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#StaseraAcasaDiLuca – Al centro: 70.80.90.100

Ogni volta che esce una nuova antologia o una raccolta (e noi Baglioniani a partire da Tutti qui, 2005, abbiamo avuto diverse volte a che fare con questa forma) è facile il giochetto del “questa c’è, questa manca”. La verità è che bisogna capire l’idea che c’è dietro l’antologia, o dietro QUELLA precisa antologia, perché le antologie non sono mai raccolte neutrali. Non lo sono le antologie letterarie dei poeti, non lo sono le antologie scolastiche, che molto spesso rispecchiano idee e obiettivi dei curatori, e non lo sono le antologie musicali.

Vedendo Al centro, uscita dieci giorni fa, che è stata prima su Amazon e in diversi store di vendita, e scorrendo i titoli, capiamo subito che l’antologia è rivolta NON ai fan: sono presenti tutti i singoli degli album, nonché i brani più celebri e più fortunati. C’è anche qualche brano eccellente, ma che ha riscosso comunque di una buona notorietà (penso su tutti a Fotografie e I vecchi), ma certamente mancano alcuni brani che a mio parere rientrerebbero tra i dieci brani migliori di Baglioni, imprescindibili in qualunque raccolta (mi vengono in mente Tamburi lontani, A Clà, Quei due, Le vie dei colori, così a mente fredda e ragionando poco). Sacrificatissimo il Baglioni degli anni ’70, tanto bistrattato dalla critica, ma che qua e là ha lanciato perle che anticipano il grande rinnovamento della sua opera che ovviamente risale al 1981, a Strada facendo. Tutto questo ha senso? Sì, l’antologia non è rivolta a noi. Ma a tutti gli altri.

L’antologia non è qualcosa che si esaurisce in sé stessa, ma deve essere un lampo, un flash. Un lampo che ci fa guardare verso il bellissimo cielo, e vedere tutti i suoi colori; un flash che ci fa andare oltre alla macchina da cui scatta, per guardare al paesaggio che c’è intorno. L’ascolto di Al centro mi ha così fatto ragionare sulla produzione baglioniana, e ho deciso che A casa di Luca nelle prossime settimane si parlerà dei decenni di Baglioni. Sì, proprio come Claudio aveva fatto nel raduno del 2008: 70, 80, 90, 100.

  • 70. Gli anni ’70 si possono dividere in quattro tronconi: Le origini, che comprendono i primi due album (70-71) in cui emerge una sorta di Baglioni-maledetto, strettamente imparentato con i cantautori genovesi; Questo piccolo grande amore è un pianeta a parte, un microcosmo che merita uno spazio tutto a sé; vengono poi gli album d’amore e del successo (Amore bello e E tu), e poi i tre album della svolta, ognuno dotato di sue caratteristiche peculiari: mi riferisco a Sabato pomeriggio, Solo e E tu come stai?.
  • 80. I due grandi album degli anni ’80 sono gli album della rivoluzione del linguaggio, e sono ovviamente Strada facendo e La vita è adesso.
  • 90. La periodizzazione è ora più chiara, perché siamo negli anni della trilogia (non dei colori, ma solo trilogia, come vedremo – i colori c’entrano, ma sono un’altra cosa): Oltre (il passato), Io sono qui (il presente), Viaggiatore sulla coda del tempo (il futuro). Sono gli anni in cui la forma canzone raggiunge i vertici espressivi più alti nell’opera di Baglioni.
  • 100. Gli anni Duemila sono gli anni del manierismo, in cui escono i due Sono io e Con Voi, ma anche tanti singoli qua e là, in cui lo stile diventa una vera e propria maniera, al limite del barocco.

Un percorso articolato, che A casa di Luca sarà affrontato soprattutto dal punto di vista della lingua e dello stile (quello di cui sono più competente), perché è il testo ad avere un ruolo centrale nell’elaborazione della cosiddetta poetica, ossia, per dirla con Jachia (tra i più grandi studiosi di canzoni in Italia), un “sistema di codici che un autore utilizza con regolarità o irregolarità nel corso della sua, una sua visione del mondo, di costanti stilistiche e di motivi tematici ricorrenti”. Nell’elaborazione della poetica la centralità è data all’autore, che non è solo un singolo individuo, ma è espressione di un’autorialità forte, dotata di elementi di distinzione e identità. Non dimentichiamo che la canzone un prodotto unico, un sinolon inscindibile di musica, parole e performance, ma è il testo il medium più adatto per poter esprimere una poetica autoriale in canzone, anzi, è stato proprio grazie ad un diverso approccio ai testi che si è potuto elaborare il concetto stesso di canzone d’autore. Il rischio dell’analisi è però buttarsi sul capire che COSA dicono le canzoni, azzardandosi in interpretazioni più o meno imprecise, senza concentrarsi sul COME lo dicono; è da qui, dal COME, che in realtà bisognerebbe partire, perché il COME valorizza meglio anche il COSA. Insomma, tutti siamo capaci di parlare d’amore, il problema è come lo si fa.

Ecco, di queste cose si parlerà nelle prossime puntate di questa rubrica. Per cui vi aspetto, per i vostri commenti sui deceni di Baglioni.

Intanto, iniziate a ripassare, non solo i brani di Al centro, ma anche tutti gli altri, che ci aspetta una bella scorpacciata di musica insieme!

Luca

Luca Bertoloni

Nato a Pavia nel 1987, laureato in lettere moderne e attualmente studente di Filologia moderna, scienze della letteratura, del teatro e del cinema; maestro di scuola materna di musica e teatro e educatore presso gli oratori della città, suona nel gruppo pop pavese Fuori Target, per cui scrive i brani e cura gli arrangiamenti, e coordina sempre a Pavia la compagnia teatrale amatoriale I Balabiut; è inoltre volontario presso l’oratorio Santa Maria di Caravaggio (Pv), dove svolge diverse attività che spaziano dal coro all’animazione.

2 commenti

  1. Mi sistemo lo specchietto giro la chiave la frizione e la prima. . .questa canzone del 73 in gira che ti rigira amore bello da un senso di libertà. . Quando sei alla guida di un auto ti senti invincibile pronto ad affrontare il mondo. .l’ auto in questione è la due cavalli storica gialla con i parafanghi neri e i copri sedili a fiori cuciti da mamma Silvia. A parte Claudio ho sempre avuto una passione particolare per la”Camilla” .infatti ho una collezione di modellini. A 15 anni i miei genitori mi fecero trovare le chiavi sulla scrivania. . Erano del famoso “ciaino ” Piaggio. A 18™ anni trovai ancora delle chiavi solo che mentre andavo a casa sotto casa avevo visto una due cavalli gialla fiammante parcheggiata proprio sotto le mie finestre. . . La delusione fu forte perché quella ” Camilla” non era per me. . ’70 ’80 ’90 ‘100 sono i baci che ti darei. . Claudio

  2. complimenti luca è proprio come dici tu infatti anch’io l’ha penso come te e grazie a claudio che ci dà sempre il meglio.

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