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Clab: Il sogno era

Il sogno è un vento, che abbiamo stretto tra le mani

Ciao sono Claudio Baglioni e di colpo perdi le parole e la prima reazione è quella di mettere giù la cornetta del telefono pubblico, quello vicino alla chiesa e alla piazzetta dove ci passavi le stagioni.

Eravamo in 3 in quella cabina telefonica, stretti stretti e senza distanziamento. Avevo appena composto il numero 0688327153.

Non dimenticare il prefisso, dice quello bello della compagnia.
Il prefisso?? E da quando si mette il prefisso? Rispondo io che avevo studiato.
Imbecille!!! Per chiamare fuori paese devi mettere il prefisso, non lo sai? Dice quello simpatico.
Ah ecco, voi si che sapete tutto, state sempre a fare interurbane immagino.
Vabbè dai, fai questo numero e fatti dire perché questa sera non ci sarà il concerto, che dobbiamo partire tra mezz’ora. Risponderà qualcuno dell’organizzazione immagino. Ma a te, poi, chi lo ha detto che è stato annullato?
Un’amica di mia madre ha visto il TG Regionale e lo hanno detto lì.
Che cavolo, sono 5 anni che aspettiamo e adesso quando ricapita più un concerto di Claudio Baglioni dalle nostre parti!!

Inserisco la scheda da 10 mila lire e inizio a comporre il numero che avevamo trovato sul retro del biglietto del concerto
ok faccio il prefisso 06 due volte 8, trentadue, 7, 1, cinquanta tre
..Squilla Squilla..
Click riattacco!!

Che hai fatto?? Consumi lo scatto così?
Ha risposto lui!!! 
Cosa?? Lui chi?
Si ha risposto lui: ciao sono Claudio Baglioni mi ha detto!
E tu non potevi rispondere maleducato?
Eh si e adesso gli rispondevo ciao io sono Sam, tutto bene e a te come va? E la famiglia??

Dai rimetti la scheda che chiamo io e ci facciamo dire perché non canta più stasera, dice quello simpatico.
Ecco squilla:

Ciao sono Claudio Baglioni..
Ciao Claudio io sono quello simpatico, volevamo..
..questo è il tuo contatto con Clab, l’associazione culturale di Claudio Baglioni..
ah si ok, ma volevamo sapere del concerto?
..gli uffici sono aperti dalle…alle..
Claudio…Clau…..click

Allora canta o non canta???
Saaaaaaaaaaaaaammmmm era la segreteria!!!!
Ahhh aspetta fammi richiamare allora, voglio sentirla ancora la sua voce. In effetti mi pareva un sogno che potesse rispondere proprio a me.

No non era un sogno era solo una voce registrata, ma quella voce così calda e così vicina, usciva fuori dalla cornetta e ti entrava nelle vene, ed era la prima volta che il Cantante attore sopra il palco, sembrava essere così vicino a noi spettatori.

Nelle settimane successive consumai altri scatti alla risposta, ricomponendo quel numero partendo, ovviamente, dal prefisso zerosei. Ricordo di averlo raccontato a molte persone e tante di queste hanno composto quel numero solo per sentire quella voce. Solo per aver l’illusione che il sogno di poter parlare con lui, si stesse avverando

Il sogno è il cielo di un’altra notte che è finita

Il concerto poi non fu annullato, ma solo rimandato di qualche mese. Quel giorno però, quel numero di telefono trovato per caso, quel primo contatto con Clab ci aprì un mondo. Ci iscrivemmo tutti e 3 al Clab e diventammo anche noi Clabber, qualsiasi cosa questo volesse dire, ma io ero fiero di dire: SONO UN CLABBER!!!

  • La prima tessera clab con numero a 4 cifre
  • Le brochure
  • Le VHS
  • I molti pass che riempivano sempre di più le mura della cameretta
  • Le spillette attaccate all’Invicta
  • Le prove
  • Gli spic
  • E poi i viaggi, i tanti viaggi in auto, in pullman, in treno, in aereo, in autostop: Ficulle, il Centrale, la Pallacorda, il Palaghiaccio, Cinecittà, Firenze, Rieti, i giardinetti, Fiuggi il teatro tenda etcc..

