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Claudio Baglioni e Geoff Westley insieme per un in-canto

“Un’estate da Re”, Claudio Baglioni e Geoff Westley insieme per una notte di in-canto magico

Di Annamaria Gnisci -19 Settembre 2022 – CalabriaMagnifica.IT

“C’era una volta… Un Re!”

Generalmente, esordiscono così le favole più note e antiche; invece, le favole moderne raccontano di altri reali che erano stati bambini prima di essere celebrati e che non erano neanche dei pezzi di legno.

“A Cla’, tu sì che eri un Re“. È stata questa invece la prima frase a venirmi in mente quando ho saputo dei due concerti di Claudio Baglioni alla Reggia di Caserta per la Rassegna “Un’estate da Re“, diretti da un’eccellenza della musica moderna: Geoff Westley.

Un’ambientazione regale, sognante, dove ogni uomo torna fanciullo. Quella frase che accennavo la rivolge l’artista ormai adulto al Baglioni bambino in un momento in cui si è ai grandi bivi che la vita ti impone. L’intensa canzone contenuta nell’ultimo capitolo della trilogia baglioniana conclude una storia umana e onirica straordinaria e toccante. Ma non è di questa canzone che vorremmo parlare o forse sì perché quel bambino che trovava tutto in niente riesce ancora a trasmettere quell’incanto.

È di un in-canto che si vorrebbe raccontare.

L’arte come “stupore”, oggi come ieri

La musica è emozione. Lo sapeva benissimo chi viveva quotidianamente le stanze della Reggia di Caserta intorno al 1700. All’epoca nasceva la musica barocca nella sua eccentricità e bellezza.

Potremmo definire la musica barocca come “bizzarra”. Il mondo dell’arte intorno al 1700 ricercava la meraviglia, la commozione e quindi l’emozione. C’era un grande contrasto tra il quotidiano struggente del popolino e la vita agiata dei nobili; il lusso delle corti dei Re si trasformava in mecenatismo che favoriva centri artistici e culturali per artisti e letterati.

La Reggia di Caserta resta una delle più importanti regge europee che videro fiorire la bellezza e lo sfarzo. Oggi è possibile immaginare ciò che succedeva nelle sue stanze grazie alle iniziative culturali che si avvicendano al suo interno.

Durante il mese di settembre la magia dell’arte si è presentata nei bellissimi giardini creati da Luigi Vanvitelli e dal figlio Carlo. I suoi 120 ettari hanno ospitato musicisti e artisti che hanno allietato un pubblico finalmente eterogeneo e non più esclusivo come nei secoli passati.

“Un’estate da Re” : celebrare il mito

Claudio Baglioni ha concluso in bellezza la settima rassegna estiva 2022 “Un’estate da Re“, fortemente voluta dalla Regione Campania, che l’ha finanziata, e dalla Scabec che l’ha organizzata e promossa.

Le due serate in cui si sono eseguite le canzoni di Claudio Baglioni – il 17 e il 18 settembre 2022 – sono andate letteralmente sold-out e non sono mancate le polemiche di chi non ha avuto la fortuna di accaparrarsi un biglietto. Impossibile aggiungere un’altra data per i concerti in chiave filarmonica di Baglioni.

Geoff Westley, “Does what it says on the tin”: dalla musica classica alla musica pop attraversando anche l’Italia

Se c’è un nome della musica contemporanea capace di unire un pubblico trasversale è sicuramente Claudio Baglioni, ma le sorprese non finiscono mai per il pubblico più attento del grande cantautore romano che stavolta ha ricevuto un regalo inaspettato.

Infatti, sul palco è stato presente anche il maestro Geoff Westley: produttore, arrangiatore, direttore d’orchestra e pianista di prim’ordine.

Forse, per i meno attenti alle note delle copertine dei dischi, è un nome che lascia perplessi, ma basterebbe nominare qualche artista famoso degli ultimi 60 anni ed ecco che la memoria rilascia melodie e soprattutto suoni inconfondibili che hanno fatto storia e che difficilmente verranno dimenticati. Sicuramente non è esattamente un musicista barocco, ma è indubbio che attraverso le sue creature abbiamo la stessa meraviglia e le stesse emozioni immutate nel tempo.

