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XIX Raduno CLAB – Precisazioni post ingresso

Abbiamo taciuto fino ad ora sperando di riuscire a cancellare dalla mente quella “bruttissima” parte del raduno, ma visto che incominciano a girare post in cui si legge di “donne” pseudo isteriche e apparentemente cattive ed insensibili nei confronti dei “disabili”, vorrei, per chi non fosse stato presente o non avesse ben capito cosa è successo, fare alcune precisazioni.

Quest’anno si è cercato tra noi clabber di organizzare una sorta di accesso corretto consegnando un numero di arrivo. Per inciso comunico che alcune persone erano in fila dalle ore 18 del sabato e un nutrito gruppo ha passato la nottata accampata all’esterno dell’Auditorium, questo naturalmente nella speranza di avere un posto in prima fila. Scelta personale che si può piu o meno condividere ma che secondo me, va comunque rispettata e, perchè no, premiata con l’agognata posizione. Con l’ausilio della sicurezza, anche per evitare incidienti sulle scale, si è tentanto di fare accedere le persone 20 alla volta, senza correre. Sembrava andasse tutto bene fin quando i primi venti, arrivati in sala, hanno trovato le prime due file occupate da:

1 – un tot di invalidi con relativi accopagnatori (alcuni anche con due) e borse che occupavano altre sedie. e qui va l’annotazione. Per motivi di sicurezza gli invalidi in quanto tali e con scarsa o assente capacità motoria devono essere collocati in posti a loro adibiti vicino alle uscite di sicurezza per fare in modo che in caso di necessità possano essere facilmente evacuati. Inoltre la prima fila presenta un notevole pericolo per chi non è in grado di muoversi mentre la gente si accalca sotto al palco.

2 – Donne in gravidanza con relativo consorte. Questo non mi pare un motivo di invalidità ne malattia. Sei incinta e non te la senti di stare ore in coda? Ti presenti poco prima delle 15 e ti siedi dove capita con meno rischio e pericolo per te e per il bambino. Puntualizzo che una delle suddette mamme in dolce attesa, di sera dopo il raduno ha stazionato tranquillamente per ore sotto casa di Claudio.

3 – Persone affette da malattie più o meno gravi: la malattia non è un’invalidità e soprattutto non guarisce se ti siedi in prima fila (Claudio non è ancora stato dichiarato santo e miracoli non è in grado di farne) Sei ammalato e (come sopra) non te la senti di restare ore in attesa? Ribadisco come sopra, ti presenti a cancelli aperti e ti siedi dove capita. Soprattutto non stai 4 ore in piedi fuori dal ristorante in cui sta cenando Claudio.

4 – Persone che verso le 13, poco prima che aprissero le stalle (scusate), fingendo un malore, si sono rintanate nei bagni, da qui, percorrendo un corridoio, hanno avuto accesso alla sala prima di quei poveri imbacilli che ancora stavano da 14-15 ore sotto il sole. Vi garantisco che per fare alzare queste tre gentildonne, nonostante che il personale preposto abbia tentato per più di mezz’ora di farle spostare,sono stati chiamati addirittura i carabinieri, solo in questo caso hanno alzato le chiappe.

Alla luce di tutto ciò vorrei quindi precisare che non si è trattato di scene isteriche gratuite ma soltanto di voglia di giustizia.

Scusate la lungaggine

Emanuela De Francisci e Federica Brunoldi

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The Godfather

The Godfather [Il Padrino] - Dietro questo nickname si cela il nostro fondatore e amministratore unico TONY ASSANTE, più grigio ma MAI domo. Il logo (lo chiedono in molti) è il simbolo dei FANS di Elvis Presley (Cercate il significato in rete).