Quasi ad ogni incontro le note de “il sogno” suonavano al piano, alla chitarra, con i cori. Quel sogno era sempre stato lì in quegli anni e lo rigeneravamo anno dopo anno, sia negli incontri che nel materiale che diventava sempre di più la nostra memorabilia da custodire con cura, perché lo avevamo solo noi Clabber. Venti raduni poi, sono una vita e, per molti di noi, sono stati un pezzo importante della nostra vita.

Il sogno ora finisce

Ci sarebbe tanto da scrivere e da ricordare di quei momenti, ma ad un certo punto qualcosa si inceppa, qualcosa non torna, quel qualcosa inizia ad andare avanti per inerzia, si trascina.

Clab piano piano taglia e diventa solo un viaggio, un gran bel viaggio e un incontro con tutti i compagni di questo sogno che inizia però a ripetersi in modo rituale. Viene a mancare qualsiasi altro segno di fidelizzazione, non che mi interessi la spilletta anche perché sono invecchiato per queste cose, ma Clab diventa oramai un bonifico, meglio se fatto con Paypal, e un raduno…..forse.

Il rito dell’attesa di qualche segno o segnale di appartenenza, l’esclusività di noi Clabber, l’organizzare l’ennesimo viaggio verso un altro sogno da ricordare, tutto questo si trasforma in un Iban e in un bonifico da versare entro il 31 dicembre, pena la perdita dello status di Clabber, qualsiasi cosa questa volesse dire e iniziavo a pormi qualche domanda: SONO ANCORA UN CLABBER??

Soprattutto pena la possibilità di partecipare all’incontro, incontro che oramai non sai né quando e né se si svolgerà mai. Prima era l’attesa di un invito, poi è diventato sperare di ricevere quell’invito per poter andare a cercare, nelle parole scritte in Arial 6, un numero che ti farà accedere o no a quell’incontro.
La scrittina riportata con l’asterisco recita: Possono partecipare solo gli iscritti nell’anno 3587 a.c. uhmm non mi ricordo se mi sono iscritto in quell’anno???? Credo di essermi iscritto ogni gennaio, ma aspetta forse nel 3587 c’era la pandemia dell’alitosi e non ho pensato all’iscrizione. Fammi cercare i bonifici di 6 anni fa….si si CI SONO CI SONO!!! Sono ancora un Clabber, qualsiasi cosa voglia dire adesso. L’importante quindi, per non avere brutte sorprese, è non perdere il ritmo del pagamento per restare fedeli sempre e comunque.

Un grido che sia più forte della vita

Per molti anni ho pensato: ma si chi se ne importa, spreco tanti soldi di mio cosa vuoi che siano 30 euro per fermare quel sogno e per continuare a dire a me stesso di essere un Clabber, di essere ancora quello di venti anni fa, che rimaneva incantato per una voce registrata dall’altra parte della cornetta. Essere Clabber aveva un suo perché mi dicevo, o per lo meno cercavo di convincere me stesso.

Ma adesso, oggi, che invece di un sogno stiamo vivendo in un incubo, sento il bisogno di capire il senso di pagare quei 30 euro per un qualcosa che forse accadrà, ma non so quando. E questo incubo ha minato anche le nostre certezze su quanto non sia così scontato esserci domani, figuriamoci tra 2 o 3 anni, ovvero la data stimata del prossimo raduno se pagassi oggi la tassa Clab.

Un anno, quello appena passato, pieno di silenzi di città e nella nostra piccola storia di questo sogno, pieno di silenzi da parte del Clab. Silenzi verso tutte quelle persone che, ogni anno a gennaio, rinnovano la loro fedeltà ad occhi chiusi e si son trovati, dopo qualche mese, a ripensare che, forse, quei 30 euro potevano essere spesi in altro modo.