Se scorressimo con la mente un immaginario elenco di artisti è quasi impossibile che lui non vi abbia collaborato.

Bee Gees, Peter Gabliel, The Carpenters, Chico Buarque sono alcuni degli artisti internazionali con cui ha collaborato. In Italia l’elenco è veramente lungo: si va da Riccardo Cocciante a Lucio Dalla, da Renato Zero a Fabio Concato.

Una delle collaborazioni che ci ha regalato un suono inconfondibile è stata quella con Lucio Battisti. Chi non ricorda gli arrangiamenti di “Una Donna per Amico” e di “Una Giornata Uggiosa“?

Anche con Claudio Baglioni le collaborazioni hanno creato delle vere e proprie perle. A “Strada Facendo” si aggiungono “Avrai” e il disco di cover “Un piccolo Natale in più“.

– Un omaggio a Faber

Alla Reggia di Caserta Westley è stato presente per la rassegna “Un’Estate da Re 2022” anche con un concerto dedicato a Fabrizio de André, oltre al doppio concerto dedicato alle musiche di Claudio Baglioni e in particolare all’album di “Strada Facendo”.

Il titolo per Faber era già un programma in sé: “Fabrizio De Andrè Sinfonico: Sogno n.1 e oltre” con la partecipazione di Peppe Servillo e Ilaria Pilar Patassini. Come si legge nel sito, la sera dell’8 settembre 2022 c’è stato un “Fabrizio de André in maestosa chiave orchestrale con l’imprimatur di Dori Ghezzi e della sua etichetta Nuvole Production. Il risultato è “Sogno n. 1”, incontro inedito tra la voce inconfondibile del cantautore (ricavata dalle matrici originali) e i suoni della London Symphony Orchestra, registrati presso gli air studios di George Martin e gli Abbey Road.” Ovviamente, i biglietti sono andati esauriti.

– Un’orchestra e un coro di eco internazionale

Geoff Westley, pianista inglese, nonché compositore che ha studiato all’importante Royal College of Music di Londra, ha diretto per l’occasione l’Orchestra Filarmonica “Giuseppe Verdi” di Salerno che ha visto a suo fianco anche il Coro del Teatro dell’Opera di Salerno.

L’Orchestra di Salerno guidata da Daniel Oren si è ormai consolidata come una delle più importanti a livello internazionale, accogliendo al suo interno artisti di altissimo livello come il maestro Maurizio Turriziani, contrabassista di Ennio Morricone.

Il Coro del teatro dell’Opera di Salerno, diretto dal maestro Tiziana Carlini, è costituito da giovani eccellenze salernitane e campane.

– Un direttore d’orchestra “regale” presente anche in Calabria

Nella sua lunga carriera da musicista pluripremiato, Westley è stato spesso in Calabria dove ha suonato in diverse occasioni e contesti.

Ad agosto dell’anno scorso Calabria Magnifica aveva informato i suoi lettori di due concerti – a Cetraro e Filadelfia -, ma il grande musicista è stato presente anche in manifestazioni importanti come il “Peperoncino Jazz Festival” e anche a Crotone dove si è esibito nel 2018 con il fisarmonicista calabrese Salvatore Cauteruccio, inondando il centro storico della città con la magia del tango.

Il suo contributo personale è contenuto in un lavoro intitolato “Does what it says on the tin” un titolo che racchiude l’anima eclettica di Geoff Westley.

Claudio Baglioni – il Re di un evento unico in chiave sinfonica

Descrivere la musica di Claudio Baglioni e la sua carriera artistica è un’impresa perché la sua storia artistica dura da oltre mezzo secolo. Decenni in cui il musicista si è evoluto attraversando varie fasi di produzioni in un continuo crescendo, diventando un’icona non solo per le melodie straordinarie e per la sua voce da più ottave, ma anche per la ricercatezza dei testi e dei contenuti.

Baglioni vanta un repertorio vastissimo. I suoi spettacoli durano tre ore e non bastano mai per contenere tutti i successi e l’eclettismo della sua produzione.

Stavolta si è presentato con uno spettacolo che stravolge i suoi canoni ai quali sono abituati i suoi fan provenienti da tutta Italia.

