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Nota ufficiale Claudio Baglioni su Sanremo 2019

Avrei potuto lasciare. E, invece, ho scelto di raddoppiare. Continuare, bissando, è la scelta più difficile.

Ma il fascino dell’impresa è sempre proporzionale al rischio: più grande il rischio, più grande l’impresa. E chi mi conosce sa che, nella mia vicenda professionale, non mi sono mai accontentato né mai tirato indietro di fronte a una sfida.

Forse perché ho sempre pensato che chi, come me ha avuto tanto, deve meritare la fortuna, se non altro, continuando a confrontarsi con essa. Il Festival di Sanremo, che di per sé sarebbe un caso unico, non poteva certo rappresentare l’eccezione a questa mia regola di vita, ed è per questo che ho deciso di raddoppiare.

Confesso che l’idea di un Sanremo doppio mi girava in testa già da prima dell’edizione 2018. In più di un’occasione, infatti, avevo dichiarato che mi sarebbe piaciuto un Festival che fosse durato due settimane.

L’idea delle due settimane, nasceva dal bisogno di ripensare, arricchendola, una formula che, almeno nei suoi elementi essenziali, mi sembrava meritasse di essere rivitalizzata.

Per me, però, raddoppiare non significa, semplicemente, replicare. Questo perché a me non interessa solo un ‘nuovo Sanremo’: mi appassiona un ‘Sanremo nuovo’.

Un Sanremo, cioè, che abbia qualcosa di inedito, nel senso di interessante, avvincente, magari addirittura sorprendente, da dire e lo dica nel modo migliore possibile.

Rimettersi semplicemente in gioco, infatti, non basta. Bisogna anche alzare ancora un po’ l’asticella e provare a saltare ancora qualche centimetro più in alto; provare a stabilire un nuovo record. Non è detto che uno ci riesca. Anzi, è estremamente arduo riuscirci, ma è l’unico modo per rendere la gara interessante.

Le novità del Sanremo numero 69 (per ora) sono, sostanzialmente, due: il “Festival Sanremo Giovani” – la seconda settimana di Festival – e il fatto che, come rivela il nome stesso della manifestazione, questa seconda settimana sarà interamente dedicata ai giovani. Due innovazioni per realizzare le quali, è stato necessario introdurre nei regolamenti ben più di due novità.

La cosa curiosa è che quella che chiamiamo la seconda settimana del Festival è seconda di nome, ma non di fatto, dal momento che si svolgerà a dicembre, anticipando il Festival di febbraio e diventandone, così, la prima settimana.

È quella che ho sempre pensato dovesse essere l’evoluzione naturale del Festival di Sanremo: un’intera settimana dedicata ai giovani. Del resto, chi più di un giovane, può rappresentare una novità?

Forse perché ho firmato il mio primo contratto discografico che non ero ancora maggiorenne (tanto è vero che dovette controfirmarlo, per garanzia, mio papà) e so bene cosa significa difendere la propria identità, il proprio linguaggio, la propria idea di musica per riuscire a diventare i musicisti che, dentro di noi, sentiamo di essere.

Di cosa parliamo?

Di 6 serate – 4 selezioni e 2 finali – trasmesse in diretta su Rai Uno, in contemporanea su RadioDue e in differita su Rai 4 e ancora in replica su RaiUno, dedicate a giovani emergenti, tra i 16 e i 36 anni non ancora compiuti.

Le 4 selezioni andranno in onda nella fascia pre-serale, mentre le 2 finali verranno trasmesse in prima serata, a testimonianza di un livello di attenzione e di un rilievo che mai il Festival aveva tributato agli artisti più giovani e alla loro musica. Ma non è tutto.

La novità più importante, infatti, è un’altra: per la prima volta nella storia recente di Sanremo, i due vincitori del Festival Sanremo Giovani, saliranno sul palco dell’Ariston e avranno le stesse possibilità di vincere il concorso di tutti gli altri cantanti e addirittura “raddoppiare” la vittoria.

