Resoconti

Caro Claudio Baglioni ti scrivo

Prato, lì 13/04/2022

Caro Claudio,

da tempo ormai pensavo di scriverti. Fin dal tempo della gravidanza di mia mamma nel lontano 1999 sei stato con me, le dolci note della tua discografia accompagnavano la mia venuta al mondo.

Tu pubblicavi “Viaggiatore sulla coda del tempo” col tuo singolo magnifico Cuore di Aliante, che oggi ascolto per caricarmi mentre vado all’università o mentre mi aspetta qualcosa di importante: quasi come se in quel remoto mercoledì 29 dicembre 1999 alle ore 3:45 a Prato fossi arrivato così, come su un aliante.

Ricordo che da piccolo mi affascinavano le immagini dei tuoi primi concerti agli stadi e nei palazzetti con il palco scenico al centro, così tanto che iniziai ad imitarti: prendevo i tuoi dischi dal vivo, accendevo il registratore e facevo partire la musica e mi esibivo per ore, facevo finta di suonare, di interagire col pubblico.

Ero diventato un “frontman” provetto.

Sognai così di fare il cantante, ma la mia voce non si è prestata al canto, bensì al teatro e decisi di fare quello.

Anche perché la maestra delle elementari richiamò mia madre intimandola di farmi smettere di ascoltare e di cantare a scuola Strada facendo, così iniziai a cantare La vita è adesso: pur sempre un cambiamento, no? Tuttavia la passione per la tua musica non è mai scomparsa, dei 600 e più brani che ho sul telefono più della metà sono tuoi: li ascolto per strada, a passeggio, in macchina, sul tram, sull’aereo e talvolta anche mentre studio.

So già cosa penserai “Poteva andarti molto meglio, ma poteva andarti anche molto peggio”.

La stessa frase che mi dicesti a Lampedusa nel 2016, l’unica volta in cui potei scambiare quattro chiacchiere con te in tranquillità.

Dal mio punto di vista non sarebbe mai potuto capitarmi niente di meglio, la tua musica mi ha accompagnato nelle malinconie e nelle ansie che manifestai sin da bambino, durante il periodo del bullismo alle elementari e alle medie e in altri periodi bui della mia giovane vita.

Capisco la malinconia che vai cantando con tenerezza in Avrai, la gioia che fa male più della malinconia in La vita è adesso, il fatto di chiedere sempre permesso per essere se stesso ne La piana dei cavalli bradi e il gancio in mezzo al cielo di Strada facendo.

Ma la poesia pura in cui mi riconosco ancor di più è Quante volte, inno delle mie malinconie, tant’è che gli amici mi chiamano ironicamente Giacomino Leopardi, dato che sono sempre il pessimista, lo studioso e anche perché scrivo pensieri (principalmente in versi).

Solo così riesco a scaricarmi dallo stress, sicuramente tu potrai comprendere quella sensazione di spaesamento, di vuoto, di voler scoppiare quando la scrittura non accenna a tornare al cuore: può durare giorni, settimane, mesi, anni.

Essa però torna poi, più forte che mai.

Soprattutto da quando abito in Germania a Heidelberg (la città dei romantici tedeschi per eccellenza) per affrontare la mia magistrale in Interpretariato di Conferenza (sono al I anno) ho la voglia di conoscere, di esplorare e l’ispirazione non manca.

Come se fossi tornato bambino, quando ammirai le bellezze di Firenze e di Roma per la prima volta rimanendo senza fiato e sognando un giorno di studiarle e di raccontarle al mondo intero ed è quello che faccio per passione: studio la storia, le opere d’arte, le città d’arte e le lingue cercando di comprendere, di imparare e di essere in continua scoperta. Tutto questo cerco di riporlo nella scrittura, ma è solo grazie a te se la porto avanti e agli spunti che, a volte, le tue poesie e le tue musiche riescono a darmi o anche grazie alle parti cui dai più importanza e tonalità con la tua splendida voce.

Ho scritto un articolo su Doremifasol in occasione del tuo concerto a Prato [Link articolo], ero appena tornato per la pausa tra il semestre invernale ed estivo e non potevo mancare a questo appuntamento col mio mentore, sedevo in prima fila a pochissimi centimetri da te, così ho deciso di raccontare le emozioni di un tuo concerto dal punto di vista di un giovane nato nei tempi moderni, ma ancorato effettivamente tra le tre dimensioni temporali: il passato (i miei gusti musicali e non solo risiedono dagli anni ’60 agli anni ’90 circa), nel presente (i miei studi, i miei affetti, le mie ansie) e il futuro (quello che verrà, la mia America che mi aspetta).

Le Caravelle del tuo tour sono un po’ anche le caravelle della mia vita. Questa vita che va vissuta perché è adesso e il sogno è sempre.

Spero di ricevere un riscontro da parte tua, mi farebbe davvero felice se tu leggessi i miei pensieri.

Gradirei concludere con i tuoi stessi versi, è la sensazione che provo ogni volta che a Heidelberg guardo l’orizzonte dalla Alte Brücke (Ponte Vecchio) verso la Philosophenweg (la passeggiata dei filosofi al tramonto), abbracciato dai colli che mi ricordano la mia terra d’origine: la Toscana.

Qui sul fondo del mio cuore, l’epicentro
Qui sotto la pelle di un eterno scontro, altrove
Qui nel mondo a chiedermi “che cosa c’entro?”
Qui col tempo che è volato via, altrove
Qui con una musica che batte dentro
Qui per una vita che mi corre incontro, altrove
Qui dove sarò per sempre un fuoricentro
Qui in questa storia che è la mia
La mia

Grazie di esistere Claudio e di far quotidianamente parte della mia giovane e vulcanica vita, ti abbraccio forte.

Tuo Marco


The Godfather

The Godfather [Il Padrino] - Dietro questo nickname si cela il nostro fondatore e amministratore unico TONY ASSANTE, più grigio ma MAI domo. Il logo (lo chiedono in molti) è il simbolo dei FANS di Elvis Presley (Cercate il significato in rete).

5 Commenti

  1. Sei fantastico Marco,la tua mamma sarà sicuramente orgogliosa di te, sei una bellissima persona ,con una grande sensibilità!!
    Invidio la tua capacità di mettere nero su bianco le tue emozioni,cosa che io non riesco a fare,x questo ti chiedo scusa se faccio mio il tuo scritto xche sono le stesse emozioni che provo anche io da 50 anni , da quando ascolto le poesie in musica del GRANDE CLAUDIO!! Buona Vita Marco,e che tutti i tuoi sogni si avverino accompagnati dalla colonna sonora della vita:la Musica di Claudio ❤

  2. Marco di Prato, amo le tue parole anche perché ho fatto la stessa cosa con mia figlia . A 6 anni cantava a squarciagola Ti amo ancora ed oggi canta con la stessa intensità Gli anni più belli, ho praticamente creato il mio clone. Al concerto di Palermo , ha pianto dall’inizio alla fine e le.persone della mia generazione 74 non potevano credere che una ragazza così giovane sapesse tutte le sue canzoni. Oggi ha 20 anni ,era il suo primo concerto di Claudio ed è stato incredibile. Ora ci aspetta il Teatro greco di Siracusa a luglio. Grazie Marco per la tua bellissima storia. Maria

  3. Ciao Claudio sono stata al tuo concerto a Bergamo il 10 aprile è stato bellissimo sei stato stupendo più del solito mi è piaciuto tantissimo. Poi 3 ore e mazza di concerto non stop non è da tutti. Grazie Daniela

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