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Claudio, il lockdown e le ricerche “a casa di Luca”

Alcuni di voi si saranno forse chiesti dove era finito quel Luca che ogni settimana vi ospitava per una sera, a casa sua, per parlare di Claudio, della sua musica e delle sue attività.

Il periodo del lockdown non è stato facile per Claudio, lo abbiamo intuito tutti dai suoi messaggi e dal suo viso smunto e tirato: “ma prende un sacco di soldi, cos’ha da lamentarsi….”, sento già l’eco delle voci in coro in sottofondo. Attenzione: Claudio non si è lamentato, ho detto solo che il periodo non è stato facile. D’altronde, a livello psicologico non è né il primo né l’ultimo Vip che, nonostante i soldi, non riesce ad essere felice. Claudio ha un modo di interiorizzare la realtà che lo circonda molto particolare, come noi fan che conosciamo la sua opera e il suo pensiero sappiamo bene: questo senza dubbio lo ha portato a faticare nel periodo di lockdown, e ad esplodere di gioia lo scorso sabato sera, quando finalmente ha «ripreso a fare il suo mestiere»; lo abbiamo visto radioso in volto e negli atteggiamenti, in splendida forma vocale (che poi: perché scandagliamo ogni volta, noi fan, la sua vocalità? Chissà se lo fanno anche fan di altri artisti…) e soprattutto abbiamo letto nelle sue parole una grande voglia di ripartire. Certo, il rinvio dell’album ha pesato, così come ha pesato la possibilità di non poter vedere al cinema come si sarebbe dovuto il “suo” film Gli anni più belli, e soprattutto dover rinviare di un anno Dodici note, che avrebbe rappresentato una nuova tappa del suo percorso di ricerca all’interno del formato-spettacolo.

Il lockdown è stato complesso per Claudio, e così immagino lo sia stato per molti di noi (e di voi). E in parte lo è stato anche per me, anche se per fortuna, rispetto a molte altre situazioni, non ho avuto nulla da lamentarmi. Però, ecco, sono mancati un po’ diversi stimoli.

Ma non me ne sono andato, anzi, sono «vivo e sono qui». Anzi, in questi mesi (una delle ragioni per cui non sono più riuscito a scrivere con regolarità) ho lavorato a nuovo materiale su Claudio, sostanzialmente di due tipi diversi.

-Ho fatto un’indagine sulle sue canzoni di Claudio e sul rapporto che intessono con il cinema, con i media tradizionali e con i nuovi media, che verrà pubblicata su alcune riviste scientifiche di settore: adesso è ancora presto per poterla condividere con voi, e non potrò farlo per ragioni di copyright fino a quando non sarà uscito il numero della rivista, ma senza dubbio vi terrò informati, e spero tanto che possiate trovarla interessante. Come forse alcuni di voi ricorderanno, avevo già iniziato questa ricerca quando avevo scritto la mia Tesi di Laurea Magistrale, ma adesso mi sono focalizzato in particolare su Claudio e sulla sua scrittura che ho definito intermediale, perché a mio parere crea un ponte con gli altri media, come cercherò di dimostrare.

– Ho terminato il mio libro sulla lingua di Baglioni, che dovrebbe venire alla luce entro il 2020. Il lavoro è stato lungo: i primissimi lavori di ricerca sono iniziati nel febbraio del 2016, quando ho iniziato a scrivere la mia Tesi di Laurea Triennale, e ha visto diverse tappe della ricerca che ora vorrei cercare di riassumervi, per rendervi partecipe di quanto è comunque complesso lavorare in modo serio sulla produzione artistica di un qualunque artista, anche di un cantautore.

1) Febbraio 2016 – Giugno 2017: in questi 16 mesi ho scritto la mia Tesi di Laurea Triennale, dopo il primissimo appuntamento con la prof.sa Maria Antonietta Grignani, all’epoca docente di Cattedra di Storia della Lingua Italiana a Pavia, che mi aveva suggerito di indagare la presenza dei tratti ermetici nei testi di Baglioni, sulla scorta delle scoperte di Giuseppe Antonelli, linguista romano (oggi di cattedra proprio nella mia università, a Pavia) che ha indagato analiticamente la storia della lingua della canzone italiana. Nell’aprile del 2016 ho cambiato relatore, poiché la prof. andava in pensione, e il tema di ricerca non le interessava molto: allora ho iniziato i lavori con la guida del prof. Mirko Volpi, giovane linguista con davanti una carriera molto promettente. Entro luglio 2016 ho organizzato il campo di lavoro meglio: avrei indagato non solo i tratti ermetici, ma la lingua di tre album di Claudio (Strada facendo, La vita è adesso, Oltre); fondamentale è stato il contributo di Antonelli, che da Cassino (dove insegnava all’epoca) mi suggerì preziosi saggi su Baglioni, che ora conosco quasi a memoria. A ottobre, tornati dalle vacanze, ho iniziato a scrivere e ho deciso di organizzare il lavoro sostanzialmente in due parti: una parte nella quale indagavo i debiti nei confronti della lingua della poesia, un’altra parte nella quale indagavo i debiti nei confronti della lingua della prosa. A gennaio la tesi era pronta, con l’aggiunta di alcuni preziosi suggerimenti del correlatore, che nel frattempo era diventato il linguista prof. Pietro Benzoni, di fama internazionale. Poi, nei mesi successivi, mentre mi preparavo per l’ultimo esame della carriera triennale, non ho mai smesso di cercare, trovando ancora alcuni saggi su Baglioni e integrandoli di volta in volta all’interno della tesi. Fino alla stampa e alla sua discussione, il 17 luglio 2017.