Ho aspettato qualche gesto, una parola, un segnale da parte di chi, ogni anno raccoglie questi soldi e sta ricominciando a raccoglierli anche in questo 2021.

Niente però è stato detto
Niente però è stato fatto

Tutto continua come sempre, come se il Clab e i suoi Clabber fossero immuni a questo maledetto virus. Si continua a credere ad un sogno ad occhi chiusi, a scatola chiusa, senza avere in cambio neanche un segnale che Clabber voglia dire ancora qualcosa, qualsiasi cosa dovesse voler dire, ma almeno qualcosa. Quindi figuriamoci se si riuscirà ad avere indietro quel sogno.

Il sogno era

Ricordo ancora l’emozione di quella voce calda nel mio primo contatto con Clab. Adesso rimane un freddo rituale di un’iscrizione da dover fare a tutti i costi, senza che nessuno dall’altra parte mi chiami Clabber.

È stato un sogno bellissimo, di quelli da cui non ti vuoi mai svegliare, ma il 2020 è stato difficile per tutti e ci ha profondamente cambiati. Anche io sono cambiato e ho deciso di mettere la sveglia e quando suonerà, mi sveglierò e ricorderò Clab per quello che è stato, per quello che era, ma non per quello che è diventato.

Sam Fisher


Sam Fisher

Salve a tutti, “Sono Io” e sono uno di voi. Un Baglioniano? Un Clabber? Un Baglionista? Uno delle prime file? Uno sempre in piedi? Uno che accetta tutto quello che fa? Sono un Hacker, nel cuore di doremifasol.org e vi "colpirò" quando meno ve lo aspettate.

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33 commenti

  1. Volevo sapere se esiste un elenco con tutti gli spic dei vari anni di iscrizioni a CLAB…molto tempo fa ce ne era uno da qualche parte!!!
    mi date un a mano!

  2. Marilena Rigoni Tomése

    Ciao, Padrino,
    che succede ai commenti?
    È visibile solo il primo, poi più nulla… neppure risposte a chi aveva scritto.
    Che succede?

    Dai un segnale, per favore!?! Grazie.

    Marilena Rigoni Tomése

  3. Ciao Sam, sono fan di Claudio praticamente….da sempre. Purtroppo sono stata CLABBER solo per poco tempo….sinceramente lo seguo indipendente dal fatto di essere iscritta o no al CLAB…..non sempre è possibile seguire i raduni ed anche senza questo brutto periodo ho sempre pensato che non sempre si può programmare…..anche perché vivo in Toscana e non sempre è facile muoversi. Di concerti ne ho visti tanti e tutti con la mia piccola famiglia….infatti noi si parte sempre in tre……continuerò q seguirlo anche se non sono iscritta a CLAB…..con le sue canzoni sono cresciuta e continuerò a seguirlo….sperando di poterlo rivedere alle Terme di Caracalla….anche se….la vedo dura.

    • Esatto Stella,
      non sempre si può programmare, ancor di più se dobbiamo pagare oggi qualcosa che avverrà tra qualche anno.
      Sam

  4. Lo sono stata anche io per qualche anno, Clabber 2420…Poi ho continuato a seguire il nostro CLA.B. senza essere associata: certi amori durano per sempre! Ho portato con me “quella camminata strana e quell’aria da bambina” e ho compreso giorno dopo giorno come e quanto fosse localizzato “nel fondo del mio cuore, l’epicentro” di questa mia passione.
    Passione che ha lasciato traccia in alcuni dei miei alunni: cosa dire quando una ragazzina si presenta e ti dice:” Prof. ho ritagliato dal giornale per lei la pubblicità del concerto che Baglioni farà a Siracusa.”…Solo l’epidemia ha potuto mettere in standby quell’emozione!

    Ringrazio Sam per avermi ricordato di essere stata ufficialmente una Clabber ” a quattro cifre” e ringrazio gli altri per aver condiviso ricordi e aspettative.
    Buona vita!

