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17\12\2015 Nota di Claudio Baglioni

Un’improvvisa scostumata allegria.Tutta o quasi la colpa va ad un bicchiere

arrossato di un buon sagrantino

ondeggiante sul ritmo del treno

che mi porta verso il ritorno.

Sul finestrone oltre i riflessi rubini

il pomeriggio di chiaro e di verde mischiato

delle colline umbre intorno ad Orvieto.

E sorseggio ricordi.

Non so perché ma il vino ci mette del suo

e i pensieri prendono il gusto sensuale

e i sapori segreti della campagna di un tempo.

L’odore diverso dai maschi alle femmine.

Il ruspo sudore dei primi

e l’umidore carnale delle seconde.

Gli aromi intriganti di cantine e granai.

Gli olezzi ancestrali di stalle.

Come scoprire con gli occhi e l’olfatto

l’origine di tutte le cose.

L’idea e la natura del sesso.

Un cugino più grande che badava alle bestie

mi portava a vedere l’accoppiamento dei suini.

e li apostrofava gridandogli contro

porco maiale scrofa troiona.

Un altro mi voleva scafare

– io che vivevo in città –

con foto e racconti pruriginosi.

Di una ragazzotta di un podere vicino

e le si vedeva un pezzo ignudo di gamba

sopra il nero del calzettone

e in un’altra le due punte del petto

dritte sotto una maglia aderente.

La sorella dice che invece dormiva

con un coso di lana stretto tra le sue cosce.

Uno zio mattacchione – contadino anche lui –

trovò i miei dischi a 45 giri che negli anni 60

spesso avevano sulla copertina

belle ragazze in due pezzi.

Lui il pezzo di sotto proprio in mezzo allo slip

l’aveva scarabocchiato con tutti segnetti di biro

a riempire un triangolo.

“Quello più pericoloso di quello delle Bermuda”

sentenziava ghignando.

Uno zio più garbato e filosofo amava affermare

“Ci sono due tipi di donne:

Le peccatrici e le pure.

Le peccatrici son peccatrici e le pure pure.”

E qui giù risate di compiacimento.

Fatto sta che un giorno che io e una mia cuginetta

eravamo spariti

ci ritrovarono in un armadio con le mutande calate

mentre constatavamo la differenza tra noi

e anche quale mai fosse il modo più breve

per poterla colmare.

Una famiglia di maniaci sessuali

si potrebbe giustamente pensare.

Io pure sono scoppiato a ridere

nascondendomi dietro la degustazione del vino.

E sono andato avanti così per un po’

di vino divino

a divertirmi e a ripassare quella commedia.

Con l’inferno nel cuore.

Il purgatorio sopra le labbra.

Il paradiso dentro la testa.

Max Sott

Uno dei tanti Amici che condivide la propria passione CON-VOI!

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6 commenti

  1. loretta caldarano

    nel settanta tre avevo nove anni uscì l album amore bello e mi ricordo che mia cugina grande fece una festa in casa e lo mettevano spesso ballando i lenti audaci x l epoca io e l altra mia cugina più piccola spiavamo dal buco della serratura anche io e lei una volta ci siamo confrontate ma sotto eravamo uguali nel settanta sette ero già diventata signorina e una tua fans scatenata riposte le barbie non ero interessata alla tua musica ma alla tua bella bocca così decisi di venire ai tuoi concerti con il binocolo e invece della bocca iniziai a guardare come ti stavano bene i pantaloni neri di versace e i pensieri pruriginosi mi vennero pure a me il granaio e poi lui è irraggiungibile non lo vedrò mai ignudo anche a me piace il vino e la birra

  2. volendo unire enologia e filosofia partenopea si potrebbe dire che a tutti piace “il vino con la neve”…anche al nostro comune Amico…sempre garbato e mai volgare

  3. Non solo si stupiscono ma si sentono indignati, arrivando a considerarare questa nota addirittura pornografia .
    Ma dov’erano quando Claudio ha scritto i brani che tu hai citato? Hanno mai ascoltato bene tutto, perchè allora anche quella , per la loro morale, lo era. Come hanno fatto a seguire, per tanto tempo, un autore così “scostumato”? Ma non si rendono conto di essere ridicoli?

