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Dopo Brescia, al di là di ogni cosa…

Al di la di ogni cosa che ti trovi ad affrontare quando vai ad un concerto di Claudio, c’è Claudio.
C’è la sua grande musica eseguita da grandi musicisti, c’è la sua professionalità, ma anche qualcosa di più della sua professionalità, c’è la sua passione, il suo divertimento che ci ritorna negli occhi e nel cuore, la sua emozionabilità che ci muove corde davvero particolari. C’è un uomo che sa che lì può comunicare vita e voglia di vivere, c’è un uomo che sa che quella è la cosa che sa fare meglio e ogni volta cerca di farla sempre meglio che può… qualcosa più che un artista, è aquilonista, lanciatori di sogni, apripista di speranze, mangiatore di guai che per qualche ora spariscono, equilibrista sulla corda delle realtà difficili e nostalgiche che stanno sul confine di una felicità che tutti vediamo e che spesso non viviamo mai a fondo, domatore di ogni giorno pieno di vento, incantatore di ogni fremito di cuore in battere e in levare, Claudio Baglioni insomma…
Claudio… quell’omino la in fondo sul palco che sembra una scatola magica piena di luci e di suoni che si sentono e si vedono un pò spersi in un palasport che tutto sembra, tranne che un palasport, parlo di Brescia.
L’arrivo ci coglie con un bel parcheggio che diversamente da altre occasioni costa davvero poco, ma poi tutto è surreale, strano, tutto adatto a tutto fuorchè alla musica.
Un camerone rotondo, senza nessuna tribuna, un tappeto di sedie messo la in mezzo ad uno spazio immenso nel quale ci si potevano perdere i pensieri dietro una leggera nebbia e ad un orizzonte di cemento forse vicino, ma che sentivi lontano. Un senso davvero grande di vuoto e di distanza, dove le parole appena uscite dalla bocca sembravano scappare via, forse anche loro stranite e spaurite.
Un panino è un vero esercizio per la pazienza… una fila terribile per prendere lo scontrino, il tutto perchè l’addetto alla cassa è anche addetto alla macchina del caffè e poveraccio, non può certo sdoppiarsi. Potevano però sdoppiare le figure con una persona ai caffè e una alla cassa e magari la fila sarebbe stata meno chilometrica, tra l’altro fuori non c’era praticamente nessuna possibilità di un ristoro, se si toglie un camioncino che costringeva al panino sotto l’acqua, non c’era nient’altro e quindi, necessariamente, tutti si rivolgevano al bar all’nterno. Panini freschi, ma fatti sul momento, per cui anche in quel caso serviva molto tempo.
Si legge di disoccupazione, ma capita di imbattersi in situazioni dove il lavoro ci sarebbe, magari flessibile come vorrebbero molti datori di lavoro, ma poi di fatto non si assume nemmeno dove si potrebbe… e li di certo lavoro anche per una sola sera (meglio di niente) ci sarebbe stato.
Non c’era un posto dove fermarsi a mangiarsi il panino in pace, panino birra e patatine fritte, ma avevo due mani, come fare? Per fortuna ho avuto la fattiva collaborazione della mia compagna di avventura… ma qualche tavolino volante no è?
Vabbè, lasciamo perdere…  almeno proviamoci a lasciar perdere e a concentrarci su Claudio che per fortuna, di li a poco appare e come dicevo prima, almeno per un po fa dimenticare tutto.
Il mio posto è fortunato, seconda fila, ed essere così vicini toglie il senso di ciò che hai intorno anche se è di disagio, come in questa occasione, per lasciarti solo la bellezza che viene giù dal palco.
E di bellezza ne scende a fiumi… Claudio in gran forma, tonico di fisico, di voglia e di voce. Una band davvero affiatata che regala musica di grande spessore ed è bello rendersi conto che tutto è davvero suonato senza trucchi e senza inganni, bello è vedere sul palco un amico di Claudio della prima ora, Rinalduzzi, e vedere lo spazio che gli cede Gianolio, cosa che gli fa davvero onore.
Le coriste e il corista sono un buon valore aggiunto e la loro presenza-supporto credo induca Claudio a spingersi in avventure vocali ancora più temerarie, sempre più con il passare dei concerti, con splendidi risultati.
Non stò a raccontare il concerto da una parte musicale, molti già lo hanno fatto e certamente molti lo hanno fatto meglio di quanto farei io, dico solo che più date vedi e più rimani stupito dalla vitalità di quest’uomo fino a preoccuparti per lui, ce la farà? Ma non starà esagerando? Alla fine ciò che conta è che sembra davvero che si diverta, di sè stesso e delle sorprese di un pubblico capace di sorprendere e di dimenticare ogni cosa, del mondo, di sè stessi e delle beghe con i vicini, per chiudere fuori dall’isola che racchiude noi e lui, lui e noi, ogni cosa che suoni molesta per il sogno-realtà che si sta vivendo.
Solo un appunto mi viene da farti caro Claudio… troppo poche le canzoni del disco nuovo, ma possibile che non ti viene per niente di autopromuoverti un pò di più in una occasione come questa, dove dovrebbe essere naturale farlo? Ma ci credi in questo tuo ultimo lavoro? Personalmente lo trovo bellissimo e non ti nascondo che provo un po di rammarico nel vederlo così spinto ai margini del tuo spettacolo.
Arriva il finale, il tuo mondo è tutto li sotto il palco, anche la mia compagna di avventura mi lascia per avvicinarsi a te, a me stranamente viene voglia di un attimo di solitudine fra la gente e il cemento del palazzetto. Vado a fare la pipì, non so su quale canzone, la cosa bella è che un addetto  alla sicurezza non sa come sono distribuiti i bagni degli uomini e delle donne, sicuramente è un addetto occasionale, poi mi dirigo al bar per una impellente voglia di birra e finalmente posso gustarla senza fare nessuna fila… bevo cantando perchè Claudio mi segue e io lo porto con me volentieri, ma la cosa strana è il ritrovarmi in quegli spazi grandissimi e vuoti, il senso di vuoto mi assale e la musica sembra arrivare da lontano e sembra diversa da posto a posto, mi chiedo se gli spettatori sentivano tutti bene, indubbiamente dove mi trovavo io, nella seggiolina del mio nido in seconda fila, si sentiva benissimo, ma ora vagando per il palasport la sensazione è diversa, come se in certe zone la musica sia monca, come se mancasse qualcosa e non sempre la stessa cosa.
Le sedie erano tutte piene, ma credo che il posto ne avrebbe potuto contenere il doppio senza nessun problema di sicurezza visto gli spazi vuoti e il pensiero è dirompente, questo tour merita molto di più, molto più in spettatori, e penso se un prezzo più basso non avrebbe favorito un’affluenza più grande a parità di rendita economica, molto più come logistica e mi chiedo se un posto simile merita una musica di questo livello.
Certo, sarebbe ora di dedicare alla musica strutture più belle, più calde e meno dispersive, non sempre c’è il calore del pubblico di Claudio a riscaldare ferro e cemento.
Coraggio Brescia, datti una mossa, la tua gente merita un posto migliore per ascoltare musica e una grande città di 200000 abitanti non può accontentarsi di ambienti così tristemente rappezzati. Qualche volta viene davvero da pensare che se non si ha un posto adatto a fare musica, non è il caso di fare simili spettacoli, le volte precedenti in cui ero stato a Brescia ero stato in un ambiente ricavato da un padiglione della fiera, li almeno l’aver montato delle tribune aveva dato al posto un minimo di senso migliore di raccolgimento, quello vero, quello che non fa venire alla musica e alle parole la voglia di scappare via o forse, più semplicemente, un vuoto in cui perdersi, non trovando angoli da riempire al di la di quelli dei cuori di chi sta li ad ascoltare, ma forse il pubblico di Claudio è riuscito lo stesso ad accoglierla tutta e nonostante il vuoto del palasport, niente di quella bellezza è andata perduta.
Il mio concerto è finito sotto il palco, ho voluto tornare li per unirmi anch’io al grande abbraccio che racchiudeva Claudio e tutti noi, un abbraccio sincero, caloroso, affettuoso…e me ne sono andato lasciando un ciao che mancava da anni, non credo che avrà un seguito, ma è bello che ci sia stato, ed è stato per me un momento di calore in quella sera nella impersonale freddezza del palasport, uno dei pochissimi fra i tanti che non fossero stati generati da Claudio.

