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Claudio Baglioni: note di scienza

Claudio Baglioni, noto cantautore Romano, ha conquistato e continua a conquistare il cuore di molti italiani, e non solo, con le sue note, con le sue parole e con le sue canzoni. Baglioni mi ha conquistato nel lontano 1992, quando io avevo appena sei anni: il mio viaggio insieme al grande mago è iniziato con l’ascolto di una sua raccolta di Grandi successi comprata da mia madre in un centro commerciale. Da allora non ho mai smesso di seguirlo.

Pensando a Baglioni non si possono non ricordare le sue melodie più famose, a partire dai primi successi, Amore Bello, Sabato Pomeriggio, E tu come stai, passando per Strada facendo, Avrai, La vita è adesso, Mille giorni di te e di me…. l’elenco sarebbe infinito. Baglioni oltre che per le sue canzoni d’amore va sicuramente ricordato anche per le sue opere più ricercate dove affronta temi più profondi, si pensi a canzoni come Le ragazze dell’est, Male di me, Naso di Falco, L’Africa ti chiama, Nel sole nel sale del sud, per non citare che gli esempi più significativi.

Non tutti sanno però che le sue opere sono anche spunto per riflettere su alcune curiosità scientifiche. Ho scelto tre frammenti tra le sue canzoni che mi permettono di parlarvi di questioni scientifiche, alcune delle quali ancora oggetto di studio e interesse attuali.

 
“Quante stelle ha il cielo
File di miliardi
Su ogni parallelo
E noi le vediamo troppo tardi

 

Perché noi vediamo le stelle troppo tardi??? Che cosa ci impedisce di vedere una stella in tempo reale?
 
Ricordiamo che una stella è un corpo celeste che brilla di luce propria. La stella maggiormente visibile dal nostro pianeta, nonché la più vicina in assoluto, è il Sole: esso occupa la parte centrale del nostro sistema solare e si trova a una distanza media di 150 milioni di km dalla Terra; la sua vicinanza fa sì che sul nostro pianeta arrivi una quantità di luce tale che, nell’emisfero in cui esso è visibile, le altre stelle sono oscurate. Di notte invece, ad occhio nudo è possibile scorgere, con condizioni atmosferiche ottimali, fino a circa 3500 stelle, a seconda del luogo e del periodo di osservazione. Gran parte delle stelle ha un’età compresa tra 1 e 10 miliardi di anni. Vi sono stelle che però hanno età prossime a quella dell’Universo (13,7 miliardi di anni): la stella più vecchia conosciuta ha un’età stimata di 13,2 miliardi di anni. A causa della grande distanza dalla Terra, tutte le stelle, eccetto il Sole, appaiono all’occhio umano come dei minuscoli punti brillanti nel cielo notturno. Il motivo per cui noi vediamo le stelle troppo tardi è legato al fatto che la luce emessa dalle stelle impiega del tempo per giungere fino alla terra. Ad esempio la luce impiega circa 8 minuti per giungere dal sole fino alla terra. Questo significa che quando noi guardiamo il tramonto, di fatto il sole è già tramontato da 8 minuti; quando guardiamo il sole in una determinata posizione, di fatto il sole non si trova li dove noi lo vediamo ma si trovava in quella posizione esattamente 8 minuti e 19,8 secondi prima. La stella Proxima Centauri si trova a 39,9 bilioni di chilometri dalla Terra; per avere l’idea di una simile distanza, se si intraprendesse un viaggio interstellare verso Proxima alla velocità orbitale dello Space Shuttle (circa 30 000 km/h), si giungerebbe a destinazione dopo almeno 150 000 anni. La luce che parte da questa stella giunge sulla terra dopo circa 4 anni, quindi quando in una notte stellata noi guardiamo la proxima centauri di fatto stiamo osservando come questa stella brillava 4 anni fa. Pensate che se volessimo fare un modellino in scala, usando come Terra una pallina di 1 cm di diametro, dovremmo posizionare la Luna a circa 30 cm di distanza e Proxima Centauri a 40000 km. Il doppio della distanza che separa l’Italia dall’Australia. La più vicina galassia di grandi dimensioni, la galassia Andromeda, si trova ad una distanza di circa 2 milioni di anni luce, quindi l’immagine di questa galassia che noi osserviamo è in realtà una istantanea che ha immortalato la galassia così come era circa 2 milioni di anni fa. Si pensi che nel cielo stellato noi vediamo stelle che in realtà oggi non esistono più. Passiamo ora ad una nuova strofa per discutere di una nuova curiosità.  
 
“Se sapessi un dì 
innamorarmi di quelli che 
non ama nessuno 
se potessi portarli lì 
dove il vento dorme, 
se crescesse acqua dalla luna.”
 
