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Anche Renzi al San Carlo per Claudio Baglioni

Renzi al San Carlo per Baglioni: «Un extraterrestre».

E su Napoli: «Le ho dato tanto, non sempre ricambiato»

Da Bono Vox a Coez, la passione per la musica dell’ex premier con la consorte al Massimo partenopeo per i 71 anni del cantautore: «È Agnese la sua grande fan»

Mano nella mano, la testa di lei sulla spalla di lui. E poi «le canzoni stonate, urlate al cielo lassù…»… Matteo Renzi e Agnese Landini erano fra il pubblico che ha osannato Claudio Baglioni lunedì sera al teatro San Carlo. Canzone dopo canzone, seduti vicini nel palco reale hanno applaudito un cantante che ha entusiasmato un uditorio di età diverse, trascinandolo in un grandissimo show collettivo.

Chi è il fan più accanito dei due di Claudio Baglioni, lei o sua moglie?

«Sicuramente la persona che ama di più Claudio Baglioni è mia moglie. Ma è stato un concerto molto bello in senso assoluto. L’ennesima grande prova di un grande artista. Lui è stato tre ore e quaranta in scena senza bere un goccio d’acqua. Ebbene, lo devo dire, quest’uomo qui, a 71 anni, appartiene alla categoria degli extraterrestri. Intorno alla mezzanotte, mezzanotte e dieci una signora dalla platea gli ha urlato: ‘’Claudio bevi un po’”, come se fosse la sua mamma, preoccupata che lui fosse disidratato».

Una sua personale classifica dei suoi successi?

«Ma come si fa a fare una classifica di una musica che è indelebile, immortale? Se pensi che ‘’Questo piccolo grande amore’’ ha 50 anni, è stata scritta nel 1972… Sembra quasi impossibile tanto è attuale. Ma poi ‘’Sabato pomeriggio’’, ‘’Strada Facendo’’… io a fare una classifica, una graduatoria, proprio non riesco e neanche mia moglie che è più appassionata di me. Ma anche lo stesso Baglioni ha raccontato che ha difficoltà ha organizzare una scaletta: ha trecentoventi canzoni fra cui scegliere e per lo show ne deve selezionare venti/venticinque: una cosa davvero complicata».

Lei, che ha solo 47 anni, in questa atmosfera deve essersi sentito un ragazzino.

«Resistere come resistono questi successi e come resiste Baglioni è difficile. Lo ha detto anche il figlio di Claudio quando è salito sul palco e lo ha accompagnato con la chitarra nella canzone «Dolce sentire». Anche qui siamo ad una storia di 50 anni, da quando Zeffirelli inserì il brano nel film ‘’Fratello sole, sorella luna’’, nel 1972».

E la canzone, anzi le canzoni, che in qualche modo hanno accompagnato la sua storia con Agnese?

«No, questo no, siamo molto riservati. Raccontarci in questo modo non ci è mai piaciuto».

Come mai avete scelto di seguire il concerto a Napoli, data di chiusura del tour?

«Per motivi personali avevamo perso la data di Firenze, al teatro della Pergola. E siamo riusciti a organizzarci per Napoli, peraltro mettendo insieme un po’ di cose diverse: e così abbiamo trascorso una giornata bellissima».

Cosa avete fatto prima di arrivare a teatro?

«Siamo stati ad Ercolano, dal sindaco Ciro Buonajuto. Lui ha scelto di destinare da dodici anni il suo stipendio alle borse di studio sulla legalità, per accompagnare il cammino di dieci ragazzi fino all’università. Ho partecipato alla cerimonia di consegna di questi premi, quindi siamo stati a pranzo e poi, per la prima volta, ho visitato gli Scavi di Ercolano».

Mai visti prima eppure sostenuti con entusiasmo quando era al Governo.

«E scoprire che il finanziamento che abbiamo dato ha prodotto una così bella meraviglia. Prima facevano notizia i crolli, oggi ci sono turisti e splendore. Napoli è una città sulla quale abbiamo sempre investito tanto, un grande amore per me non sempre ricambiato, ma per me è sempre un piacere passare da qui. L’investimento importante fatto sugli Scavi, sull’autonomia di Ercolano da Pompei, è davvero motivo di grande soddisfazione per me, questa zona sta tornando ad essere al centro delle radici culturali del Paese».

Pare abbia incrociato moltissimi turisti e ricevuto oltre cento di richieste di selfie, ai quali non si è sottratto.

«Sì, ho visto una folla straordinaria e internazionale, e il godimento di un posto davvero unico. Poi abbiamo visitato la villa di Leopardi, villa La Ginestra, a Torre del Greco: Agnese ci teneva molto a vederla. Insomma una bella giornata, una full immersion nella cultura»

E poi al San Carlo.

«Dove vale sempre la pena di tornare. Io ci sono stato quattro o cinque volte ed è sempre una bella emozione. Per Baglioni poi è stata una esperienza ancora diversa, un grande teatro lirico vissuto in una chiave meno consueta».

Dopo il teatro, come avete concluso la giornata?

«Siamo stati a salutare Baglioni e a dargli gli auguri: era pure il suo compleanno. Ci siamo ritrovati nel foyer piccolo del teatro, abbiamo scambiato due chiacchiere. E poi a letto senza cena».

Neanche una pizza, una sosta al volo?

«Macché. Siamo andati via oltre l’una, il concerto è finito tardissimo. La sveglia era puntata alle cinque. Abbiamo preso il primo treno delle 6: Agnese aveva scuola ed io la presentazione del mio libro»

Torniamo alla musica: lei si è messo in luce come interprete, in passato, accettando ironicamente di intonare «Ricominciamo», ma anche «La musica non c’è» di Coez, totalizzando visualizzazioni sui social da star. Ma qual è la musica che le piace?

«Tutta, io amo tutta la musica: da Francesco Guccini a tutti i cantautori. Ero amico di Lucio Dalla e ho una passione straordinaria per Francesco De Gregori e per quella che viene definita la vecchia guardia. Ma anche per quelli più giovani, a casa ascoltiamo di tutto e possiamo definirci ottimi clienti Spotify».

Certo, con tre figli, la trasversalità è d’obbligo.

«Ci si trova ad ascoltare ogni tipo di musica. Dopo di che c’è un grande tema, da affrontare in senso più ampio, che è legato alla musica: in tempi di guerra e di crisi, ciò che in qualche modo ci fa parlare un linguaggio universale è proprio la musica. Quando c’era il Covid cosa si faceva? Si cantava sulle terrazze. E questo vale anche per la guerra, che ci impone di tornare ad un linguaggio universale, che possa far maturare una comprensione comune delle cose e una solidarietà diffusa».

Fra i grandi nomi del rock e della musica ha dimenticato di citare Bono Vox, che ha incrociato personalmente.

«Ma sono tanti quelli che non ho citato. Sulla musica sono un fissato, malato. Da Presidente del Consiglio ho incontrato Bono Vox due volte, a Palazzo Chigi e all’Expo, e ho avuto con lui confronti serratissimi. Io per la musica ho una passione vera. Perciò apprezzo Baglioni che è un grande artista, e un evviva anche per la musica classica»

Anna Paola Merone per IL CORRIERE DEL MEZZIOGIORNO


The Godfather

The Godfather [Il Padrino] - Dietro questo nickname si cela il nostro fondatore e amministratore unico TONY ASSANTE, più grigio ma MAI domo. Il logo (lo chiedono in molti) è il simbolo dei FANS di Elvis Presley (Cercate il significato in rete).

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