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L’In-canto nella musica di Claudio Baglioni

Sandro De Bonis per doremifasol.org

La musica ci fa sentire il respiro caldo e il ritmo delicato della vita. La poesia è il primo linguaggio della musica, perché custodisce le parole che trasmettono la sana energia che tiene uniti al mondo vivente. La poesia è sempre musicale, è fatta dalla stessa sostanza vitale di cui noi stessi siamo fatti, per questo la poesia è in relazione con il nostro cuore, con le nostre profonde emozioni. La musica ci fa capire che siamo fiato e storie, volti e parole, movimento dentro un’armonia che noi contribuiamo a far circolare con il nostro fare. La poesia ci fa vedere che siamo cammino di elementi sonori e ritmici; voce ed anima, ragione e sentimento. Siamo sogni e battito, siamo tutto questo perché siamo vita; vita accolta e corsa, vita che è sempre in azione; vita evocata, sentita ed inseguita che è sempre in opera. Noi cercatori di luce, in perenne cammino, in attesa di una profezia che ha il volto della bellezza che mai delude e che sentiamo vibrare nell’anima. Di quest’anima non ne conosciamo i confini, ne avvertiamo però l’energia che ci coinvolge e che ci dice che facciamo parte di un unico corpo che ci lega e si muove con noi.

Siamo vive emozione, forti passioni e sentite riflessioni; parole vissute e parole in-corso. Parole di vita continuamente ricevute e rilanciate, parole che aspettano e che cercano, parole che scrivono in modo nuovo lo stare al mondo. Claudio con la sua arte ci fa capire che siamo abitati dalla musica, bellezza avvincente ed avvolgente, acqua e sale che custodisce ogni sapore. La musica è parola che sta sulla soglia, posizione che è sempre un’esposizione, parola che quando incontra le cose del mondo le fa apparire con la loro stessa luce e le fa parlare con le parole del loro dire. La musica ci mostra che la vita è accogliere, per questo l’apertura è il tratto fondamentale dell’esistenza; apertura come accoglienza, apertura come ascolto e apertura come segno stesso della vita. La musica diviene così, il luogo per eccellenza dell’ascolto, scena dove le parole sono ascoltate perché sono accolte e sono accolte perché sono destinate ad essere rilanciate. Il gesto musicale imita ed invita il processo di accoglienza che caratterizza il corpo di questo mondo. La musica ci insegna che ascoltare è prendersi cura delle parole, ad accudirle ed accompagnarle, come noi siamo accolti dalle e nelle parole. Allora il quotidiano diventa il luogo dell’accordo tra note e volti, teatro dove ogni essere umano raccontandosi agli altri contribuisce a creare la comunità sociale. Il nostro racconto si lega dunque, al racconto stesso del mondo, processo che vibra nelle nostre parole, onda sonora che si fa corpo nelle nostre voci.

La musica è il corpo e l’anima di questo mondo, il suo destino è quello di raccontare la bellezza, quella bellezza che risplende nei volti di chi desidera abbracciare con uno sguardo il mondo, per questo la bellezza risuona nelle storie abitate da un sogno. Nelle parole in-note di Claudio risuona la grande bellezza della vita, segno di quel respiro eterno che la musica porta con sé. Per questo le sue parole diventano anche le nostre, il suo battito il nostro, la sua corsa di volere ed inseguire un sogno è anche il nostro.

La musica è lo stupore che ci sveglia alla bellezza; incontro che ci chiama e che ci mette in cammino nell’aperto della vita con le nostre parole per costruire un mondo nuovo. La musica di Claudio è l’In-canto che apre orizzonti nuovi; è canto che ci fa compagnia, che ci fa stare assieme, che ci fa condividere la vita come un’avventura che si costruisce assieme. Compagnia come segno di una serena e seria allegria. L’In-canto è elegante energia, forza e poesia che ci guidano nei nuovi giorni; sensibile magia che ci fa sentire il mondo come una grande opera che costruiamo con i nostri corpi di vita. L’In-canto diviene allora, un incontro speciale, luogo, scrive Claudio, dove possiamo sentire la presenza di “un seme d’eterno”1  , segno che nel tempo finito della vita possiamo provare ed accogliere l’infinito. In questo orizzonte l’In-canto è manifestazione che conquista; è rivelazione che rapisce e fascinazione che colpisce, evento che ogni giorno  rinnova il prodigio e l’amore della vita. In-canto come coinvolgimento e “come un canto del cuore2  ”, come movimento che ci sorprende e ci prende, che accoglie ed accompagna il nostro modo di sentire il mondo. In-canto come ascolto e tensione, come forza e ammirazione, come torsione ed attenzione; come espressione che accoglie e si accorda, come ascolto del mondo. In ultimo, In-Canto come meraviglia che ci avvicina e che ci mette in cammino con amore nel mondo della vita. Tutto questo è l’arte di Claudio, arte che commuove e muove l’uomo, arte creata e donata, ricevuta e vissuta e mai temuta; arte come dono che si dona e che ci accompagna nel mondo e che ci fa sentire come parte di un unico stesso mondo. Siamo vita e diamo vita, siamo In-canto e poesia che ogni giorno rinnova il miracolo dell’esistere, tutto questo lo comprendiamo anche dalla musica. Questo è l’in-canto che Claudio ogni giorno ci dona.

Sandro De Bonis

NOTE

[←1 ] Frase contenuta nel brano Per incanto e per amore.

[←2 ] Ibidem


The Godfather

The Godfather [Il Padrino] - Dietro questo nickname si cela il nostro fondatore e amministratore unico TONY ASSANTE, più grigio ma MAI domo. Il logo (lo chiedono in molti) è il simbolo dei FANS di Elvis Presley (Cercate il significato in rete).

2 Commenti

  1. L’in-canto di Claudio spero che continui,anche fuori dagli schemi remando controcorrente.Con Claudio le sorprese sono sempre dietro l’angolo.Fan’74.

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