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23\01\2016 Nota di Claudio Baglioni 

È piena estate, il sole è alto.Fa un caldo boia che non dà scampo.

Le fate ballano sull’asfalto tirato a stuoia.

Come de La Fontaine ha narrato

una formica lavora in un campo

e con sacrificio, sudore e fatica

raccoglie e sposta grani e rametti

e nella calura di un vero inferno

trascina foglie, semi ed insetti

per prepararsi a passare l’inverno.

Una cicala all’ombra di un pino

come racconta de La Fontaine

intona un canto sempiterno

senza curarsi del suo destino.

La formichina china a sgobbare

guarda sospetta la cicaletta

e non resiste a non domandare:

“Ma quest’inverno che porterai in tavola

se non hai messo da parte niente?

Lo dice pure de La Fontaine

nella famosa e antica sua favola

della brava formica che sarei io

e della cicala tu imprevidente.”

L’altra risponde “Non m’interessa.

Ci penserò quando verrà il momento.

Questa storiella non mi stressa.

Tu e quel portento di ‘sto La Fontaine

non state a farmi la morale.”

E la formica meticolosa

continuando a fare su e giù

“Ti accorgerai cara sciantosa

d’aver fatto sicuro assai male

proprio allorquando

non potrai più porre rimedio

e sarà molto dura.

Vedrai, vedrai tu e più non ti tedio.

Canta, canta frufrù che ti passa la paura.”

E intanto il tempo passò

sullo schermo del cielo

come scriveva de La Fontaine

e alla fine arrivò l’assedio del gelo.

La nostra formica umile e accorta

se ne sta in pace davanti al camino

mentre qualcuno bussa alla porta.

È la cicala che implora “È freddino.

Fammi entrare giusto un istante

o mi si gelano le ali e le dita.”

E la formica le apre esultante

“Che ti dicevo? Che questa vita

non è solo sogno. Fatti le scorte.

Io lo sapevo che avresti avuto

certo bisogno che io prima o poi

provvedessi alla tua miserabile sorte.

Come conclude parlando di noi

lo scrittore francese de La Fontaine

il senso di tutta la storia è palese:

non si può far baldoria in eterno

e in mezzo togliersi qualsiasi sfizio.

Anche dentro una fiaba giunge l’inverno.

Per una ragazza che se la spassa

ne occorre una che abbia giudizio

e che possieda un cervello avveduto.

Così non farai mai più la smargiassa.

E non m’importa la riconoscenza.”

La cicala la ferma con tutto il suo tatto.

“Veramente era solo un saluto

e non volevo andarmene senza.

Mi han proposto un grande contratto

dopo che mi ha sentito un gruppo di esperti

e domani ci sarà la partenza

per un giro di cento concerti.

Il debutto sarà in un viale a Parigi.

O la va o la spacca. Mi gioco tutto.

Hai capito come va il mondo?

C’è chi lavora e si sfa come un mulo

e c’è pure chi batte la fiacca.”

E la formica dopo un secondo:

“Se vedi il de La Fontaine

mi puoi fare un piacere?

Digli che vada a dare via il culo

o, pardon, il sedere.”

Max Sott

Uno dei tanti Amici che condivide la propria passione CON-VOI!

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2 commenti

  1. Ciao Claudio! La cicala non ha trovato da ballare ma da cantare ai concerti… Il gelido inverno arriva per tutti ma sta a noi recuperare il tempo perduto… Un po’ come quando si veniva rimandati a settembre… Per recuperare l.anno. È stata anche fortunata ovviamente! A proposito di rimandati… Poki mesi fa sul bus 90 ho rincontrato Ferruccio, il mio prof di geografia! Dopo 23 anni waaaaaa di nuovo sul mio cammino! Che sorriso per il cuore! Indescrivibile! Anche se con lui avevo sempre cinque… Anche quando andavo volontaria! Ahahaha. Era così per tutte le ragazze… I ragazzi, come cicale fortunate invece, prendevano sempre otto anche quando facevano scena muta!ke bei tempi! Ke bei problemi da affrontare! 🙂 ora vogliamo organizzare una pizza… Forse verrà anche marco… Lo devi a lui se ti ho conosciuto. Mi cantava sempre Questo pikkolo grande amore. Avevo 12 anni quando sei entrato nella mia vita. 🙂 sono di marzo stavo un anno avanti. Ora ne ho 40. Marco non è stato mai mio per la mia timidezza ma è stato tutta la mia vita. So ancora il suo numero. È ora di crescere e vivere le favole! Sogni fatati… Notte

  2. Morale della favola? C’e un’altra formica in fila, di nome Patricia, che si associa ed entra nel club dell’ultima frase!Spero che tu non sia arrabbiato per qualcosa, visto il finale.La storia,ops, la fiaba di gran parte della mia vita. E quella di molti altri….godersi un pochino la vita dopo tanto lavoro e divertirsi è sacrosanto, ma cicalare in continuazione strafregandosene di tutto e di tutti e poi rompere, no eh? Brava formichina! Quando ce vo’ ce vo..Claudio sei veramente il mio mito…! Bersaglio centrato un’altra volta.La cosa incredibile è che non più di una settimana fa parlavo di questa favola, mi ritorna alla mente spesso guardando come va il mondo. E anche vicino a me, pazienza. Sono nata ingenua e ingenua me ne andrò. Ciao amico mio. È sempre, sempre piacevole, divertente e incredibile “dialogare” con te. Ti abbraccio. Notte notte.

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