  5. Caro Sam e Cari Clabbers,
    leggere i vostri commenti è un vero piacere, sentire la comunanza di certi sentimenti, rivivere le stesse emozioni e condividere i ricordi fa bene, specialmente in questo periodo di… obbligata distanza… da tutti.
    Vi ringrazio tanto e spero che Claudio ci dia un cenno di risposta riguardo al futuro del CLAB.
    Inutile dire che io continuerò a rinnovare l’adesioneal CLAB e nel contempo, in forza della mia professione, mi chiedo… come avrà fatto e come farà l’Associazione Culturale ad approvare i bilanci annuali senza il voto degli associati ??
    Un forte abbraccio a tutti.
    Gigliola

    • Ciao Gigliola, la parte burocratica la lascio a chi sa “burocratizzare” meglio di me.
      Io ho voluto solo evidenziare una mancanza di Presenza..una presenza di cui oramai ci siamo dimenticati e inconsciamente lo abbiamo accettato, pur di rimanere Clabber e niente più.
      Grazie Gigliola
      Sam

  6. Buongiorno Sam, mi sono divertita ma anche emozionata a leggere il tuo racconto; sembra una di quelle storielle, appunto, “simpatiche” e invece… allora era così che si faceva ed è vero, c’era puntuale l’amico o l’amica che riusciva sempre a combinare tutto, a parole…
    Ricordo quando (primi anni ’80) la mattina prima di andare a scuola passavo dall’edicola e compravo le riviste di musica con la speranza di trovarvi qualche foto o poster suoi e quando c’erano era la felicità… C’erano anche gli indirizzi a cui spedire le lettere per i cantanti del cuore… cosa che io non ho mai fatto, non perché non lo volessi o per mancanza di argomenti ma per quel timore di essere “troppo piccola” davanti alla sua immensità o forse, più semplicemente, perché Claudio era e doveva rimanere il mio Sogno…
    E così, data la mia sempre scarsa intraprendenza, dopo 40 anni di amore e passione smisurati, di dischi consumati e di concerti attesi, vissuti e mai dimenticati, mi ritrovo a 51 con l’unico rammarico di non essere mai stata Clabber… l’onore cioè di far parte di questa sua famiglia, un premio che ora, più che mai, sento di meritare. E, di questo sono sicura conoscendolo, non sarò mai un peso per Claudio… Il vento, anche se, è evidente, avrebbe bisogno di un profondo e sano rinnovamento, non è mai passato… e sarebbe un peccato se finisse…
    Appena ho un attimo mi informo per bene e… non escludo di fare finalmente la pazzia!
    A presto! Ciao!

  7. Antonella Messina

    Clabber n. 2823. Qualunque cosa volesse significare! I primi anni sono stati belli, quell’iscrizione ci faceva sentire tanto “squadra”, molto più di quanto sappia fare una pagina social. E ci sono stati raduni, viaggi, tante persone conosciute in queste occasioni, e risate, panini mangiati al volo. Un sogno. Poi ho avuto la sensazione che Claudio per primo ci considerasse quasi un peso, che in fondo quei raduni nudi e crudi andassero avanti solo per forza di inerzia, perché per sciogliere legalmente un’associazione ci vuole il consenso di tutti gli iscritti. E CLAB era un’associazione culturale, con tanto di statuto. Allora mi sono svegliata, perché il sogno era finito, e semplicemente non ho più pagato l’iscrizione.

    • “Claudio per primo ci considerasse quasi un peso”

      Non ci ho mai voluto credere, ma questo pensiero mi ha sfiorato la mente diverse volte e ogni volta lo cacciavo via per paura di peccare.
      Però quanto è stato bello Antonella?
      Chissà se un giorno potremo provare a rifarci un pisolino sperando di tornare a sognare.
      Grazie per aver ripreso il tuo numero Clabber..qualsiasi cosa voglia dire 🙂
      Sam

      • Antonella Messina

        Bello, sì, bellissimo. Bellissimi gli spettacoli, all’interno dei raduni, perché erano tutt’altra cosa rispetto ad un normale concerto. 5/6 ore, a cantare cose strane, canzoni non sue, canzoni dialettali: una goduria assoluta. Spettacolare quello di Viterbo….E poi, tutto quello che c’era intorno, quello che noi creavano a bordo-raduno. Ok, Sam, mi hai creato un bel po’ di nostalgia…..

