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CLAB – Il sogno è morto

Sam Fisher per doremifasol.org

È quasi finito il 2021 e sembra ieri quando lo aspettavamo con speranza, convinti che il male del nuovo secolo sparisse, come se anche il covid sapesse che superato il 31 Dicembre 2020 sarebbe dovuto andar via così come era arrivato.

È quasi finito questo 2021 e con tutto quello che abbiamo e stiamo passando, avevo messo da parte clab e tutto il suo mondo.

Fino a quando, qualche giorno fa, arriva sullo schermo, da dove sto digitando, una notifica che recitava:

È stato inserito un commento all’Articolo Clab: il sogno era. Faccio tap sulla notifica e leggo:

“salve Clabber numero 9629 continuerò a rinnovare l’iscrizione sempre nella speranza che un giorno lo rincontreremo….”

Una clabber a 4 cifre come ero e come potrei ancora esserlo io, mi ripiomba in quel mondo. Nel mondo di clab e di tutte le sue mancanze, le sue gioie, le sue emozioni e le sue contraddizioni.

Avevo già comunicato a me stesso che non avrei più rinnovato e mi ero quindi rassegnato a non essere più un clabber a 4 cifre.

Poi però arriva questa notifica e inizio a vacillare.

La clabber 9629 rinnova l’iscrizione nonostante tutto, allora perchè non dovrei farlo anche io?

In fondo li ho sempre trovati 30 euro, perchè non dovrei trovarli anche questa volta?

30 Euro oggi valgono anche di meno dei 30 euro che ho pagato dieci anni fa e i dieci anni prima e i dieci anni dopo.

Visto Sam? Spendi anche di meno, perchè non rinnovi?

E poi sono sempre stato un clabber, o meglio lo sono da quando esiste Clab, come mi sentirei domani se non rinnovassi?

Hai ancora qualche giorno per non rompere il cordone che ti lega a quello status.

Dai Sam, apri il sito http://www.clabonline.org/ come fai “solo” una volta all’anno e clicca su rinnova . Ce la puoi fare anche questa volta, anche in questo 2021 che oramai è praticamente finito.

E mi soffermo a guardare il sito, si proprio quello, quel sito che è dedicato ai clabber ma che nessun clabber visita per più di una volta all’anno, appunto solo per il rito della tassa annuale.

E dentro mi risale quello scoramento che mi aveva fatto scrivere il mio ultimo articolo e mi rifaccio la fatidica domanda: perchè sto spendendo questi 30 euro?

Cosa mi da Clab in cambio di questi 30 euro?

Cosa vi ha dato Clab in cambio dei vostri 30 euro in questo 2021?
Uno sconto di 2 euro per il biglietto dello spettacolo al teatro dell’opera.

Cosa ci ha dato Clab in cambio dei nostri 30 euro nell’anno 2020?
Nulla

Cosa ci ha dato Clab in cambio dei nostri 30 euro nell’anno 2019?
Una presale per un concerto che purtroppo e non per colpa di Clab, non sono stati ancora eseguiti.

90 euro in tre anni per avere 2 euro di sconto.

Questo è stato clab in questi anni a cavallo della pandemia: nessuna parola, nessun cenno, neanche un scusate stiamo prendendo i vostri soldi ma vi rimborseremo per quello che non avete avuto.

E prima della pandemia?

Ci sono i soliti discorsi su raduni da fare chissà quando per gli iscritti di chissà quando.

Ho sperato che qualcosa potesse cambiare in questo 2021 che si sta concludendo.

Ho sperato che Clab, sentisse la voce di chi chiedeva un segnale di appartenenza, un cenno, una qualche promessa ma nulla di nulla.

Il vuoto assoluto!!

Clab anche nel 2021 è stato in silenzio, intascando i nostri 30 euro e non dando nessuna spiegazione su come questi venivano spesi.

Ci avessero detto che quei soldi sarebbero andati ai tanti operatori del settore spettacoli, che sono stati duramente colpiti dalla pandemia, credo che nessun clabber avrebbe avuto da obiettare.

A molti quei 30 euro non mancano, ma anche se non dovessero mancare, i soldi vanno rispettati e Clab non sta rispettando quello che noi bonifichiamo ogni anno solo per avere appiccicati un’etichetta: essere clabber!!!

