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Articolo de Il Mattino di Padova

IL MATTINO DI PADOVA 3 APRILE 2014 b-001Amo tutti i miei brani ma un pò di più quelli meno fortunati
Claudio Baglioni non vuole essere schiavo del suo passato. Stasera a Padova recupera il concerto ConVoiTour

di Michele Bugliari

PADOVA. Claudio Baglioni stasera finalmente porta al Palafabris di Padova il “ConVoi Live Tour”. Il cantautore romano avrebbe dovuto esibirsi con questo spettacolo lo scorso 11 ottobre, ma all’Anfiteatro Camerini di Piazzola sul Brenta. Poi il tour autunnale è saltato a causa di una momentanea afonia dell’artista ed è stato riprogrammato tra il 27 febbraio e il 7 maggio. L’autore di “Questo piccolo grande amore”, proporrà tre ore di canzoni, tra classici e brani dell’ultimo album “ConVoi”.

Con il suo nuovo tour lei ha detto di volersi scrollarsi di dosso l’apatia: una costante della sua carriera?

«È così. L’abitudine uccide, è il contrario della creatività. Rimettersi in discussione ogni volta, è l’unico modo per provare a restituire una piccola parte di quanto la musica mi ha dato».

Lei ha confessato di avere pensato almeno tre volte di dare l’addio alle scene, intende farlo dopo il tour?

«Non credo. La musica è come con l’amore, si sa quando comincia, ma non si sa mai quando finisce. I grandi amori poi non finiscono mai».

Con l’album “ConVoi” ha voluto proporre delle canzoni che la rappresentassero al momento dell’uscita.

«È esattamente così, il disco è nato dal bisogno di liberarmi dai meccanismi che hanno sempre regolato e un po’ anche soffocato il mio modo di fare musica. Volevo tornare a seguire solo ispirazione e creatività. Il progetto poi è nato e si è sviluppato attraverso un dialogo innovativo tra me e chi mi segue attraverso i social network».

Lei ha scritto «La mia canzone più bella è quella che ho suonato meno». Tra i suoi brani lei ama di più quelli meno famosi?

«In un certo senso sì. Le canzoni sono un po’ come i figli: le ami tutte ma un po’ più delle altre ami quelle meno fortunate».

Di Beppe Grillo ha detto che è un protagonista «necessario» della scena politica.

«Eviterei le domande politiche. Rischiose e portano fuori strada».

Le è mai successo che i discografici cercassero di dissuaderla da un progetto considerato troppo ambizioso?

«Succede ogni volta. E, naturalmente, “ConVoi” non ha fatto eccezione. Ma non bisogna sottrarsi pregiudizialmente a questa sorta di tiro alla fune. Il confronto tra posizioni diverse è fondamentale. Per tutti».

Quando la maggior parte dei cantautori italiani negli anni Settanta proponeva canzoni impegnate, lei scriveva d’amore.

«Non sempre le mode vanno seguite. C’è chi le segue e chi pratica altre strade, le quali a volte, poi, diventano a loro volta delle mode. Io ho sempre fatto ciò che sentivo e ciò in cui credevo. Sia i temi che il mio modo di scrivere canzoni sono cresciuti con me».

Ha mai pensato ad un lavoro tra pop e jazz sulle orme di Joni Mitchell e Sting?

«Ci ho pensato molte volte e non ho ancora smesso di pensarci. E chissà che, di pensiero in pensiero».

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IL MATTINO DI PADOVA 3 APRILE 2014

Pagina 49 IL MATTINO DI PADOVA del 3 APRILE 2014

The Godfather

The Godfather [Il Padrino] - Dietro questo nickname si cela il nostro fondatore e amministratore unico TONY ASSANTE, più grigio ma MAI domo. Il logo (lo chiedono in molti) è il simbolo dei FANS di Elvis Presley (Cercate il significato in rete).

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