  8. Maura Maccolini

    Ciao Sam, anch’io sono una delle prime iscritte, anch’io non so quante volte ho fatto il numero di telefono per sentire la sua voce. La prima volta ho buttato giù pensando “ma era lui????e cosa gli dico???”poi ho capito che era la segreteria . La bolletta in quel periodo è sicuramente stata più alta, ed ogni volta era un emozione. Adesso….il nulla .Poi quando arrivava la busta con i gadget a casa, o l’invito al raduno ❤️❤️❤️. Poi mi manca poter andare alle prove del concerto, era un bel momento, adesso mi sa, che possono andare solo pochi eletti . Io l’iscrizione l’ho sempre fatta in tutti questi anni, per affetto, per poter andare al raduno, anche se le cose sono molto cambiate dall’ inizio. Forse sono io che che vorrei tutto come allora, con quella voce nella segreteria, quelle prove dove finalmente siamo tutti uguali. Non sono molto brava a scrivere scusami. Sicuramente ho dimenticato di dire qualcosa. … Per ora ciao Maura

    • Hai detto tutto quello che dovevi dire e mi hai trasmesso tutto ciò che ti sentivi di dire.
      Grazie Maura
      Sam

    • Roberto Santini

      Salve, sono un “mancato clabber”. Non mi sono mai iscritto pur essendo nel 06, anzi, proprio nel primo periodo sono andato nell’ufficio di Claudio su lungotevere per proporgli una sua “ospitata” ma pur essendo un capotifoso o, come mi definivo io, un “promoter naturale” di Baglioni e del baglionismo, non mi sono mai iscritto perdendomi incontri di cui leggevo. E vi invidiavo. Almeno, in una parentesi,avete vissuto fianco a fianco un sogno. Siatene fieri.

  9. Marilena Rigoni Tomése

    Noi, i Clabber a 4 cifre, siamo all’alba della terza età… e sia pure ora riconvertiti in “di varie età”!
    Rimane poco da commentare. All’alba di Clab c’era il riscontro dell’appartenenza, ora… chissà se va, come a suo tempo cantava la Carrà…
    Dispiace. E molto anche. Ma nell’ingigantirsi dell’insieme, nella “globalizzazione”, come in ogni ambito, si perde l’individualità.
    Si perde la persona; l’individuo si confonde nella massa.
    Io non sono a conoscenza di come venisse prima e venga ora “gestito” il tutto.
    Mi permetto però di dire che con i mezzi attuali, con l’informatizzazione, con la “gestione in remoto”, dotando l’organizzazione dei giusti mezzi e di persona/e capaci (e remunerate, naturalmente), dovrebbe essere tutto più facile tutto fattibile.
    In primis, come minimo, la restituzione di un riscontro dell’iscrizione via e-mail, e magari contenente il file PDF del pass in versione stampabile.
    Poi, a cascata il resto…
    Veniva spedito un opuscolo contenente notizie varie, anche lettere dei Clabber (ora potrebbe essere pubblicato on line)…
    Priorità nelle prevendite dei biglietti fornendo adeguata e anticipata informazione a tutti…
    Accesso alle prove prima dei concerti…
    Raduni regolari…
    Ecc. ecc.
    Perché saremo anche vecchi ormai, ma finché ce la facciamo, ci piace esserci!
    Ed essere presenti in prima persona…
    Grazie per dare questa opportunità e…
    perdonerai l’ardire, spero!

    • Noi Clabber a 4 cifre!! Non volendo ci stiamo trovando tutti in questo ricordo.

