XXV Raduno CLAB

XXV RADUNO CLAB

22 febbraio 2026 ROMA

Auditorium Parco della Musica

STAMPA E MULTIMEDIA

SCALETTA XXV RADUNO CLAB

Un Auditorium Parco della musica super affollato per questo XXV Raduno ClaB per gli iscritti 2024.
Tantissime persone da ogni parte per il suo mago.

  • Ore 15:42: Sale sul palco Claudio Baglioni che con la chitarra inizia a suonare Noi no.
  • Ore 15:48: Claudio dà il benvenuto ai suoi fans.

Dagli spalti uno striscione dedicato ad Emanuela che ci ha lasciato nei mesi scorsi. Claudio ricorda lei e tutte le persone che ci hanno lasciato. Dalla platea parte un lungo applauso. Claudio dice che tutto questo ci ricorda ciò che siamo stati e attraverso quello striscione ricordare tutti gli amici in comune che non ci sono più.

  • Ore 15:53: Salgono sul palco i consiglierei per approvare il bilancio dell’associazione al 31/12/24.
  • Ore 15:59: Claudio si siede al pianoforte a coda e canta: Con voi

Dal pubblico parte una coreografia di cartoncini gialli, rossi, blu ed uno striscione organizzata dal gruppo fb Le Baglioncine. Claudio ringrazia tutti.

  • Ore 16:09: Claudio pensando a cosa potesse fare al raduno, ha raccontato di aver fatto oramai di tutto dalle canzoni mai fatte alle canzoni più conosciute e dopo tanto pensare ha deciso che in questo raduno farà le canzoni che lui ritiene siano le più belle, e con questo precisa: in genere le canzoni più belle per un cantante sono quelle più difficili da cantare e suonare, per cui sarà una giornata molto impegnativa.
  • Ore 16:15: Si siede alla tastiera e suona Io dal mare.

Claudio racconta che l’aneddoto di quando, ai tempi dell’uscita di Oltre, si schiantò con l’auto sul muro delle villa delle sorelle Fendi. Quando uscì dall’ospedale dovette scappare dai paparazzi che si erano appostati sotto l’edificio e la prossima canzone nasce proprio da quella sua fuga dall’ospedale.

  • Ore 16:24: Claudio al pianoforte digitale canta: Dov’è Dov’è
  • Ore 16:31: Claudio canta: Titoli di coda al pianoforte
  • Ore 16:38: Al piano elettrico Claudio canta: Un mondo a forma di te
  • Ore 16:51: Tienimi con te – Claudio spera che ognuno di noi lo pensi con benevolenza.
  • Ore 17:00: Una forma di felicità si conquista quando apri una porta, un mistero…una porta che si apriva sull’infanzia. Quella felicità senza più porte davanti. Queste le parole di Claudio prima di iniziare a cantare: Patapan al piano a coda

Standing ovation del pubblico a fine canzone

  • Ore 17:11: La piana dei cavalli bradi

Al termine della canzone, molto impegnativa da suonare, Claudio decide di togliersi un sassolino dalla scarpa. Si gira verso il pubblico e dice è difficile liberarsi dai luoghi comuni che ci accompagnano. Un luogo comune è che lui sia un cantante commerciale e che fa quindi canzoni semplici, e riferendosi alla canzone appena cantata, fa notare che ha scritto molte canzoni che di facile non hanno nulla. Guarda caso, continua, lui é il cantante che viene cantato meno ai pianobar e quando lo cantano sono sempre in due, un uomo per fare le parti basse delle canzoni e una donna per fare le parte alte.

