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Noi siamo quelli che… Sono nati dopo

Arianna Villa per doremifasol.org

Classe 2005, sedici anni freschi freschi, pazzamente baglioniana da tre.

Vi starete chiedendo che cosa ci azzecco e, in effetti, non avete tutti i torti ma d’altronde l’anacronismo naviga nel mio DNA da quando sono nata.

Leggo tanti racconti scritti da fan che riportano fatti accaduti venti, venticinque anni fa o più, i quali descrivono l’incontro con Claudio o la maestosità del concerto visto, ed io, tutte le volte, posso solo utilizzare l’immaginazione.

Dunque oggi vorrei parlarvi di ciò che proviamo noi giovanissimi baglioniani, uso il plurale in quanto penso di parlare a nome di tutti, ad essere nati molti anni dopo e ad averlo scoperto quasi verso il termine della sua carriera artistica.

Nonostante siano passati cinquantasei anni circa, Baglioni riesce ad essere il beniamino anche delle nuove generazioni.

Il rapporto nasce con le canzoni.

Claudio dice che le parole gli fanno paura, considerata la loro capacità di essere una scienza esatta, ma si sa che è in grado di utilizzarle molto bene, sono un mezzo per la quale riesce a far parlare la sua musica.

Per giunta egli possiede un linguaggio molto forbito che gli permette di incantare qualunque persona sia all’ascolto.

L’insieme di queste due argomentazioni probabilmente fa si che i ragazzi lontani dagli ideali di adesso si affezzionino facilmente a lui.

Le emozioni che si provano sono emozioni di un adolescene qualsiasi in relazione al proprio idolo; sensazioni che qualcuno ha già calpestato quando, negli anni ‘70, ‘80, ‘90 e dal 2000 al 2003, si trovavano negli anni della gioventù.

L’enorme differenza sta nell’epoca in cui sono state vissute: i periodi di tempo elencati poc’anzi riguardano l’apice della carriera di Claudio Baglioni in cui ha prodotto innumerevoli lavori e innovazioni, superato record e scavalcato barriere generazionali, eventi che purtoppo, per natura, non sono stati vissuti.

Dunque sapere se l’essere nati dopo sia sinonimo di sfortuna o fortuna risulta impossibile, certo, sicuramente può essere considerato un deficit, ma ha dei grandi pro ed equivalenti contro.

Un punto a suo favore può essere per l’appunto la giovinezza.

Quello a sfavore: la perdita di ogni tipo di concerto, raduno o evento.

E’ un grande dispiacere aver perso tour come: Assolo, Oltre una bellissima notte di note, AncoraAssieme, Tour Giallo, Tour Rosso, Il Viaggio (tour Blu), InCanto, AcusticoSogno di una notte di note, od i rispettivi raduni, però bisogna farsene una ragione.

Ogni tanto c’è il desiderio di poter viaggiare nel tempo (del resto siamo figli di un viaggiatore) per avere l’illusione di essere seduti in uno dei sedili di quei tour e trovarsi a cantare a squarciagola le sue canzoni ed urlare il suo nome insieme a tutti gli altri, per trasmettergli felicità e, in qualche modo, per fargli capire di non far terminare il suo percorso, per continuare a far stare bene le persone, perché il futuro che verrà sarà strabiliante!

Dopo tutto questo quello che rimane è la possibilità di comprare gadget, album con cui fare la tripletta (CD, MC e LP), magliette, felpe, cappellini, giornali risalenti ad un po’ di anni fa, libri, DVD e chi ne ha più ne metta, in qualsiasi sito internet.

Tant’è vero che si diventa, nel giro di poco, uno dei tanti miglior acquirenti ai quali vengono dati sconti per poter acquistare.

Tutto questo porta ad avere una patologia, la più bella in assoluto, la quale fortunatamente non ha medicine per essere curata. Essa riunisce collezionismo e perfezionismo, studio artistico e professionale di Cucaio, ossessione per la distribuzione e ordine degli oggetti; in questo caso, immaginando un grande scaffale che simboleggia con le sue mensole una classificazione, vi sono: i vinili divisi a seconda della loro maturazione e duqnue anche quella dell’artista, i quali vengono seperati da quelli live, possibilmente tutti in bella vista sul primo ripiano, sul secondo i CD con le MC (inclusi i cofanetti), sul terzo i DVD ed infine, sul quarto ripiano, tutti gli accessori, libretti dei live e raduni, alcuni ci depongono anche i biglietti dei concerti, altri li attaccano in una specie di compensato appeso al muro.

Tutto quanto disposto secondo la successione temporale.

Si crea un lungo filo rosso, quello del destino, che collega ogni singolo baglioniano all’artista, che fa accomunare qualcosa della sua vita con quella di essi, è per questo che non se ne può fare a meno, perché oramai è diventata parte integrante.

É come se fosse l’amico più fidato il quale non può nascondere nulla perché tutto viene appreso.

Ciò a causa di una connessione tra le anime ed è una cosa inspiegabilmente meravigliosa che crea stupore tutte le volte: se sta male, viene percepito e si prova un senso di malessere interiore, se sta bene viene rilevato e si prova un senso di benessere interiore e così via.

É l’effetto collaterale dell’avere un legame così profondo con qualcuno.

Questo è un discorso che ha molta più ampiezza e articolazione e non si può interamente descrivere.

Esiste chi si da il titolo di “baglioniano” solamente perché è un/a seguitore/rice, ma non basta essere semplici fan, essere baglioniani è un privilegio e questo elogio bisogna guadagnarselo con studio e impegno, ricerca e fatica; si prova disprezzo per il “banale”, raccoglitori e file word strabordano di parole e pensieri.