 
Perché dovrebbe crescere l’acqua dalla luna??? Sulla luna c’è o non c’è acqua??? Ovvero: è possibile vivere sulla luna? La Luna è l’unico satellite naturale della Terra. La faccia della Luna rivolta in direzione opposta alla Terra è nota anche con il nome di faccia lontana. La maggior parte della faccia lontana non può essere vista dalla Terra, perché la rivoluzione della Luna attorno alla Terra e la rotazione attorno al suo asse hanno lo stesso periodo, cioè la Luna è in rotazione sincrona con la Terra. Quindi noi vediamo sempre la stessa faccia lunare. La Luna per gran parte della sua storia antica è stata bombardata da asteroidi e comete, molte delle quali ricche d’acqua. L’energia della luce solare divide la maggior parte di quest’acqua nei suoi elementi costituenti, idrogeno ed ossigeno, di cui la maggior parte si disperde immediatamente nello spazio. La comunità scientifica si è interrogata a lungo sulla presenza di acqua sulla Luna e recentemente è stato ipotizzato che quantità significative di acqua possono rimanere sulla Luna, in superficie o inglobate nella crosta. Questa ipotesi ha successivamente trovato conferma. Infatti il 13 novembre 2009, la NASA ha annunciato che, in seguito ad un’analisi preliminare dei dati raccolti durante la missione di LCROSS, è stata confermata la presenza di depositi di ghiaccio d’acqua nei pressi del Polo Sud lunare. ll satellite Lcross è stato lanciato il 18 giugno 2009, insieme al Lunar Reconnaissance Orbiter. Dopo aver orbitato per 113 giorni e quasi 9 milioni di chilometri, il satellite ha sparato il razzo Centaur contro la superficie lunare. Il satellite ha raccolto quattro minuti di dati sugli effetti dell’impatto prima di schiantarsi esso stesso sulla Luna. <<Era pensabile che si sarebbe arrivati a una scoperta del genere , ma le ricerche andavano fatte in regioni protette dal sole – spiega Margherita Hack – Mentre di notte la temperatura sulla Luna è di meno 100 gradi, di giorno arriva anche a più 100. Ragione per la quale in crateri esposti al sole il ghiaccio si sarebbe inevitabilmente sciolto. L’acqua è fondamentale per gli astronauti e potrebbe permettere permanenze di lungo periodo >>. L’acqua (sotto forma di ghiaccio) potrà in futuro essere estratta e quindi divisa in idrogeno ed ossigeno da generatori ad energia solare. Uno studio recente (maggio 2011) condotto dalla NASA ha evidenziato che la percentuale di acqua presente nella Luna potrebbe essere simile a quella terrestre. Quindi di fatto sulla luna l’acqua è presente sotto forma di ghiaccio.

 

“Ma ti giuro che
Io sarò qualcuno
E gridero al futuro
Il vento che c’è in me
Com’è vero che
C’è più tra zero e uno
Che non tra uno e cento

 

 
Cerchiamo ora di capire quale curiosità matematica  si nasconde in queste ultime righe. A tutti voi se chiedessi di contare il numero di elementi dell’insieme {1,2,3,4,5}, sorgerebbe spontanea la risposta: il numero di elementi di questo insieme è 5. Anche un bambino di prima elementare risponderebbe senza esitare. Possiamo considerare anche un insieme con più elementi, ad esempio {Q,W,E,R,T,Y,U,I,O,P,A,S,D,F,G,H,L,Z,X,C,V,B,N,M,1,21,34,65,22,99,85,*,+,33,4,7}, e con un po’ di pazienza, si riesce a contare il numero dei suoi elementi. Ma se consideriamo l’insieme di tutti i numeri reali compresi tra zero e uno, cioè l’insieme che in matematica si indica con (0,1), siamo in grado di contare tutti i suoi elementi con la stessa semplicità? E se consideriamo l’insieme di tutti i numeri reali compresi tra uno e cento, cioè l’insieme (1,100), sappiamo contare il numero dei suoi elementi? Proviamo a contarli insieme: dobbiamo considerare il numero 1, poi 1,1 – poi 1,01 – poi 1,001 – poi 1,001 – poi 1,0001 – poi 1,00001 – poi 1,000001 – poi 1,0000001 – poi 1,00000001 – poi 1,000000001 – poi 1,0000000001 – poi 1,00000000001 – poi 1,000000000001 – poi 1,0000000000001 etc… capite bene che l’impresa è tutt’altro che facile. Il problema sta nel fatto che, mentre gli insieme considerati inizialmente contengono un numero finito di elementi, gli insiemi menzionati da Baglioni, sono insiemi infiniti. Tra gli insiemi infiniti, inoltre, esistono insiemi dove, in qualche modo, siamo in grado di contare uno per uno i suoi elementi, e questo capita ad esempio se consideriamo l’insieme di tutti i numeri naturali cioè l’insieme formato da tutti i numeri {0,1,2,3,4…..}; ma non con tutti gli insiemi infiniti questo è possibile. Gli insiemi (0,1) e (1,100) fanno parte di questa seconda categoria. È il matematico Cantor ad aver dimostrato quanto affermato, tramite il secondo procedimento diagonale. In tal caso si parla di cardinalità di un insieme e non di numero di elementi di tale insieme, perché di fatto non siamo in grado di contare uno per uno i suoi elementi. Quindi anche se passassimo tutta la nostra vita a contare tutti i numeri compresi tra zero e uno non arriveremo mai alla fine.
 
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The Godfather

The Godfather [Il Padrino] - Dietro questo nickname si cela il nostro fondatore e amministratore unico TONY ASSANTE, più grigio ma MAI domo. Il logo (lo chiedono in molti) è il simbolo dei FANS di Elvis Presley (Cercate il significato in rete).

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