– I grandi successi in chiave sinfonica

Lo spettacolo di Caserta è stato diviso in due parti: la prima è stata dedicata ai grandi successi e, idealmente, si è rivolta a un pubblico più vasto; la seconda è stata dedicata interamente all’esecuzione dell’album di “Strada Facendo“, adatta forse per un pubblico più attento ai contenuti di nicchia. Un disco che nel 1981 ha segnato una vera svolta nella carriera artistica di Claudio Baglioni non solo per il suono originale di Geoff Westely, ma anche per il confezionamento: infatti, è il primo disco, targato CBS, che non è uscito sul mercato con il 45 giri, ma direttamente con il vinile 33 giri. Quasi un azzardo per quei tempi.

Un disco che racchiude tantissime perle e che saluta un Baglioni più maturo, sebbene all’epoca avesse solo 30 anni. In questi anni, l’analisi dei testi ha portato a definire le liriche contenute nell’album delle vere e proprie poesie. La prova è che ancora oggi i contenuti e la bellezza dei testi sono ancora attuali e moderni.

Non meraviglia conoscendo cosa poi è stato capace di produrre artisticamente in seguito: dall’album più venduto in Italia – “La Vita è adesso” – a “Oltre” – considerato uno degli album più importanti della Storia della Musica Leggera Italiana.

– Strada Facendo, canzoni e una piccola storia che continua

I tremila fortunati delle due serata per la Rassegna “Un’Estate da Re” hanno potuto assistere alla magia di un esperimento abbastanza insolito per i live di Claudio Baglioni.

La serata di sabato, minacciata da una leggera pioggia, ha visto l’esecuzione di vere e proprie chicche sia nella prima parte del concerto che nella seconda parte, risultando entrambe intense e di altissimo livello artistico.

Il palco, posizionato nell’atrio della reggia, ha accolto tutti in musicisti nella sua essenzialità nei colori e nei giochi di luce.

– E il Re torna in pista

Il giornalista Peppe Iannicelli ha aperto la serata sottolineando la grandezza professionale degli artisti presenti sul palco che si era espressa anche durante il sound check pomeridiano.

Tutti gli artisti hanno preso posto sul palco facendo notare presenze eccellenti, ma anche grandi assenti. Se le coriste di Baglioni sono a fianco del Coro di Salerno, mancano musicisti storici solitamente presenti durante i concerti del grande mago. Gli unici presenti sono in effetti: i maestri Danilo Minotti e Mario Guarini (al basso).

Da notare la presenza del grande Phil Palmer: un altro re della serata, un chitarrista di eccezione che rappresenta un’icona per chi ama la musica degli anni 80 e 90.

Lo spettacolo si apre con “Io Sono Qui”, una canzone contenuta nell’album omonimo e facente parte della famosa trilogia baglioniana degli anni 90.

Tutto ciò che segue è un excursus tra vecchi successi e recenti produzioni. Resta fuori praticamente un solo successo tra i 45 giri che è “Solo“; gli altri successi degli anni 70 vengono racchiusi in un medley suonato dallo stesso Baglioni al pianoforte.

Livelli altissimi si raggiungono durante l’esecuzione dell’intima “Fammi Andar Via”, una canzone che esprime sempre la sua intensità e che ha visto negli anni diversi arrangiamenti ed esecuzioni.

Dopo la corale “1000 giorni di te e di me”, la prima parte si chiude con l’immancabile “La vita è adesso”.

La vera chicca tra la prima e la seconda parte è stata l’esecuzione acustica di “Reginella Reginé” eseguita dal maestro Danilo Minotti alla chitarra classica. Un nuovo vestito che si aggiunge all’interpretazione magistrale del maestro Danilo Rea durante il tour di “Acustico” negli anni 2000.

“Il vero concerto inizia ora“, sottolinea lo stesso Baglioni dal palco

Ed è stato proprio così: rispettando pedissequamente l’ordine delle canzoni contenute nell’album di Strada Facendo, Claudio Baglioni imbraccia la chitarra per eseguire uno dei quattro inserti musicali che collegano nel disco le varie canzoni.

La cosa che risalta per prima è che non si tratta di riproporre solo un album storico: c’è molto di più. È un vero e proprio omaggio alla sua storia.

