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Baglioni – Da Firenze a Sanremo, sempre al centro

Artisticamente parlando, Claudio Baglioni è bulimico. A 67 anni ha i desideri e l’energia di un ragazzo. È sempre pronto a ripartire. Poche settimane dopo i tre concerti sold out all’Arena di Verona, ieri sera ha iniziato un lungo tour dal Nelson Mandela Forum di Firenze. Farà 36 concerti in 30 giorni («Rigorosamente sotto controllo medico», dice scherzando ma non troppo). Ultimo della serie il 24 novembre a Torino. Poi si riposa? Non diciamo eresie: a quel punto sarà iniziata la bagarre di Sanremo Giovani, il contest che andrà in onda su Rai 1 dal 17 al 21 dicembre, con le ultime due serate in prime time. In tutto parteciperanno 24 giovani, 6 dei quali provenienti da Area Sanremo. Nel corso delle due puntate in prime time saranno scelti i due giovani, uno per sera, che accederanno al Festival di Sanremo 2019, dove saranno in gara da pari a pari con i 22 “big” selezionati dalla commissione esaminatrice presieduta dallo stesso Claudio Baglioni. Il Festival si svolgerà dal 5 al 9 febbraio, e Baglioni ne sarà ovviamente il mattatore, come è già successo nella scorsa edizione. Poi si concederà un po’ di riposo? Niente affatto: il 16 marzo inizierà dal Modigliani Forum di Livorno la seconda parte del tour Al centro, per concludersi il 24 aprile là dove aveva iniziato, cioè al Nelson Mandela Forum di Firenze.

Vi è venuto un po’ di mal di testa? Non preoccupatevi, a star dietro a tutto quel che fa Baglioni è sempre così. Se sta fermo troppo a lungo si annoia, quindi deve inventarsi qualcosa da fare. E come abbiamo già detto sprizza energia da ogni poro. Il concerto che sta portando in giro, per esempio, ha una scaletta con la bellezza di 34 canzoni, più un prologo e un epilogo. Resta in scena per tre ore e un quarto. E non pensiate che si conceda pause. È sempre in movimento, addirittura a tratti accenna a passi di danza. Il concerto ricalca lo schema di quello già presentato in Arena, ma con più d’una variazione. Per esempio, ci sono quadri coreografici differenti mentre canta Noi no, e diversi cambi mentre fa Le vie dei colori. Molte le variazioni anche nel light show, perché un conto è “illuminare” l’Arena di Verona, altra cosa un palasport.

Quel che resta invariato è il cuore dello show, caratterizzato da un grande palco posto al centro della venue, in modo che il contatto col pubblico sia più immediato. Lì sopra succede di tutto. Ci sono 16 ballerini e 8 ballerine, 5 coriste, due chitarristi, due tastieristi, due batteristi, un bassista, una sezione d’archi e una di fiati. Lo stage è un po’ circo, un po’ un mercatino delle pulci e l’atmosfera cambia continuamente. Per esempio, mentre fa Via alcuni ragazzi ballano la break dance, quando canta Avrai c’è l’ormai usuale “momento telefonino” con tutti i cellulari illuminati, e la coreografia che accompagna Notte di note note di notte pare presa in prestito dal Cirque du Soleil, con tanto di ballerino che fa numeri acrobatici su un filo teso da una parte all’altra del palco.

Le 34 canzoni (più prologo ed epilogo) ripercorrono in maniera cronologica la carriera di Claudio Baglioni, con un accenno iniziale (solo strumentale) di Signora Lia, scritto nel ’69 e pubblicato nel luglio del 1970, e la chiusura con Con voi, brano datato 2013. Poi parte la musica registrata di Al centro, scritta recentemente per l’occasione.

Pochi i cali di tensione, numerosi invece i cori in stile mega-karaoke. Del resto è dura resistere a canzoni che volenti o nolenti hanno segnato la nostra storia canora come Questo piccolo grande amore, E tu, Poster, Strada facendo.

A tarda ora, finito il concerto, Claudio Baglioni ha incontrato i giornalisti arrivati a Firenze da tutta Italia. Visibilmente soddisfatto, ha definito il suo tour «temerario. È una specie di romanzo musicale composto da canzoni scritte nell’arco di 50 anni. Riproporre canzoni scritte tanto tempo fa mi ha regalato sensazioni positive, mi pare che reggano bene l’urto del tempo».

A chi gli domanda dove trova tutta quella energia, risponde scherzando: «Voi pensate che esista un solo Baglioni, in realtà siamo dieci… Io mi diverto come un matto a stare su quel palco. La cosa bella quando hai alle spalle una lunga carriera è che puoi permetterti giocattoli molto costosi».
Prima di chiudere, ancora una battuta su Sanremo Giovani: «Era una mia ambizione regalare a questa manifestazione un’attenzione diversa da quella che ha avuto negli ultimi anni quando, per forza di cose, era relegata o a inizio serata o alla fine. Questa volta avrà molto visibilità. Le prime puntate saranno in preserale, ma con varie repliche in molti canali rai. Poi ci saranno due serate in prime time. E questo credo non sia mai successo finora».
Gli è stato anche chiesto se risponde al vero la voce che vuole la strana accoppiata Rovazzi – Pippo Baudo alla conduzione: «Anch’io ho sentito questa voce, ma non ho elementi né per confermarla né per smentirla. Certo che potrebbe essere una buffa combinazione. Quel che posso dire, è che io vigilerò dietro le quinte, ma non sarò il conduttore».

di Massimo Poggini per spettakolo.IT

The Godfather

The Godfather [Il Padrino] - Dietro questo nickname si cela il nostro fondatore e amministratore unico TONY ASSANTE, più grigio ma MAI domo. Il logo (lo chiedono in molti) è il simbolo dei FANS di Elvis Presley (Cercate il significato in rete).

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