Personalmente, ho sempre trovato un po’ discriminante la contrapposizione simultanea tra Big e Nuove Proposte. Ho continuato a sentirla come una suddivisione concomitante che non faceva altro che fissare delle categorie che, rispetto al valore e alla bellezza delle canzoni, non hanno alcun senso. Il confronto diretto è tra parole, musica, interpretazione, arrangiamento, emozione.

Credo che quel diciassettenne che mi assomiglia molto e che firmò il suo primo contratto discografico da minorenne, avrebbe sognato una simile condizione, una possibilità come questa. E ora che quel diciassettenne è cresciuto ed è diventato, 50 anni dopo, per la seconda volta, Direttore e “Dittatore artistico” di Sanremo, spera di poter regalare questa aspirazione a qualcuno che verrà. In nome della musica, nella più importante mostra musicale del nostro Paese, conosciuta e seguita in molti paesi del mondo.

Sanremo 69 raddoppia e ribalta. E ritenta la sorte.

Signore e Signori, fate il vostro gioco.

Claudio Baglioni

The Godfather

The Godfather [Il Padrino] - Dietro questo nickname si cela il nostro fondatore e amministratore unico TONY ASSANTE, più grigio ma MAI domo. Il logo (lo chiedono in molti) è il simbolo dei FANS di Elvis Presley (Cercate il significato in rete).

7 commenti

  1. Ciao Claudio,

    avrai tutto il mio supporto per questa ulteriore impresa

    e continua a non smettere mai,

    un bacione

  2. Claudio , tu mi piaci anche per questo, per la tua energia, la tua voglia, il tio entusiasmo,… sei un artista perfetto ! Grazie Claudio! Ti ammiro molto ! Ti seguirò in questa avventura con L amore di sempre… complimenti capitano! Grande uomo!

  3. Le imprese più grandi sono quelle che nascono prima di tutto dalla passione e dall’entusiasmo per ciò che si fa… e poi dal coraggio di sapersi mettere e rimettere in gioco… cercando ogni volta di migliorarsi, senza aver paura di cambiare le carte in tavola o di proporre qualcosa di nuovo…
    Lo sapeva già quel diciassettenne che vestiva di nero e sognava a colori… e ne sei consapevole oggi più che mai… caro amico, direttore e dittatore artistico dei nostri cuori… in nome e per amore di quella musica che ancora batte dentro….. sarà un Sanremo nuovo e giovane… è bello ed è giusto così… sarà spettacolo ed emozione… come sempre con te… come piace a te… e a noi…
    Vai Claudio, raddoppia e sorprendici ancora!
    Con grande meraviglia ho ritrovato le tue parole, con la stessa gioia molto presto ritroverò te e le tue note, ne ho tanto bisogno…
    Non smettere mai! Ci vediamo a Verona, ciao, un bacio!

  4. ti vedrò anche l’anno prossimo perché sei un grande sei stato bravo quest’anno tvb

  5. Lascia che sia tutto così… cosi come l’hai pensato studiato voluto escogitato sognato…lascia che sia tutto cosi Claudio…va benissimo così per i nostri occhi e il nostro cuore…cosi come tu sei…semplice e straordinario. un festival un po’ ossimoro…tutto è già dentro di te da sempre…e noi siamo con te da sempre…lascia che sia così…e raddoppia! Buon lavoro Claudio e buona fortuna. Ti abbraccio…a Verona e a Milano…ci sarò…e forse anche a Sanremo…baci.

  6. Rosanna Spadaccino

    Hai perfettamente ragione, una volta si era giovani a trent’anni, nel senso che quando ero adolescente io, il personaggio di punta delle serie TV di successo aveva almeno 30 anni; oggi invece chi ha talento viene fuori prima grazie ai social non deve più avere chi controfirma ed i nuovi opinion leader sono poco più che ventenni! Chi non vede questo è un cieco! Vi ricordate william shatner era il capitano Kirk, ed il nuovo Chris Pine? Visto l’evoluzione;ma lo stesso potrebbe dirsi per il mondo del calcio, della moda e quindi pure della musica

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