  • Ore 17:19: Tamburi lontani

Standing ovation del pubblico a fine canzone

  • Ore 17:35: I vecchi – pianoforte a coda
  • Ore 17:41: Claudio inizia a cantare: Fotografie dicendo che gli piace tanto per la sua forma
  • Ore 17:50: Claudio prima di cantare Le ragazze dell’Est, racconta della sua esperienza a Cracovia – piano digitale
  • Ore 17:58: Avrai – piano a coda
  • Ore 18:02: Claudio ricorda quando abitava a Centocelle che c’era un negozio che si chiamava: “All’onestà” e non vedeva mai nessuno. Per essere onesti, bisogna pagare caro, sottolinea. Ricorda l’onestà di suo padre e dei nomignoli che gli dava. Come finisce di parlare, inizia a cantare: Grand’uomo – piano elettrico
  • Ore 18:13: Dieci dita – piano digitale
  • Ore 18:19: Sale sul palco Giovanni Baglioni e Claudio canta: Quanto ti voglio
  • Ore 18:24: Claudio canta: Via con Giovanni Baglioni alla chitarra
  • Ore 18:32: Giovanni Baglioni esce dal palco, Claudio si siede al piano a coda e canta: Il sole e la luna
  • Ore 18:42: Claudio al piano elettrico canta: Quante volte. Il pubblico lo accompagna con la sua voce
  • Ore 18:47: Amori in corso – piano digitale
  • Ore 18:53: Una di quelle canzoni che nascono da sole: Con tutto l’amore che posso al piano a coda
  • Ore 19:00: C’è un qualcosa che è temibile: la pornografia dei sentimenti che mostrati così tanto, diventano meccanici. Ad esempio anche il dolore quando diventa pornografico ci stai male. Perché il mondo ci fa masturbare di dolore? Claudio ricorda Domenico, il bambino di due anni che è morto a causa del cuore fallito. Claudio a fine discorso inizia a cantare: Ti amo ancora, poi si ferma perché ha sbagliato le note e ricomincia. Il pubblico canta all’unisono con lui.
  • Ore 19:08: In un’altra vita – piano a coda
  • Ore 19:14: Domani mai – piano a coda
  • Ore 19:18: Claudio si ferma perché gli si scaricano le batterie del microfono. Sale sul palco un assistente che gliele cambia
  • Ore 19:20: Claudio si siede al piano elettrico e canta: Quei due
  • Ore 19:25: Stai su – piano elettrico
  • Ore 19:30: Ci sono canzoni scritte su altre canzoni e parte Reginella Reginè
  • Ore 19:37: Signora delle ore scure – piano elettrico
  • Ore 19:41: Mille giorni di te e di me – piano digitale

Alla fine della canzone il pubblico corre sotto al palco ma Claudio li fa tornare al proprio posto dicendo che si scoraggia davanti a queste cose perché ha sempre pensato che questa fosse un’occasione diversa.

  • Ore 19:54: Ninna nanna – piano a coda
  • Ore 20:00: Pace – piano digitale
  • Ore 20:05: Medley – Frammenti al piano elettrico:
    . Questo piccolo grande amore
    . Amore bello
    . E tu
    . Sabato pomeriggio
    . Solo
    . Strada facendo
    . La vita é adesso
    . Sono io
    . Io sono qui
    . Cuore d’aliante
    . Mal d’amore
    . Uomo di varie età
  • Ore 20:20: Claudio si siede al piano a coda e ringrazia il pubblico per il lungo pomeriggio insieme. Poi inizia a cantare: Buona fortuna.

A fine canzone, sulle note di Tieniamente, dà le mani al pubblico, salutandolo.

Scaletta a cura di Sabrina Panfili in esclusiva per doremifasol.org e saltasullavita.com

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PRE RADUNO>>>

XXV RADUNO CLAB e convocazione assemblea

XXV RADUNO e convocazione assemblea degli associati di
“CLAB ASSOCIAZIONE CULTURALE”

Ai sensi dell’art. 7 dello Statuto vigente, è convocata l’assemblea ordinaria dell’Associazione denominata “CLAB ASSOCIAZIONE CULTURALE”, in breve CLAB:

per il giorno 22 febbraio 2026 alle ore 15, presso la Sala Santa Cecilia dell’Auditorium Parco della Musica di Roma in Viale P. De Coubertin n. 30.

Ai sensi di quanto previsto dall’articolo 7 dello Statuto Sociale i soci per poter partecipare all’assemblea devono presentare apposita richiesta scritta al consiglio Direttivo almeno 20 giorni prima dell’adunanza. La conferma dovrà essere inoltrata tramite posta elettronica al seguente indirizzo: clab@baglioni.it.

Ordine del giorno

L’ordine del giorno dei lavori dell’assemblea è fissato come segue:

Approvazione rendiconto 2024; deliberazioni inerenti e conseguenti.