      “Perché saremo anche vecchi ormai, ma finché ce la facciamo, ci piace esserci!”

      Questa frase ti perdona di tutto il tuo ardire!!
      Noi ci siamo sempre…chiediamo anche Clab di esserci.
      Grazie Marilena
      Sam

  10. Ciao, mi fa un po’ strano commentare, perché io sono una che segue Claudio praticamente da quando ero bambina: concerti da 17 anni, tutti i dischi collezionati, apparizioni tv registrate ovunque, ritagli di giornale e amore autentico da una vita ma ahimè … scritta al Clab solo dal 2016.
    E quindi mi sono persa … tutto! ma mai Lui. Mai!
    Claudio, dal 1974. Gli unici due raduni ai quali per ora ho potuto assistere, per me sono stati fantastici, ed ora che stiamo vivendo questo periodo strano, spero cmq di poter recuperare i tre che mancano. Claudio saprà trovare il modo ed io aspetto, fiduciosa come sempre.❤
    Ovviamente iscrizione 2021 già fatta!

    • Io ho partecipato a molti raduni, ho fatto i salti mortali per ognuno di loro ma sono sempre riuscito ad andare e ogni volta ti lasciava dentro qualcosa.
      Nessuno pretende che tutto sia come a prima, tutto cambia e anche noi cambiamo. Clab però ha rallentato ed è rimasto indietro, non solo nei raduni..
      Io nel 2021, prima di dire “ovviamente iscrizione già fatta” attendo qualche segnale che temo non arriverà..
      Grazie Michela
      Sam

  11. Caro Sam quanti ricordi mi ha evocato il tuo scritto, le emozioni di quelle telefonate… La sua voce, che poco importava se era registrata… Poi il giocattolo si è rotto, clab si è modificato in città virtuale e poi in clab on line . Mancano quelle piccole cose che davano un senso di appartenenza a quel mondo suo e nostro” i clabber.” Spesso penso a cosa serve essere iscritti, anche perché in origine il versamento pareva essere una tantum e per sempre e quindi mi dico non rinnovo ma poi mi pare di fare un torto a quel sogno che non si è mai fermato e spero continui ancora.
    Grazia

    • Esatto,
      sembra di fare un torto a noi stessi non iscrivendoci, quando invece dovrebbero essere altri a sentirsi in fallo.
      Abbiamo mai riflettuto se, forse, siamo proprio noi il problema di Clab??
      Finché noi continuiamo a prescindere da tutto, perché cambiare le cose?
      Buoni ricordi Grazia
      Sam

  12. Sam ciao.
    Le tue analisi sono sempre molto interessanti.
    Clab rimane un sogno che ci ha regalato momenti unici. Oggi si rimane iscritti per gratitudine, perché ti dispiace abbandonare la famiglia dei clabber e anche perché comunque ogni appuntamento, anche se sempre più raro e meno sentito, è sempre emozionante.
    Clab è rimasto sempre uguale nel tempo e invece la società, noi, il nostro modo di comunicare sono cambiati tantissimo.
    E’ difficile trovare una formula capace di dare nuove stimoli per nuove avventure.
    Però gli inviti di Clab sono un po’ come le tue riflessioni. non sai quando arrivano ma ogni volta sono una bellissima sorpresa.
    Narda

    • Sam hai perfettamente ragione, io sono una delle prime iscritte al clab, quella tessera come una carta di credito con quel numero che ti identificava (4 cifre). I gadget (spille, orologio), le prove alle quali potevi assistere, i biglietti dei concerti con 5 mila lira. Come mancano queste cose. Adesso hai solo la preventiva dei biglietti (che alla fine paghiamo 30€ in più) e l’utopia di un raduno.

