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La storia di Gigliola accanto a Claudio Baglioni

Carissimi,
allego un breve riassunto della “Mia storia accanto a Claudio” e una foto con l’amata Mamma Silvia scattata ad un Raduno Clabber.
Vi ringrazio per tutto quello che fate e… tutto in un abbraccio…
Gigliola

La mia storia accanto a Claudio…  Si potrebbe riassume in tre parole…  UNA VITA INSIEME

Claudio ed io, quasi coetanei, grazie ad un destino “capriccioso e benevolo” abbiamo vissuto sempre a due passi uno dall’altra, in una “amata” città come Roma, ma con i genitori che, per ragioni di lavoro, provenivano da due regioni limitrofe: l’Umbria e la Toscana.

Il colpo di fulmine… tanti, tanti anni fa… mentre ascoltavo distrattamente una trasmissione in TV (festival Gondola a Venezia) all’improvviso sentii una voce assolutamente “unica”, che apparteneva ad un ragazzo magro, timido, tenero, capellone ed occhialuto, con un naso non indifferente, direi un “naso di falco” ma con una voce che arrivava prima al cuore e poi alle orecchie e che struggeva l’anima.

Da allora abbiamo vissuto in simbiosi, ed è stato veramente un camminare insieme, crescere, correre, amare, gioire, sognare, soffrire, esaltarsi, piangere; ogni episodio della mia vita è legato indissolubilmente alla sua musica. Cantava canzoni che parlavano di emozioni e sentimenti di ragazzi, di sensazioni vere, dove anche io mi ritrovavo e lo faceva in modo semplice ed autentico.ù

doro il “mio Claudio” perchè oltre ad essere un grande Artista è un grande Uomo, perchè è riuscito ad evolversi ed adattarsi ai tempi, come pochi sono riusciti a fare, perchè, pur conscio della sua bravura ha mantenuto la semplicità degli esordi, perchè riesce sempre a stupire ed a stupirsi perchè, come dico sempre, non mi ha mai deluso.

Abitando vicino ho avuto la fortuna di conoscere la adorata “Mamma Silvia” e altri componenti della sua famiglia, con i quali sono ancora in contatto.
Claudio lo vedevo, spesso, la sera, molto tardi, quando ritornavo dal lavoro e Lui, con l’immancabile cappello calato sulla testa, portava fuori i suoi due cani lupo, mi fermavo un attimo a guardare il suo andare lento, ma non l’ho mai disturbato, per rispettare la sua vita privata.
Inutile dire che non ho mancato nessuno spettacolo, nessun raduno, nessun concerto, visti anche due o tre volte in città diverse… e la mia stima e la mia ammirazione crescevano sempre di più e crescono ancora.

L’ho incontrato due volte: la prima in occasione del concerto del 1991 “Oltre” allo Stadio Flaminio (sponsorizzato dalla nota Multinazionale delle “Bollicine”…dove ho sempre lavorato) e la seconda nel backstage del XVIII Raduno al Teatro Tenda a Strisce.

Lui sempre gentile, ironico, disponibile… adorabile.

Caro Claudio, per me indispensabile come l’aria, non posso che concludere con altre tre parole…

GRAZIE DI TE.

Gigliola

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1 Commento

  1. Ho letto poco fa la storia della Sig.ra Gigliola e mi sono commossa perché mi riconosco in tante cose che ha scritto. Io non abito vicino a Claudio, non ho mai avuto la fortuna di incontrarlo da vicino, ma le sue meravigliose canzoni sono, da sempre, la colonna sonora della mia vita. La sua musica mi ha confortato tantissime volte nei momenti difficili e lo ringrazierò sempre per le poesie meravigliose che ci ha regalato.
    Buona vita a tutti voi!

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