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Dietro le quinte di Claudio Baglioni a Caracalla

Grazie al sito ziogiorgio.it che ci porta dietro le quinte delle Terme di Caracalla in occasione dei concerti di Claudio Baglioni per il Tour DODICI NOTE TUTTI SU!

Ad inizio stagione ci siamo recati a Roma, nella splendida cornice delle Terme di Caracalla per assistere all’allestimenti dell’impegnativo tour di Claudio Baglioni, “Dodici Note – Tutti Su!” per un totale di 12 date alle Terme di Caracalla, 3 a Siracusa e 2 a Verona. Considerando che l’artista romano che quest’anno festeggiava i 71 anni, aveva già fatto ben 71 date in teatro, c’è senza dubbio da togliersi il cappello.

Purtroppo, per motivi logistici ed un piccolo imprevisto di percorso, non siamo riusciti a goderci il concerto la sera, ma durante il giorno abbiamo avuto modo di parlare con la crew tecnica.

Data la complessità del palco, per numero di musicisti ed organizzazione, per una volta abbiamo iniziato il giro di interviste proprio dai fonici di palco, Luca Morson e Francesco Mascheroni.

ZioGiorgio.it: una gestione palco divisa in due. Puoi spiegarci come vi siete organizzati?

Luca Morson: abbiamo due banchi, io gestisco tutta la parte della band di Claudio compresi i 4 fiati tramite un SD7 mentre il PM3 Rivage presidiato da Francesco Mascheroni gestisce tutta la parte dell’orchestra composta da 10 violini primi, 10 violini secondi, 8 viole, 8 celli, 4 contrabbassi, 4 corni, 2 trombe,2 tromboni, 2 oboi, 2 flauti, 2 clarinetti, 2 fagotti più percussioni e coro per un totale di 224 canali di input List divisi su 4 splitter.
Per quanto riguarda il flusso di segnale entriamo direttamente nello splitter DiGiCo da cui parte l’anello e in più utilizziamo alcuni Madi tra le due consolle di palco per le uscite. Da qui gestiamo anche le RF che sono divise in 20 In ear + 12 Radio microfoni che in centro a Roma ti garantisco non sono poche.

ZioGiorgio.it: bentrovato Francesco, raccontaci come ti sei organizzato per l’orchestra

Francesco Mascheroni: abbiamo diviso gli ascolti per sezioni. Per gli archi utilizziamo i powerplay con prolunghe cuffie, per i legni e gli ottoni utilizziamo il sistema Roland mentre per il coro abbiamo degli In-ear sempre divisi in sezioni. Luca, inoltre, gestisce alcune casse sparse sul palco per gli ascolti del corpo di ballo e i due sub per i batteristi.
Utilizzo l’MRX della Yamaha, mettendo in insert tutti i microfoni dell’orchestra, vengono pilotati da alcune note o riferimenti che do io (ad esempio il rullante della batteria) che fungono da side chain in frequenza limitandone i rientri in base alla soglia che scelgo in base alle dinamiche dei brani direttamente da fader sul banco.
Infine, la microfonazione dell’orchestra è quella standard con i 4099 e CCM4.

ZioGiorgio.it: ciao Bicio, location splendida e produzione importante, ma mi spiegavi a microfoni spenti che non era questo il piano iniziale…

Bicio Marchi: il progetto era partito in maniera leggermente diversa e doveva essere una mezza produzione, un pedanamento dell’orchestra, una integrazione luci e poco altro. Dopo è subentrato il coreografo Giuliano Peparini che con la sua vena artistica e creativa ha impreziosito tutto lo show.
Quindi, quello che doveva essere uno show che avrebbe potuto girare con un bilico e poco più siamo arrivati a sei bilici!

ZioGiorgio.it: l’annoso problema dell’estate 2022, il personale. A voi com’è andata?

Bicio Marchi: come a tutti gli altri da quel che sento. Il primo giorno ci hanno “bucato” una chiamata di 14 ragazzi che dovevano essere se ne sono presentati in 10, peraltro appena arrivati da un load out finito quella stessa mattina. Alle 12, come è giusto che sia, li abbiamo liberati e lasciati andare a riposare.
Mancano poi Scaf, Rigger, ma anche personale generico e non necessariamente così specializzato come serve in un tour.

