Resoconti

Ritratto di Claudio Baglioni… A modo mio

Rosa Berardino per doremifasol.org

Negli ultimi giorni di luglio il canale Rainews24 ha dedicato uno spazio tra i “Ritratti d’autore” all’artista Claudio Baglioni e ai suoi 50 e passa anni di carriera; uno speciale a cura di Fausto Pellegrini, tanto atteso dai fan e trasmesso con evidenti segni di sciatteria dal punto di vista tecnico… Un contrasto assai stridente- mentre Claudio racconta come impegno, abnegazione, perfezionismo, cura dei dettagli lo abbiano portato a lavorare di continuo, in un lavoro di ricerca musicale e poetica praticamente infinito, nel filmato immagini e audio non si sincronizzano, giocano a rimbalzo, spezzano irrimediabilmente il filo del discorso.

E così, non per scelta, ho provato a setacciare qualche tema, ripromettendo a me stessa di approfondire nella successiva replica, il giorno seguente, sperando che qualcuno potesse rimettere nella giusta sequenza quel racconto e quelle immagini, così attese e così preziose per noi.

Ne è venuto fuori un collage interessante, che ciascuno può arricchire a piacimento, riguardando il filmato (che trovate qui) e costruendosi un personalissimo ritratto dell’artista.

Questo il mio collage…

Ritratto di Claudio, attraverso le sue parole, in un collage ‘a modo mio’ (nelle parentesi, per non contaminare, trovate le mie riflessioni).

Gli sguardi ricercati, per non essere trasparente al mondo (contaci, Claudio, siamo tantissimi e no, decisamente non sei trasparente).

La clessidra, fluida e polverosa rappresentazione dello scorrere del tempo (che tanto ritorna nelle sue canzoni, una su tutte, “Stelle di stelle”, con suggello vocale della divina Mia Martini “io in che parole fuggirò, polveri e sere corse via, dentro un bicchiere, clessidra che butto giù”- spoiler… questa immagine segna uno spartiacque, adesso sarà impossibile maneggiare un calice di vino senza pensare alla bellezza di questi versi).

Il grande sogno dell’uomo – non quello di volare, ma di dominare il tempo (qui, immediato, prende forma il richiamo a “Cuore di aliante” – “a combattere il tempo, come si fa? Si può battere solo a tempo di musica… Non ti abbattere al tempo che se ne va, lo puoi battere ancora a tempo di musica sul tempo che va”).

Il palcoscenico – ultimo quello delle Terme di Caracalla, ma prima di questo scenario unico al mondo, il racconto si snoda partendo dalla piazza di Centocelle, dal palcoscenico dei primi spettacoli, dalle piazze di Roma (compresa piazza San Pietro), passando per Auditorium, Arene e Stadi, per tanti, tantissimi teatri e proseguendo, in ordine sparso, tra camion, tram, balconi, tetti e terrazze… (eh sì, anche qui, un sabato sera, in diretta su RaiUno per Fantastico 6, Claudio ha cantato “Amori in corso” dalla terrazza dell’Hotel Hilton a Monte Mario, omaggio alla città eterna, sullo sfondo lo splendido panorama di Roma illuminata, prima di rientrare al Teatro delle Vittorie.

I sogni– che si realizzano solo se viaggiano sulle gambe di tante persone e si rinfrescano, fanno il giro di una stanza ed entrano nelle menti (“Il sogno è sempre” lo avete appena ascoltato con il filmato suggerito, bisogna aver cura dei propri sogni, come delle canzoni che ci fanno sognare).

Artista-artigiano, un mix di mani su tasti e corde, inventiva e cuore & Artista-artefice, perché deve riuscire a far accadere delle cose, generare incanto che deve sollecitare qualcosa negli animi (qui ne avrei cento di versi da segnalare e di episodi da richiamare, ma adesso lascio a voi, siete pronti per il vostro collage)

Pianoforte e chitarra- i ferri del mestiere, gli arnesi del laboratorio artigiano, rispettivamente ‘l’armadio  dai tanti cassetti da riaprire’ e ‘lo strumento abbracciabile’ con cui Claudio, sorriso sornione, confessa di aver trascorso tanta parte della sua vita (Clà, vale anche per le nostre vite!)

Il viaggio– filo conduttore, pretesto, contenuto e metafora di mille e mille più canzoni- il viaggio per colmare una distanza, verso un’altra persona, verso la conoscenza, la verità, l’innocenza, le stelle. E assieme al viaggio l’importanza degli appuntamenti, alcuni dei quali hanno il privilegio dell’eternità e, assieme a questi, anche quelli brevissimi che riescono, però, a lasciare il segno e ci cambiano… La pallina che si muove sul tappeto della vita, dove giochiamo a carambola… (Chapeaux! immagine da conservare, bellissima, appaiata al verso di “Notte di note” – “per tutti gli uomini che passano sui fogli del mondo come scarabocchi…In questa notte di stelle distratte, sorprese da un’alba che confonde”)

Un bel patto– tanta strada fatta assieme, con tante persone e con tanto tempo condiviso, una promessa da portare avanti nel tempo, quell’entusiasmo e quell’energia che spinge ad alzarsi, tutti su!

(non è forse tra le frasi conclusive che ci ha regalato nell’ultimo spettacolo? Una ricetta semplice: tutti su, a realizzare quel che stiamo sognando di fare o di essere, in questo tempo che abbiamo. Ora tocca noi…)

Per concludere, un augurio (nel filmato potete ascoltarlo dalla sua voce) – di provare sempre gli stessi ‘tuffi al cuore’ che solo certe cose possono dare.

Grazie Claudio, per ‘esserci’ nella tua musica e per i tanti ‘tuffi al cuore’, regalati alle nostre vite.

Rosa Berardino

The Godfather

The Godfather [Il Padrino] - Dietro questo nickname si cela il nostro fondatore e amministratore unico TONY ASSANTE, più grigio ma MAI domo. Il logo (lo chiedono in molti) è il simbolo dei FANS di Elvis Presley (Cercate il significato in rete).

2 Commenti

  1. Le canzoni di Cucaio racchiudono i suoi pensieri, le sue riflessioni, la sua filosofia. Ed è per questo che, quando parla o durante un’intervista o nei suoi concerti-sogno, ci ammalia e incanta. Grazie Rosa per questa bellissima analisi che hai condiviso con noi! Fai Buon Viaggio della Vita!
    W Cucaio, W il grande mago incantatore per sempre!

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