Il sogno realizzato di Mauro a Lampedusa
Buon Anno a tutti
Buon giorno Tony,
sono Mauro e sono non vedente, vorrei condividere questo pensiero che riguarda una storia personale , nel sito di doremifasol dove voi pubblicate tante situazioni,ho difficoltà con le sintesi vocali che mi consentono di leggere e scrivere ad intercettare bene le storie pubblicate ma nel caso ci sia lo spazio avrei piacere di condividere questa esperienza, aspettando di incontrare Claudio il 29 giugno 2026 in piazza San Marco a Venezia e speerando che cambi idea e non chiuda la stagione dei concerti .
Buona vit a tutti
Mauro clabber 5330
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Nel 2024 ho finalmente realizzato un sogno che portavo dentro da molto tempo: andare con mia moglie a Lampedusa. Non era solo una vacanza, ma un viaggio dal significato profondo. Da anni desideravo mettere piede su quest’isola speciale, teatro di bellezza e di tragedia, di mare e di speranza. Una terra accarezzata dal vento, dove tante anime in cerca di vita migliore trovano invece la fine del loro cammino. Desideravo esserci, per sentire quell’energia così forte, per lasciare anch’io, nel mio piccolo, un segno di vicinanza a quel dolore silenzioso che il mare ogni giorno restituisce.
Lampedusa è un’isola che ti accoglie e ti ferisce insieme. Ti rapisce con i suoi profumi, la luce abbagliante, i suoni del vento e le voci della gente. È un luogo dove l’umanità ti avvolge, dove i volti dei lampedusani raccontano fatica, generosità, dignità. Forse è questo che la rende così unica: un posto dove la vita, nonostante tutto, continua a sorridere.
Avevamo scelto come periodo l’inizio di settembre, proprio a ridosso della tappa conclusiva del tour di Claudio Baglioni, il mio cantante preferito, che da molti anni vive proprio lì. Da oltre quarantacinque anni seguo la sua musica, i concerti, i testi che considero vere e proprie poesie.
La settimana di vacanza, però, non partì nel migliore dei modi: il vento di scirocco soffiava con una forza tale da impedire alle barche di uscire. Il caldo era pesante, il mare inaccessibile. Ma Lampedusa sa farsi perdonare anche nell’attesa. E ogni giorno, tra racconti, sapori straordinari e l’accoglienza sincera della gente del posto, scoprivo quanto i siciliani sappiano donarsi con un cuore immenso, senza bisogno di parole.
Solo il penultimo giorno, il vento finalmente calò. Potevamo uscire in barca. Era l’occasione che aspettavamo per ammirare — o nel mio caso, immaginare — le calette, le grotte, le sfumature del mare più azzurro del Mediterraneo. L’escursione fu bellissima: tutti erano allegri, si rideva, si brindava, il mare profumava di libertà.
Durante la gita conobbi Massimo, il proprietario della barca. Un uomo dal sorriso sincero, di quella generosità tipica dei siciliani che ti colpisce perché è naturale, spontanea, mai ostentata. Tra una chiacchiera e l’altra gli parlai della mia passione per Baglioni, e lui mi rispose con una frase che all’inizio presi come una simpatica battuta:
“Se posso, Mauro, ti faccio conoscere il tuo cantante preferito.”
La giornata passò veloce, tra amicizia, cordialità e mare, e, quando ormai era tempo di salutarci, Massimo mi disse:
“Tu resta qui un attimo, che ti porto dove ti ho promesso.”
Io e mia moglie ci guardammo, un po’ stupiti ma curiosi. Salimmo con lui in macchina e dopo pochi chilometri ci fermammo davanti a una casa meravigliosa. Massimo scese, suonò il campanello e chiese se fosse possibile incontrare Claudio.
Io rimasi in macchina, e il cuore mi batteva forte.
“Se è un sogno, non svegliarmi,”
dissi a mia moglie. Ma la governante ci informò che Claudio era già rientrato per prepararsi alle ultime date del tour, tra cui quella di Verona, a cui avrei assistito io stesso qualche settimana dopo.
Non fui deluso, non davvero. Certo, incontrarlo sarebbe stato straordinario, ma quello che avevo vissuto era già più che abbastanza: la gentilezza di un uomo che, conoscendomi da poche ore, aveva voluto provare a realizzare il mio sogno. Quel gesto, per me, valeva quanto l’incontro stesso.
Rientrati a Padova, raccontai questa storia agli amici. Oltre ai paesaggi indimenticabili, alla cucina straordinaria e alla forza del vento, ciò che portavo con me era la bontà della gente di Lampedusa — persone dal cuore grande, sincere, capaci di dare senza aspettarsi nulla.
Tre giorni dopo il ritorno, però, arrivò un messaggio vocale su WhatsApp. Era di Massimo. Quando lo ascoltai, rimasi senza parole. Era la voce di Claudio Baglioni. In pochi secondi di saluto, con la sua inconfondibile dolcezza, mi mandava un abbraccio a distanza e mi augurava di incontrarci, un giorno, a un concerto.
Mi commossi fino alle lacrime. Quel gesto — semplice e immenso — era la prova che la generosità, in un mondo spesso distratto, esiste ancora.
E che il vero miracolo di Lampedusa, per me, fu proprio questo: scoprire che tra mare, vento e memoria, il cuore delle persone sa essere più profondo dell’oceano.
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Il cuore dei Lampedusani è grande quanto il mare. La gentilezza di Claudione è infinita!!!!