Etichetta che, a quanto pare, è servita a distinguere tra buoni e cattivi nella recente trasmissione su canale 5.

I cattivi non sono stati ammessi a partecipare come pubblico, solo perché erano Clabber.

Per cui essere Clabber diventa sempre più “esclusivo” .

La clabber 9629 si aggrappa alla speranza che un giorno ci rincontreremo, io mi aggrappo alla dignità e buttare questi 30 euro nel vuoto e ribadisco in questo preciso momento storico, mi sembra molto poco dignitoso.

E adesso è strano pensare
A tutto ciò che è successo
E se il passato sia sempre là
A quanto sono cambiato
Se sono ancora lo stesso
Quanto è durato però fin qua
E quando arriverà l’ora
Della mia uscita di scena

L’ora è arrivata Clà, è stato un bel viaggio ma io esco di scena. Non sono più lo stesso di 20 anni fa e sono passato dal sogno di Clab alla realtà che il 2021 mi sbatte in faccia.

Diciamocelo chiaramente senza aver paura di ammetterlo:

Il sogno era
Il sogno è morto
Clab è morto.

Sam Fisher

Leggi anche:

Lettera aperta a CLAB da doremifasol.org


Sam Fisher

Salve a tutti, “Sono Io” e sono uno di voi. Un Baglioniano? Un Clabber? Un Baglionista? Uno delle prime file? Uno sempre in piedi? Uno che accetta tutto quello che fa? Sono un Hacker, nel cuore di doremifasol.org e vi "colpirò" quando meno ve lo aspettate.

29 Commenti

  1. Ciao Sam,ti ringrazio di avermi risposto e di aver chiarito alcuni concetti. Com’è la situazione riguardo Clab è palese e siccome i soldi sono sudati è più che legittimo di non rinnovare più la tessera. È anche comprensibile che si possa delusi al di là dei soldi per come da tempo la gestione fa acqua da tutte le parti.Nostante tutto ciò mi sento ancora una Clabber ma nello stesso tempo sono consapevole che un tempo è finito ma non è detto che non ne possa nascere un tempo nuovo anche per Clab in fondo è nato come un Sogno posso aspettare ancora un po’.Ciao Mary-Maria

  2. Io aspetto ancora il rimborso del biglietto del concerto annullato al J&J nell’Agosto 1992.
    David Zard avrà pure avuto le sue colpe, ma io era Clab che ero andato a vedere, che ho pagato e che dovrebbe assumersi la responsabilità di essersi affidato ad un ladro.

  3. Enrico ,Clabber 1369

    quindi tra i primi, come non essere uniti al pensiero espresso dai molti ex iscritti a quello che doveva essere un filo invisibile che doveva legarci al nostro artista preferito? Un primo momento iscrizione gratuita, poi con la motivazione di associazione culturale doveva avere un bilancio, uno statuto. Va bene giusto. Almeno arrivava del materiale esclusivo, un qualcosa che oltre al pass dedicato, ci faceva sentire Clabber. In seguito mi sono sentito solo un numero di tessera è un bonifico di versamento. Ho deciso da anni di devolvere quei soldi, in altre costruttive cose tipo onlus benefiche. Naturalmente la vicinanza a Claudio rimane come la stima ed il resto. Dietro a lui come sappiamo una schiera di addetti, cadetti o persone vicine al Mago, non sempre attente, forse a noi pubblico osannante. Non è una critica la mia, nulla è dovuto ne reclamato per € 30,00. Ma non si vive di solo vile danaro. Non sono certamente € 30,00 che cambiano la vita, no però è una questione di concetto. Perché pagare per sentirmi un numero vuoto, non considerato? È una riflessione amara la mia ma realistica e reale. Quindi forse arrivederci Clab, se vorrai un giorno farmi rispolverare quella tessera 1369, con tutti i suoi risvolti, io ho pazienza se no…pazienza.

