Viaggio Attraverso Le Vie dei Colori
...spada, fune e l’unica certezza che non molliamo mai
Viaggio Attraverso Le Vie dei Colori: spada, fune e l’unica certezza che non molliamo mai.

“Sotto ad una spada o su una fune”. È una di quelle immagini che non stanno lì per bellezza. Sono un avvertimento: o ti difendi, o ti equilibri. E in entrambi i casi, non puoi far finta di niente.
In questa tappa del Viaggio Attraverso Le vie dei colori Claudio non descrive un viaggio comodo, con tappe ordinate e souvenir prevedibili. Descrive un viaggio che somiglia a quando ti guardi dentro davvero: non trovi “risposte”, trovi corridoi. Non trovi “soluzioni”, trovi porte. E spesso non sai neanche dove portano.
Eppure, proprio qui sta il punto più raro: il protagonista parte sapendo che la strada potrebbe essere lunga, forse infinita. E soprattutto parte senza pretendere una direzione chiara. Accetta l’incertezza come prezzo d’ingresso.
1) La geografia dell’incertezza
Noi di solito facciamo il contrario: prima vogliamo la destinazione, poi ci concediamo il movimento.
“Quando capisco cosa diventerò, allora cambio.”
“Quando ho chiaro cosa voglio, allora parto.”
Solo che la vita non firma contratti. E allora l’alternativa diventa semplice e spietata: o resti fermo ad aspettare “certezze”, o impari a camminare anche senza cartelli.
In questa canzone, dire “non so dove sto andando” non è debolezza. È sincerità. È maturità. È scegliere di non mentirsi pur di sentirsi tranquilli.
2) Due miti, due bisogni: Far West e Graal
Poi arrivano due immagini potentissime, quasi incompatibili.
Il Far West è frontiera, istinto, sopravvivenza. È quel luogo interiore dove devi tenere “le dita vicine al grilletto”, cioè pronto a difenderti, a reagire, a non farti inghiottire. Ti chiede:
“Quanto sei disposto a proteggere la tua verità?”
Il Santo Graal, invece, non è un trofeo. È una rivelazione. Qualcosa che non “conquisti”, ma riconosci quando finalmente scendi nei sotterranei giusti. Ti chiede:
“Che cosa hai nascosto così bene da esserti diventato estraneo?”
E qui succede una cosa comune a tanti: cerchiamo il Graal fuori, come obiettivo, ruolo, persona, approvazione. Poi magari lo raggiungiamo e… resta quel vuoto. Perché il Graal vero, spesso, è un nodo interno: un dolore, una mancanza, una verità rimasta in cantina per anni.
Il Far West ti allena a stare in piedi. Il Graal ti costringe a guardarti negli occhi.
3) La spada e la fune: due paure che conosciamo tutti
La spada è il pericolo evidente, quello che ti mette alle strette.
La fune è il pericolo delicato, quello che ti chiede equilibrio costante.
Molti crolli non avvengono in un grande dramma. Avvengono su una fune: nella ripetizione, nelle piccole rinunce, nelle scelte fatte per “non complicarsi la vita”, nel tirare avanti senza ascoltarsi. Ecco perché questa canzone non parla solo di coraggio. Parla di tenuta.
4) La frase che ribalta tutto: partire perché ami
A questo punto arriva il paradosso più bello:
non si parte perché l’amore finisce. Si parte perché l’amore, per essere vero, chiede verità.
Ci sono amori che, se non ci ritroviamo, diventano richiesta di salvezza. E lì non stiamo più amando: stiamo chiedendo all’altro di colmare un buco che non vogliamo guardare.
Allora la partenza non è un tradimento. È una forma di rispetto.
Per sé, perché senza “sé” non c’è presenza.
Per l’altro, dato che non sei intero, anche il “ti amo” rischia di diventare un bisogno travestito.
5) L’unica certezza che resta: quella cosa a cui ci aggrappiamo
E qui arriviamo al punto più affilato, quello che nel video diventa una lente:
il protagonista accetta di non sapere dove va… ma sembra trattenere una sola certezza. Una sola.
Quella che non mette in discussione.
È una dinamica umanissima. Possiamo mollare tante idee, ma ne teniamo sempre una in tasca come talismano: una persona, un’immagine di noi, una promessa, un ricordo, un “io sono fatto così”.
E la domanda non è morale (giusto o sbagliato). La domanda è emotiva:
Quella certezza è una bussola o una catena?
Ti orienta o ti trattiene?
Ti sostiene o ti impedisce di cambiare davvero?
È qui che il viaggio diventa vero: nel conflitto tra abbandono e attaccamento.
Nel coraggio di dire “non lo so”… ma anche nella fatica di vedere cosa, invece, non vogliamo mollare neanche per sbaglio.
Quindi…
Qual è la tua “spada”? Il pericolo evidente che eviti di nominare.
Qual è la tua “fune”? La situazione delicata che ti chiede equilibrio continuo.
Qual è il tuo “Graal”? Non l’obiettivo esterno: la verità interna che temi di scoprire.
Continua con noi questo viaggio…
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