Renato

The Godfather

The Godfather [Il Padrino] - Dietro questo nickname si cela il nostro fondatore e amministratore unico TONY ASSANTE, più grigio ma MAI domo. Il logo (lo chiedono in molti) è il simbolo dei FANS di Elvis Presley (Cercate il significato in rete).

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3 commenti

  1. C’ero anch’io, ero anche io nelle prime file. Anche per me la struttura era fredda, ma appena Claudio ha attaccato con Note di Notte tutto si è immerso sul quel palco. Intorno a me c’era solo il calore della sua musica e delle luci. Come sempre Bravo Claudio.

  2. Io c’ero al PalaEib, ho voluto bissare il concerto di Aprile a Montichiari….certo, la location non era delle miglori, ma lui sì, lui sì che era in forma (nonostante qualche amnesia nei testi).Ho portato con me mia nipote e mia cugina, due ragazze giovanissime, cresciute a pane e talent e le ho viste stupirsi, entusiarmarsi, commuoversi…..il Grande Mago non delude mai e adesso posso dire che dopo Piazza della Loggia (QPGA) è valsa davvero la pena aspettare il suo tour!!

  3. ero li’ brescia dopo due ore di acqua in autostrada x ranggiungere il pala eib mi e’ bastato che le nove scoccassero e la tenda cadesse x scordare tutto cla sempre magnifico come chi lo segue…chi si assomiglia si piglia… serata super grazie e bis a milano dicembre

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