    1. Sono un ex iscritto a CLAB.Andate ha vedere il video di claudio Tre storie dal titolo Clab 12 anni di incontri.Cosi’ vi mettete l’anima in pace,una volta per sempre.Passo e chiudo.Fan ’74

  4. Ciao, ho letto con attenzione il tuo scritto che condivido pienamente. Quantomeno le varie associazioni in questi due anni pandemici hanno protratto le quote associative all’anno successivo, senza far pagare la quota associativa. Clab si è distinta in negativo per la propria mancanza in questo senso, ma certamente se qualcuno desse spiegazioni, c’entrerebbe sempre la pandemia, diventata la “scusa ufficiale” per le mancanze di tanti aspetti sociali, umani, lavorativi di questo periodo. Esattamente come le RSA chiuse a Natale con gli anziani che moriranno di solitudine all’interno in nome delle misure precauzionali contro la pandemia. (So che questo confronto ti sembrerà un po’ paradossale, ma volevo rendere il concetto).
    Nel nome di una passione si fa tutto, si sa, ci si butta sotto un palco rischiando di essere schiacciati per toccare la mano a Claudio, si calpesta il piede già dolorante della fan a fianco per essere in prima fila, si litiga per le fantomatiche prime file accusando gli altri di essere raccomandati, si creano faide da stadio della peggior specie…Sempre in nome di un Beniamino.
    Ovviamente alcune associazioni lo sanno benissimo e giocando sul senso di appartenenza chiedono iscrizioni in cambio del nulla. Poi ci si sveglia, si cresce, si guarda in faccia la realtà e si giunge alle tue realistiche e disilluse conclusioni. Chapeu!!!E buon anno a te, a me, a noi che ci siamo svegliati.

    1. Ciao Elisa,
      hai reso bene il concetto. Viviamo in un tempo diverso che non ci aspettavamo di vivere e ogni cosa l’attribuiamo a questo periodo.
      Clab però vacillava da prima della pandemia, basti ricordare il vicolo cieco in cui si erano infilati con i raduni rinviati.
      La passione per l’arte e per il bello è ancora viva credimi, si è assopito però quel senso di appartenenza perchè non sai più a cosa appartenere.
      Buon anno anche a te e resta sveglia anche oltre la mezzanotte 😉
      Sam

      1. Tranquillo Sam, sono ancora sveglia alle 6 di mattina e ti sto leggendo!!!
        Sarà mica colpa della pandemia? Buona musica a te!!!!

  5. Non conosco bene “clab”, pur apprezzando moltissimo Baglioni, che seguo da 40 anni almeno, e ho visto in vari concerti. Per esperienza posso cmq dire che a mio avviso i club dei fan dei cantanti sono il nulla. Penso che l’artista normalmente non li segua nemmeno: è solo un team che cerca un po’ di tenere le fila degli aficionados, legato sempre all’etichetta , di norma. Il cantante poi può privilegiare qualche persona conosciuta, sempre cmq cerchie ristrettissime. Il resto è vapore, il nulla . Ritengo inutile iscriversi a questi sodalizi. Ripeto che mi riferisco a clab, parlo in generale. Non ne vedo la ragione, infatti lo ero iscritto ( altri club ) e mi sono tolto. Gli sconti per gli eventi si possono avere anche con altre opzioni. Auguri cari di buon anno a tutte e tutti.

      1. Tranquilli: sono capitato per puro caso in questa discussione, che ho “dilatato” sul senso , a mio parere vuoto, dei fanclub degli artisti. Se invece vi piace tanti auguri e buon per voi ! Scusate il disturbo e buon anno.

    1. Buonasera Massimo Dott,
      no non è stato inutile iscriversi a Clab.
      Clab ha dato tanto ai suoi iscritti nella prima parte della sua vita. Poi si è un pò spento piano piano e adesso si, è inutile iscriversi.
      Grazie
      Sam

  6. Salve a tutti. Ho fatto parte del Clab per poco tempo. In effetti non dava tanto farne parte…comunque sono fan di Claudio da piu di quaranta anni è questo indipendentemente dal fatto di essere iscritta o meno. Io credo che di è fan anche in disparte….Si compra i suoi Cd e per lui è più importante questo. Non si possono certo paragonare gli ultimi due anni….Sam è tutto fermo….Non vedi che situazione stiamo vivendo? Anche lui di conseguenza bloccato e a seguire Clab come noi siamo bloccati con i concerti. È normale in questo clima di precarietà avere i biglietti bloccati se da poter avere il rimborso se non di vouchers? Mah non so. Speriamo di riuscire ad andarci…comunque sempre fan di Claudio.