      • Basterebbe sapere prima cosa stiamo comprando
        Quello che è stato nessuno ce lo toglierà mai, capisco anche che adesso sarebbero anacronistiche le spillette, ma neanche la follia di iscriversi adesso per non perdere la possibilità di andare ad un raduno nel…..??? In questo modo diventa quasi un obbligo iscriversi, perché non saprai mai se, quando sarai libera, il tuo tempo coinciderà con il raduno che hai pagato.
        Grazie Flaminia
        Sam

    • La famiglia dei Clabber, come ha fatto notare @Tatiana, va avanti a prescindere da Clab. Oramai siamo tutti raggruppati in luoghi virtuali dove condividiamo passioni e cose della vita.
      Narda, fino a poco tempo fa anche io ero come te, anche io mi iscrivevo per gratitudine e perché alla fine, anche un solo incontro mi ripagava di quello che spendevo e delle attese. Oggi però non viviamo più in quel tempo, oggi viviamo in un mondo in cui siamo costretti a non lavorare per poter sopravvivere. In un mondo come questo, anche 1 euro buttato via “per gratitudine” è uno schiaffo alla disperazione di molti.
      Ma poi perché bisogna pagare e sperare di ricevere qualcosa?
      Grazie per essere sempre presente
      Sam

  13. Tatiana Stefanini

    Credo siano cambiati i tempi, i modi e siamo anche invecchiati. Quando nacque, in un’epoca in cui non esistevano social & co., Clab era una maniera per ritrovarsi ancora assieme, mantenere i contatti, confrontarsi. Non era solo per il raduno o il gadget. Oggi, invece, ci ritroviamo quotidianamente, su pagine virtuali; perciò l’intento primordiale di tenerci assieme la assolto la tecnologia. Certo, mancano i raduni. Ma ammetto che gli ultimi erano privi dell’autenticità dei primi e quindi perdevano parte del loro significato originale. Diciamo che le ultime iscrizioni hanno avuto l’unica funzione di garantire una prelazione in fase d’acquisto biglietti (anche se a volte pure questa funzione s’è inceppata). Va anche detto che neppure i fans club di altri artisti navigano in situazioni migliori. È stantia la modalità ed il fine. Va ripensata questa forma di appartenenza! Il tempo è trascorso. Nel cuore nulla di ciò che è stato morirà.

    • Concordo con tutta la riflessione.
      Clab non è più lo stesso.
      Io tessera a 4 cifre……. e tutti bei ricordi , spille, pass, Vhs, foto , viaggi, raduni ecc.
      Msnca tutto edito più…..si ho rinnovato iscrizione anche per il 2021….sperando sempre che ci siano un ritorno al passato……
      Adoro Claudio da una vita e continuerò a farlo …..
      Un abbraccio Piera

      • Al ritorno al passato non ci credo e forse neanche ci spero, ma già capire il presente e avere qualche bozza del prossimo futuro non sarebbe male.
        Grazie per i tuoi ricordi e per la tua tessera a 4 cifre..
        Sam

    • Viviamo in un tempo dove tutto si consuma troppo in fretta.
      E’ proprio vero @Tatiana, il mondo è cambiato e tutti ci siamo adattati al mondo nuovo. Non usiamo più telefoni pubblici e credo che non sapremmo neanche più usarli, chi ricorda più un numero a memoria da digitare sulla tastiera?
      Tutto cambia, ma Clab non è mai cambiato.
      Clab piano piano ha solo eliminato pezzi di se. Ha provato a stare al passo con i tempi, ma ha palesemente fallito. Si chiama clabonline ma è offline da anni.
      Noi siamo cresciuti, ma Clab non ci ha accompagnato in questa crescita.
      Poteva cambiar pelle, poteva prendere spunto da chi è riuscito ad adattarsi, poteva essere più presente. E invece si è aggrovigliato su se stesso e non riesce più a trovare il bandolo della matassa.
      Quello che è stato non lo dimenticheremo, ma ci dicano cosa sarà adesso, in modo da darci la possibilità di scegliere se voler viaggiare ancora in compagnia o se è il caso di scendere alla prossima fermata.
      Grazie per il tuo pensiero.
      Sam

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