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Intervista a Claudio Baglioni su Gente

DOPO 55 MILIONI DI DISCHI VENDUTI, BAGLIONI DIVENTA SCRITTORE.

ALTRO CHE MAGLIETTA FINA QUANTI DUE DI PICCHE CHE HO PRESO!

“Da ragazzino rimanevo in spiaggia a suonare mentre gli altri si appartavano”, scrive il cantante. “Prima che per il pubblico, mi esibisco per i miei cani maltesi”. “E confesso: ho un debole per il provolone”.

di Roberta Spadotto

Per quasi cinquant’anni, Claudio Baglioni, classe 1951, ha riversato la sua vita in centinaia di canzoni che ci hanno fatto sognare, gli hanno fatto vendere 55 milioni di dischi e lo hanno reso uno dei cantautori italiani più longevi e amati di sempre. Ora molti episodi e curiosità della sua esistenza, molte sfaccettature che nemmeno i fan conoscono vengono svelati nel libro Non smettere di trasmettere (La nave di Teseo, 18 euro), una carrellata di 272 lettere che Baglioni ha scritto su Facebook dal 24 ottobre 2015 al 31 dicembre 2016, e che costituiscono una sorta di autobiografia epistolare. “Non sono post, ma lettere personali rivolte a persone in carne e ossa”, ha precisato l’autore. Ogni giorno è l’occasione per riflettere su una ricorrenza, su un ricordo o su un fatto di cronaca (come i terremotati nell’amata Umbria, o gli attacchi dell’Isis), e ogni scritto, che ha quasi la forma di una canzone, diventa un modo di comunicare, di trasmettere qualcosa e sfatare il pregiudizio che all’epoca di internet nessuno scrive più. Claudio Baglioni, scrittore indefesso (“strimpello e scrivo, con i miei cani maltesi al fianco”, spiega), racconta a più riprese della sua famiglia, delle sue origini, dei fallimenti, dei vizi (“amo oziare, mangiare cose semplici come il provolone con le pere”). Baglioni, figlio unico di Riccardo, contadino di origine umbra e poi carabiniere a Roma, e di Silvia, tratteggia così i suoi primi modelli affettivi: “Per mio padre la reputazione era in cima alla scala dei valori”. Poi il ricordo bruciante di un castigo, infertogli proprio da quel padre severo e tutto d’un pezzo. “Se da bambino non avessi incendiato il sedile di legno del mio monopattino e mio padre non avesse giurato che non me l’avrebbe mai comperata, oggi forse non proverei niente al cospetto di una bicicletta”.
Con la madre, scomparsa nel 2013, il cantautore invece ha scritto una storia indimenticabile: “Abbiamo vissuto insieme per 62 anni. Il primo appannato ricordo che ho è di lei giovane e io un cosetto di quasi sei anni”; “è stata una donna semplice, ma non fu facile mai. Aveva umiltà e carattere. E una risata bellissima”. Sua madre c’era, a Milano, alla prima audizione andata male. “Avevo 15 anni e 8 mesi. I discografici mi dissero in faccia che ero troppo introverso e che avrei dovuto cantare canzoni di altri. Cose più allegre e adatte a un ragazzo. Ripresi il mio tram di ritorno all’albergo dove mia madre aspettava e appoggiato sul vetro aperto a metà urlai fuori con tutto il fiato che m’era rimasto: “Ve la farò vedere io. Io non mi fermo. Io diventerò qualcuno”.
L’esordio nella musica non fu facile anche perché il suo sogno di bambino – Baglioni lo ammette – era un altro. “Mi sarebbe piaciuto diventare un geniale inventore. Uno di quelli che aiuta la gente a vivere meglio, a scansare gli ostacoli”. E poi confida:”In me il sacro fuoco dell’arte non arse fin dall’inizio. Si è acceso a forza di sfregare su e giù i polpastrelli sui tasti e le corde. Più che cantare volevo contare, uscire dall’anonimato”.

