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Walter Savelli ci racconta Claudio Baglioni

di Claudio Donato

“E’ un genio. Ha un rispetto totale per il pubblico. La sua sensibilità è immensa”

Con il maestro Walter Savelli, storico musicista di Claudio Baglioni, dal 1978 al 2007, abbiamo deciso di entrare nel mondo di Claudio. Lo abbiamo fatto attraverso aneddoti, curiosità e particolari che solo il M° Savelli poteva fornirci. Buona lettura.

Caro Walter, ritrovarti è sempre una grande emozione. Stavolta siamo qui per parlare di un mito della nostra musica, dato che Claudio Baglioni rappresenta un pezzo di storia importantissimo della nostra canzone. Con te voglio provare a cogliere l’aspetto più emozionale di Claudio. Per quasi 30 anni hai collaborato con lui. Per te è un amico e un fratello. Iniziamo dallo stato d’animo che pervade Claudio prima di salire sul palco?

“La sensazione che si prova prima di un concerto è qualcosa che umanamente ti tocca sempre. L’esperienza decennale ha portato Claudio ad affrontare tranquillamente ogni concerto, ma ogni live è sempre un’esperienza entusiasmante. Dopo 50 anni di carriera, Baglioni riesce a vivere in maniera più tranquilla certi momenti. È anche normale che negli anni Ottanta era un po’ diverso, c’era un grande tumulto di emozioni, non che adesso non sia così, ma tutto si riesce a gestire in modo diverso. L’emozione non deve mai mancare e Claudio ne ha ancora tanta, altrimenti non potrebbe più fare questo lavoro. Non si va davanti a 50.000 persone scherzando o ridendo, ma si va con un’emozione di gioia”.

Vi siete confrontati sicuramente su varie partiture, ci saranno stati scambi di opinioni e forse differenti vedute dal punto di vista di un ragionamento melodico o armonico. Qual è l’approccio di Claudio durante la stesura di un brano?

“Che bella domanda. Ti faccio un esempio, caro Claudio, che ti fa capire quale sia l’approccio di Baglioni nei confronti del suo lavoro. Considera che “Mille giorni di te e di me” è un brano che è uscito dopo 13 anni. Ho ascoltato il primo spunto, così si dice in gergo musicale, che consiste nella prima idea di un brano, formata da otto battute di una linea melodica e armonica. Se lo ‘spunto’ piace si comincia a lavorare sullo sviluppo del brano. Ho ascoltato queste otto battute nel 1978. Ero a casa di Baglioni con la mia band chiamata “Extra”, che Claudio produceva da poche settimane. Ci invitò per un aperitivo e mi fece ascoltare la primissima frase di “Mille giorni di te e di me” che all’epoca si chiamava “Anni 60”. Ogni volta che uno di noi crea uno spunto o frase musicale, gli assegna un nome. Da quel giorno ho vissuto accanto a Claudio l’evoluzione di questo brano. Nel 1984 la canzone era quasi completa ma non ancora definita. Utilizzammo il brano per un provino con Barbara Streisand, poiché la “Cbs” nazionale stava cercando belle canzoni per Barbara. Poi, nonostante il gradimento, fu scelto un altro brano. Quindi si arrivò al 1990. Claudio mi disse di cambiare l’introduzione perchè quella che aveva non gli piaceva più. Tutto qui (ride ndr)”.

Claudio, correggimi se sbaglio, ha una qualità rarissima, che è quella, in una frazione di secondi infinitesima, di riuscire a prendere una quantità di fiato necessaria per poi distribuirla come pochi. Sbaglio?

“Sei un attento osservatore, non sbagli. Ha questa grande qualità che gli consente di tenere la nota lunga. In più ha una cassa toracica evoluta dal punto di vista della conformazione. C’è da dire che Claudio ha fatto anche tanto sport”.

Ti piace particolarmente un termine: accordi imprevedibili e aggiungerei anche note imprendibili. Qual è la nota più imprendibile che Claudio ha preso?

“E’ sempre un piacere parlare di argomenti tecnici con te. L’accordo imprevedibile non è altro che un accordo che non pensi possa arrivare in quel determinato momento. Claudio riesce ad inserire molto bene questi accordi, che ho spiegato anche nel mio libro, anche se non è il caso di entrare troppo nel tecnico. Si tratta di un accordo che ti apre il cuore. Armonicamente Baglioni è un genio. Secondo me la nota più alta, parliamo di quando era nel suo miglior periodo, ma vale per tutti, è un “do”, che è quasi una nota che solitamente prende una cantante femminile. Per un cantante maschio si tratta di una nota altissima perchè devi considerare che la nota media, che è nelle corde di un cantante, solitamente è un “sol” o “la bemolle”. Prendere un “si bemolle”, a quei tempi, per Claudio era normalissimo. C’è anche una nota più alta che Claudio ha preso nel brano “Ti amo ancora”. Spesso ci si chiede perché Claudio tenda a prendere note così alte. Posso garantirti che non è assolutamente per dimostrare qualcosa agli altri, ma semplicemente per una pura e personale sperimentazione”.

