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Strada Facendo? Un pezzo irrinunciabile

39589_18_mediumBaglioni: «Strada Facendo? Un pezzo irrinunciabile»

E’ un pubblico eterogeneo quello di Claudio Baglioni. Ne sono prova le decine e decine di fan di età diversa che lo hanno atteso in coda venerdì scorso alla Douja d’Or. Il celebre cantante ha chiuso il ciclo di incontri firmato “Collisioni”, Festival che, in collaborazione con il Salone enologico, ha portato in Douja personaggi molto noti dello spettacolo e della cultura, da Max Pezzali a Paolo Crepet, da Carlo Cracco ad Enrico Ruggeri. Tutti incontri che hanno registrato il tutto esaurito in termini di presenze.

Prima che il cantautore incominciasse il dialogo con il giornalista Ernesto Assante, sono state predisposte misure di sicurezza a dir poco rigide e in parte anche restrittive per chi, come noi, lavorava per documentare l’evento: vietati i fotografi e le domande dei giornalisti, con lo staff del cantante che controllava con attenzione tutti gli angoli dello spazio incontri. Quando finalmente Claudio Baglioni è salito sul palco è stato accolto dall’entusiasmo dei fan che, in quello spazio, è parso ancora più amplificato. Un dialogo piacevole che è partito dalle origini, da un Claudio Baglioni inaspettatamente beat che si ritrova qualche anno più tardi, dopo una discussione con il paroliere del gruppo, a scrivere canzoni «senza avere scritto prima nemmeno un bigliettino in vita mia».

Baglioni ha ricordato che una delle prime canzoni che scrisse fu un adattamento in musica di un’opera di Edgar Allan Poe, lo scrittore considerato uno dei maggiori rappresentanti del racconto gotico. Da questi toni scuri arrivò poi a scrivere “Questo piccolo grande amore” nel 1972, che da molti viene considerata l’opera prima, quella che lo consacra al successo. Del suo rapporto con questa canzone Baglioni sorridendo ha detto: «A volte è stata anche un cruccio per me. Una volta la suonai riarrangiata e “ripensata” a Palermo e una signora visibilmente contrariata mi disse che non potevo permettermi di trattare quella canzone in quel modo perché apparteneva ormai a tutti». Baglioni cantautore: una qualifica che certa critica proprio non voleva attribuirgli, ricorda Assante, e Baglioni ironicamente ha risposto che «ad un certo momento li vestivano tutti da cantautori perché dovevano essere così: è un Paese strano il nostro».

Sull’onda dell’ironia ha continuato raccontando del suo essere affascinato dalle voci popolari e della sua voce, che coniuga la modernità del cantautore alla tradizione tipica della sua vocalità. «Sono affascinato anche dagli stornellatori», ha aggiunto, e così dicendo ha offerto al pubblico una lezione di stornello, canticchiando le varie parti che lo compongono, suscitando molti applausi. Applausi ancora più fragorosi quando Baglioni ha detto quali sono per lui i pezzi irrinunciabili: “Strada facendo” e “La vita è adesso”: per ogni titolo è scattato un fragoroso applauso.

Il rapporto di un cantautore con le sue canzoni è sempre argomento interessante e in questo raccontare, Baglioni si lascia sfuggire che gli piacerebbe molto «fare un concerto con le canzoni che ha cantato meno, ma l’ossequio al pubblico», ovvero suonare i pezzi che quest’ultimo ama, «è importantissimo». Oltre a suonare Baglioni legge: gli piacciono i romanzi russi, ma lo spaventano i libri troppo lunghi, così come per i film, ne teme la lunghezza eccessiva e racconta che, quando è andato a vedere Baaria di Tornatore, pensava: «Questo film non finisce mai!» e ancora ridendo: «Probabilmente anche io faccio concerti troppo lunghi!».

Come molti sanno Claudio Baglioni è romano, e durante la serata ha parlato anche del rapporto con la sua città, dicendo: «Roma è la città in cui io amo meno cantare, forse perché conosco molte persone e sento più la pressione. Ma negli anni, attraverso i tour, ho un po’ smarrito la sensazione di appartenenza». Un cantautore del suo calibro può avere molto, certo, ma può perdere anche qualcosa durante il percorso. A questo interrogativo di Assante, Baglioni ha risposto: «Ho perso gli amici di quando ero ragazzo, quelli che erano con me prima di diventare personaggio. Si tratta di un rapporto svantaggiato, perché quando ritrovo un amico di gioventù, gli devo fare molte domande sulla sua vita, mentre lui di me sa tutto. Allora anche da qui si intuisce la difficoltà di un rapporto di questo tipo: l’amicizia è un argomento che si perde». Cludio Baglioni a ottobre partirà con il suo tour “Con voi ReTour”, la cui prima data sarà a Bruxelles, di cui ha detto: «E’ l’ennesima mia rinascita».

Alessia Conti

CLAUDIO BAGLIONI AL COLLISIONI TUTTO QUI

The Godfather

The Godfather [Il Padrino] - Dietro questo nickname si cela il nostro fondatore e amministratore unico TONY ASSANTE, più grigio ma MAI domo. Il logo (lo chiedono in molti) è il simbolo dei FANS di Elvis Presley (Cercate il significato in rete).

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