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Claudio Baglioni nelle Università

In questi giorni ho letto alcuni post su Facebook dove si cercava di legittimare l’opera di Claudio affermando “che è stato studiato” nella tal università dal tal professore. Beh, vorrei fare un po’ di ordine su questo concetto.

Nella vulgata passa l’idea che se un qualcosa viene studiato dall’Università, allora è qualcosa di “figo” o di intelligente, questo perché fin da quando siamo bambini siamo educati al concetto di “canone”: noi studiamo a scuola, fin da piccoli, qualcosa che è ritenuto dal professore o dal maestro “migliore” rispetto al resto, qualcosa che fa parte di un canone riconosciuto (un mondo condiviso da tutti), quindi per questo importante, e per questo “bello e interessante”. Il concetto di canone credo che oggi sia molto superato, anche se ovviamente è molto utile dal punto di vista scolastico e didattico (un professore deve sapere quali sono i classici della sua materia). Ma oggi la prospettiva degli studi più recenti è completamente DIVERSA. Il canone aveva senso quando era in voga l’idea della sacralità dell’arte e dell’opera d’arte.

Cerco di spiegarmi in parole più semplici possibili. Se nell’antica Grecia veniva scolpita una statua considerata molto bella, quella diventava l’esempio di un “canone di bellezza”, qualcosa che tutti gli scultori che venivano dopo in qualche modo dovevano copiare, o a cui dovevano ispirarsi. Ma oggi, nel nostro mondo contemporaneo, esiste qualche cosa che possiamo definire “oggettivamente bello”, a cui tutti devono in qualche modo ispirarsi perché “bello” senza alcuna possibilità di discutere? Credo di no.

Certo, esistono anche oggi i modelli. Esistono ad ogni livello: la tattica di un allenatore (da Arrigo Sacchi a Antonio Conte) può essere un modello per altri, un’intuizione musicale (il palco al centro, per esempio?) può essere copiata da tanti altri, così come un genere musicale può ispirare un altro (dal rap nasce la trap, stando sul contemporaneo), e via dicendo (allargate pure voi questo discorso a tantissimi altri ambiti). Ma il rapporto tra un modello e il suo “figlio”, quindi tra l’artista/soggetto che si ispira a qualcos’altro, non è di carattere devozionale, come appunto era il rapporto tra lo sculture e colui che aveva fondato il canone di bellezza. No: il rapporto è sempre e soltanto di carattere storico. Ossia, banalmente: io sono un fan di Claudio Baglioni, dei Nomadi e di Fabrizio De André: quando scrivo le mie canzoni, il mio stile di scrittura risente di Baglioni, di De André e dei Nomadi. Questo non perché io li reputi “migliori”, né “canonici”, né “più belli (nel senso più generale del termine)” rispetto ad altri cantautori, ma solo appunto per una ragione “storica”: questi artisti fanno parte della mia storia personale. Certo, li apprezzo (altrimenti non li ascolterei così tanto), ma non è detto che debbano essere elevati a canone di qualunque tipo. Dunque, è per una ragione storica, direi quasi casuale, che il mio stile di autore di canzoni (niente di che, non pensiate) risente degli artisti che amo.

Approcciarsi ad un’opera di un’artista secondo questa prospettiva fa si che TUTTE le opere di TUTTI gli artisti possano essere analizzate, anche le canzoni più brutte. Dunque, tornando alla questione iniziale: il fatto che Baglioni venga studiato dal tal professore nella tal Università NON è assolutamente garanzia di cultura né di qualità. Tantomeno, non lo è neanche il suo inserimento nei libri di poesia di scuola. Lo diciamo spesso che “la canzone bella è poesia”, ma vorrei ribadire ancora una volta che “la canzone bella è una bella canzone”, e non è poesia. Leopardi va bene per essere letto, così come Foscolo: i loro endecasillabi e settenari vanno letti, magari in metrica, per coglierne alcune sfumature ritmiche, ma non cantati. SE dovessero essere cantati (quindi, se alle parole fosse aggiunta una musica), il significato della poesia sarebbe DIVERSO.