Il bilancio è pubblicato sul sito istituzionale/albo sociale.

Sono ammesse deleghe scritte ad altri soci ai sensi dell’articolo 8 dello Statuto Sociale. Le deleghe dovranno essere inviate entro il 06/02/2026 tramite posta elettronica all’indirizzo deleghevotobilanciclab@gmail.com con copia di valido documento di identità del delegante.

IL XXV RADUNO PREVEDE LA PARTECIPAZIONE DEGLI ISCRITTI A CLAB ON LINE NELL’ANNO 2024

L’INGRESSO SARÀ CONSENTITO SOLO ED UNICAMENTE AI SOCI MUNITI DI DOCUMENTO DI IDENTITÀ E COPIA DEL PAGAMENTO DELLA QUOTA ASSOCIATIVA EFFETTUATO TRA IL 01 GENNAIO 2024 E IL 31 DICEMBRE 2024.

Il Presidente del Consiglio Direttivo
Avv. Luca Pardo

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METEO PREVISTO

ROMA METEO

COME ARRIVARE

Indirizzo:

Via Pietro De Coubertin,30, 00196 ROMA RM

MEZZI PUBBLICI

In metropolitana

  • Metro A – fermata Flaminio poi Autobus 2 o M
  • Ferrovia Roma-Nord – fermata Piazza Euclide

In autobus

  • Linea 910 – capolinea Termini/Piazza Mancini
  • Linea 53 – Capolinea Piazza Mancini/Piazza San Silvestro
  • Linea M – Capolinea Stazione Termini/Viale Pietro de Coubertin (Auditorium) dalle ore 17 fino al termine dell’ultimo spettacolo. Partenze ogni 15 minuti
  • Linea 2 – Capolinea P.le delle Canestre (Villa Borghese/P.le Flaminio)/P.zza Mancini

In auto

G.R.A. uscita Flaminio Saxa Rubra, direzione Corso di Francia
Lungotevere Flaminio/Viale Tiziano, altezza Palazzetto dello Sport

Parcheggi

Disponibili parcheggi presso la struttura
Sono presenti inoltre posti auto per i diversamente abili

Accessibilità

La struttura è adibita ad accogliere le persone diversamente abili. Presso l’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone c’è ampia possibilità di parcheggio, con posti riservati ai diversamente abili.

ATTENZIONE

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4 Commenti

  1. Mi dispiace non esserci stata al Raduno ma nel 2024 non si riusciva a fare l’iscrizione abbiamo provato più volte ma nessuno ci ha mai dato spiegazioni.Sono iscritta dal 1995 quando ho chiesto a Clan se c’era in modo per rimediare la risposta è stata che erano dispiaciuti ma non era possibile
    Gentili cortesi ma inflessibili.Ringrazio Claudio per ogni canzone, concerto raduno non c’ero ma il mio cuore era lì, come sempre.Ho tantissimi ricordi chiuso nel cassetto dell’anima.Le cose cambiano e sono cambiata anch’io mi chiedo cosa potevo fare di più per esserci? Ancora grazie Claudio ti aspetto a Genova a luglio e a settembre alla reggia di Caserta e poi non mettiamo limiti alla Provvidenza.Un abbraccio infinito come il bene che ti voglio . Mary-Maria.