    1. Ciao Stella,
      capisco quello che dici e credimi lo so bene che è tutto fermo da due anni. Si sono fermate le vite di tutti noi.
      A maggior ragione allora FERMA anche Clab, ma ferma anche le iscrizioni, oppure semplicemente rinnova in modo automatico chi ha pagato in questi due anni senza ricevere un servizio.
      Bastava poco Stella.
      Grazie per il tuo intervento
      Sam

      1. Sono d’accordissimo con te Sam,almeno un rimborso per questi due anni pagati inutilmente,senza usufruire di nulla…hai ragione Clab si è spento lentamente e adesso è veramente morto…. peccato perché era partito come un viaggio per tutti noi viaggiatori con il nostro capitano,ma così non è mai stato..siamo stati sempre abbandonati a noi stessi…e quindi prevedibile che ci stancassimo di dare soldi inutilmente… peccato…buon 2022 a tutti e speriamo di vederci a Caracalla

  7. Clabber 2823, vale a dire Clabber di lungo corso. Ma in realtà ex Clabber, perché da diversi anni non pago più l’iscrizione. E non la pago più da quando ho avuto chiara la sensazione che Claudio si fosse stancato di questo giocattolo, e che non sapesse come sbarazzarsene. Ora però quello che mi disturba è quanto leggo in questo articolo, e cioè che Clab recepisce le quote di iscrizione ma non rende conto di come impiega questi soldi. Allora, questo è quanto meno imbarazzante, non trovate? Capisco il sogno, capisco l’appartenenza ad un gruppo, capisco la gioia di far parte di qualunque cosa faccia capo al Nostro, ma qui….è troppo!. Sì, Sam, penso anch’io che il sogno sia morto, almeno quello targato Clab. Per il resto, la magia, l’emozione, il sogno che ci regalano la musica di Claudio, quelli restano con noi.

    1. Ciao Clabber 2823,
      si quello che ci ha regalato Claudio negli anni passati nessuno vuole intaccarlo. Rimane lì intatto.
      La gestione Clab invece no, quella la si può toccare e gridare la nostra delusione.
      Grazie per il tuo commento.
      Sam

      1. È possibile che ci sia anche una difficoltà oggettiva riguardo alla chiusura del Clab, che è pur sempre una associazione con degli iscritti, quindi per chiudere sarebbe necessaria un’assemblea con la presenza dei soci. Ma anche in questo caso, cosa stanno facendo, aspettano che anche gli irriducibili smettano di pagare? Non mi pare il massimo della serietà….

  8. Da baglioniano “laico e non praticante “ossia mai iscritto a Clab perche’ oggettivamente non avrei tempo e modo di partecipare alle iniziative. io sti 30 euro li darei a prescindere, fosse solo per un senso di ” appartenenza”. Un po come quando e’ uscito il nuovo disco che ho comprato pur avendo, e si sa, mille modi per ascoltarlo gratis. Sono scelte estremamente personali che vanno rispettate , come rispetto il pensiero ( e la delusione e l’ amarezza da innamorato tradito) di Sam.
    E pensare che basterebbe soltanto un social media manager con un po di esperienza ….
    Buon anno a tutti

    1. Caro Angelo,
      su un disco “inutile” da comprare c’è comunque del lavoro, delle persone che ripaghi con il tuo acquisto.
      Nella quota associativa a Clab, invece, non è rimasto più nulla. I problemi c’erano anche prima della pandemia.
      Questi ultimi 3 anni sono solo la logica conseguenza di una gestione pessima che ha messo i clabber come ultima ruota del carro..fino a staccare il rimorchio e a lasciarci soli per strada.
      Grazie per il tuo pensiero
      Sam

  9. Dal primo Clab le cose sono cambiate, guarda caso proprio oggi a casa dei miei ritrovo i gadget che allora spedivano, l’iscrizione é senso di appartenenza che ognuno decide da sé.

    Per quanto riguarda le trasmissioni sappiamo bene (e conosciamo) che ci vanno sempre gli stessi, questa é l’organizzazione attuale.

    Per me rimarrà sempre il Claudio della porta accanto e mai il Claudio del faccia a faccia.

    Io lo vivo così da quell’agosto del 1985.

