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La donna nella musica di Claudio Baglioni

Sandro De Bonis per doremifasol.org

La donna nella musica di Claudio Baglioni è una e molteplice, anima e pelle; cammino e arrivo, tensione e meta.

È figura potente ed ammaliante, attiva e sentita nella vita dell’uomo.

La donna è doppia, come è doppia la vita, l’uomo con lei gioca una doppia partita, di disperazione e di esaltazione [Nota 1]

La musica e il mondo femminile condividono il fascino della seduzione, giogo di un infinita articolazione di pensieri e parole, movimento come un’infinita armonia di Dodici note [Nota 2] . La donna è forza e morsa, musa e mai museo. corpo e spettro; anelito e vocazione.

La donna non ha una caratterizzazione precisa, sfugge ad ogni significazione stabile, permane nel significante, sempre da definire ed inseguire come un’ossessione e una liberazione.

La donna è sacro mistero della vita, immensa totalità e tonalità, armonia e melodia, ritmo e timbro sempre celebrato e cantato.

La donna è ossessione che assedia e che fa stare sempre in trincea, presenza e destino che sta nella vita, senza mai una posizione precisa. L’uomo di fronte a lei rimane spiazzato ed impegnato a ritrovare una posizione. Per questo chi vive l’amore ha una coscienza scissa, lacerata e mancante.

La legge dell’amore non conosce né stasi nè leggerezza ma desiderio e tormento. Claudio è consapevole della complessità del tema amore, come una questione aperta, affascinante e perturbante.

La donna è fisicità ideale, ossessione nella mente, continuamente presente  come poesia, trasporto e coinvolgimento, per questo l’uomo alla sua amata pronuncia queste parole: “quanto sia sublime quello che io sento [Nota 3]”.

La donna è il destino di ogni uomo, ella si presenta come apparizione che sempre si rivela, meraviglia che conquista ma atterrisce. Troppo potente è la rivelazione per essere contenuta in uno sguardo. La donna è presenza debordante e assordante, illuminante ma gratificante, eccedente e stupefacente.

Claudio conosce la legge dell’amore, ne fotografa il movimento, le varie fasi che assume nel tempo, ne evidenza la bellezza passionale e il coinvolgente desiderio, ma anche l’intollerabile Mal d’amore [Nota 4]  che esso può lasciare come segno.

La donna è per l’uomo cesura e segno, cerchio che attrae e mai si chiude, taglio che appassiona ed addolora, seduzione che avvince e vince.

L’amore è la scena del doppio, da un lato si presenta come un’anima eterna che fa assaporare l’infinito, dall’altro il corpo lega l’amore alla dimensione  del tempo, che conosce la legge di gravità e del peso della perdita.

Nella visione di Claudio l’amore inizialmente si presenta come una parabola ascendente, poi arriva la fase discendente e poi la fase sospesa, dove tutto viene messo in discussione e tutto si decide da qui e continuamente riparte da qui.

Tutta partita si gioca a questo livello, tutto ri inizia da qui, ma tutto può finire qui. Fiato e corsa, lotta e speranza, ripartenza e rottura tutto assume senso da qui. Terra e deserto, luogo dove si può soccombere ma anche terreno dove il soffio della primavera può far germogliare l’antico amore come l’amore nuovo.

L’amore è evento mai prevedibile o calcolabile, luogo assoluto di una libertà vertiginosa, esperienza che porta l’uomo davanti alla presenza di lei a provare sensazioni uniche come “tramonti purosangue, impazziti di rugiada, sotto un’alba esangue [Nota 5] . In queste parole c’è la passione scritta con la poesia, un brivido che regala che si attacca come vertigine di cielo e tempo sulla pelle [Nota 6]. Il doppio incombe, il tempo consuma questa promessa e tutto ritorna fugace, perché tutto è già perso quando “lungo un falso piano che un inverno ci sbiadì, …un gelo ci intirizzì [Nota 7]. L’uomo vede tutto  negli sguardi della donna “tormenti e fuochi di presagi [Nota 8] , si avverte che tutto è cambiato. Cos’è l’amore? è maledizione e benedizione [Nota 9] , ancora il doppio.

E l’uomo che racconta la propria storia, dialoga con lei nel ricordo ormai passato, a portare il conto, fino a riconoscersi reo confesso,“sono stato io che.. ho avvelenato le ore di felicità [Nota 10] ”.

Siamo di fronte oramai ad un’amore sfinito, che vorrebbe ancora rivivere, ma il pensiero di lei ritorna come un retrogusto amaro, “io non sarò lì dove sarai tu..e con il tempo ci ammutolì [Nota 11] ” tutto è chiaro, tutto viene visto in lontananza e nella sofferente distanza.

L’amore finito ripresenta nei ritorni di nostalgia come condanna, non per aver commesso il delitto, ma per non essere riuscito a capire perché sia  successo, questo è il peggior delitto.

L’uomo di fronte ad un’amore finito, l’uomo avverte la consapevolezza che la donna rappresenta oramai una salvezza lontana. Questo porta all’ammissione della colpa senza discolpa, accusa e castigo sempre vivo.

La donna fa ripensare a quello che è stato e passato, e tutto quello che rimane è solo la nostalgia struggente ma impotente. La confessione è la consapevolezza di aver perso la scommessa. La storia dell’uomo è fatta di tante condanne e poche assoluzioni, siamo giudici impassibili di noi stessi.

Adesso l’uomo ripensa e ripercorre a quello che è stato, ma in fondo ancora corre verso di lei.  Il tempo accende e consuma gli amori, all’artista rimane la musica “potente soccorso(…)per i dolori” [Nota 12] . Accanto a tutto questo c’è ancora il doppio, che disegna un’altra storia, un’altra scena, con altre note, dove l’uomo dice “tu sei l’emozione che è rimasta dentro assorta come una poesia” [Nota 13] . Altra storia, come questa dove l’uomo ha per la donna parole sublimi, come quando davanti a lei dice: ”sopra il volo ambrato delle braccia, sulle labbra morse senza fiato” [Nota 14] .

Ma questa è un’altra storia…

Sandro De Bonis

Note

[←1 ] Parole contenute nel brano Dodici note, incluse nell’album In questa storia che è la mia.

[←2 ] Titolo del brano contenuto dell’album In questa storia che è la mia.

[←3 ] Frase contenuta nel brano Io non sono Lì, inclusa nell’album, In questa storia che è la mia.

[←4 ] É il titolo del brano Mal d’amore, inclusa nell’album, In questa storia che è la mia.

[←5 ] Parole contenute nel brano Mal d’amore, inclusa nell’album In questa storia che è la mia

[←6 ] ibidem

[←7 ] Parole contenute nel brano Io non sono Lì, incluse nell’album

[←8 ] Parole contenute nel brano Mal d’amore, inclusa nello stesso album

[←9 ] Parole contenute nel brano Dodici note, incluse nello stesso album

[←10 ] Frase contenuta nel brano Reo confesso, inclusa nello stesso album

[←11 ] Frase contenuta nel brano io non sono lì, inclusa nello stesso album

[←12 ] A. Romano, Musica e psiche, op.. cit. p 105

[←13 ] Frase contenuta nel brano Dodici note, inclusa nell’album In questa storia che è la mia

[←14 ] Frase contenuta nel brano Pioggia blu, inclusa nel l’album In questa storia che è la mia




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The Godfather [Il Padrino] - Dietro questo nickname si cela il nostro fondatore e amministratore unico TONY ASSANTE, più grigio ma MAI domo. Il logo (lo chiedono in molti) è il simbolo dei FANS di Elvis Presley (Cercate il significato in rete).

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