  2. Ho scritto ieri su Instagram, qualcosa che mi è venuto di getto, in risposta alle parole di Claudio. Al suo grazie. A noi. Perchè ancora mi stupisce, e non dovrebbe dopo così tanto tempo, il suo tratto gentile, la sua signorilità, la sua grandezza. Lascio anche qui le mie considerazioni. Cosa mai si può rispondere a queste parole così gentili e generose. Cosa che non sia un GRAZIE da parte nostra.
    Ma come si fa a mettere dentro ad un semplice GRAZIE quello che si prova ad un raduno. L’attesa. Per chi ha come me il privilegio di venire da un quartiere poco più in là (quel Montesacro dove tutto cominciava) si tratta solo di poche ore di fila. Un’esperienza in sé. Si chiacchiera, si conoscono persone, ci si difende dalla prepotenza di alcuni che sgomitano per guadagnare qualche posto. Roma nostra ieri ha addolcito l’attesa, con il suo sole e tepore. Con i carapaci grigi contro il cielo azzurro. Che bel biglietto da visita per chi veniva da lontano, che gioia per noi che mai ci abituiamo alla sua bellezza. E qui il primo GRAZIE è d’obbligo. GRAZIE perché l’Auditorium è il luogo perfetto per riunirsi. Hai ragione, dovrebbero cambiargli nome. Già il cuore è pieno. Quando l’attesa finisce e si fonde con la gioia.
    Quando l’attesa finisce e si trasforma in ansia per la ricerca di un posto. Forse l’unico momento che non ricordo mai con piacere. Mi irrita, profondamente, l’accaparramento selvaggio di intere file. È sacrosanto che chi è stato in fila molto più a lungo sia davanti. È giusto. Se per loro è fondamentale è giusto così. Se lo sono guadagnati. Ma ciò non giustifica la prelazione a favore di parenti, amici e conoscenti che se la sono presa molto più comoda anche di me. Scusa ma questa cosa non mi è mai andata giù. Non volermene se vengo a sentirti e a perdermi nell’incanto del raduno. Della tua voce, delle tue parole e della tua musica. Per me non è una priorità vederti e toccarti, ne farmi vedere. Ho avuto modo, in passato, di ringraziarti di essere stato la colonna sonora della mia vita. L’ho sempre considerato un privilegio. Mi basta così. Lascio lo spazio agli altri. Ma, ecco, vorrei che ricambiassero il favore. Ciò detto, trovato un posto in galleria, confermo che anche da lì, appena entri in scena, comincia la magia. Quella cosa che ti cattura e ti trasporta in un mondo di note e parole che invade il cuore e la mente. Scava nelle emozioni, fa riaffiorare i ricordi del passato mentre ne costruisce di nuovi.
    I racconti , così personali. Che sanno di un tempo che anche io ho conosciuto, di situazioni che ora a raccontarle quasi sembrano irreali. Ieri più volte ho pianto. Quei racconti su tuo padre. Mi ha tanto ricordato il mio. Toscano non umbro. Uomini forti e gentili. Che hanno ricominciato una vita altrove per darne una migliore a noi. Per carità, non voglio certo paragonare la mia alla tua ma, nel mio piccolo, sarò per sempre grata a quei genitori che si sono sacrificati per consentirmi di scegliere il mio futuro. Una vita certo più facile della loro. Mi sono ritrovata in quei racconti. E anche mentre cantavi le canzoni a loro dedicate, mi sembrava di sentirle per la prima volta. Non so spiegarlo. Ma avevano un significato struggente. Potente. Che scavava dentro. Forse più di altre volte. Di altri tuoi racconti. GRAZIE della tenerezza di quelle .parole che mi ha consentito di ringraziare, lassù, chi mi ha dato la vita.
    E GRAZIE ancora. Ora da madre. Per l’arte e il talento di tuo figlio, che ci doni. GRAZIE a te e a lui. Ciascuno per sé e insieme. È qualcosa di unico vedervi insieme sul palco. Un privilegio.
    E ancora GRAZIE per le parole che hai speso contro l’indecente esibizione del dolore, ancor più inaccettabile se confrontata alla dignità e alla compostezza di quella madre coraggio.
    E GRAZIE, e ancora mi fanno male le mani per quanto ho applaudito, per l’aver, ancora una volta, arginato la consueta invasione di campo. L’ho sempre trovata “lesiva dei diritti altrui”, per dirla in qualche modo. Se almeno tu ogni volta la sollecitassi, l’accetterei di buon grado. Ma così non mi sembra e, pertanto, rimane solo un’iniziativa autonoma di chi ritiene di aver maggior diritti, in virtù di una più autorevole presenza all’interno dell’associazione, una migliore posizione in platea, un diritto quesito in virtù di una decennale militanza o, solo, migliori attitudini atletiche. La cosa non mi convince ai concerti, se ho pagato un biglietto e la vista mi viene ostruita. Ma, forse, ancor meno mi trova d’accordo, in una situazione come quella del raduno.