ZioGiorgio.it: però mi raccontavi che all’estero, almeno negli USA, le cose non vanno meglio…

Bicio Marchi: sono stati qualche mese fa in USA per due mesi per “far partire” il nuovo tour dei Genesis e poi mi sono fermato un altro mese in Florida lavorando su festival vari e anche da loro manca molto personale.
In USA sono successe sostanzialmente due cose: dove ci sono le Union (traducibile come “corporazioni”) si è visto un innalzamento dei prezzi mediamente dal 25 al 30 % (come successo al Madison Square Garden per esempio) mentre nelle location “non Union”, tipo Las Vegas, arrivano invece che un team di professionisti un bel gruppo di studenti senza nessuna professionalità o quasi. Teniamo sempre conto che da loro, se liberi la location in ritardo paghi delle multe molto salate, problema risolvibile quest’ultimo, ma non piacevole…

ZioGiorgio.it: torniamo a questo tour, dacci qualche numero.

Bicio Marchi: tecnici e produzione siamo circa 25 persone, poi abbiamo fatto due chiamate divise in due giorni di una trentine di facchini e altrettanti serviranno per uscire. Tutto sommato un tour sostenibile, vista anche la completezza dello show. Nel momento che tutto era montato poi mi sono servito giusto di una manciata di persone giornaliere.
Ad ogni modo fati conto che sul palco ci sono 130 orchestrali, 20 performer con tutto ciò che questo implica, non è uno show semplice, ma ce la stiamo cavando bene mi pare!

Passiamo al F.o.H. dove troviamo Maurizio Nicotra che ci racconta come ha gestito il mix di sala…

ZioGiorgio.it: un mix che deve tenere a bada molte criticità, come ne sei uscito?

Maurizio Nicotra: al contrario del palco, ho preferito utilizzare un unico mixer di sala. La scelta è stata dettata anche dal fatto di poter utilizzare un supporto di sequenze (registrate della stessa orchestra in sala prove) che ci aiuta in caso di difficoltà, come, ad esempio in una giornata molto ventosa. In questo caso la consolle mi supporta grazie alla sua velocità e alla gestione dei layer mentre attraverso Reaper ho la visione di tutti i canali in tempo reale così da individuare al volo ogni problema. Anche per il Virtual utilizzo Reaper collegato ad un XT della Madiface che trasferisce tutto su 3 flussi Madi.

Abbiamo anche un sistema Pro-Tools che utilizziamo solo per la registrazione. Per quanto riguarda il mix vero e proprio ho lavorato molto durante le prove con Lorenzo Cazzaniga (fonico di studio di Claudio) con il quale abbiamo trovato un ottimo compromesso. Per il microfono radio di Claudio utilizziamo sempre la Capsula DPA D-facto montata però sul nuovo sistema 6000 che nonostante sia completamente digitale mi ha molto sorpreso perché spesso è talmente pulito sulla parte alta che sembra quasi registrata. Ho pochissime macchine esterne (ad esempio il 480) che uso solo sui canali dell’orchestra.

Con Giuliano Bailetti andiamo ad analizzare il PA.

ZioGiorgio.it: un luogo e un PA differenti dal solito per questo evento. Come è stato gestito il tutto?

Giuliano Bailetti: il mio ruolo qui è di PA manager e la difficoltà vera è quella di gestire un impianto che non il l-acoustics sul quale siamo abituati a lavorare ma un sistema Meyer residente montato da Madema e progettato per lo più per gli spettacoli di opera. Come puoi vedere abbiamo una platea molto wide, perciò il lavoro dei side è praticamente uguale a quello del PA principale ma la caratteristica ancora più anomala è la posizione dei sub a metà platea sotto le sedie che per ovvi motivi non potevamo utilizzare. Grazie ad un ottimo lavoro di pre-produzione siamo riusciti a montare 12 sub nella buca dell’orchestra prima che venisse chiusa e pedanata.
L’altra difficoltà è dettata proprio dalla posizione dei due cluster LR del PA principale che si trovano rispettivamente sopra i primi violini e sopra i contrabbassi. In questo caso siamo intervenuti di EQ sulle casse downfill in modo che non ci fossero rientri o sporcature.
La nostra “missione” era quella di raggiungere una linea di riferimento fotografata su Smaart in sala prove, dove Nicotra mixava sia su un impianto L-Acoustic composto da Kara e SB28, sia sui suoi nearfield di iLoud. Devo dire che alla fine ci siamo riusciti!
Per l’allineamento del PA siamo partiti come sempre dal rullante come punto di partenza per poi accorgersi, una volta montato il plexiglass intorno alle due batterie, che in realtà la fonte sonora predominante dal palco era derivante dagli archi (in particolare modo dalle arcate dei primi violini) perciò abbiamo spostato il nostro zero su questa linea.
Tutto il sistema è controllato da 2 Galileo di Madema ai quali arriviamo con un segnale analogico Main e uno digitale come spare che gestiscono circa 30 linee di uscita.

