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ConVoiRoma i miei punti pro e contro

Di concerti di Claudio ne ho visti molti ormai, e ieri sera non mi sarei mai aspettata uno spettacolo di questo genere, devo dirlo! Sono stata piacevolmente sorpresa da tre ore di musica ininterrotta e di ottima esecuzione, con un Claudio ancora incredibilmente vivace, salterino, ballerino e in forma. Si vede che ancora è divertito ed emozionato dal suo lavoro (anche se forse non è la parola giusta, perché lui stesso tende a non voler definire quel che fa un “lavoro”): ci mette tutta la passione che un artista innamorato della sua arte possa esprimere.

Qui di seguito il mio giudizio sul concerto di ieri, con punti deboli e punti di forza.

Iniziamo dai punti deboli, perché il dulcis sia in fundo:

  • Le coriste: penalizzanti, assolutamente penalizzanti. Certo, potranno essere state strumenti utili all’atmosfera da concerto di stadio (energica e vivace) in alcuni momenti, potranno anche aver contribuito a introdurre un certo grado di novità nella scelta di stile, ma credo siano stati più numerosi i casi in cui hanno rovinato i pezzi che cantavano. L’esempio lampante: “Con tutto l’amore che posso”, una canzone che facilmente può sfociare nel lamentoso qualora non venga eseguita più che correttamente; bene, le coriste le hanno dato il colpo finale. Quella specie di duetto inscenato nei due ritornelli tra Claudio e prima una e poi l’altra aveva davvero del cacofonico. Personalmente, l’ho trovato di pessimo gusto. Non si capiva più nulla e le voci non erano tra loro armoniose; avrei di gran lunga preferito godere della sola, meravigliosa voce di Claudio.
  • Troppi “successi romanticoni”, e badate: li definisco così con affetto e senz’ombra di stizza. Solo che ogni volta rimango molto delusa dalla bassa qualità (almeno di una parte) del pubblico, se posso osare dirlo: troppo entusiasmo per le solite Qpga, E tu, Amore bello, E tu come stai e via dicendo. Troppo. Certo, come ha detto lui stesso, non si può esimere dall’eseguire certi grandi successi, ma devo ammettere che quel che mi auguro prima dell’inizio di ogni concerto è che il pubblico sia abbastanza “esperto” da non entusiasmarsi -quasi unicamente- con queste canzoni sentite e risentite (e, diciamolo, meravigliosamente orecchiabili e piacevoli ma forse artisticamente inferiori rispetto ad altre come “Uomini persi”, “Qui Dio non c’è”, “Hangar”, “E adesso la pubblicità”, “Patapan”, “La piana dei cavalli bradi” e via elencando), e che allo stesso tempo lui abbia scelto di rischiare e non cantare i successoni popolari. Sono sicura che lo stesso Claudio si divertirebbe a eseguire canzoni più rare, più consistenti, più elevate e meno da accendino e coppiette abbracciate, se solo il pubblico fosse un po’ più…”qualificato”? Sì, può andare come aggettivo. [N.B: personalmente, amo i raduni proprio perché spesso in quelle occasioni lui sa di potersi concedere con disinvoltura il lusso di suonare degli autentici capolavori raramente o mai eseguiti, che un normale concerto gli precluderebbe].
  • Qualche difetto tecnico, ma questo può capitare. Mi è dispiaciuto solo vedere la rabbiosa delusione di Claudio quando, nell’ “esplosione” di “Quanto ti voglio” (da “Io ti odio, ti odio, ti odio, ma perché sei tanto bella?”), i musicisti non hanno tenuto il suo stesso tempo. Questo mi pare di averlo riscontrato, più lieve, anche in “Mille giorni di te e di me”, ma in questo secondo caso non sono sicura della canzone. Comunque mi sembra si sia ripetuto. Altro errore tecnico quello del tendone intrecciato tirato su tra “Porta portese” e “Avrai”, ma questo riguarda la scena e non la musica, quindi mi interessa relativamente.
  • La concentrazione in blocco di 4 delle canzoni tratte da “Con voi”, per molti versi ecessivamente eterogenee rispetto alle più vecchie e che quindi forse avrebbero avuto bisogno di essere più diluite. Ma è un “difetto non-difetto” , in fondo, e credo che sia giustificato dall’impostazione stilistica stessa del concerto, come ha spiegato sempre nell’intervista.