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8 commenti

  1. Premetto: ho sentito di corse e zuffe per le prime file, di soprusi e ingiustizie. Tutta la mia comprensione e il rispetto vanno ai disabili, il resto non lo capisco.
    Al XIX raduno c’ero anch’io, dopo due anni di assenza. Ero alla destra del palco, sulle scalinate in alto, una zona che è rimasta quasi vuota fino alla fine. Un bel posto, tranquillo, con tanto spazio intorno. Dove ho potuto alzarmi ogni volta che l’entusiasmo era incontenibile, senza dare fastidio a nessuno. Dove ho conosciuto due clabber che erano arrivate lì da lontano come me. Dove ci hanno permesso di affacciarci alla balaustra per il gran finale, quando Claudio ci fa il pieno di energia prima di salutarci.
    Potevo girare lo sguardo intorno e vedere brillare gli accendini e gli occhi di chi come me aveva risposto a quella sorta di richiamo che non sappiamo definire, ma che ci riunisce in un unico posto a sognare insieme, fianco a fianco, per qualche ora. Quel mare di lucine e braccia alzate è da sempre per me lo spettacolo più grande. E in quella distesa di mani verso il cielo c’ero anch’io. La gioia e la consapevolezza di partecipare non può dipendere da una postazione privilegiata in prima fila. Esserci, questo è stato il privilegio. Un grazie a tutti quelli che hanno lavorato per realizzare questo incontro che per me ha ancora un significato e un valore che non possono essere intaccati da niente e da nessuno.

  2. Scusate ma se i raduni devono essere questo meglio non farli purtroppo ci sono e ci saranno sempre i “furbi” . Comunque ho notato che anche il concerto al Vaticano e’ stato per cosi’ dire “manomesso” .Personalmente non mi sono trovata con i posti prenotati in pianta .Quindi credo e penso sia diventata la norma quella della confusione che genera solo disagio.Alla fine chi subisce sono sempre gli stessi……..

  3. Tutto detto !! concorde à 100% con FEDERICA e EMANUELA.
    Io penso che c’è da pensare per il prossimo RADUNO.
    Moi je pense que lorsqu’on nous donne le badge on devrait nous donner en même temps un numéro qui serait en quelque sorte notre place.
    Ce ne serait que justice. Je ne parle pas de ceux ou celles qui campent la nuit pour être au premier rang mais de ceux qui accaparent 20 places pour leurs amis. C’est scandaleux !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!Le personnel de sécurité devrait se trouver à l’intérieur et contrôler ces abus.
    Ce ” JE-M’EN-FOUTISME” débecte

  4. Buongiorno, io seguo Claudio da tanto e relativi raduni, non si può sempre colpevolizzare l’organizzazione, stanno cercando di migliorare ogni anno qualcosa (rispetto ai primi raduni le cose vanno meglio).
    A mio parere quello che dovrebbe cambiare, è il comportamento di molte persone che con l’arroganza e la prepotenza vuole fare quello che le pare.
    So di persone che non hanno rinnovato l’iscrizione ma pretendono di entrare ugualmente ( se non si ha un biglietto per un concerto si sta fuori), persone che si fingono invalidi per poter entrare prima.
    Persone che con la scusa di essere arrivati presto ,perché lo vogliono fare ,(Clab non obbliga nessuno) tengono occupate con indumenti vari, file intere di sedie per amici che arriveranno all’inizio del raduno.
    A mio parere queste cose si possono migliorare con un po’ più di buon senso da parte dei clabber, per poter vivere meglio il momento del raduno, che dovrebbe essere un evento sereno e senza tante polemiche.
    Grazie Patrizia

  5. Grazie per le precisazioni ,sono d’accordo su tutto .
    Purtroppo i disguidi succedono a causa di persone poco rispettose .
    Io in quanto disabile come scrivevo ieri …ho paura di trovarmi a che fare con queste * persone* ,perciò evito di partecipare ad un concerto .
    Buona giornata a tutti . Grazie

  6. A questo punto sono contenta di aver avuto un problema influenzale e di non aver partecipato.

  7. Paola Paladini

    È giusto ciò che dicono Emanuela e Federica..per me era il primo raduno per cui non sapevo di accampamenti vari.. perciò sono arrivata alle 14.30 e mi sono accomodata nel posto che ho trovato(neanche malvagio, certo non in prima fila)..è sacrosanto che chi ha avuto la pazienza di stare ore in fila non debba trovare decine di posti occupati da borse e borsette per fantomatici astanti..questo non vuol dire mancanza di rispetto per le disabilità ma rispetto per tutti..

  8. Mi sembra che ciò che viene precisato sia segno di una buona organizzazione . Scoprire e fermare i furbi fa solo piacere ed è giusto nei confronti di un clabber che fa ore di fila. Sono pienamente d’accordo con ciò che qui viene detto , se è ciò che è stato fatto. D’accordo su tutti i punti. E se stai male o non te la senti di far code, non ci vai al raduno.

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