  4. Un affresco anni 50, ho visto questo nel tuo racconto alla scoperta del mondo.Ho pensato ad un film di Tornatore,flash back che fanno sorridere, ma struggenti nella loro semplicità. Forse era tutto più facile una volta, tutto più genuino forse romantico ed è per questo che nella tua e anche nella mia testa oggi c’è il paradiso; perché in fondo siamo ancora come allora nonostante i capelli bianchi,siamo piccoli, bambini ragazzini curiosi,intraprendenti, con tante idee e tanto da sapere e da scoprire, siamo veri. Tutto riaffiora nell’album, si basta un goccio di vino in più, un profumo,una nota,un viso o una voce che ci ricorda qualcuno ed è come una fucilata nel cuore.A pensarci bene era veramente tutto più sensuale letteralmente si, i nostri sensi erano attivati verso la conoscenza e le incognite. Anche oggi è cosi, ma tutto accelerato rubato,bruciato, mi sembra che i ragazzi vogliano comporre un puzzle di diecimila pezzi in un giorno.Perche non ci sono più le tappe,la calma,il gusto della conquista? Quanto fanno male queste mancanze alle anime giovani! Forse l’inferno nel cuore è la consapevolezza che tanto di noi è lontano, dietro di noi ma cosi presente che lo puoi ancora sfiorare con gli occhi della memoria.Aver voluto dire e non avere detto,aver voluto fare e non avere fatto o avere detto e fatto troppo.Nelle famiglie è spesso così nelle esperienze è spesso cosi. Il tuo garbo, il purgatorio sopra le tue labbra è il coraggio del futuro, lo stupore di ridere e amare il rumore dei ciak di un film chiamato vita.Sempre grazie, sempre con tanto affetto da chi ama i ricordi. Come te. Patricia

    • Complimenti Patricia, un’accorata acuta interessante interpretazione di questo scritto di Claudio solo apparentemente più leggero e semplice di altri.
      Mi stupisco di chi si stupisce di fronte ai temi trattati e immagini usate; evidentemente la conoscenza delle canzoni del Nostro è in costoro superficiale e limitata, poiché basterebbe pensare all’erotismo -licenzioso e/o drammatico, intenso e/o giocoso, esplicito e non, spesso e sempre più spesso molto sensuale e ‘proustiano’- disseminato in tutta la produzione baglioniana : da La Prima Volta a Vivi, da Ragazza di Campagna a Nudo di Donna, da Giorni di Neve a V.O.T. passando per Notti, Le Donne Sono, Domani Mai, Signora delle Ore Scure, Navigando, Gli Anni della Gioventù…e altre magari in modo più soft, sotteso/sottinteso, trasfigurato romanticamente, ermetico, suggerito.
      Ancora grazie per il tuo bellissimo commento, Patricia.
      Santino da Trieste

      • Ti ringrazio Santino sono lusingata dai tuoi complimenti. Sono assolutamente d’accordo con te, si dovrebbero cogliere le sottigliezze, i dettagli dei testi di Claudio accompagnati dalla sua musica, che sono la rappresentazione scenica di una grande e intensa personalità. I brani che hai citato sono carismatici e così aperti alla verità, che è praticamente impossibile non ricordarli e non cantarli. Ho sempre pensato quanto il cuore di una donna potesse essere emozionato nel sapere di essere il soggetto di tanto amore dichiarato, anche con forza o con disperazione, ma vero nella sua essenza. Ti faccio i miei complimenti per essere un grande conoscitore della produzione del nostro poeta e per aver saputo intensamente interpretare il cuore del suo cuore.Adoro il suo ermetismo, la sua giocosita’proustiana,il tuo commento è come una fotografia,molto bello! Grazie ancora per le gentili e belle parole che mi hai dedicato. Ciao.Patricia

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