  10. Ciao io rinnovo ancora l’iscrizione perché ho una tessera, no non c’è più pure quella, ho un numero di 5 cifre. Se non sbaglio nell’ultimo o penultimo raduno Claudio disse che con un pò di tempo avrebbe messo mano a Clab. Non è stato fatto nulla e non credo cambierà nulla. Peccato l’idea era buona, poi sono cambiate tante cose. Il sito Clab mai aggiornato, non rispondono mai neanche per email. Si il sogno è morto

    1. Caro Sam, è passato il tempo!
      Quel maledetto tempo che anche il grande Mago ha sempre temuto e rincorso.
      Era già tanto quello trascorso fluido 3 anni fa, l’ultimo recupero di raduno arretrato, figurati questo di adesso, un tempo incancrenito ed opacizzato dalla pandemia, quando i raduni arretrati, manco io che io sono una contabile, so dire quanti siano.
      Non apparteniamo a nessun gruppo, siamo irrimediabilmente isolati.
      E questo isolamento non lo si supererà neppure quando sarà andata via questa epoca di contagio. Oramai ha determinato, soprattutto nelle nuove generazioni, modalità di vita e di relazione completamente diverse che non presuppongono il contatto fisico e men che meno l’appartenere a qualsiasi rete o gruppo.
      Ognuno per sé. Dio per tutti.
      Già dieci anni fa lui stesso si chiedeva che sarebbe stato di questo progetto, un lustro fa, poi, secondo me, già non ci credeva più e lo trascinava avanti per forza d’inerzia.
      Poi è arrivato questo tempo, che tutto giustifica e giustificherà. Soprattutto le mancanze.
      Che siamo tutti carne da macello nelle grinfie della Fep (o comunque dei meccanismi economici) ci è chiaro da anni!
      Ma noi rincorriamo indomiti quell’anelito di poesia che fu e non è più.
      Siamo invecchiati tutti: noi, lui, il mondo, ma ci ostiniamo, quanto meno io, a cercare di rinvenire nel presente tracce di quel passato di fasti che non esiste più.
      È stato, ma non è
      Perché attorno c’è un altro tempo, ci sono altre facce, altri suoni stonati e la musica bella pare essere rimasta solo dentro ai nostri ricordi.
      A volte mi sento come mio padre che da sessant’anni versa, rigorosamente al 2 di gennaio, la sua quota di adesione all’associazione dei reduci e dei dispersi in guerra.
      Non chiede nulla, non gli mandano niente in cambio, ma lui apparterrà sempre, per la vita, a quell’associazione. Anche quando l’ultimo reduce cesserà di vivere.
      Perché lui è quell’associazione.
      E sempre sarà parte di essa.

      1. Ciao Tatiana,
        che bella l’immagine del tuo babbo, chissà quante storie ha nel suo arco che potrebbe raccontare.

        Anche se già le denominazioni tra Clab e Associazione Reduci di Guerra ti fanno capire che stiamo parlando di due realtà completamente diverse, mi hai però incuriosito e sono andato a curiosare sul sito dell’associazione. Ho visto un sito non nuovissimo, ma aggiornato. Ci sono iniziative e riviste mensili di centinaia di pagine. Immagino poi che questa associazione porti avanti battaglie proprie per riconoscere diritti di chi ha combattuto per noi. Insomma, il tuo babbo oltre a pagare la quota solo perché lo ha sempre fatto, investe i suoi soldi in qualcosa di tangibile. Clab non è più tangibile da anni. Sai meglio di me di cosa parlo e la cosa che fa più rabbia è che ci sono persone come te e come tante altre che stanno scrivendo, che ci credono ancora ma chi detiene la titolarità di Clab e del suo conto corrente però non fa nulla per alimentare i vostri sogni. NULLA!!
        Non credo all’associazione che ruba i nostri soldi, sono abbastanza sicuro che non ne avrebbero neanche bisogno. Peggio ancora credo in un menefreghismo totale di chi dovrebbe tenersi stretto i propri clabber. E va bene il sogno, ma ad un certo punto se visti da fuori, sembriamo solo dei poveri illusi.
        Grazie per la tua storia
        Sam

