Stampa RIETI 30 Ottobre



Notizia inserita da: in data 31/10/06 alle ore 14:32 Condividi   vista 178 volte


Claudio Baglioni trascina 3000 reatini nel concerto di apertura del tour nazionale

di ENRICO BATTISTI
Che emozione il debutto di un tour come questo: la nostra, quella dei musicisti e quella di Claudio Baglioni, semplicemente unico.
Il look è cambiato dai tempi degi esordi, ma dietro la nuova veste si nasconde la grinta di sempre e quella passione che solo lui è capace di trasmettere a distanza di tanti anni dal debutto. L’energia, se ne sono accorti ieri sera i tremila reatini che mai avevano avuto la fortuna di ascoltarlo qui in Sabina, è quella di un ventenne e la voglia di rimettersi in gioco pure. E finalmente lo possiamo dire: «Tutti qui» il nuovo tour di Claudio Baglioni è partito. Usiamo di proposito questo verbo perché il cantautore romano ha letteralmente messo in moto il palco per introdurre la canzone che dà il titolo al tour. Poco dopo le 21, il potente impianto di amplificazione a 360 gradi ha fatto rimbombare nelle orecchie del pubblico già in delirio il rumore di un grande jet al decollo. Non poteva insomma cominciare nella maniera migliore, con un PalaSojourner stracolmo di fans che hanno cantato dalla prima all’ultima delle canzoni proposte da Baglioni.
Tre ore di grande musica con una selezione, si fa per dire perchè alla fine sono 59 canzoni (ripetiamo 59) tratte dalla raccolta Tutti qui. Il cantautore si è anche concesso cinque viaggi nel tempo con altrettante medley composte in maniera differente. Particolari di questi mosaici, il tuono di un aereo a reazione a scandirne l’inizio e la fine, e i tanti monitor sparsi sul palco a trasmettere immagini della terra (deserto, fiumi, laghi) senza tempo. La produzione del nuovo tour di Claudio Baglioni è, come sempre, di grande effetto scenico oltre che musicale, con un megapalco che occupa e occuperà i parquet dei palasport di tutta Italia. La scenografia è in divenire con i musicisti che si spostano da un’area all’altra del palco al centro del quale c’è sempre lui. A livelli internazionali la band, capeggiata dal fedele chitarrista Paolo Gianolio, con una capacità polistrumentistica senza uguali. Come quando in Avrai si è trasformata in un quartetto d’archi classico. Giochi di luce e giochi di colore accompagnano costantemente la performance dell’artista capace di ridare ai suoi brani più datati la freschezza di quelli più attuali. Belle le rivisitazioni di Poster e di Sabato pomeriggio. E ancora una volta, anche grazie al palco in quadrifonia, il pubblico è stato rapito dall’energia, dolce e forte, di Baglioni che ha annuito ancora pià felice quando ha visto lo striscione ”Posta, ’57: il tour inizia qui”, omaggio degli abitanti del paese dove Baglioni ha trascorsi alcuni anni dell’infanzia.
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LA LUNGA ATTESA
Fans attorno al palasport fin dalla mattina
di VALENTINO ROSSETTI
«Dove le parole finiscono, inizia la musica», ha scritto il poeta tedesco Heine Heinrich. E ieri sera, per tutti i reatini che sono andati al primo concerto di Claudio Baglioni è stato proprio così: sono entrati verso le 19.30 all'apertura dei cancelli e appena è iniziato lo spettacolo hanno dimenticato tutto il resto. Senza dire più una parola, o meglio, cantando le parole delle canzoni del cantautore. Erano in tanti ieri ad attendere il concerto con cui Baglioni ha aperto il suo tour nazionale "Tutti qui". E in tanti sono stati in fibrillazione, davanti ai cancelli, ad aspettare l'apertura. Alcuni anche per tutto il pomeriggio. «Non vedo l'ora. Che te devo dì», ha esclamato Lucia, una signora tra le prime ad arrivare. «Questa è la quarta volta che vedo Claudio, è bellissimo. Per lui tradirei anche mio marito» ha invece scherzato un'altra signora, Simona, 55 anni. «Sono venuta a vederlo perché le sue canzoni mi ricordano un sacco di cose» ha spiegato una ragazza, insieme ad altre due amiche, che hanno piantonato l'ingresso dalle 15, «e poi perché lo ascolto da quando ero bambina. Quando mia madre ha saputo che andavo al concerto di Baglioni voleva rubarmi il biglietto». La mamma di Simona, se non si darà per vinta, potrà ancora sperare di vedere Baglioni questa sera, visto che gli ultimissimi biglietti, lasciati ancora disponibili su esplicita richiesta del cantante, sono disponibili questa mattina solo da Maistrello Musica in via dei Tigli 1 e nel pomeriggio presso il botteghino di fronte al PalaSojourner. Sarà l'ultimo giorno di Baglioni a Rieti, anche se il cantante ha manifestato la volontà di tornare nella seconda fase della tournée che durerà in tutto due mesi, perché «non c'è mai fine al viaggio anche se un sogno cade», come dice nella sua "La vita è adesso". «Per ora è andato tutto alla perfezione - ha detto il promoter dei concerti Riccardo Carotenuto - anche per domani (oggi,ndr) si preannuncia uno spettacolo di alto livello con un PalaSojourner tutto esaurito». Mentre gli esercizi commerciali, in particolar modo alberghi, ristoranti e bar, ringraziano grazie agli incassi assai maggiorati di questi giorni.
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Fonte IL TEMPO >>>
Grande successo ieri sera per Claudio Baglioni al PalaSojourner di Rieti.
Pienone al palazzetto per la prima del tour «Tutti qui» del celebre cantautore romano. Oltre tre ore di spettacolo ed emozioni forti. Cantati tutti i brani della sua lunga carriera: quarant’anni di successi. Entrata trionfale la sua, da attore navigato, mentre attacca la prima canzone per Rieti: "Tutti qui". Dalla curva si alzano gli striscioni fatti in casa: "Posta ti saluta e ti aspetta", un amarcord che scivola sulle note di tanti altri successi. Uno dopo l'altro. Tocca a "Strada facendo", "Avrai" ed ad un medley con i superclassici "Porta Portese", "Signora Lia" e "A modo mio". In un attimo si arriva a metà concerto. Cla udio Baglioni ha infilato uno dopo l'altro i suoi successi, quelli che hanno segnato la storia della musica leggera italiana. Dal palco ha incantato senza avere bisogno di dialogare con il pubblico. Nessuna parola che non sia stata musica e note. E stasera alle 21 si replica
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Vip in tribuna
Pubblico in delirio Un’apoteosi
Fonte IL TEMPO >>>
«MA è tutto vero? Stiamo al concerto di Baglioni? E mica ce credo». Pamela arriva da Roma per il concerto di Claudio Baglioni. «Non è mica la prima volta che vado al suo concerto, però che vuoi, ogni volta è come la prima. Non smetterei mai di sentirlo. E quando arriverà anche a Roma, io ci sarò ancora». Ventidue anni ed una passione sfrenata per lui. Dalla tribuna canta parola dopo parola tutte le canzoni. Le conosce tutte a memoria. Lei come tantissimi altri fan. Tante generazioni riunite anche stavolta in una unica serata che ha messo insieme passato e presente dell'Italia. A sentir cantare Baglioni ci sono intere famiglie, studenti nell'anno della maturità, fidanzati che si ritrovano nei versi di canzoni inossidabili. «È tutto così strepitoso - dice Emanuele, 36 anni reatino - Io ho comprato due biglietti: stasera sono venuto da solo, domani faccio il bis insieme agli amici. Lo trovo sensazionale, racconta storie e passioni di tutti». In mezzo alle storie di Pamela e di Emanuele, si incrociano quelle di tanti fan, di curiosi, di appassionati della musica di Baglioni. «Un concerto fantastico - dice Carlo, 41 anni alla prima insieme al fratello e a un amico - Lo trovo sublime. Ma non mi fare più domande. Sono troppo concentrato e se ti rispondo rischio di perdere qualcosa. E quando mi ricapita un'occasione come questa». Già il dopo Rieti. Dal parterre dei vip dall'inizio fino all'ultimo brano c'è stato il presidente della Provincia Melilli e l'assessore alla Cultura Giuseppe Rinaldi. Insieme a gustarsi questo successo. Scontato quando si tratta di Baglioni. Un po' meno per Rieti. Ale. Pas.

