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Claudio Baglioni – Emozioni ieri al Regio

Claudio Baglioni «Dodici note solo»
per un grande uomo di spettacolo

Emozioni ieri al Regio per l’artista al piano, canzoni che arrivano al cuore

Claudio Baglioni ha sempre fatto storia a sé: cantautore distante dal mondo dei cantautori, innovativo showman che realizzava concerti all’avanguardia riconosciuti e premiati anche fuori dall’Italia (nel 1991, la rivista inglese Billboard ha premiato il «Oltre una bellissima notte» come Miglior concerto dell’anno nel mondo), artista capace di muoversi con disinvoltura anche in televisione con numerosi spettacoli fino ad arrivare alla direzione artistica e alla conduzione del Festival di Sanremo nel 2018 e nel 2019.

E giusto lo scorso mese di dicembre la conduzione dello spettacolo di Canale 5 «Uà- Uomo di varie eta».

In mezzo a tutto questo, concerti benefici a Lampedusa dal titolo «O’ Scià».

Tutte queste esperienze gli permettono di essere sempre a suo agio e di potersi esibire in qualsiasi situazione e allestimento.

Con il suo nuovo tour «Dodici note solo» ha scelto di presentarsi sui palchi dei teatri italiani solo con un pianoforte e, dopo l’esordio di lunedì al Teatro dell’Opera di Roma, ieri sera è tornato sul palco del Teatro Regio nel secondo di oltre 50 concerti previsti.

Sono pochi gli artisti che hanno deciso, anche con coraggio, di partire con un tour al chiuso così lungo, strutturato e articolato, soprattutto per i tanti vincoli imposti al pubblico a partire dall’obbligo di indossare la mascherina ffp2 per tutto il concerto.

E visto che il coraggio va sempre premiato, il pubblico di Parma ha risposto riempiendo il Teatro Regio per quanto possibile.

Baglioni ha ricambiato con la passione delle note e delle parole, in costante alternanza per costruire uno spettacolo di canzoni e ricordi. L’ironia nel saluto iniziale non ha nascosto la felicità di esserci, sul quel palco:

«Mi chiamo Claudio e non faccio concerti da tre anni, come dicono nei film. Ho voluto questo concerto (“Anche noi”, grida qualcuno dalla platea) nella forma più semplice e colloquiale: ci sono io da solo, con tre pianoforti come se fossero tre caravelle che ci portano verso quell’America che è la musica».

E passando da un piano all’altro, unici elementi scenici oltre a qualche semplice luce, ha ripercorso più di 50 anni di musica, di carriera, di vita con le canzoni a fare da commento, a dare vita e vibrazione alle parole.

Il suo è stato un percorso alla ricerca del tempo, quello ormai passato dei sogni e delle esperienze e quello futuro comunque ancora tutto da scrivere.

E il presente?

Il presente è l’istante fermato dalle canzoni, quelle dell’ultimo disco («In questa storia che è la mia», del 2020) quelle che ne hanno fatto uno dei cantanti più amati, da «Strada facendo» a «Fotografie», dall’immortale «Questo piccolo grande amore» fino a «La vita adesso».

Che in questa versione semplice hanno ancora una volta rivelato la loro natura e dimostrato, se mai ce ne fosse stato bisogno, le doti di un grande uomo di spettacolo come Claudio Baglioni.

Pierangelo Pettenati per la Gazzetta di Parma

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