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Claudio Baglioni su Albatros Magazine

Servizio a cura di Paola Trotta per Albatros Magazine

CLAUDIO BAGLIONI

CON ANCORA TANTA STRADA

di Paola Trotta

UN FILM, UN RACCONTO, UN CONCERTO: QUESTO E MOLTO ALTRO NEL NUOVO PROGETTO DEL CLAUDIO NAZIONALE, ICONA DELL’ESSERE ARTISTI, IERI COME OGGI

“In questa storia che è la mia”, racconta Claudio Baglioni, un film-opera che unisce concerto e racconto che mette insieme danza, recitazione e tutte le canzoni dell’ultimo omonimo album del cantautore romano. Registrato al Teatro dell’Opera di Roma, il «concerto totale» è in streaming dal 2 giugno per sei mesi su ITsART, la piattaforma voluta dal ministro della Cultura Dario Franceschini e accoglierà spettacoli teatrali, musica, arte. Ospiti dello spettacolo: Pierfrancesco Favino, Eleonora Abbagnato, Danilo Rea e Giovanni, chitarrista, figlio di Baglioni mentre Giuliano Peparini firma la direzione artistica e, con la sorella Veronica, anche le coreografie. Ma questo film, che potrebbe andare in televisione e alla Mostra del cinema di Venezia, vuole essere anche il segno della ripartenza. Baglioni che il 16 maggio ha compiuto settant’anni, il 2 giugno è stato insignito dal presidente Mattarella dell’onorificenza di Grande Ufficiale.

Claudio, come è strutturata questa opera concerto imponente che hai ideato?

“I palchi, il golfo mistico, la platea, il foyer, i camerini e i corridoi del Teatro si riempiono dei 188 artisti, tra ballerini, orchestrali, coristi e performer, che partecipano a “In questa storia che è la mia” anche per curare la ferita dei teatri vuoti che faticherà a rimarginarsi. Durante la chiusura totale ho visto l’Opera di Roma vuota e ho pensato di collaborare per mettere insieme, era il sogno di Wagner o dell’architetto Walter Gropius, diverse discipline.”

 Hai compiuto 70 anni e hai costruito una carriera di successo. Quanto è difficile restare per 50 anni sempre sulla cresta dell’onda?

“Il tempo non si può batterlo, ma noi musicisti abbiamo la fortuna di poterci giocare, sottolinea. Tanto tempo fa, mentre registravo l’album Oltre negli studi Real World ho incontrato Peter Gabriel. Abbiamo parlato di come ogni volta sia una lotteria cercare di creare qualcosa di importante, emozionante, nuovo. Negli anni l’artista combatte una battaglia non più a colpi di canzoni ma diventando artefice. Anche solo l’idea di incidere un disco oggi sembra un’impresa d’altri tempi. Fare un concept poi, è fuori dalle rotte della cautela e della paraculaggine. Ma questo disco mi ha regalato grande soddisfazione e ridato l’energia degli inizi. Lascerà una traccia. Questo mestiere è arrivato per caso, pensavo che non avrei mai avuto successo. Poi, ero convinto non sarebbe durato. Invece… I miei genitori ci credevano più di me mi hanno sempre incoraggiato e li ringrazio tanto.”

L’opera-concerto è un viaggio anche attraverso l’amore e il tempo. Cosa rappresentano per te?

“I protagonisti di questo concerto e di questo album sono l’amore e il tempo. L’amore inteso come storia singola, nelle sue fasi della nascita, della curiosità, del corteggiamento, dell’esplosione, delle sue parabole ascendenti e discendenti. L’altro protagonista è il tempo, che a volte è più forte dell’amore stesso, un medico che sana certe ferite. Talora, il dolore è anche per il fatto di sapere che nel tempo anche un dolore passerà.”

Nel tuo futuro cosa ti piacerebbe fare: musical, tv, conduzione?

“Non so se farò un musical, ci stiamo pensando. Sono 50 o 52 anni che ne immagino uno. Lo lascio da parte perché dobbiamo avere qualcosa da fare da grandi. Mi piacerebbe tornare in tv, ci ho preso gusto. Non ho tutta la vita davanti è bene che mi affretti. Con la Rai e Mediaset si era parlato di uno show in tv. Con Rai1 è nato un gioco che coinvolge anche Favino. A Mediaset erano interessati a uno show per i miei 70 anni. Non si è concretizzato niente. Intanto mi candido per l’Eurovision Song Contest che, dopo la vittoria dei Måneskin, nel 2022 sarà ospitato dall’Italia. Mi piacerebbe organizzarlo con Peparini. Noi ci proponiamo, al massimo ci risponderanno di no! (sorride, ndr).”

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Un Commento

  1. Grazie di tutte le vostre notizie sul mondo Baglioni – se posso segnalerei un’altra bella intervista sul numero di luglio del settimanale Ciak, relativa al rapporto di Claudio con il cinema (ci sono anche delle chicche che almeno io non conoscevo),

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