la concreta realtà. L’artista romano con le sue note libera dalla staticità opaca i giorni, dalla quella monotonia quotidiana che rende pesante l’aria. La sua arte introduce una scintilla di luce che ci fa vedere l’esistere dell’uomo come quella realtà in continuo movimento, che costantemente si fa, che diviene, che è perenne svolgimento, che mai si solidifica come realtà fatta e compiuta. Per questo nella sua produzione è centrale il tema del viaggio, come significato della vita, come quell’evento che ci sorprende ci sorprende ma che accade solo per noi, per questo la vita è sempre nostra e ci aspetta sempre.

La musica nella sua esecuzione imita il movimento della vita, come un esercizio costante di interpretazione, atto che ogni uomo pone come essere nel mondo.

La nostra esistenza si svolge dentro una trama che ogni giorno ha le nostre sembianze e parla di noi, che racconta di noi, attraverso noi da anni presenta le stesse voci, che da anni si riconosce ed è riconosciuta da altri come unica e stessa voce della vita. La vita si dispiega nel tempo, corre e lotta, soffre e si esalta nel tempo per strappare al tempo qualche giorno in più. L’arte di Claudio Baglioni è la storia incrociata di un uomo che sfida il tempo a tempo di musica, incontro che tiene uniti, da un lato l’uomo e l’artista, dall’altro il tempo e la musica. Volto e nota di una grande storia che continua a stupire.

Ogni musicista davanti allo stesso spartito esegue il modo diverso lo stesso brano, così il vivente uomo intrattiene ogni giorno un rapporto sempre nuovo con la stessa vita. La musica si presenta, così, come metafora viva, ritratto in movimento del nostro stare al mondo. La musica non si limita ad essere un mero racconto, come potrebbe fare uno specchio che mostra la nostra vita, la rappresentazione della musica ha qualcosa di più vitale, in quanto essa si delinea come momento e movimento stesso della vita. Ecco perchè la musica può essere apprezzata solo nello svolgersi vivo, sfugge allo sguardo che vorrebbe coglierla e fissarla e definirla dentro un  concetto. La musica non può mai essere risolta dentro una dimensione statica, come può essere fatto con la scultura o un con un quadro, ma necessita di essere svolta e messa sempre in opera, come la vita che continuamente impone il proprio slancio vitale, come fuoco arde ed si espande.

La musica vive con l’uomo il tempo della storia, qui il rapporto tra la musica e il tempo si trasforma e diventa una sfida vera in campo aperto, una lotta dura che Claudio nei suoi brani mette in luce. L’arte diventa così, il tentativo di smorzare la ferocia inesorabile del tempo che tutto consuma e limita, per guadagnare, invece uno spazio sul tempo, come possibilità  di sognare.

L’essere umano non solo vive il tempo meccanico dell’orologio, ma anche  il tempo come durata, questo avviene quando l’esistere segue il tempo del cuore, come centro che sente la vita. Qui il cuore è inteso come l’esistere integrale, come espressione totale dell’essere umano, come grumo e relazione unica tra carne e spirito. Da questo centro che l’esistenza viene vissuta, qui il tempo viene avvertito dalla distensione dell’anima, luogo dove tutto parte e ritorna, centro dove tutto viene raccolto e rilanciato, sentito, visto e vissuto come esperienza che accade e riferita ad uno stesso centro. Qui non esistono momenti separati, come il passato o il futuro, secondo la ferrea logica del tempo della fisica, ma tutto è riportato al presente, dove gli istanti durano e permangono come presenza, per questo l’uomo è capace di raccontare.

Questo ci fa capire che nella vita non tutto si consuma e scompare, ma ci possono essere degli episodi che possono rimanere e segnare per sempre la nostra esistenza per la loro profonda densità emotiva. Chi tra noi desidera non vorrebbe portare sempre con sè episodi che hanno segnato la nostra vita e che di essi conserva un ricordo che fa battere ancora il cuore?, può essere un viaggio o un incontro con una bella persona, della quale, nonostante siano passati tanti anni, abbiamo un dolce ricordo che vorremmo che nessuno cancellasse. Allora, scrive Claudio, la mente può recuperare dall’archivio della memoria ricordi, come quello di un’estate di qualche tempo fa, come quando “un bacio eterno ci stordì“. Ogni volta che facciamo questo esercizio riviviamo quell’episodio con la stessa emozione e con lo stesso batti-cuore. Questo dimostra che esistono fatti che rimangono in assoluto, ovvero sciolti dal tempo oggettivo della fisica. Qui niente è misurabile, tutto rimane presente e vivo, adesso come allora.

Questo è il potere misterioso della musica che riesce a proteggere e salvare momenti importanti della nostra vita e poi presentarceli nella loro presente vitalità.

Tutto questo ci dona l’arte, che è una finestra, dalla quale è possibile vedere la vita in modo diverso. Dentro questo orizzonte l’esistenza diventa tutto un sentire, un fatto unico, attraverso il quale abitare il mondo è sentire la vita. Tutto ciò che esiste si declina assieme per noi, la vita sente con noi se stessa e noi sentiamo la vita come la nostra.

La musica ci fa percepire una nuova dimensione del tempo, disegna una sorta di contro-tempo, dove un posto che visitiamo o sorriso che incontriamo possono essere eventi che possono permanere per sempre, un’emozione che nessun tempo fisico potrà mai misurare e mai superare. Forse qui l’umano, in momenti come questi fa esperienza dell’eterno nel tempo. Tutto questo l’arte di Claudio ci mostra e ci dona, segno della meraviglia della vita che ogni giorno ci viene incontro a tempo di musica.

L’artista produce nella ripetitività del tempo una differenza che attrae, nella stancante e piatta voce mono-corde una voce polifonica che rivela l’opera aperta della vita come occasione dove poter giocare la personale partita di vita. L’arte qui si mostra in tutta la sua potenza creativa, espressione dinamica che permette di rifigurare il mondo e di declinare il tempo come nostro tempo.

Questa magia accade quando ascoltiamo un brano di Claudio, la sua arte scuote ed entra nel nostro vissuto, si rivela come evento e meraviglia che cambia il nostro sentire il mondo. La sua musica sollecita a sentire la vita dalla vita stessa, ci invita ad essere presenti nella vita con il cuore e la ragione, con la voglia di avere più vita.

Sandro De Bonis per doremifasol.org


The Godfather

The Godfather [Il Padrino] - Dietro questo nickname si cela il nostro fondatore e amministratore unico TONY ASSANTE, più grigio ma MAI domo. Il logo (lo chiedono in molti) è il simbolo dei FANS di Elvis Presley (Cercate il significato in rete).

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