Una dote umana che riconosci a Baglioni?

“Qui mi metti in difficoltà. Conosco bene Claudio e la sua dote umana è il rispetto totale verso il pubblico. Lui sarebbe capace di cantare anche con la febbre. Prima di rimandare un concerto è il tipo che si taglierebbe in quattro. Soffre tantissimo prima di prendere una decisione del genere. Lui si immedesima nel suo pubblico, ne apprezza i sacrifici per comprare un biglietto ed i chilometri percorsi per venirlo ad ascoltare. È una persona meravigliosa. Per il pubblico farebbe di tutto. Come persona è dolcissimo e con una sensibilità immensa. E’ molto divertente. Ti confesso che, pur essendo molto amici, ci sentiamo una volta ogni tanto. Mi manda dei messaggi su Whatsapp alle 3 del mattino. In quel momento mi accorgo subito che è lui. Le prime volte mia moglie si preoccupava (Walter sorride ndr) ma io la tranquillizzavo e le dicevo che si trattava di Claudio. E’ una persona onesta, colta e deontologicamente perfetto. Se lo conosceste al di fuori del lavoro lo apprezzereste ancora di più”.

Se ne sei a conoscenza, ci dici se c’è un brano che Claudio ha particolarmente a cuore?

“Lui non scrive tanto per farlo. Penso a “Farmi andar via”, un gioiello. E’ una sorta di perfezione per quanto riguarda arrangiamenti, melodia, testo. Quel brano è talmente evoluto dal punto di vista armonico che è difficilissimo da memorizzare. Ha delle progressioni armoniche incredibili. Un capolavoro. Ancora oggi mi commuovo quando lo ascolto. Altri due brani che Claudio ama sono “Stelle di stelle” perchè coinvolgeva Mia Martini, alla quale Claudio era molto affezionato”, e “Io dal mare”, brano che comprende la partecipazione del grande Pino Daniele”.

Mi hanno chiesto in tanti come nasce l’assolo di “Via”.

“Caro Claudio, vai a ricercare momenti particolarissimi. Anche io me lo chiedo e mi maledico (sorride ndr). Stiamo parlando del 1988, in occasione del famoso e drammatico concerto di Torino per “Amnesty International”. C’erano tantissimi grandi della musica, da Sting a Peter Gabriel, Bruce Springsteen e altri miti. Eravamo in un contesto che avrebbe visto l’ esibizione di vari gruppi tra cui il nostro. Durante le prove c’erano miti della musica come Jerry Marotta alla batteria e Tony Levin al basso. Era la prima volta che incontravamo questi ‘mostri’sacri. A un certo punto, Claudio mi chiese di trovare un assolo per “Via”. Non era come prendere un caffè e soprattutto non avevamo tanto tempo. Non mi restò che saltare il pranzo. In quelle due ore di pausa rimasi in studio per cercare di trovare qualcosa. Mi venne questa idea che feci ascoltare a Claudio. Alla fine del pezzo mi abbracciò”.

Claudio sapeva che potevi fare una cosa del genere.

“Ti ringrazio per la fiducia, non ero sicuro di creare una cosa del genere. Mi sono accorto dopo di aver creato un assolo incredibile. Me lo hai fatto notare tu stesso, definendolo un assolo da inserire nel patrimonio dell’ Unesco”.

In conclusione, ti chiedo se nascerà o vedi in giro un nuovo Claudio?

“Domanda che mi crea un certo imbarazzo, ma ti rispondo con estrema franchezza. Potrei sembrare di parte, ma sono un professionista e te lo dico in maniera obiettiva, senza farmi coinvolgere dall’emotività. Mi piace molto Ultimo, ma ci sono altri che sono bravi. E’ un tipo di musica diversa ma non posso dimenticare Mengoni. Dal punto di vista della completezza con Baglioni si deve fare un discorso diverso. Lui è un artista che canta, compone, suona bene. Ha tutto. E’ decisamente un fuoriclasse della musica. Il Maradona della canzone. Claudio resta il top. Ha una conoscenza totale del suo lavoro. Siamo di fronte a dei geni. Come lui ne nasce uno ogni tantissimi anni. Per conoscerlo attentamente bisogna ascoltare la sua musica, vederlo dal vivo. Se sei onesto, poi, può non piacerti il genere musicale, ma non puoi mettere in dubbio le sue grandi doti”.

Claudio Donato

The Godfather

The Godfather [Il Padrino] - Dietro questo nickname si cela il nostro fondatore e amministratore unico TONY ASSANTE, più grigio ma MAI domo. Il logo (lo chiedono in molti) è il simbolo dei FANS di Elvis Presley (Cercate il significato in rete).

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