Pensiamo al nostro Claudio: ma vi immaginate di leggere Io dal mare o Le mani e l’anima senza cogliere le sfumature di significato della musica e soprattutto dell’arrangiamento? Certo, i testi sono bellissimi, e POSSONO ESSERE LETTI (e studiati) ANCHE SENZA LA MUSICA, hanno una loro musicalità interna dettata da assonanze e consonanze bellissima… ma senza la musica il significato che ne esce è comunque diverso, per non dire “ridotto”.

Quindi, più che esultare perché Claudio viene studiato in questa o in quell’altra Università, io direi che sarebbe interessante vedere COME Claudio viene studiato, COSA viene studiato di lui e soprattutto COSA viene detto di lui nelle Università.

Personalmente, credo che l’opera di Claudio sia interessante da TANTI PUNTI DI VISTA: i testi, le musiche, l’interpretazione, la performante, gli aspetti teatrali, la prospettiva intermediale (dialogo tra i media), l’interesse sociologico e molto, molto altro ancora. Sarebbe un mondo affascinante da esplorare, e cercherò a spot di farlo insieme a voi. Spero dunque di aiutarvi a dare degli esempi non per legittimare l’opera di Claudio, ma per capire PERCHE’ e CHE COSA è interessante della sua opera.

Riprenderemo dalla storia della performance, ma andremo anche nei cosiddetti processi intermediali. Questo perché mi sono laureato lunedì per la seconda volta su Claudio Baglioni (con votazione 110 e lode), e mi sono reso conto che davvero l’opera del nostro beniamino è ricchissima di spunti che meritano di essere analizzati, uno ad uno. Spero possa essere una lettura (magari non leggera) che arricchirà la vostra estate.

Nel frattempo, per chi ci andrà, auguro a tutti buone vacanze!

Luca

Luca Bertoloni

Nato a Pavia nel 1987, laureato in lettere moderne e attualmente studente di Filologia moderna, scienze della letteratura, del teatro e del cinema; maestro di scuola materna di musica e teatro e educatore presso gli oratori della città, suona nel gruppo pop pavese Fuori Target, per cui scrive i brani e cura gli arrangiamenti, e coordina sempre a Pavia la compagnia teatrale amatoriale I Balabiut; è inoltre volontario presso l’oratorio Santa Maria di Caravaggio (Pv), dove svolge diverse attività che spaziano dal coro all’animazione.

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4 commenti

  1. non bisogna dimenticare che una poesia-canzone ha nella sua struttura linguistica la base musicale. che la accompagna…Quindi per leggere bene un testo di una canzone poesia in realta bisogna essere a conoscenza del carattere della sua base musicale. Se si fa questo una canzone puo’ essere piu” di una poesia altro che sonetti ed idilli di Leopardi…E poi oggi con tutte le tecnologoe a ns dispodisozione.non e’ un problema riprodutre una canzone.. poesia….I tempi cambiano, le cose si evolvono anche la poesia bisogna saper cogliere.

  2. Complimenti e congratulazioni per la laurea!
    E buone e meritate vacanze oltre che un grazie sincero per gli articoli sempre estremamente interessanti e pieni di spunti di riflessione.

  3. Credo fermamente che la vera differenza la faccia solo lui …in quanto lui…con la sua essenza….il suo modo di porsi, cioè con la sua personalità e le sue doti vocali artistiche (naturali) alquanto originali. Sa trasmettere !
    Le canzoni ….I testi….le musiche …..si sono belle ! Ma la dimostrazione che solo lui è capace ad infondere qualcosa in più, è il fatto che qualsiasi cosa lui canti/interpreti la rende diversa…speciale. … a volte magica ! Quindi direi che più che analizzare i testi e le musiche….è il personaggio che andrebbe studiato ! Lui come, tanti altri in Italia, credo che non abbiano avuto il giusto supporto per essere visibili anche ad un pubblico più internazionale…..questo il mio rammarico…..Claudio Baglioni sarebbe dovuto andare “oltre”…. oltre confine !

    • Ciao LUCA TANTI AUGURI X LA TUA LAUREA
      SONO d’accordo con te “CLAUDIO ” È UNICO
      OGNI SUO CONCERTO È MAGIA
      Ti auguro buone vacanze e va A LAMPEDUSA
      CIAO “POETA “

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