Resoconti

La storia di Daniela accanto a Claudio Baglioni

Ciao Claudio,

la mia storia accanto alla tua inizia da quando sono nata, 43 anni fa. Non ricordo un momento della mia vita in cui tu non sia stato presente in qualche modo.

Ci sei stato sempre.

Come uno di famiglia. Mi hai insegnato la Bellezza, e sei un compagno di viaggio che ha lasciato un segno, per sempre.

Quanto bene mi hai fatto e mi fai.

Ricordo domeniche invernali, un sole tiepido, mia mamma che metteva i tuoi dischi a tutto volume e io bambina che manco sapevo scrivere che ascoltavo, ascoltavo… non capivo nemmeno tutte le parole ma ascoltavo…

la tua musica mi spalancava mondi infiniti.

Mi faceva sognare, mi rendeva felice senza sapere perché.

Gagarin mi commuoveva. Non capivo tutto il testo… e mi commuoveva lo stesso.

Ancora oggi è una delle mie canzoni preferite, per me un capolavoro.

C’erano sempre le tue musicassette in macchina durante i viaggi e i luoghi che ho visto hanno il sapore delle tue canzoni.

C’eri tu dentro le cuffie del mio lettore cd, a rendere più sopportabili e persino poetiche le delusioni che mi tocca mandare giù.

C’era e c’è sempre la tua voce a farmi sentire a casa in un luogo sconosciuto, quando per caso, da una radio accesa, sento una tua canzone.

Ricordo la sera in cui partecipasti a Fantastico, e presentasti Il sogno è sempre e i miei genitori che avevano comprato apposta il video registratore per registrare questo evento!

Di concerti tuoi ne ho vissuti una marea, mi considero una veterana. Impossibile descriverli tutti, ma sono stati sempre una gioia, un pieno di bellezza e di energia indimenticabili. Come si fa a descrivere a parole il momento in cui cantiamo La vita è adesso e nel finale sembra quasi che il tetto del palasport stia per scoperchiarsi? Che momenti meravigliosi ho passato cantando con te e migliaia di persone… che botte di vita pazzesche. Da restare rimbambiti di bellezza per giorni e giorni.

Una volta, durante il Tour rosso, ero a bordo palco: ricordo che tutte le donne attorno a me urlavano e ti chiamavano, io ero l’unica ferma ferma invece, ad ascoltare… e tu hai sorriso a me.

Ricordo il tour Assolo, incantevole, magico. Stadio di Messina, agosto 1986. Non so se lo ricordi, quella sera eri in uno stato d’animo particolare, cantasti in modo speciale: in un modo struggente, poetico. A un certo punto ci facesti un lungo discorso su come la musica e i luoghi della musica venissero trattati male in Italia e ci annunciasti che finché le cose non sarebbero cambiate non avresti cantato più, quella era la tua ultima tournée.

Ricordo il nooooooooo lunghissimo di tutto il pubblico… che magone. Fu un concerto memorabile. Alla fine, piangevamo tutti.

Impossibile davvero raccontare tutti i concerti. Da amante della musica adoro il fatto che ogni concerto non sia mai uguale agli altri: ogni sera diverso, ogni tournée una versione diversa delle canzoni, un finale sempre nuovo.

Il rispetto, la sincerità e l’amore che hai per il pubblico ti rendono unico.

Adoro i pezzi strumentali che ci fai ascoltare a fine concerto, quasi ad accompagnare il pubblico che man mano se ne va, mentre i tecnici e gli operai iniziano a smontare strumenti e palco… spesso mi risiedo e rimango ad ascoltare, felicemente stravolta di stanchezza e senza voce, quell’ultima carezza musicale che mi fai, prima di andare via.

Ecco, la foto insieme a te testimonia un giorno bellissimo, un momento quasi fuori dal tempo in cui il tempo stesso si è fermato.

5 maggio 2000, Tour Blu. Avevo vinto una sorta di concorso che metteva in palio un pomeriggio insieme a te. Il destino ha fatto sì che venissi estratta a sorte insieme a mia madre e a un’altra dozzina di persone.

Abbiamo assistito alle prove al palasport ( Acireale) e poi ci hanno permesso di incontrarti. Non ricordo più cosa ti ho balbettato con un filo di voce e la salivazione azzerata ma ricordo che ero più che felice, il mondo fuori da quel corridoio era ovattato e lontano e io avevo il cuore strapieno di gratitudine. E ricordo la tua gentilezza, e la tua timidezza.

Spero che il destino mi aiuti ancora, e al prossimo raduno estragga a sorte il mio nome.

Grazie per questo disco nuovo, grazie per esserti messo in gioco ancora una volta e averci regalato un’altra magia da vivere assieme.

Un’ultima cosa.

Da piccina ho scoperto che mi piaceva cantare. Mi piace ancora. Ho imparato a fare il vibrato e a modulare la voce seguendo te.

Amo Lampada Osram. Da piccola non avevo capito che fosse il nome di un luogo, credevo fosse il nome della ragazza che attende… che sogna a occhi aperti aspettando.

Ho provato sempre simpatia per questo equivoco infantile, e quando mi presento, prima di cantare una canzone:

“Buonasera a tutti, sono Lampadaosram.” E ogni volta che dico come mi chiamo, per me è come dirti grazie.

Ti voglio bene, Claudio.

Ci vediamo alle Terme di Caracalla.

Daniela Mormina

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The Godfather

The Godfather [Il Padrino] - Dietro questo nickname si cela il nostro fondatore e amministratore unico TONY ASSANTE, più grigio ma MAI domo. Il logo (lo chiedono in molti) è il simbolo dei FANS di Elvis Presley (Cercate il significato in rete).

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