QPGA: Un flop (annunciato?)



Notizia inserita da: doremifasol in data 16/02/09 alle ore 14:32 Condividi   vista 4056 volte


Un flop (annunciato?)

Una pellicola che è uno strano miscuglio tra notazioni autobiografiche, teen-movie tradizionale e musical all’italiana. Il canovaccio seguito è quello dei testi dell’album del cantante, intorno ai quali ruota la vicenda del grande amore fra due adolescenti nell’Italia degli anni settanta.
Una sorta di Across the Universe all’italiana, dove la musica è si più laterale che non nel film incentrato sulla discografia dei Beatles, ma è altrettanto determinante per il fluire della storia e invasiva in quanto a presenza.
Operazione riuscita?
Decisamente no.Già dalle prime battute la pellicola sembra stentare. Il tentativo di riprodurre una manifestazione del movimento del ’68 si perde nel grottesco, nella caricatura di se stessa, in una carnevalata in cui bandiere gialle, verdi e viola si affiancano a quelle più sensatamente rosse che compaiono all’interno dell’inquadratura.
Ma il prosieguo della storia rivela proprio un’incapacità concreta di misurarsi con i canoni espressivi elementari e consolidati del film adolescenziale per come li ha costruiti e identificati la new wave mocciana.
Personaggi piatti e macchiettistici si inseriscono nel solco di una storia inverosimile, ai limiti del ridicolo, che stenta nel suo fluire, macchinoso, faticoso, privo di ritmo e di sensibilità cinematografica.
Non bastano una ragazza dai tratti delicati, quale può essere Mary Petruolo, e un giovane volto maschile che sembra una crasi perfetta tra la delicatezza di Kim Rossi Stuart e la mascolinità solare di Scamarcio, a costruire una storia degna di questo nome.
Regista e sceneggiatore si affannano nel tentare di imprimere vivacità e garbo al girato attraverso una lunga sequela di scene oniriche, che non fanno altro che stiracchiare le già lunghe due ore di film, non aggiungendo nulla alla storia e conferendo una sensazione di strumentale approssimazione al tutto.
Complessivamente la pellicola rimarrà sullo stomaco anche ai fan più accaniti del cantautore romano, poiché non riesce a nascondere quei tratti da auto esaltazione sterile e compiaciuta che snaturano la pellicola rendendola per lunghi tratti fastidiosa.
L’ampia concorrenza che troverà in questo periodo nelle sale potrebbe essere il colpo di grazia definitivo per le ambizioni cinematografiche del buon Baglioni.

Pietro Salvatori mail - Fonte


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Commenti degli utenti
Gigliola
Che aridità!e..che pena.. tipica dei giorni d'oggi..che si nutrono di violenza e di stupri.. Perchè non ricordare che esistono anche: la freschezza della sana gioventù, la pulizia dei veri sentimenti, la purezza dell'amore adolescente, il rispetto delle persone e delle cose, la spontaneità nei rapporti umani, valori in disuso, che non fanno rumore e quindi conviene ignorare e/o denigrare. Questo film dovrebbe essere proiettato nelle scuole medie..forse insegnerebbe qualcosa..se non altro uno spaccato di vita dei.. famigerati.. anni 70. Bravo Claudio..sei riuscito a rendere in immagini quello che ci avevi già raccontato con le tue canzoni nel CD QPGA, trovata nuova e geniale degna di te.

del resto solo noi Baglioniani sappiamo leggere tra le righe e apprezzare sfumature che non tutti sanno cogliere...peccato per loro
Jolly
Pienamente d'accordo con renato... Secondo me è proprio il genere che non piace ai critici...poteva essere da oscar e l'avrebbero criticato lo stesso... :-)
Renato
Senza voler giudicare il film, non mi sembra per ora che si possa parlare di flop, nei primi giorni è andato benissimo anche se per prudenza bisogna aspettare a dare giudizi definitivi, visto che in questi giorni si sta mobilitando tutto il popolo baglionaro. Comunque questo giudizio di Pietro salvatori in questo momento mi sembra sbagliato.
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