Spettacolo tra brividi ed emozioni
Fonte IL TEMPO >>>
di ALESSANDRA PASQUALOTTO È STATO il Baglioni Day, ma anche quello di Rieti che per la prima volta collauda le sue potenzialità e regala la prima di un tour nazionale griffato da uno dei più amati cantanti italiani. Ed è per Claudio Baglioni, ieri sera in un Palasojourner rivoluzionato negli allestimenti, nelle luci, nei suoni, nelle emozioni, per la tappa numero uno del suo "Tutti qui", che Rieti insieme a tanti fan di tante città italiane, regala un tutto esaurito da brividi. Fuori dai cancelli la gente ha aspettato due ore prima del concerto. Ma per entrare è stato possibile appena mezz'ora prima del concerto per una macchina organizzativa che ad un certo punto si è inceppata. Molti sono arrivati in macchina, molti in camper, altri a piedi. Ad un certo punto, e forse come era nelle previsioni della vigilia, è arrivato lo stop definitivo per televisioni e fotografi. Per i primi non se ne parla più di filmare il concerto, mentre ai secondi è concesso solamente qualche scatto alvolo per le prime due canzoni della serata. Poi tutti fuori per lasciare da parte i ferri del mestiere. Colpa della prima. Alle 21.10 in punto, in mezzo alle luci imponenti, ad un palco che arriva fino all'ex rettangolo di gioco, dove sotto i canestri c'è il parterre destinato a quelli che del concerto e di Baglioni non vogliono perdere né una nota né una mossa, Baglioni si è presentato. Entrata trionfale la sua, da attore navigato, mentre attacca la prima canzone per Rieti: "Tutti qui". Dalla curva si alzano gli striscioni fatti in casa: "Posta ti saluta e ti aspetta", un amarcord che scivola sulle note di tanti altri successi. Uno dopo l'altro. Tocca a "Strada facendo", "Avrai" ed ad un medley con i superclassici "Porta Portese", "Signora Lia" e "A modo mio". In un attimo si arriva a metà concerto. Claudio Baglioni ha infilato uno dopo l'altro i suoi successi, quelli che hanno segnato la storia della musica leggera italiana. Dal palco ha incantato senza avere bisogno di dialogare con il pubblico. Nessuna parola che non sia stata musica e note. Solo canzoni, versi di poesie che generazioni e generazioni recitano oramai a memoria. Due ore e passa senza pause. Il pubblico partecipa fino alla fine, esausto come non è lo neppure Baglioni dopo il concerto. «Uno spettacolo totale - dice all'uscita Carlo - Per intensità, per voce, per scenografia. Baglioni mobilita i sentimenti primitivi. E' uno psicofarmaco collettivo. E' il cantore dell'amore puro. Il mio educatore sentimentale». Emozioni che hanno segnato il Palasojouner. Ma per Rieti il tempo delle emozioni non è ancora finito. Stasera, alle 21 in punto, il tour di Baglioni riparte ancora da qui.

