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Claudio Baglioni e il tempo

Nella produzione artistica di Claudio Baglioni il tempo è un tema ricorrente, un motivo fortemente presente, un’espressione narrativa che riflette l’esposizione di uomo nel mondo della vita. Il tempo come viaggio; come corsa e destino; il tempo temuto e atteso, connesso e conteso, sono alcune costellazioni di senso che attraversano la visione del cantautore romano.

Claudio guarda il tempo e al contempo ne è guardato, lo attrae e ne è attagliato. Il tempo si può presentare gravoso o giocoso; frenetico e benefico, ma anche possibilità da sognare e da segnare. Claudio inseguendo il tempo ne svela misteri e segreti, ne rivela la potenza, la forza infinita, l’onnipresenza ma anche la debolezza, la dipendenza e la finitezza. La musica è la narrazione strepitosa di questo titanico confronto.

L’ultimo album di Claudio rappresenta un racconto di una vita, la storia di una meraviglia che accende e si distende nel tempo, i suoi sono quadri che rappresentano voci e riflessi di passioni, lampi di eterno dentro carezze di luce che sanno scaldare corpi e cuori. La sua musica diventa il racconto grandioso, un’epopea lunga un mezzo secolo che sa trasformarsi nell’epica di tutti noi.

Claudio osserva la parabola dell’umano, mirabolante architettura in movimento, la sua è una macchina da presa capace di uno sguardo lungo e inclusivo, un grandangolo dove illustrare storie di emozioni in corso; foto-grammi di esistenze, ritratte con elegante profondità; pagine di affetti dipinte con bellezza poetica. Il suo è un racconto che raccoglie amori accesi, sospesi e ripresi, desiderati e contrastati e mai dimenticati; sofferenti e avvolgenti, persi e ricercati, attesi e mai ritornati, ma certamente pensati e amati.

Claudio si muove su una terra di margine, esposto tra l’abisso e l’aurora, perennemente in cerca di parole di senso. Il suo è un linguaggio aperto, invischiato e contagiato dal mondo, aderente e rifrangente; pelle e specchio, visione e riflesso della vita.

Claudio non aspetta il tempo ma gli va incontro con la forza degli occhi e del cuore per combatterlo a tempo di musica, con la voglia e la tenacia di incidere il proprio nome su di esso.

Mossa blasfema o ingenua follia?

O scelta vera di un uomo che si mette in cammino in un mondo dove l’aria è un velo oscuro che ammorba il cielo ma non il cuore. Per questo quella di Claudio è una parola arrischiante che diventa rischiarante, parola capace di ascoltare e tradurre nella bellezza i giorni grigi della vita, come solo i poeti sanno fare.

Se è vero che il tempo corrode e consuma è altrettanto vero che ha bisogno dell’uomo per manifestarsi. Se è così, allora il tempo logico e perfetto, lineare e imperturbabile si mostra vulnerabile, attaccabile e modulabile, Claudio ingaggia un eterno scontro contro di esso. Se all’uomo non è possibile liberarsi del tempo, allora il tempo non può fare a meno neanche dell’uomo per essere.

Claudio sa perfettamente che il tempo è funzione ma anche finzione, non è una macchina senza cuore. Il tempo si costituisce a partire da noi, il tempo è vissuto e sentito da noi; non staccato da noi. È ritmo e onda, andamento circolare, continuo movimento di rimbalzo di ritenzione e protenzione, tempo atteso e ripreso. Questo vuol dire che il passato è dentro il presente, si muove e si posiziona davanti e appresso. Il passato è sempre là, canta Claudio. Il tempo non è magma o energia che proviene da un mondo lontano, ma ci cammina affianco o meglio è dentro di noi, si condensa e raggruma, ci ossessiona e ci addolora, ci scalda e ci accompagna.

Il tempo è durata, per esistere ha bisogno della storia sognata e segnata dagli uomini. Se le cose stanno così, vuol dire che il tempo diventa campo di possibilità, spazio dove poter lanciare la sfida al tempo come “tempo di musica”.

La storia di Claudio è la messa in opera di una cavalcata strepitosa, un meraviglioso volo durante il quale ha attraversato gli anni e le stagioni di una vita, una gara esaltante, giocata fino in fondo. E dopo questa entusiasmante galoppata possiamo pensare che Claudio abbia fatto pace con il tempo, se arriva a dire “che quella vita l’ho avuta già”. Attenzione, questo non significa che la corsa sia terminata, il viaggio continua, è lui a ricordarcelo “lascio il meglio all’ultimo”, il tempo dovrà fare i conti con lui, ma stavolta possiamo affermare che sarà dura per il tempo.

In questa storia che è la mia, Claudio mette in scena un affascinante viaggio, dove la musica è protagonista e compagna di strada, capace di incidere e lasciare un segno. Un gesto che in Claudio diventa arte, sublime brivido che la musica esprime, traccia e forza incredibile capace di trasformare e costruire un mondo nuovo.

La musica sa raccontare la storia umana, perché è il linguaggio della vita, metafora viva, magia e fuoco eterno, per questo, forse, è l’arte più appropriata per evocare l’avventura umana nei suoi risvolti più profondi ed unici.

La musica ci ricorda che la vita stessa è un sentire, un vibrare continuo, uno scorrere di pensieri, un pulsare di sangue e di cuore in sintonia con il tempo del mondo che noi incarniamo. Per questo la musica dice quello che siamo, ovvero battiti di sogni, ritmo di cielo, onde e particelle di stelle, miracoli di atomi e mistero di note che ogni giorno celebra e ricrea l’armonia sempre nuova della vita.

Claudio come uomo e artista ha vissuto un ballo favoloso e dato a noi di vivere un brivido grandioso, il suo racconto è la messa in-opera di una passione che coinvolge e che parla a noi. Il suo è invito a sperare e a vivere il tempo come un tempo nuovo. Messaggio salutare in un tempo difficile, come quello che stiamo vivendo.

Sandro De Bonis


The Godfather

The Godfather [Il Padrino] - Dietro questo nickname si cela il nostro fondatore e amministratore unico TONY ASSANTE, più grigio ma MAI domo. Il logo (lo chiedono in molti) è il simbolo dei FANS di Elvis Presley (Cercate il significato in rete).

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