    Salvo mio errore e, a meno che lo statuto o l’atto costitutivo non lo prevedano espressamente, tutti gli associati hanno pari diritti e “pari dignità”, fatto salvo il diritto alle prime file conquistato a suon di notti all’addiaccio e file di ore e ore. Ci si alza in piedi, quando l’emozione è troppo forte per rimanere fermi ma poi ci si risiede perché nelle file dietro ci sono altre persone, mi permetto di dire altri fan, anche se meno titolati, che vogliono ascoltarti e anche vederti , anche se in lontananza. E magari quelle persone non vogliono o hanno difficoltà ad alzarsi. O, semplicemente, ritengono di dimostrarti il loro affetto in altro modo. Con la semplice presenza, con gli applausi, con canti e braccia che vanno su. Con gli striscioni e le coreografie (e qui consentimi un grazie a chi organizza e realizza. Ne beneficiamo tutti). E, poi, lasciamelo dire, una corsa e un assembramento, nel prato di uno stadio…al limite! Ma siamo sicuri che un Auditorium, con i suoi velluti e sacralità di tempio della musica, sia il luogo adatto per una tale iniziativa? A voler tacere sui problemi di sicurezza la cui segnalazione lascio a figure con competenze specifiche. SCUSA se mi sono permessa queste osservazioni. Magari sono io che sbaglio.
    E GRAZIE, GRAZIE E ANCORA GRAZIE, così che più forte non si può. Per ogni singola canzone, scelta tra le tue preferite. Da ieri anche le mie.
    GRAZIE anche per le battute. Perché è così bello ridere insieme ad altre migliaia di persone! GRAZIE perché un raduno non è un concerto. È quella cosa che quando cerchi di spiegarla agli estranei non si capisce. Ci sono parole, battute appunto, racconti e brani ripresi chissà dove. Perché è davvero una riunione. Nel senso etimologico del termine. Un unire di nuovo, mettere insieme. E’ qualcosa che si costruisce facendola. O almeno a me sembra così. Non c’è quella distinzione netta tra Artista e pubblico.
    Anche quando, come ieri, non succede fisicamente, è come se i fan fossero sul palco. Mi sembra tutto più diretto. Più partecipato. Ed è qualcosa che, appunto, non si può spiegare. Perché le canzoni è come se fossero ancora più belle, dopo averne saputo la genesi, l’ispirazione e il significato che, tu, gli hai dato, creandole. Parole che credevi di conoscere a memoria da sempre, improvvisamente, offrono nuove interpretazioni. Ed è un dono immenso. Ogni volta mi stupisco e te ne sono grata. È come se fosse un nuovo capolavoro. Una gemma preziosa che manda un bagliore ulteiore, illuminata da un raggio di luce differente.
    GRAZIE per la musica. Dopo decine di occasioni, tra raduni e concerti non mi sono ancora abituata. Sentirti suonare dal vivo! Che gioia, che fortuna. Mi capita spesso di chiudere gli occhi, per paura che le luci mi distraggano. Non si ascolta con le orecchie ma con il cuore.
    GRAZIE a te per il lungo pomeriggio. Per la tua generosità. Che io leggo come cura, attenzione e dedizione verso chi ti segue. Non è scontato. Non è da tutti. Anzi credo sia un unicum. Chissà che fatica e che stanchezza.
    GRAZIE e scusa se non siamo mai sazi. Ma sappi che ogni singolo istante, ogni nota e parola, rimarranno in noi. Avranno sopra impressa una data. Un lembo di ricordo che si riaccenderà imperioso quando riascolteremo quella canzone. Che hai fatto cento volte. Ma per noi, o forse è il caso che parli per me perché per altri magari è diverso, sarà Patapan che hai cantato ieri, a quel raduno in cui hai parlato di tuo padre, in cui ero in galleria e mia figlia non era venuta. Peccato per lei.
    Si ma quando era. Che importa se la data esatta non la ricorderò. Era quel raduno lì…quello che ricorderò per sempre!!!
    GRAZIE di tutto e scusa. Del tempo e dello spazio che ho occupato❤️

  3. Buonasera, per partecipare al raduno è sufficiente presentarsi con l’estratto conto della carta di credito con cui ho effettuato il pagamento e la mail di conferma ricevuta dal CLAB?
    Grazie


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