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Il ricordo del paese e l’amicizia con Carolina
Fonte IL TEMPO >>>
di VINCENZO COLANDREA
POSTA — La presenza di Claudio Baglioni a Rieti ha suscitato a Posta un vespaio di discussioni, amare e no. Motivo? Il cantante ha trascorso circa tre anni della sua prima infanzia proprio qui, a Posta, tra il 1956 e il 1958 dove suo padre Riccardo, sottufficiale dell’Arma Benemerita, aveva assunto il comando della stazione carabinieri. Le prime, piccole amicizie di Claudio furono quelle con i bambini della famiglia di Carolina Rufini, vicina di casa, della quale la madre Silvia era amica stimata e benvoluta. Un’amicizia che il tempo non ha nemmeno scalfito. È tuttora fortemente sentita sì da mantenere vivo il legame con Posta anche se attualmente Carolina si è trasferita ad Antrodoco dove gestisce il rinomato bar «Rendez Vous». Sovente Baglioni si reca nel locale per una visita alla cara amica di famiglia. Come dimenticare Posta, dunque? Cosi l’artista si è espresso in un’intervista rievocando anche ricordi lontani quando transitava lungo le maestose gole del Velino a Sigillo. A Posta Baglioni ebbe anche i primi rudimenti del sapere. All’età di cinque anni, non potendo ancora accedere alla scuola elementare, fu affidato dai genitori alle cure di una maestra del luogo, ormai scomparsa, per acquisire la preparazione necessaria ad accedere alla seconda classe. In virtù delle sue doti canore, nel 1957 gli si offrì l’opportunità di apparire alla ribalta durante i veglioni di carnevale. In piedi su un tavolino cantò la famosa "Casetta in Canada” accompagnato da una locale orchestrina. Meravigliosi furono i riconoscimenti del talento di un bambino teneramente conclamato prodigioso. Lo ricordano ancora a Posta, commossi, gli ultrasessantenni cosi come ricordano anche il profondo rammarico per il trasferimento altrove della famiglia dovuto ad impegni di servizio del padre. Claudio andò via nel rimpianto generale. Un rammarico che si sta ripetendo in un vespaio di censure, per l’indifferenza che da Posta è stata riservata alla circostanza della presenza di Claudio Baglioni a Rieti. Non sarebbe stato il caso di essere presenti all’evento in qualche modo? L’assenza istituzionale è stata rimpiazzata dall’euforia dei fans di Posta. Ieri sera al PalaSojourner il paese del "primo concerto” lo ha salutato con uno striscione durante il suo ennesimo concerto, ringraziandolo per averlo lui stesso ricordato.

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