    2. Ciao Nic,
      io ho la tessera tipo bancomat pensa quanto sono nostalgico.
      Ma sia chiaro, io non pretendevo la spilla annuale o il calendario da tavolo, non pretendo un concerto annuale specialmente in questo tempo.
      Pretendevo un pò di rispetto verso chi ogni anno paga a prescindere da tutto ad occhi chiusi. Invece sono due anni che nessuno ti dice nulla.
      Bastava anche un: Scusa hai pagato ma il mondo è fermo e non possiamo fare nulla, per cui non pagare l’anno prossimo e considerati già iscritto. NIENTE!!
      O ripaghi o sei fuori
      Grazie Nic
      Sam

      1. Caro Sam anch’io non pretendo nulla, ma un pò diciamo di “rispetto “ quando si telefona o si scrivono email. Ma Clab da chi è gestito? Penso che ci siano nomi e cognomi di chi gestisce male. Tutti diciamo Clab ma dietro ci sono persone che dovrebbero fare il loro lavoro. Boh comunque tutto finisce e il sogno Clab è finito da molto. Ciao

        1. Ciao Nico,
          rispetto è la parola giusta.
          Rispetto per i nostri soldi e rispetto per noi che vogliamo credere ancora a qualcosa.
          A presto
          Sam

  11. Sicuramente molte delle cose che hai scritto sono la realtà di oggi,altre sono solo tue riflessioni ma solo tue.

    Clab è stato un grande sogno,le cose cambiano e se pensavamo di essere Onnipotenti il Covid19 ci ha costretti a guardare in faccia alla realtà. Clab non ti da più niente, non rappresenta più nulla non pagare più dov’è il problema?

    Io ho continuato a rinnovare l’iscrizione perché mi sento parte della vita e delle scelte di Claudio e da tanto tempo pago l’iscrizione ma non aspetto niente in cambio…

    E’ dal concerto allo Stadio Olimpico che le cose sono cambiate se poi le presale ti sembrano poca cosa non farlo.

    Io la penso così sottolineo è il mio pensare ai concerti ci vado se posso nei limiti delle possibilità nelle prime file quindi se ho una corsia preferenziale ben venga.

    Il Clab può avere diverse mancanze ma siamo sempre avvertiti prima di tutti e questo ci dà la possibilità di scegliere come meglio ci aggrada non mi sembra poco e non è un diritto acquisito

    Perché essere Clabber doveva darci un privilegio a Canale5?Io ho rinunciato da tempo anche a provarci perché è palese come vanno queste scelte,vanno sempre gli stessi perché hanno in contatti con qualcuno.Penso che Clab sia altro e non sempre le viene data la possibilità di fare scelte diciamo speciali per noi, il Sogno per te è morto se veramente questo è il tuo sentire anche se pagassi la quota se già fuori da tutto.

    Ciao Mary-Maria

    1. Ciao Mary,
      grazie per il tuo pensiero rispettabilissimo ovviamente.

      Hai però mal interpretato la questione della trasmissione. Essere clabber non doveva essere un privilegio ma è stato il contrario. Diverse persone che avevano ricevuto l’accredito, non sono state fatte entrare proprio perché clabber.

      Per quanto riguardo il resto, Clab si è incartato ancor prima del covid. La presale non è poca cosa ma non c’è ogni anno, sono 2 anni che non si tengono concerti e nelle ultime due quote che hai pagato non hai avuto neanche quella. Sarebbe stato forse più giusto congelare le attività clab, come tanti altri settori hanno fatto in questo periodo di “immobilità”. Invece Clab non ti ha detto nulla e ha confidato nella tua fedeltà smisurata nel pagare per nulla.
      Possiamo anche fare i discorsi più belli e alti possibili, ma alla fine sono soldi tuoi che vanno a qualcuno e quel qualcuno non ti sta rendendo nessun servizio.
      Se tu sei felice di regalare questi soldi SOLO PER DIRE DI ESSERE CLABBER fallo pure, ma sappi che dall’altra parte c’è comunque qualcuno che li prende e ci fa qualcosa e non lo sta facendo per te.

      Se poi dici che spendi 30 euro per essere informata tempestivamente sulle attività dell’artista, beh ti ricordo che stai commentando su un sito che è altrettanto tempestivo con le news che ricevi da Clab e non ti chiede neanche i 30 euro. 😉

      Stammi bene e stai sempre attenta
      Sam

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