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Baglioni al centro, e la terra potrebbe essere piatta

Che allora la terra potrebbe anche essere piatta.

E per farcelo pensare bene l’hai disegnata come una piastra: attaccata all’aria con dei fusi di luce; perché, in quella sera, sembrasse qualche cosa anche il cielo.

E noi intorno eravamo una conchiglia, titani che aprivano le braccia per tenerti accanto.

E provavamo la voce, fingendo di parlare sussurrare, ce l’aggiustavamo perché volevamo esserci nell’inno del tuo popolo cantore.

Ieri sera non c’era un rumore che non fosse musicale.

Claudio hai tirato via dalle stive della vita vasi di rose e miele, e le mani grasse del potere. Hai messo nell’aria sogni preghiere e fucili, il mondo come avresti voluto ammirarlo: perché così è orribile agli occhi di chiunque. Hai richiamato chi rimane inchiodato alla sua croce e non riesce a saltare fuori, chi pensa di non avere scampo e sta come un ornamento nella sua stessa esistenza. E hai messo a bagno le stelle, le hai tenute tenere, pronte per volare: per rompere il silenzio tra chi sia ama, per fargli liberare i muscoli del collo fargli piegare la testa farsi baciare.

Claudio sei stato un padre presente, e un’altra volta ci hai dato speranza, con la tua voce perfetta: bianca, al pari delle persone buone che ci sanno solo far desiderare.

E per tre ore hai rialzato il nostro tempo basso, lasciando prendessimo aria senza guardare i nostri petti squarciati dalla tristezza o dal dolore.

Ci hai fatto intendere che la nostra dimora è il circo, e attorno a esso hai formato un campo di anime fantastiche, un vento azzurro.

Per tre ore ci hai fatto diventare la luce dei fiori, il latte e l’abbondanza. Ci hai fatto saltare come solo la gioia o una qualsiasi vita felice.

E noi ci guardavamo prudenti come davvero stessimo rubandoti un segreto. Perché parlavi a ognuno di noi: e ci dicevi dove dovevamo nascondere la tua confidenza.

Sei stato un padre presente, e hai carezzato il cuore a decina di migliaia, che ognuno si è portato dietro la scritta della Bellezza.

Claudio, canta ancora un’altra canzone che sappia di noi.

Accusaci, facci fare il giro del peccato poi, improvvisamente, cambiaci per l’occhio degli idealisti: rinforzaci le vene con i suoni delle tue parole, con quel tuo fuoco continuo.

Ci ha messo i fari sulla fronte, che il buio della notte si è ritirato.

E andando via abbiamo immaginato di avere un’ala, una sirena sulla schiena.

E abbiamo pensato che, alla fine, nella tua festa a colori avevi saputo riunire la saggezza dell’Amore, nelle sue orecchie i nostri reclami.

Claudio, dacci i giochi le carte le sciabole l’acqua. Dacci una tua nota alta, che sia, domani mattina, una speranza sicura.

Michele Caccamo – Roma 20/10/2018

The Godfather

The Godfather [Il Padrino] - Dietro questo nickname si cela il nostro fondatore e amministratore unico TONY ASSANTE, più grigio ma MAI domo. Il logo (lo chiedono in molti) è il simbolo dei FANS di Elvis Presley (Cercate il significato in rete).

5 commenti

  1. Intenso e significativo. Complimenti

  2. Non smettere mai Claudio… il mio cuore accoglierà sempre con gioia il sussurro dolce e le meraviglie del tuo mare… come una conchiglia…
    e grazie a te Michele per l’emozione e la poesia di queste parole…
    La bellezza salverà il mondo!

  3. QUANDO IL PIANTO DIVENTA INCANTO…. GRAZIE MICHELE PER OGNI TUA PAROLA CHE PRENDO IN PRESTITO E CHE CONSERVERÒ ACCANTO ALLE MIE.

  4. Incantevole. Lo scritto e…Claudiio.
    Non si vede che con il cuore

  5. …a tratti manca il fiato (leggendo)
    …tremano i polsi…
    e il viso…si riga…ancora
    …in Silenzio.
    C H A P E A U

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