2) Settembre 2017 – Novembre 2017. Dopo l’estate è arrivato il momento preciso in cui ho partorito l’idea di un libro sulla lingua di Claudio Baglioni. Mi sono detto: ho fatto una ricerca su tre album, ma perché non ampliarla? Allora, prima di iniziare i corsi di laurea triennale, mi sono gettato in una ricerca a capofitto che mi ha portato a vagare per diverse biblioteche della regione Lombardia tra Milano, Cremona, Voghera e perfino Lodi. Il risultato è stato che, cercando le indagini scientifiche sulla lingua di Claudio, mi sono chiesto: come mai Baglioni non ha avuto il giusto merito all’interno del mondo accademico? Allora mi sono messo a cercare e a scrivere, ed è venuto fuori il saggio “Claudio Baglioni cantautore, una breve storia critica”, che poi è diventato “Per un profilo critico di Claudio Baglioni come cantautore”, aggiornato nel febbraio del 2018. Doveva essere la prefazione al mio libro, ma poi è diventato un saggio a parte.

3) Dicembre 2017 – Maggio 2018. Nel frattempo, per un esame della mia Laurea Magistrale avevo deciso di analizzare i testi di “Io sono qui”, applicando lo stesso modello che avevo elaborato nella tesi triennale: un altro piccolo pezzettino di libro stava venendo fuori, anche se la struttura qua era diversa (la tesi non era strutturata per album, ma per “tratti linguistici”). Poi, a febbraio 2018, finiti gli esami, inizia il vero lavoro. Dedico due o tre settimane alla stesura del corpus, recuperando TUTTI i testi di Claudio che voglio analizzare, inserendoli in un file word e verificando la correttezza dei testi all’ascolto. A metà marzo, inizio la scrittura vera e propria del libro, che mi porta via giorno e notte, fino a maggio 2018, quando sono costretto a interrompere per studiare per la sessione d’esame.

4) Settembre 2018 – Novembre 2018. Tornato dalle vacanze, riprendo in mano il libro e scrivo gli ultimi capitoli dedicati a “Sono io” e a “Con voi”, senza concludere quello su “Viaggiatore”, che mi aveva messo un po’ in difficoltà perché avevo deciso di analizzare anche gli “appunti del viaggiatore” che comparivano nel cd-room. Nel frattempo, nell’ottobre inizio la scrittura della tesi magistrale, che però richiedeva un grandissimo sforzo, per cui a novembre ho dovuto lasciar perdere la scrittura del libro, per dedicarmi alla Tesi Magistrale e agli ultimi esami. Nel frattempo, il lavoro era stato complesso, anche perché avevo dovuto “trasformare” i lavori della tesi triennale e farli diventare dei capitoli dedicati ognuno ad un album diverso, perché così è strutturato il mio libro.

5) Novembre 2019. Un anno dopo, eccomi ancora qua a lavorare sul libro di Claudio: nel frattempo, mi sono laureato in magistrale, ho cambiato casa (con trasloco piuttosto impegnativo) e ho iniziato a lavorare a tempo pieno come insegnante di lettere. Ho iniziato una revisione del libro, dall’inizio, ma mi sono accorto che quel lavoro, che ormai aveva più di due anni, andava aggiornato. Ma l’aggiornamento sarebbe arrivato più avanti, con il lock-down.

6) Marzo 2020 – Luglio 2020. Sì, perché la mia seconda supplenza alla scuola media mi ha letteralmente assorbito, per cui non sono riuscito a dedicare il tempo giusto al lavoro. Con il lockdonw, ho iniziato un lunghissimo lavoro di revisione e soprattutto di aggiornamento del libro, almeno su due versanti: 1) da un lato, avevo integrato la bibliografia con volumi usciti nel corso degli ultimi due anni; 2) dall’altro lato, ho integrato la bibliografia con scoperte che avevo fatto io negli ultimi due anni, in cui la mia formazione si è spostata dall’ambito puramente linguistico a quello semiotico: il libro attuale, pur essendo di stampo puramente linguistico, risente della mia “evoluzione” personale, e penso che ne guadagni molto. E così, dopo lunghi mesi di lavoro e di correzione (nel frattempo, ho concluso anche il capitolo su Viaggiatore) ci siamo, il lavoro è finito. Doremifasol, che da sempre mi appoggia nel mio lavoro di ricerca, darà una grossa mano alla diffusione di questo volume, di cui vi comunicherò in tempi brevi tutti i dati.

Nel frattempo, state collegati perché sono tornato. E presto vi porterò dietro la Cattedra, per raccontarvi tutte le cose di Claudio che ho fatto conoscere ai miei studenti nel corso di quest’anno.

Per ora, un grosso saluto e un bentornato a Claudio, che con la sua allegria ha contagiato tutti noi, sperando di poterlo rivedere prima di Dodici Note, e di poter sentire sue nuove note, chissà, magari proprio quelle del nuovo album, visto che Gli anni più belli, in qualche modo, ci ha fatto sognare ed emozionare tutti, ancora una volta!

Luca

Luca Bertoloni

Nato a Pavia nel 1987, professore di Lettere presso le scuole medie e superiori, maestro di scuola materna di musica e teatro e educatore presso gli oratori; svolge attività di ricerca scientifica in ambito linguistico, sociolinguistico, semiotico e mediologico; suona nel gruppo pop pavese Fuori Target, per cui scrive i brani e cura gli arrangiamenti, e coordina sempre a Pavia la compagnia teatrale amatoriale I Balabiut; è inoltre volontario presso l’oratorio Santa Maria di Caravaggio (Pv), dove svolge diverse attività che spaziano dal coro all’animazione.

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