E ora i punti di forza:

  • L’energia di Claudio. Un’esplosione di vitalità ed entusiasmo, una vera gioia per gli occhi e per le orecchie. Ballo, salti e grande dinamicità; sono stata davvero felice di rivederlo così attivo e coinvolto, così appassionato e concentrato nel creare un vero spettacolo!
  • La mancanza di medley, che sì, consentono di assaggiare “di tutto un po'”, ma sono come il singhiozzo mentre bevi: l’interruzione di un piacere che non si può godere fino in fondo. Nell’ultimo periodo, a cominciare dalla fantasiosa varietà di “Buon viaggio della vita”, c’era stata una sovrabbondanza di medley d’ogni tipo, e la loro esecuzione live (vedi “Dieci dita”, per citare l’ultima occorrenza) mi ha sempre infastidita un po’. Stavolta invece, finalmente, nessun medley: tutto rigorosamente per intero. Una meraviglia!!
  • Una versione SUPERLATIVA de “Le vie dei colori”, sia per l’aspetto scenico che, soprattutto, per quello musicale. Una canzone così bella è stata onorata dall’energia di un’esecuzione davvero esemplare, decisamente quella che di questo concerto mi rimarrà più nel cuore.
  • Simpatico (per quanto non superiore all’originale) il diverso arrangiamento, più rock, di “Gagarin”, che a prescindere è stata davvero una scelta felice nella scaletta.
  • L’incredibile durata del concerto. Davvero notevolissima, anche se per Claudio non è certo una novità.
  • La scaletta, tutto sommato non banale e ben architettata.

Nel complesso devo dire che a questo concerto, e quindi a questo tour, do un 8: non amo molto le canzoni di “Con voi”, ma queste 3 ore di bella musica sono davvero degne di nota e ben fatte.

Grazie Claudio.

Lucia

The Godfather

The Godfather [Il Padrino] - Dietro questo nickname si cela il nostro fondatore e amministratore unico TONY ASSANTE, più grigio ma MAI domo. Il logo (lo chiedono in molti) è il simbolo dei FANS di Elvis Presley (Cercate il significato in rete).

7 commenti

  1. Anche a me l’esecuzione di Con tutto l’amore che posso ha lasciato qualche perplessità, ma credo sia dovuto più all’acustica del Palalottomatica che alle coriste. A questo proposito su In’un altra vita dal terzo anello si sentiva un orrendo fischio al posto dei fiati… Per il resto concordo sulla scaletta, molto azzeccata… Mi hanno sorpreso, e non me lo aspettavo proprio: Io me ne andrei energica e coinvolgente (bravo anche Gianolio), il teatrino su Porta Portese e il folk di Viva l’Inghilterra. Poi la sempre suggestiva Notte di note, una ritrovata Domani mai, le nuove Dieci dita e E noi due là (a parte piccole dimenticanze sul testo). Bello anche risentire per intero i grandi classici Amore bello, E tu come stai ma soprattutto La vita è adesso che tagliata nei medley non ci sta proprio…

  2. Fino a quando le “grandi” radio continueranno a fare ostruzionismo al grande pubblico non arriveranno mai

  3. A me le coriste non sono piaciute per niente, mi davano quasi fastidio sul palco, preferisco SOLO la voce del grande Claudio!

  4. sono stata al concerto di Caserta (del 4 marzo, recupero del concerto di Napoli del 16 ottobre) e ne sono rimasta entusiasta; qualche piccola pecca: le luci sparate in quel modo che impedivano a chi, come me, è un poco cecata, di riuscire a percepire il palco nella sua bellezza; a volte davvero la voce del pubblico superava quella di Claudio, e, mea culpa, non sempre intonata; personalmente preferisco Claudio nelle esibizioni in teatro, tipo dieci dita, dove sul palco c’è lui ed il pianoforte e la chitarra; tre ore passano velocemente ascoltando le sue canzoni e anch’io sono stata sorpresa della versione riproposta di Gagarin, spero di ascoltare La piana dei cavalli bradi prima o poi…per imparare le nuove basta ascoltarle tanto tanto ed apprezzarle nella loro matura poesia, i tempi di qpga, sono passati sia per l’autore sia per la maggior parte del suo pubblico,meglio molto meglio una storia vera…

  5. “Qui Dio Non C’è”.
    Spero che prima di ritirarsi la canti almeno ancora una volta, e che qualcuno riesca a registrarla.
    Comunque, ho perso la speranza.

  6. Sinceramente non concordo con te in alcuni punti. Primo, Con tutto l’amore che posso a me ha dato i brividi eseguita in quel modo, che un po’ riprende la versione di QPGA con Laura Pausini, secondo, le canzoni di ConVoi ti consiglio di ascoltarle ed ascoltarle, sono un crescendo di emozioni che ad un primo ascolto non sempre arriva. Veri e propri capolavori musicali. Ad esempio, In un’altra vita è musicalmente grandiosa ed il testo pura poesia.

    • Concordo con Elisa punto per punto. Ma Lucia ha ragione sul pubblico. A Eboli l’ho trovato piuttosto “impreparato” su quasi tutto il nuovo… Mentre le urla superavano quasi la voce di Baglioni sui principali classici. Ed è un peccato…perchè probabilmente Claudio ha dato davvero il meglio di se stesso negli ultimi 15-20 anni.

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