Per i musicisti la prostrazione è doppia; maturando, il caro Claudio, è diventato sempre più complesso sia per quanto riguarda la scrittura testuale, sia per la struttura musicale e ogni volta suonare canzoni inserite negli album degli ultimi trentasei anni, compresa la nuova gemma In questa storia che è la mia, sono un calvario, ma questo porta i musicisti a mettersi sempre in gioco così da migliorarsi ed imparare cose nuove.

Questa passione rende coloro che si trovano all’interno diversi da tutti le altre miliardi di persone esistenti nel mondo e per coloro che sono appena entrati in questa realtà, lo scontro con il mondo reale, con la propria generazione piena di rappisti e trappisti, è molto più complessa: dire di essere baglioniani sembra di parlare un’altra lingua, che forse seriamente lo è, in quanto tra ammiratori del sommo la capacità di intendersi è più semplice.

Nella nostra REALTÀ possiamo essere noi stessi!

Baglioni è per TUTTI, Claudio per POCHI.

W Claudio Baglioni, sempre!

Arianna Villa




The Godfather

The Godfather [Il Padrino] - Dietro questo nickname si cela il nostro fondatore e amministratore unico TONY ASSANTE, più grigio ma MAI domo. Il logo (lo chiedono in molti) è il simbolo dei FANS di Elvis Presley (Cercate il significato in rete).

7 Commenti

  1. Cara Arianna!! Essere fan di Claudio non è da tutti anzi è privilegio di chi ha testa e cuore per essere oltre il tempo, oltre lo spazio , oltre gli stereotipi oltre… significa essere immersi costantemente in un legame speciale con un artista speciale che regala bellezza e emozioni a piene mani solo a chi è capace di accoglierene. Significa percorrere la vita consapevoli di avere il privilegio di un reciproco legame speciale con un artista straordinario .Io ho scelto Claudio all’ eta di nove anni e da allora mi onoro di aver percorso la vita con lui straordinario compagno di viaggio.Lui ha accompagnato i miei momenti speciali, i momenti difficili, la quotidianità. Ho vissuto e vivo oggi che ho 60 anni la bellezza di tutto quello che mi ha regalato, libri, canzoni, concerti, autografi. Il compleanno sotto casa sua dove grande e generoso non ha mai negato ai suoi fan la sua simpatia il suo saluto.. allora aspettiamo insieme il prossimo evento non importa se raduno, concerto o compleanno.. sarà ancora una volta un tuffo nella meraviglia e nella bellezza.. Brava Arianna per aver scelto il meglio!

  2. Che belle parole, mi ci ritrovo! Quando iniziai a seguire Claudio, a fine anni 90, avevo 13-14 anni e per un bel po’ di tempo questa passione musicale è rimasta segreta, perché sentivo che i miei coetanei non avrebbero potuto capire l’universo-Baglioni. Ero innamorata pazzamente di lui, delle sue canzoni, soprattutto quelle meno conosciute (che scoperte incredibili tutte le volte!), che provavo a strimpellare con chitarra o pianoforte, arrovellandomi il cervello per cercare gli accordi a orecchio (difficilissimo compito per un non professionista!), non mi perdevo un’intervista (e internet all’epoca non era a portata di tutti, quindi bisognava stare all’erta per beccarle), ascoltarlo è sempre stato incantevole per ciò che diceva e come lo diceva. Vivendo nel Salento, periferia d’Italia, ho perso tantissimi eventi, ma ho visto comunque un po’ di concerti, per fortuna: il primo, pensa, il giorno del suo compleanno (Tour Blu, in provincia di Bari), il secondo (Tour Acustico) nel giorno del mio compleanno, a settembre dello stesso anno! Quando si dice “sincronicità” incredibili: le anime affini si incontrano sempre, come dici tu, in un modo o in un altro, e alcuni segni fanno capire di essere sulla strada giusta. Claudio è stato il mio rifugio, e lo è ancora; quella persona speciale che con un abbraccio sana e risolve ogni cosa, almeno per un po’: l’abbraccio, in questo caso, è la sua musica cantata con quella voce unica, magica. Claudio, dopo ormai quasi 25 anni, “scorre nel mio polso”, e il cruccio più grande che ho è di non averlo mai potuto avvicinare -almeno finora!- per dirgli quanto sia stato e sia importante, per ringraziarlo, anche solo con un abbraccio.

  3. Cara Arianna,
    da quasi coetanea dell’amato Claudio, non posso che essere felice per quanto hai scritto perchè, nonostante il minore lasso di tempo “vissuto” insieme con Claudio, ne hai colto tutto il valore e compreso quanto ci ha donato come Artista e come Uomo…. e quanto ancora ci donerà.
    Tutto in un abbraccio.

  4. Tutto sta in quella frase”Baglioni per tutti Claudio per pochi “io che di anni ne ho 59 e lo seguo da 13 quindi sono 46 anni ho visto e vissuto quasi tutto lo stupore è sempre lo stesso perché al bello non ci si abitua mai.Sicuramente sono cresciuta con lui e ci sono ricordi suoi che si mescolano a tutti i ricordi della mia vita.Suo malgrado ha camminato con me,pianto con me riso e sorriso insieme a me.E’ l’amico speciale quello del cuore che occupa il posto più segreto che tanto segreto non è perché chi mi conosce sa che segni particolari”baglioniana doc”come i prodotti italiani di origine controllata.Che dire Claudio è questo e tanto ancora di più ma se è vero che il passato è passato il futuro non lo conosci “La vita è adesso “quindi sei nel tempo migliore, ciao e arrivederci al prossimo concerto o raduno Mary-Maria.

  5. Anche io ho 16 anni e sono fiero di seguire e escoltare il grande mago che mi stupisce giorno per giorno. Claudio sei unico ♥️♥️♥️♥️♥️

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