In questi anni, le canzoni contenute nel disco hanno visto varie esecuzioni live con relativi ri-arrangiamenti.

– Un omaggio che non tradisce le aspettative

Stavolta è stato come scrostare i vari strati di vernice che sono stati usati per colorare le melodie in questi decenni. I nuovi arrangiamenti lasciano spazio a quelli originali rivisti per l’occasione in chiave sinfonica.

Geoff Westley, che aveva curato l’album, ha voluto ridare lo stesso colore del 1981. Un’emozione carica di nostalgia e di ricordi indelebili che hanno invaso la platea che per magia si è ritrovata indietro nel tempo, magari al primo ascolto.

La vera chicca è stata l’esecuzione della coda orchestrale di “Fotografie”, mai eseguita dal vivo, e che in una location elegante e unica si è espressa nella sua regalità, suscitando lo stupore anche a chi non è avvezzo alle musiche di Claudio Baglioni.

Giovanni Baglioni, il filo rosso di una piccola storia che continua

Un piccolo balzo in avanti nel tempo è avvenuto grazie a Giovanni Baglioni, presente sul palco con la sua immancabile chitarra. Il talentuoso musicista si è espresso traducendo in chiave personale “E Adesso la pubblicità”, un’esecuzione tra virtuosismo e storia (anche sociale), un trait d’union tra passato e presente, il passaggio di testimonio da padre in figlio.

Giovanni Baglioni è accolto da un’ovazione dal pubblico che ormai conosce il valore aggiunto delle sue esecuzioni. È un musicista egregio con un suo repertorio musicale ricercato assolutamente non assimilabile alla musica del padre. Insieme hanno unito due stili musicali in un connubio perfetto, quando un giovane Claudio Baglioni scriveva magari a fianco del figlio appena nato. Ora, quelle stesse note, hanno rivissuto una nuova linfa e il figlio, all’epoca della composizione di soli tre anni, una volta cresciuto, riprende ciò che è un’eredità che va oltre la stessa arte. Oggi Giovanni Baglioni è un uomo capace di stare in piedi da solo, ma è innegabile il carisma, una dote molto presente in famiglia.

Chiusa la parentesi breve e intensa si è purtroppo giunti alla chiusura.

“Avrai” è una promessa

Se Giovanni Baglioni lascia fisicamente il palco, la sua essenza è ancora tra i musicisti: l’ultima canzone è proprio “Avrai”, il bellissimo regalo che Claudio Baglioni fece al momento della nascita di Giovanni, nel maggio del 1982.

Anche questa volta, Westley riparte dalla musica originale del brano che, con grande stupore, riesce ancora a emozionare, regalando quel brivido e la stessa bellezza che si provò quando il 45 giri uscì sul mercato dopo soli pochi giorni di lavorazione in uno studio inglese di Oxford.

Una canzone scritta di getto, sull’onda emotiva della nascita di Giovanni Baglioni, che negli anni è andata oltre l’omaggio di benvenuto al mondo del piccolo Giovanni e si è trasformata in un inno alla vita.

Dopo i saluti, il pubblico lascia il grande atrio della Reggia sulle note orchestrali di “Avrai” che costituivano il lato B, insieme al quinto inserto (non eseguito però durante il concerto).

Difficile trovare delle parole adatte a descrivere emozioni. Un fatto si può raccontare, un’emozione invece è come un libro aperto che non trova un punto conclusivo.

Sarebbe da chiedersi se non ci sia spazio per un documento video o un CD. L’esperienza è stata talmente bella che sarebbe un peccato se restasse nella memoria di pochi eletti.

Restano i visi accesi, la certezza di avere vissuto qualcosa di unico. Si va via con molta nostalgia, ma sicuramente più ricchi dentro e con una certezza: la musica non ha bisogno di orpelli esterni e di contorni.

Forse la parola più consona è “grazie”. Grazie per averci regalato un sogno, un’esperienza che rimarrà per sempre viva e che un giorno potremo rivivere attraverso le note e le notti che ci richiameranno sotto un altro palco.

Un altro tour è infatti alle porte e l’attesa ricomincia. Il Re ritroverà la musica come sua regina.

Di Annamaria Gnisci -19 Settembre 2022 – CalabriaMagnifica.IT


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