Chiudiamo con Carlo Pastore che racconta gli aspetti visual di questo particolare show

ZioGiorgio.it: raccontaci l’allestimento luci…

Carlo Pastore: sostanzialmente abbiamo integrato quello che già era presente sul posto. La stagione lirica alle Terme di Caracalla è composta da un rig luci base al quale abbiamo aggiunto un floor, con delle americane appese sotto ai portali. Abbiamo un’orchestra di 110 elementi più la band e i performer, quindi il primo obiettivo è illuminarli.
Lavorare di taglio è un po come lavorare frontalmente, percepisci poco di quello che fai, hai poche prospettive nei confronti del fascio luminoso. Quindi, in questo caso abbiamo vestito letteralmente le torri, con un po’ di ibridi, e un po’ di SGM Q7. Abbiamo posizionato ovviamente delle ribalte davanti, con dei tagli e tutto quello che di solito si utilizza per rendere un palco live. Sta di fatto che comunque la potenza che richiede il live è nettamente diversa da quella di un’opera. Quindi dovevamo integrare con delle tecnologie che ci aiutassero anche in questo. Qui ho trovato delle macchine abbastanza datate, ma comunque degne, anche perché sono messe benissimo, sembrano uscite dalla fabbrica. Parlo degli Alpha Profile 1200 e degli Alpha Spot 1200 di Claypaky, sempre un bel faro che tenuto in queste condizioni restituisce sempre un buon risultato, ma non ha la potenza di un proiettore moderno. La parte più bassa del disegno luci è composta da dei wash Martin MAC 2000 XP con la lente PC.
Abbiamo pensato di utilizzare questa tipologia di wash perché pensare di mettere dei LED senza calotta sarebbe stato un suicidio visto che qui c’è un tasso di umidità altissimo che intacca subito sulle schede dei LED. Il Mac 2000 comunque tiene botta, è collaudato con questo tipo di stress ed è sufficientemente potente. Riesco anche a utilizzarlo bene da questa distanza, considera che siamo già a sette otto metri dal focus point.

ZioGiorgio.it: quali sono state le indicazioni iniziali da parte dell’artista e della produzione?

Carlo Pastore: l’indicazione era quella di seguire e accompagnare le proiezioni video senza mai sovrastarle. Ovviamente poi devi restituire la giusta potenza nei brani più famosi di Claudio. Ci sono dei brani che richiedono comunque una certa quantità di luce, letteralmente.
Inoltre, è necessario valorizzare la parte architetturale, quindi aprire la scena. Anche in questo caso l’intervento è stato quello di posizionare dei wash sulle rovine. Come vedi ci sono un po di dome in giro, sempre per il problema dell’umidità e della pioggia, un fattore da non sottovalutare, specie quando sei stanziale o quando ti fermi per più tempo nello stesso posto che non ha nessun tipo di copertura.

ZioGiorgio.it: come illumini l’artista?

Carlo Pastore: ho quattro follow spot sulle torri esterne. Due lavorano su Claudio sempre e due seguono i movimenti dei performer.

ZioGiorgio.it: Passiamo alla regia luci…

Carlo Pastore: Qui ho una MA2, programmata offline su Wysiwyg con l’aiuto di Gerry Romani. Non ho Timecode anche perché questo è uno show unico realizzato ah hoc per questa location. Per Siracusa e l’Arena di Verona devo riprogrammare tutto da capo. Inoltre, il tempo è stato veramente limitato. Alle 3.30 del mattino dovevo spegnere tutto. Ho visto tutto acceso per la prima volta era durante la prova generale e fortunatamente mi è tornato tutto ciò che avevo fatto durante la pre-programmazione offline.

Aldo Chiappini
ZioGiorgio Team


The Godfather

The Godfather [Il Padrino] - Dietro questo nickname si cela il nostro fondatore e amministratore unico TONY ASSANTE, più grigio ma MAI domo. Il logo (lo chiedono in molti) è il simbolo dei FANS di Elvis Presley (Cercate il significato in rete).

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