Si scopre così che l’affascinante cantore che ha fatto sognare generazioni con poesie piene di allusioni a prodezze amorose, in realtà da giovane era quello che rimaneva a suonare la chitarra sulla spiaggia mentre gli altri si appartavano. Altro che “maglietta fina”, Claudio da ragazzo collezionò più di un rifiuto: la prima volta a 14 anni dalla più carina e battagliera della scuola, la seconda a 17 una coetanea di Centocelle, il quartiere romano dove viveva. “Scusami, sarebbe una storia qualunque”, disse lei. In seguito, di storie speciali Baglioni ne ha avute almeno due: con la moglie Paola, madre del suo unico figlio Giovanni, e con Rossella Barattolo, sua manager e attuale compagna. “Sono stato alla scala di Milano, unico teatro dove non ho ancora avuto la fortuna di esibirmi, due volte”, scrive. “Con Paola per un’Aida diretta da Maazel e Pavarotti che alla festa mi dice: “Lei ha una bella moglie e io una bella voce”, poi si scusa “Non ti avevo riconosciuto!”. Con Rossella a un Macbeth di Muti e all’entrata telecamere, luci e microfoni che si girano verso di lei e io che proseguo nel disinteresse generale verso il mio posto”.

Baglioni dedica anche pagine alla menomazione che lo colpì da piccolo e che gli ha condizionato l’infanzia. “La miopia”, scrive, “era come un’eterna avaria. E io ci pensavo parecchio. Chissà chi era stato il genio inventore della frase con cui si veniva bollati per sempre: quattr’occhi e mezzo naso”.
Sono molte le riflessioni che il cantautore, che da anni frequenta Lampedusa e che ha a cuore lo spinoso tema dell’immigrazione, fa sull’accoglienza. “Nel giorno della memoria vorremmo ricordare che questa tragedia dura da vent’anni e ancora adesso la si chiama fenomeno o emergenza”.

DA GENTE N.30 pag. 54 del 01 Agosto 2017 – PDF >>>

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Trascrizione a cura di Sabrina Panfili, in esclusiva per: http://www.doremifasol.org e http://www.saltasullavita.com

The Godfather

The Godfather [Il Padrino] - Dietro questo nickname si cela il nostro fondatore e amministratore unico TONY ASSANTE, più grigio ma MAI domo. Il logo (lo chiedono in molti) è il simbolo dei FANS di Elvis Presley (Cercate il significato in rete).

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7 commenti

  1. Grazie Claudio per la persona che sei e per ciò che trasmetti da sempre ..Il tuo libro l’ho letto subito appena uscito .come pure gli altri.E si capisce da come scrivi , da come presenti la tua vita e le tue emozioni che sei una bella persona.Pure a me piace scrivere , il mio libro “Oltre la scatola” è appena stato pubblicato ; abbiamo qualcosa in comune: l’umanità e l’amore, il rispetto e l’umiltà. Queste caratteristiche ci rendono differenti dagli altri , da chi ha il cuore triste da chi non sa emozionarsi ed emozionare , dalle anime impure.Con te nella mia vita ho custodito un bagaglio di emozioni e cosi sarà per sempre .Grazie di tutto .continua sempre il tuo bel viaggio , io ci sarò sempre in quel treno.❤

  2. Grz PER REGALARCI I RICORDI DELLA TUA VITA…..MI INCHINO AI TUOI STUPENDI GENITORI .(ASSOMIGLIANO AI MIEI COME INSEGNAMENTO E NE SONO FIERA)TI ADORO DA SEMPRE E OLTRE LE STUPENDE CANZONI AMO DA MORIRE. LA TUA VOCE……QUINDI NN TI LIBERERAI MAI DOI ME❤TVBTTTTTT un abbraccio dalla SICILIA

  3. Gabriella.mecchia

    Per me eri fantastico anche ai tempi di Vecchio Samuel mi hai fatto sognare sempre, il tuo grande cuore faceva sì che non si Notassero i grandi occhiali i il naso da falco GRAZIE SEMPRE È PER SEMPRE per tutte le emozioni che ho provato con te

  4. ciao mio grande Claudio…aspettiamo un tuo cenno!!!

  5. quelli che non hanno creduto in te si mangeranno le mani e non solo… io non di avrei mai dato buca
    sei un grande Uomo e aspetto con ansia un concerto magari a Brescia

  6. Bella intervista….bello il ricordo della tua mamma……grande uomo….grande artista….sempre. Grazie per come sei…..semplice e speciale…….spero in un concerto presto….per ricaricarmi……..grande capitano!!!!!

  7. Bellissima questa intervista ci hai raccontato un po della tua infanzia e gli inizi della tua carriera che non è stato facile grazie Claudio per quello che ci trasmetti….unico

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